{"id":26461,"date":"2018-04-16T00:00:00","date_gmt":"2018-04-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26461"},"modified":"2018-04-16T00:00:00","modified_gmt":"2018-04-15T23:00:00","slug":"nuova-impresa-per-mauro-buoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/nuova-impresa-per-mauro-buoro\/","title":{"rendered":"Nuova impresa per Mauro Buoro"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 13 aprile, dopo un pomeriggio relativamente tranquillo, nel quale i preparativi degli ultimi dettagli non hanno lasciato spazio alla tensione, verso le 23 raggiungo in bici da casa mia a Perteole la piazza di Ruda. Mio figlio Michele ha allestito un piccolo rinfresco per coloro che sono venuti a salutarmi: il suo aiuto per me \u00e8 fondamentale perch\u00e9 mi rende tranquillo. Tra le persone giunte a sostenermi scorgo a sorpresa la mia dietologa, la dottoressa \u00a0Paola della Mont\u00e0 dell\u2019ospedale di Palmanova: lei \u00e8 il mio angelo.<\/p>\n<p>Mentre salgo in sella per <u><strong><a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/5673\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la partenza delle 24 ore<\/a><\/strong><\/u> mi assale qualche dubbio: ho preso tutto? Cerco di non pensarci e di concentrarmi sulla pedalata. Grazie alle luci installate sulla bici sono molto visibile, tuttavia avvicinandomi alla \u201ccostiera\u201d in direzione Trieste il buio attorno diventa assoluto e il freddo pungente. Sento l\u2019acqua del Timavo scorrermi vicino cos\u00ec come il verso delle civette. Resto vigile: caprioli e cinghiali potrebbero sbucare all\u2019improvviso.<\/p>\n<p>Vedo in lontananza le luci di Trieste e inizio la discesa verso la citt\u00e0. Sono sudato e la bici \u00e8 pesante: con le borse che ho posizionato non ho una buona stabilit\u00e0. Ma non posso fermarmi.<\/p>\n<p>Arrivo a Barcola, calma piatta: non c\u2019\u00e8 nessuno. Una sensazione bellissima. \u00a0Alle 2.37 arrivo in piazza Unit\u00e0; c\u2019\u00e8 un po\u2019 di movida e approfitto per mangiare la prima barretta e, soprattutto, per bere: mi sono imposto di farlo ogni 40 minuti.<\/p>\n<p>Ritorno indietro verso Monfalcone, l\u2019orologio segna le 4. Ora il freddo si fa sentire e mi costringe a fermarmi per indossare abiti pi\u00f9 pesanti. Riparto in direzione Gorizia per raggiungere Corm\u00f2ns e poi via per Cividale: \u00e8 qui che nelle prime ore del mattino il freddo si avverte maggiormente. Ma osservare l\u2019alba e fotografarla ripaga di tutte le fatiche. Proprio a Cividale mi fermo per una prima colazione calda: una manna.<\/p>\n<p>Riparto alla volta di Faedis, Attimis, Nimis con il suo Passo di Monte Croce, per poi gi\u00f9 verso Tarcento. Con altri 100 km sulle gambe cerco di aumentare il ritmo: alle 11.30 mi attende a Osoppo la vicesindaco Ida Copetti. Arrivo con 15 minuti di ritardo. Assieme alla vicesindaco c\u2019\u00e8 anche l\u2019assessore Renzo Pellegrini. Plaudendo la mia iniziativa mi regalano due libri sulla storia di Osoppo e uno sulle Orchidee selvatiche: in questo territorio esistono 34 specie diverse. Mi invitano alla tradizionale festa del 20 maggio e poi mi donano il regalo pi\u00f9 bello: la medaglia della citt\u00e0. Quando nelle settimane precedenti avevo incontrato il sindaco Paolo\u00a0 De Simon per presentargli il mio progetto in bici, avevo confidato che dopo il terremoto del 1976 ero venuto proprio a Osoppo a dare una mano per la ricostruzione.<\/p>\n<p>Devo ripartire, ma sia la vicesindaco che l\u2019assessore insistono per mangiare una pizza insieme: \u201cDevi mangiare con tutta la fatica che hai fatto\u2026\u201d. La loro gentilezza mi emoziona e mi d\u00e0 la carica per il prosieguo.<\/p>\n<p>La giornata inizia a diventare calda: mi tolgo un po\u2019 di maglie, inizio a bere molto e a mangiare in modo regolare per controllare i cali di glicemia, altrimenti ti si spegne la luce. Arrivo a Sequals e sono gi\u00e0 215 Km sulle gambe: iniziano a fare male, anche il sedere dopo tante ore sulla sella \u00e8 indolenzito.<\/p>\n<p>Procedo verso la pianura del Pordenonese fino a Caneva e poi Sacile. Il caldo si fa sentire, devo stare attento che non si formino delle piaghe. Incontro tanta gente anche nei bar dove mi fermo per bere una bevanda fresca: l\u2019acqua nelle due mie borracce sa di te caldo, ma va bene cos\u00ec. Questo \u00e8 lo spirito del ciclista che fa tanti chilometri: prendere tutto quello che hai e non lamentarsi mai. La gente mi incita e quando scoprono che ho 61 anni rimangono sbalorditi.<\/p>\n<p>Scende la sera e torno di nuovo a vestirmi. La stanchezza inizia a farsi sentire, devo regolare le forze pensando a tante situazioni belle: \u00e8 cos\u00ec quando sei per 24 ore in bici da solo. Accendo tutte e sei le luci posteriori mentre percorro la Napoleonica: la strada \u00e8 pericolosa ma \u00e8 la via pi\u00f9 veloce per tornare a casa. Manca poco ma sono in crisi. Decido di fermarmi al Ristorante \u201cAl Napoleon\u201d per bere una Coca Cola affinch\u00e9 gli zuccheri entrino subito in circolo. Chiamo mio figlio Michele Buoro, sento il bisogno del suo sostegno, <u><strong><a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/4925\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come successo a Berlino<\/a><\/strong><\/u>.<\/p>\n<p>Riparto, dopo qualche chilometro lo vedo arrivare assieme a sua moglie Francesca. Nella mia testa ritrovo le ultime energie mentre Michele cattura questi momenti con la macchina fotografica. Mi sembra di essere tornato indietro di un anno, in Germania: mi figlio ha sempre creduto nella mia forza.<\/p>\n<p>Vedo il campanile di Mortegliano. Mi dico che oramai \u00e8 fatta, ma pi\u00f9 corro pi\u00f9 il campanile appare sempre distante. \u00a0Cerco un altro punto di riferimento: vedo la luce di un lampione, mi do l\u2019obiettivo di raggiungerla. \u00a0Ma anche quella sembra non arrivare mai. In quei momenti capisci stai andando piano.<\/p>\n<p>Stringo i denti e, dopo 325 km in solitaria, finalmente arrivo a Ruda, nella piazza da cui ero partito il giorno prima. Michele organizza un brindisi con tanto di spumante e bandiera del Friuli. Ho sete, berrei tutta la bottiglia. Ma le ultime forze le tengo per ringraziare tutti e, soprattutto, dire: \u201cIo ce l\u2019ho fatta!\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l&#8217;esperienza a Berlino<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":26462,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-26461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24842-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Dopo l'esperienza a Berlino","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26461"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26461\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}