{"id":26309,"date":"2018-03-19T00:00:00","date_gmt":"2018-03-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26309"},"modified":"2018-03-19T00:00:00","modified_gmt":"2018-03-18T23:00:00","slug":"il-silenzio-il-buio-e-le-colline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-silenzio-il-buio-e-le-colline\/","title":{"rendered":"Il silenzio, il buio e le colline"},"content":{"rendered":"<p><strong>Luca Bidoli, com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di scrivere <\/strong><strong><em>Il silenzio, il buio e le colline<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon saprei dirlo. So solo che, ad un certo punto, un\u2019idea, una traccia di una possibile storia \u00e8 nata in me. Il resto \u00e8 venuto in modo quasi immediato, necessario oserei dire. Dovevo scrivere quello che gi\u00e0 formulavo e immaginavo nella mia mente, tutto qui\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa desidera trasmettere al lettore attraverso questo libro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa cosa pi\u00f9 semplice e immediata: un\u2019emozione e una possibile identificazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La storia prende avvio dal male incurabile diagnosticato a una donna che decide di isolarsi in un piccolo paesino. Come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPotrei paradossalmente dire che non sono io ad aver fatto questa scelta, ma lei. Ho solo cercato, sar\u00e0 l\u2019eventuale lettore a giudicare, di immedesimarmi in una natura femminile, con tutti i rischi che questo comporta, una identit\u00e0 sostanzialmente timida e introversa che, di fronte al male, cerca un rifugio, un riparo e una possibilit\u00e0. Anche il dolore, in questo mio scritto, \u00e8 letto e visto come apertura di un senso, non negazione della vita, ma ricerca di una consapevolezza pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 autentica e reale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il paesino di montagna \u201cin cui l\u2019inverno dura pi\u00f9 di tre mesi\u201d \u00e8 un luogo immaginario o ha preso spunto da qualche localit\u00e0 precisa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDue autunni fa, al ritorno da una domenica a Venzone &#8211; ero con mio fratello Fabrizio e con Agnese, la mia futura moglie &#8211; a sera inoltrata, mio fratello ci propose una deviazione verso Faedis, per raggiungere un minuscolo paesino, Valle di Soffumbergo, dove si svolgeva la festa delle castagne. La strada era impervia e sembrava non condurre in nessun posto. C\u2019erano solo il silenzio, il buio e le colline. Ho pensato in modo scaramantico: \u2018Se ci dovessimo bloccare qui per un guasto, ci ritrovano in primavera\u2019. Esageravo, ma era un\u2019impressione condivisa sul momento. Quando, almeno io, avevo perso ogni speranza, ecco comparire di fronte a noi, disposto ad anfiteatro, un luogo magico e incantato: il paese. La vista sulla pianura\u00a0era stupenda; in una giornata di sole, probabilmente, con lo sguardo si poteva raggiungere il mare. Poche case, una chiesa, un\u2019ampia piazza con albero centrale e panche. E la sagra con tanta gente giunta da ogni luogo. Abbiamo mangiato castagne e bevuto vino caldo. Una bella atmosfera, soffice, avvolgente. Ma io, intanto, pensavo: come sarebbe stato l\u2019indomani? E\u00a0l\u2019inverno, in questo luogo, quanto sarebbe durato? Vivevano ancora delle persone, quante, chi erano, come trascorrevano le giornate infinite, segnate dal buio e dal freddo? Mi attraeva tutto questo: la montagna incantata, dove trovare un tempo scandito da un ritmo diverso, ancestrale, lontano e difforme da ogni definizione possibile, da ogni nostro oggi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per Luca Bidoli che significato ha la montagna?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa montagna \u00e8 l\u2019altrove, sempre e comunque. Si declina in una pluralit\u00e0 di luoghi, di esperienze, di incontri, di tempi. \u00c8 la cima che non potrai mai raggiugere, ma che guardi, immaginandoti la felicit\u00e0 dell\u2019arrivo; \u00e8 la tensione verso una dimensione diversa e ulteriore, nella quale devi riapprendere l\u2019umilt\u00e0 data dalle tue possibilit\u00e0, anche fisiche. Sono i profumi dell\u2019erba appena tagliata, dei prati e dei boschi, \u00e8 l\u2019eco, a volte appena percettibile, del torrente che hai sfiorato; \u00e8 la traccia di un animale che non riconosci ma che da quel momento \u00e8 parte di te. \u00c8 la tana, immateriale, nelle tue sere, quando la notte non \u00e8 riparo, ma punto estremo di solitudine e paura. Non ho molti amici, ma alcuni tra questi li ho conosciuti a Noiaris, Priola, Cesclans, Cabia, e gi\u00e0 declinarne i nomi \u00e8 magico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Luca Bidoli \u00e8 nato a Palmanova, risiede a Cervignano e insegna a Pieris: qual \u00e8 il suo rapporto con il territorio in cui vive?