{"id":26285,"date":"2018-03-14T00:00:00","date_gmt":"2018-03-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26285"},"modified":"2018-03-14T00:00:00","modified_gmt":"2018-03-13T23:00:00","slug":"sentieri-scomparsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/sentieri-scomparsi\/","title":{"rendered":"Sentieri scomparsi"},"content":{"rendered":"<p>Ogni montagna racchiude storie, speranze, emozioni e bellezze. Lo sa bene <strong>Franco Giordani<\/strong>: strumentista di grande\u00a0esperienza, originario di <strong>Claut in Valcellina<\/strong>, che con la sua sensibilit\u00e0 ci racconta in musica questa vallata bagnata dal <strong>torrente Cellina <\/strong>e dal <strong>lago di Barcis<\/strong>. Effetti sonori di grande intensit\u00e0 nella meraviglia di borgate con le case in sasso e ampi ballatoi in legno, l\u00e0 dove si pu\u00f2 godere del silenzio della natura pi\u00f9 intatta.<\/p>\n<p>Nell\u2019album dell\u2019esordio <strong><em>Incuintretimp <\/em><\/strong>(2015), in cui veste i panni del cantautore con tredici brani originali e ben strutturati, ci racconta di una montagna che non \u00e8 quella delle cartoline, anzi piuttosto un microcosmo ove ogni piccola cosa \u00e8 vissuta con\u00a0intensit\u00e0 e grande sentimento e che rifiorisce come la terra di acque e dei poeti. Basta citare Federico Tavan, Giuseppe Malattia e Mauro Corona, valcellinesi doc, da cui il talentuoso Giordani trae ispirazione per altri e fruttuosi progetti musicali.<\/p>\n<p>Lo scorso novembre la collana Block Nota ha pubblicato il suo secondo album: <strong><em>Tru\u00f2ispar\u00ecs<\/em><\/strong>, che contiene quattordici nuovi brani scritti in dialetti con varianti linguistiche influenzate dalle vicine valli del bellunese e del cadorino, foto storiche e d\u2019autore, e un racconto inedito dell\u2019amico Mauro Corona. Nel nuovo cd Franco ha messo tutto s\u00e9 stesso per raccogliere le storie dimenticate della sua gente e riportare alla luce vicende come il disastro del Vajont. Argomenti poi trasformati in musica con le melodie della sua chitarra, del mandolino di Massimo Gatti, gi\u00e0 collaboratore di Fabrizio De Andr\u00e8, del banjo di Icaro Gatti e della batteria di Elvis Fior. Nel suo percorso \u00e8 stata fondamentale l\u2019amicizia e la collaborazione con il cantautore Luigi Maieron che lo ha portato a salire su diversi palcoscenici, tra cui quello del Teatro degli Arcimboldi di Milano in occasione del <em>Festival Id&#038;M<\/em>, con Davide Van de Sfroos, Francesco De Gregori, Enrico Ruggeri e altri.<\/p>\n<p><strong>Franco, sei orgoglioso della tua terra e di quei saperi legati al mondo antico, ma (come canta Max Gazz\u00e8) \u201cUna musica pu\u00f2 fare\u201d davvero una promozione della montagna, valorizzarla e magari invertire la tendenza allo spopolamento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, la musica non pu\u00f2 evitare lo spopolamento della montagna, ma pu\u00f2 risvegliare l\u2019orgoglio e la coscienza collettiva. I politici dovrebbero difendere e valorizzare i nostri paesi, ma purtroppo si ricordano della Valcellina solo al momento delle elezioni. Lo dico anche nel brano di apertura di <em>Tru\u00f2ispar\u00ecs<\/em>: \u201cSe un paese si spegne non se ne accorge nessuno. Tutti parlano a vanvera, e si piange quando \u00e8 troppo tardi\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u201cMi ricordo montagne verdi, e le corse di una bambina&#8230;\u201d. Quali sono i tuoi ricordi musicali di inizio carriera legati alla Valcellina?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo cominciato a suonare una pianola \u201cBontempi\u201d che i miei genitori mi avevano regalato a 5 anni e da allora la musica \u00e8 sempre stata al mio fianco. Sono salito per la prima volta su un palco a 13 anni con la mia band \u201cKlautans\u201d e ho girato tutti i paesi della Valcellina a suon di rock\u2019n roll. Il mio percorso artistico ha cambiato direzione con l\u2019et\u00e0 \u201cmatura\u201d, quando ho cominciato a scrivere le mie canzoni, anche dopo l\u2019incontro con Maieron. Il fatto che l\u2019etichetta Nota Music di Valter Colle abbia gi\u00e0 pubblicato due miei cd mi rende felice e orgoglioso\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>Tru\u00f2ispar\u00ecs<\/em><\/strong><strong>, in italiano <\/strong><strong><em>Sentieri scomparsi<\/em><\/strong><strong>. Quanto pu\u00f2 aiutare riuscire a mantenere le tradizioni in montagna?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMantenere le tradizioni significa mantenere una mentalit\u00e0, cos\u00ec come parlare una lingua significa assumere la mentalit\u00e0 di quella parlata. Quando mi esprimo in clautano divento pi\u00f9 pratico, i discorsi si accorciano. Secondo me le radici sono importanti, chi difende radici e tradizioni in questi tempi dovrebbe essere considerato una specie di eroe\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Andreis, Claut, Barcis, Erto e Cimolais. Paesi dalle architetture uniche e austere punteggiano le Dolomiti Friulane e la fascia pedemontana. Sei l\u2019ennesimo architetto prestato alle sette note o, forse, sarebbe il caso di affermare il contrario?