{"id":26343,"date":"2018-03-23T00:00:00","date_gmt":"2018-03-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26343"},"modified":"2018-03-23T00:00:00","modified_gmt":"2018-03-22T23:00:00","slug":"ridere-e-una-cosa-seria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ridere-e-una-cosa-seria\/","title":{"rendered":"Ridere \u00e8 una cosa seria"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono opportunit\u00e0 che possono cambiare in un attimo la direzione della propria vita. <strong>Tiziano Cossettini<\/strong>, classe 1962 di Mels di Colloredo di Monte Albano, la sua non l\u2019ha fatta sfuggire. E cos\u00ec da vent\u2019anni, pur mantenendo il proprio impiego\u00a0all\u2019interno di un\u2019azienda che realizza protesi, calca i palcoscenici di tutta la regione alternando recitazioni in divertenti commedie con interpretazioni in esilaranti cabaret. Con una predilezione mai celata per la lingua friulana.<\/p>\n<p><strong>Tiziano Cossettini, partiamo dall\u2019inizio: quando \u00e8 nata la sua passione per il teatro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa passione \u00e8 sempre stata dentro di me. Se rivolgo i miei pensieri al passato mi accorgo che fin da piccolo ogni occasione era buona per fare teatro. Certamente non in maniera ortodossa, ma i carnevali, le feste fra amici, le sagre paesane diventavano spunto per inventare piccole storie che si tramutavano poi in vivaci rappresentazioni. La svolta, comunque, avvenne nel 1998 con l\u2019incontro con la compagnia teatrale di Ragogna\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando si dice destino\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAll\u2019epoca facevo parte della Pro Loco del mio comune e chiamammo la compagnia di Ragogna a fare uno spettacolo. Casualit\u00e0 volle che a loro mancasse un componente e chiesero se c\u2019era qualcuno che poteva sostituirlo. Ovviamente presi la \u00a0palla al balzo: la recita and\u00f2 cos\u00ec bene che da allora sono molto orgoglioso di fare ancora parte di questa compagnia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando ha capito che la recitazione sarebbe stata qualcosa di pi\u00f9 di una semplice passione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando sono salito per la prima volta su un vero palcoscenico mi sono sentito a mio agio. Non \u00e8 presunzione, intendo dire che quelle sensazioni e vibrazioni che si provano prima di salire sul proscenio tipo palpitazioni, adrenalina, tensioni, mi trasmettono una energia positiva anzich\u00e9 il contrario. Poi quando si riesce a instaurare un canale intenso di comunicazione con il pubblico tutto diventa straordinario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non solo recitazione: tra le sue performance spicca anche il cabaret. Tra le due qual \u00e8 a suo avviso la pi\u00f9 difficile?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel contesto del cabaret mi definirei un buon apprendista, e come direbbe un tipico friulano \u201cmi rangi\u201d. Per quanto riguarda la difficolt\u00e0, sono due cose diverse: io vedo la recitazione come pi\u00f9 costanza, dedizione, il cabaret invece \u00e8 pi\u00f9 improvvisazione, sregolatezza; una \u00e8 pi\u00f9 studio, l\u2019altra pi\u00f9 genialit\u00e0; partono entrambe per\u00f2 da medesime origini\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il segreto per riuscire a far ridere la gente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl ritmo, il tempo esatto della battuta, la mimica, il movimento del corpo, tutto ci\u00f2 \u00e8 essenziale se sorretto da un buon copione. L\u2019ingrediente pi\u00f9 importante per\u00f2 \u00e8 essere il personaggio che racconti. Il bello del teatro \u00e8 che sei in diretta e il pubblico non lo inganni: si accorge subito se credi a quello che stai raccontando oppure fingi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019efficacia della comicit\u00e0 \u00e8 spesso legata al suo rapporto con l\u2019attualit\u00e0 e la quotidianit\u00e0. Vale cos\u00ec anche per Tiziano Cossettini?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei di s\u00ec. Solo attraverso un filo diretto con il nostro vivere quotidiano la comicit\u00e0 si sviluppa in maniera fluida ed \u00e8 facilmente intuibile e assimilabile anche dal pubblico. Se si vuole coinvolgere emotivamente lo spettatore bisogna per forza\u00a0di cose estrapolare concetti, situazioni, aneddoti che facciano parte del nostro modo di vivere. Poi per fortuna dei comici, nonostante la societ\u00e0 tenda a omologarsi, guardando i comportamenti umani abbiamo ancora tanto lavoro da svolgere&#8230;\u00bb<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019interpretazione ai testi: da cosa prende spunto per scrivere il copione di uno spettacolo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMolte volte sono intuizioni legate al mio mondo. Pu\u00f2 accadere di andare al bar ed essere testimone di fatti, battute che aprono scenari inimmaginabili, altre volte possono essere delle letture oppure esclusivamente l\u2019osservazione di certi avvenimenti di cronaca e la loro trasformazione in chiave comica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra gli spettacoli messi in scena finora a quale \u00e8 pi\u00f9 legato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLi amo un po\u2019 tutti. Se dovessi scegliere, sono molto legato alla commedia \u201cPui di l\u00e0 che di ca\u201d messa in scena con la compagnia teatrale di Ragogna. Prendendo spunto dalla letteratura, per l\u2019idea della vendita dell\u2019anima al diavolo, abbiamo creato la storia di un scrittore imbroglione che come Dante passa nell\u2019aldil\u00e0 e viene conteso tra inferno e paradiso. Dopo varie rocambolesche avventure riesce a ritornare nel mondo dei vivi dove crede di poter gabbare anche il diavolo. Il finale ovviamente \u00e8 a sorpresa. Con questa commedia ho avuto anche un riconoscimento da parte dell\u2019associazione teatrale\u00a0friulana\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha collaborato e collabora tutt\u2019ora con numerosi artisti del territorio: con chi di loro ha un rapporto pi\u00f9 forte?