{"id":26383,"date":"2018-03-30T00:00:00","date_gmt":"2018-03-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26383"},"modified":"2018-03-30T00:00:00","modified_gmt":"2018-03-29T23:00:00","slug":"paura-ma-di-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/paura-ma-di-cosa\/","title":{"rendered":"Paura. Ma di cosa?"},"content":{"rendered":"<p>Per affrontare il nostro ragionamento questa volta dobbiamo partire dalla chiarezza terminologica e, conseguentemente, dei significati. Condizione che, come vedremo, \u00e8 spesso assai nebulosa tra i soggetti interessati.<\/p>\n<p>La parola chiave da cui iniziare \u00e8 <em>distress<\/em>, termine che rappresenta l\u2019aspetto negativo dello stress: una sorta di stato avversivo in cui la persona coinvolta non \u00e8 in grado di adattarsi completamente ai fattori di stress, mostrando comportamenti disadattivi. E in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 competitiva, dall\u2019evoluzione rapida e caotica come la nostra, il fenomeno sopra descritto apre scenari complessi e di non semplice soluzione.<\/p>\n<p><strong>Sto male e so perch\u00e9. Ma\u2026<\/strong><\/p>\n<p>La richiesta di prestazioni sempre pi\u00f9 intense nei diversi ambiti della vita, da quello lavorativo a quello famigliare, sta provocando un aumento vertiginoso dei casi di ansia tra le persone, in particolare adulti e anziani, mentre i \u00a0giovani sembrano evidenziare maggiori capacit\u00e0 di adattamento. Mobbing, reazioni di panico, disturbi postraumatici da stress: le nuove forme di patologie variano in conseguenza ai casi, ma sono tutte di carattere secondario. In pratica, sono provocate da altri fattori, il pi\u00f9 delle volte \u2013 e qui risiede il paradosso \u2013 gi\u00e0 conosciuti dalle persone che ne soffrono.<\/p>\n<p>In molti, infatti, si presentano da medici e specialisti spiegando quale secondo loro sia la causa del proprio malessere e chiedendo una soluzione. Quasi ritenendo il dottore uno shamano con la bacchetta magica (o, meglio, con il farmaco magico) per risolvere in pochi giorni tutti i loro problemi.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto umano prima di tutto<\/strong><\/p>\n<p>Trovarsi di fronte un paziente che, in breve sintesi, afferma \u201cso che sto male ma non posso farci niente\u201d \u00e8 uno dei contesti pi\u00f9 complicati per qualsiasi specialista, perch\u00e9 riduce l\u2019efficacia del proprio campo di azione. Se poi la gran parte delle depressioni secondarie sono legate a determinati eventi o situazioni non modificabili, anche l\u2019eventuale ricorso ai farmaci per affrontare il problema sarebbe scarsamente efficace. Un esempio pu\u00f2 aiutarci a chiarire: se lo stato di ansia di una persona \u00e8 provocato da episodi di mobbing sul posto di lavoro, finch\u00e9 non\u00a0cambier\u00e0 quella situazione sar\u00e0 molto difficile intervenire in maniera proficua.<\/p>\n<p>Ecco che allora la parola di un medico pu\u00f2 essere pi\u00f9 importante e positiva dell\u2019effetto di un farmaco. Un aspetto talvolta non preso in adeguata considerazione dagli specialisti: scrivere al computer, rispondere al telefono o addirittura sbadigliare mentre un paziente in difficolt\u00e0 comunica il suo disagio sono atteggiamenti da evitare assolutamente. Anche perch\u00e9 di fronte, pi\u00f9 che una persona ammalata, potrebbe trovarsi una persona spaventata.<\/p>\n<p><strong>Ansia o paura?<\/strong><\/p>\n<p>Come avvenuto in apertura, torniamo a ragionare sul significato dei termini. Se \u00e8 vero che il farmaco pi\u00f9 usato al mondo \u00e8 l\u2019ansiolitico e, conseguentemente, l\u2019ansia \u00e8 uno dei principali mali che colpisce le persone della nostra societ\u00e0, cosa si intende per ansia? In estrema sintesi \u00e8 la paura senza oggetto, ovvero non so di cosa ho paura, ma ho paura. Tuttavia, nei casi descritti in precedenza e argomento della nostra riflessione le persone sono ben\u00a0consce di cosa hanno paura. Possiamo ancora quindi definirla ansia? La risposta \u00e8 no perch\u00e9, molto pi\u00f9 semplicemente, se so di cosa ho paura, la mia non \u00e8 ansia ma per l\u2019appunto\u2026 paura.<\/p>\n<p><strong>Medicina o sociologia?<\/strong><\/p>\n<p>Quando una persona si presenta dal medico affermando di essere triste e angosciata perch\u00e9 sta\u00a0per essere licenziata, quali strumenti ha a disposizione il medico per cambiare le cose? Una domanda\u00a0provocatoria, ma al tempo stesso concreta. Dal punto di vista logico, ancor prima che clinico, nel caso specifico\u00a0l\u2019angoscia \u00e8 provocata dal timore di perdere il lavoro. La soluzione pi\u00f9 efficace \u2013 per restare nel paradosso \u2013 sarebbe che il medico potesse convincere il datore di lavoro del paziente a non licenziarlo. Questo per spiegare\u00a0come, nei contesti di <em>distress<\/em>, di ansie e paure, continuano ad aumentare verso i medici richieste che poco hanno a che fare con il contesto sanitario, bens\u00ec correlate principalmente all\u2019evoluzione sociale.\u00a0Ma proprio perch\u00e9 l\u2019evoluzione sociale tende a emarginare le persone in difficolt\u00e0, quando queste si presentano da noi medici \u00e8 fondamentale garantire loro ascolto, accoglienza ed empatia. Spesso, rimedi pi\u00f9 efficaci di qualsiasi farmaco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuove ansie<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":26384,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-26383","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",750,492,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",750,492,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",750,492,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1-300x197.webp",300,197,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",640,420,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",300,197,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",500,328,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",474,311,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",391,256,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",300,197,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",750,492,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",750,492,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",750,492,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",750,492,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1.webp",250,164,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24697-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Andrea Fiore","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/fiore\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Nuove ansie","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26383"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26383\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}