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi vivo bene, nel senso che mi piace, che non cessa di emozionarmi. La definizione di Nievo sa un po\u2019 di retorica, ma \u00e8 sostanzialmente appropriata: \u201c Un piccolo compendio dell\u2019universo\u201d. Vi sono, specie d\u2019inverno, giornate splendide, maestose. Mi piace guidare verso la laguna, guardare, da l\u00ec, al ritorno, le cime innevate delle nostre montagne: le Alpi appaiono sempre cos\u00ec vicine, protettrici e benevole. A Pieris mi trovo davvero bene, la \u201cBisiacaria\u201d \u00e8 un territorio speciale, con gente e persone\u00a0uniche: credo e spero di aver collaudato amicizie e rapporti duraturi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di insegnamento: cosa significa per lei formare le nuove generazioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTemo queste domande, perch\u00e9 la porta alla retorica \u00e8 sempre spalancata. A scuola io ci vado volentieri. Mi piace e credo non nella missione del mio lavoro, ma nella concretezza di ci\u00f2 che sperimento e condivido. Cerco di trasmettere la mia passione, reale, verso i libri, la lettura, alcune delle discipline che insegno, come la storia e la storia antica in particolare. Voglio destare curiosit\u00e0, interesse, piacere. Diceva nonno Montaigne: \u201cNon faccio nulla senza gioia\u201d. Potrebbe essere un mio motto, nulla senza gioia, e aggiungo anche impegno, senso di responsabilit\u00e0 e ironia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La protagonista del suo libro vive la morte come una sorta di liberazione. Come mai questa scelta da parte dell\u2019autore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPenso che nella nostra civilt\u00e0 occidentale oggi si viva la morte come una sorta di tab\u00f9, una realt\u00e0 che non si vuole dire, si ostracizza, perch\u00e9 l\u2019imperativo non \u00e8 solo la vita, ma la vita bella, salutare, piena, completa, dietetica, come se potessimo essere sempre giovani, immuni dal dolore e dalla sofferenza. Invece la morte \u00e8 il senso pi\u00f9 alto e completo dell\u2019esistenza. Noi iniziamo a vivere, in modo consapevole, perch\u00e9 ci rendiamo conto che moriremo. Paradossalmente questo non \u00e8 assolutamente la negazione della vita, ma la sua esaltazione. Nel mio racconto c\u2019\u00e8 una donna, di un\u2019et\u00e0 volutamente indefinibile, che sa di avere poco tempo: le hanno diagnosticato un male incurabile e quel tempo deve essere vissuto in modo diverso, perch\u00e9 \u00e8 il suo tempo, appartiene solo a lei. Non \u00e8 una sconfitta, ma un\u2019opportunit\u00e0 da cogliere e condividere, anche\u00a0nel dolore. La liberazione non \u00e8 la morte, ma una vita autentica\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>Il silenzio, il buio e le colline <\/em><\/strong><strong>\u00e8 il suo primo romanzo breve. In precedenza lei aveva pubblicato poesie, aforismi, favole e saggi: cosa l\u2019ha spinta a questo nuovo format?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn conto \u00e8 quello che uno scrive, un\u2019altra cosa \u00e8 quello che riesce a pubblicare. Io ho sempre scritto, in momenti diversi della mia vita, racconti pi\u00f9 o meno lunghi. Li ho sempre rimessi nel cassetto. Non che non mi piacessero, ma credevo e credo tutt\u2019ora fossero troppo particolari. Lo scorso anno, di getto, in poche settimane, ho scritto questo racconto lungo o romanzo breve che dir si voglia; l\u2019ho trovato buono e cos\u00ec lo hanno giudicato quelli che me lo hanno pubblicato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito del titolo, per Luca Bidoli cosa rappresenta il silenzio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUna rara e inestimabile possibilit\u00e0 per ascoltare s\u00e9 stessi e gli altri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il libro si conclude con il paesino abbandonato da tutti gli abitanti, popolato solo qualche settimana d\u2019estate dai figli dei nipoti che \u201csi sforzano di essere felici e poi si annoiano\u201d. Chi sono, in realt\u00e0, quei figli dei nipoti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo noi, almeno una parte piuttosto cospicua. E non mi sottraggo; anch\u2019io faccio parte di quel novero\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nelle citazioni biografiche del libro \u00e8 scritto che Luca Bidoli \u201cvive, o, per lo meno si sforza di farlo, in Friuli\u201d. Perch\u00e9 vivere \u00e8 uno sforzo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 \u00e8 un mestiere, e come tale va appreso, sin dagli anni giovanili. Sopravvivere, in realt\u00e0, \u00e8 molto pi\u00f9 semplice e immediato, ma non sempre d\u00e0 i risultati sperati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha in mente nuovi progetti letterari per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella mente c\u2019\u00e8 sempre qualcosa, a volte anche troppo, poi bisogna vedere il tempo, le occasioni, le possibilit\u00e0&#8230; Ho appena terminato un nuovo libro, un romanzo, un po\u2019 pi\u00f9 articolato e complesso. Credo che lo lascer\u00f2 decantare, sedimentare per alcuni mesi, lo rilegger\u00f2 e cercher\u00f2 di valutarne pregi e difetti. Poi decider\u00f2 il da farsi, sempre consapevole dei miei limiti, secondo la lezione di Aristotele\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca Bidoli<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":26310,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-26309","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24525-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Luca Bidoli","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26309"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26309\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}