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo avuto la fortuna di conoscere Claudio Moretti, con lui mi sono avvicinato per la prima volta al mondo del cabaret. Nel tempo la collaborazione e il rapporto di stima si \u00e8 consolidato ed \u00e8 diventato anche di amicizia. \u00c8 un professionista serio e capace da cui si pu\u00f2 apprendere molto. Anche con Caterina Tomasulo c\u2019\u00e8 una forte convergenza e un\u2019amicizia nata parecchi anni or sono. Poi ci sono tutti gli attori della compagnia di Ragogna tra cui Pauli Nauli, con il quale assieme alla\u00a0Tomasulo formiamo il trio <em>Patocos<\/em>. Ci sono stati momenti di collaborazione anche con Di Pauli e Pecile, i geniali ideatori di <em>Felici ma Furlans <\/em>e <em>Tacons<\/em>, poi Luca Ferri di <em>Anathema teatro <\/em>e ultimamente ho avuto modo di collaborare e di apprezzare anche i <em>Trigeminus<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di colleghi: c\u2019\u00e8 un attore o un comico a cui si ispira?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVe ne sono che mi piacciono molto a livello nazionale e anche nel nostro panorama friulano, ma devo dire che non mi sono mai ispirato a questo o quello. Ritengo importante cercare di essere originale. Ognuno porta dentro di s\u00e9 caratteristiche uniche che rischiano di essere tradite se non si rimane se stessi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Continuiamo a parlare di territorio, nei suoi spettacoli la lingua friulana \u00e8 un caposaldo. \u00c8 pi\u00f9 facile far ridere in italiano o in friulano?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa lingua friulana per me \u00e8 la sorgente, \u00e8 quella che sgorga per prima. Mi viene naturale la battuta in friulano. La lingua friulana \u00e8 la lingua del popolo, \u00e8 vivace, divertente, ha delle espressioni che in italiano diventano quasi intraducibili. Ovviamente mi capita di recitare in italiano e mi fa piacere, anche perch\u00e9 la nostra lingua nazionale d\u00e0 la possibilit\u00e0 di avere un pubblico pi\u00f9 vasto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il segreto per fare in modo che la propria comicit\u00e0 sia sempre originale e mai ripetitiva?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCercare di rinnovarsi, avere voglia di scoprire modalit\u00e0 nuove. Nel teatro c\u2019\u00e8 sempre da imparare: per questo \u00e8 importante avere un atteggiamento curioso, essere attento ai particolari, vedere alle volte le cose in modo semplice, quasi con occhi da bambino. E poi perfezionarsi ed essere intransigenti con se stessi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando si trova davanti agli spettatori quali sono le emozioni che prova Tiziano Cossettini?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abInnanzitutto di rispetto per il pubblico. Poi ci sono due fasi: la prima, quasi di tensione adrenalinica, perch\u00e9 dobbiamo ancora conoscerci, ci dobbiamo comprendere, affiatare; poi arriva l\u2019altra, quella del fluido che scorre, perch\u00e9 il teatro \u00e8 \u00a0magia, e allora il pubblico diventa il tuo compagno di viaggio, ci divertiamo assieme in un reciproco scambio di energia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il complimento che le ha fatto pi\u00f9 piacere ricevere?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando le persone si complimentano dicendoti che il personaggio interpretato \u00e8 proprio come loro se lo immaginavano oppure ricorda loro individui che hanno conosciuto. I complimenti che mi fanno per\u00f2 molto piacere sono quando le persone mi ringraziano per aver fatto passare loro un paio d\u2019ore di svago, estraniandole dalle loro preoccupazioni quotidiane. Il teatro \u00e8 appagante quando capisci che pu\u00f2 donare attimi di felicit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Al di fuori del palcoscenico, quali sono le sue altre passioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa corsa campestre \u00e8 una passione che coltivo fin da piccolo; poi i viaggi, la lettura, il cinema, l\u2019astronomia, il calcio. Ma amo trascorrere pi\u00f9 tempo che posso con la mia famiglia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono invece i progetti per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo scritto la storia di un barbone friulano e con la regia di Luca Ferri lo stiamo mettendo in scena. \u00c8 una esperienza nuova per me, non tanto perch\u00e9 sar\u00e0 un monologo ma perch\u00e9 non interpreter\u00f2 il ruolo in chiave prettamente comica. \u00c8 una bella sfida con me stesso, faticosa ma al tempo stesso eccitante\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tiziano Cossettini<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":26344,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-26343","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",750,539,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",750,539,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",750,539,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1-300x216.webp",300,216,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",640,460,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",300,216,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",500,359,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",451,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",362,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",300,216,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",750,539,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",750,539,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",750,539,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",750,539,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1.webp",250,180,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24607-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Tiziano Cossettini","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26343\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}