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abForse tanti cantautori sono architetti perch\u00e9 ci sono troppi architetti! Una cosa \u00e8 certa: progettare \u00e8 un processo creativo e quindi confina senz\u2019altro con l\u2019arte di fare musica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel brano <\/strong><strong><em>Revelli <\/em><\/strong><strong>dell\u2019ultimo tuo lavoro discografico descrivi la vita di Ruggero Grava: chi \u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 la storia di un eroe sfortunato. Nacque a Claut nel 1929 e lo battezzarono con lo strano nome \u201cRevelli\u201d. Emigr\u00f2 in Francia e si distinse subito nel campo sportivo, ottenendo molti riconoscimenti da calciatore. Fu ingaggiato da diverse squadre e con il C.O.R.T. vinse il titolo di campione di Francia. Il Grande Torino lo acquist\u00f2 e purtroppo Revelli mor\u00ec assieme a tutta la squadra nel disastro di Superga nel 1949. Sua sorella Odille (94 anni) mi ha chiamato dalla Francia per ringraziarmi e mi ha detto che la morte di Ruggero ha segnato indelebilmente il destino della loro famiglia, nata sotto una \u201ccattiva stella\u201d. Cantare \u201cRevelli\u201d al Festival internazionale <em>Suns Europe <\/em>al Teatro Giovanni da Udine lo scorso dicembre per me \u00e8 stata una soddisfazione unica e irripetibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Soffermiamoci sul rapporto con la parlata della Valcellina: com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di musicare le storie della tua gente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>Tru\u00f2ispar\u00ecs <\/em>\u00e8 un atto di amore per la mia terra e parla della Valcellina attraverso i suoi artisti pi\u00f9 importanti. Ho cominciato a scrivere in clautano da alcuni anni, scoprendo che sono pi\u00f9 vero quando scrivo in dialetto, perch\u00e9 parlo di ci\u00f2 che conosco\u00a0bene. L\u2019italiano \u00e8 un po\u2019 troppo sofisticato per il mio carattere, anche se sono orgoglioso di aver scritto <em>Nel giro di uno sguardo<\/em>, pubblicato sul mio primo cd <em>Incuintretimp<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>Due uomini di parola <\/em><\/strong><strong>\u00e8 uno spettacolo con Mauro Corona e Luigi Maieron con la presenza di Franco Giordani. Un trio niente male con una comicit\u00e0 surreale e spiazzante, dai ritmi veloci.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl primo spettacolo di <em>Due uomini di parola <\/em>lo organizzai personalmente a Bottenicco, dove abito da ormai 20 anni. Fu difficile trascinare Mauro a Moimacco, mi aiut\u00f2 anche il mio amico ertano Mos\u00e8. L\u2019unione tra il pensiero originale e anticonformista di Mauro e la poesia di Gigi emozion\u00f2 tantissimo e diede il via a una serie di spettacoli che in seguito coinvolsero anche Toni Capuozzo. Abbiamo girato mezza Italia e ci siamo divertiti un sacco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un aneddoto su Mauro Corona?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo sempre ammirato Mauro, \u00e8 un uomo molto generoso. Lo ringrazier\u00f2 sempre per avermi donato un racconto dedicato al musicante Bepi Manarin che \u00e8 stato pubblicato nel mio <em>Tru\u00f2ispar\u00ecs<\/em>. Avrei tanti aneddoti divertenti da raccontare, ma ne scelgo uno \u201cserio\u201d. Giungemmo alla Fiera di Milano per uno spettacolo e Mauro, abituato ai silenzi dei suoi boschi, continuava a ripetere: \u201cIo non abiterei mai in una grande citt\u00e0\u201d. Pass\u00f2 al nostro fi anco un signore, ben vestito, che camminava sul marciapiede. Indossava pantaloni di colore arancione e scarpe a punta. Mauro lo osserv\u00f2 a lungo dal finestrino e poi disse:\u00a0\u201cGuarda quello, con quelle <em>bargh\u00e8sse <\/em>(pantaloni). Avr\u00e0 una famiglia? Dove star\u00e0 andando?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con Luigi Maieron c\u2019\u00e8 un grande rapporto di amicizia. A breve uscir\u00e0 il suo nuovo album: a lui cosa diresti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGrazie Gigi per tutti i concerti, per le discussioni sulla musica e per i consigli che mi hai dato. Uno su tutti: mai accontentarsi di un testo, di una linea melodica, pretendere da s\u00e9 stessi sempre il meglio dal punto di vista artistico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Siamo arrivati alla conclusione. Puoi svelare ai nostri lettori i tuoi prossimi impegni? <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab<em>Tru\u00f2ispar\u00ecs<\/em> mi sta regalando tantissime soddisfazioni, ho diversi contatti per futuri concerti e questo mi fa molto piacere. Chi \u00e8 interessato pu\u00f2 seguirmi su facebook e sul mio sito <u><strong><a href=\"http:\/\/www.francogiordani.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.francogiordani<\/a><\/strong><a href=\"http:\/\/www.francogiordani.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>.com<\/strong><\/a><\/u>. Vi ringrazio molto per lo spazio che mi avete concesso. <em>Mandi<\/em>, o meglio, detto alla clautana, <em>Sani<\/em>!\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Giordani<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":26286,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-26285","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",750,493,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",750,493,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",750,493,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1-300x197.webp",300,197,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",640,421,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",300,197,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",500,329,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",474,312,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",391,257,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",300,197,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",750,493,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",750,493,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",750,493,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",750,493,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1.webp",250,164,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/24447-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Franco Giordani","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26285"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26285\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26286"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}