{"id":26253,"date":"2018-03-08T00:00:00","date_gmt":"2018-03-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26253"},"modified":"2018-03-08T00:00:00","modified_gmt":"2018-03-07T23:00:00","slug":"lepopea-dellimpero-romano-nello-scorrere-del-danubio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lepopea-dellimpero-romano-nello-scorrere-del-danubio\/","title":{"rendered":"L&#8217;epopea dell&#8217;impero romano nello scorrere del Danubio"},"content":{"rendered":"<p>Seicento anni di storia e storie sono raccolti nella mostra\u00a0<strong>\u201cTesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana\u201d<\/strong>, presentata stamattina in conferenza stampa a Roma nella sede del Ministero per i Beni Culturali e Turismo. Sono intervenuti <strong>Debora Serracchiani<\/strong>, presidente della regione Friuli Venezia Giulia, <strong>Antonio Zanardi Landi<\/strong>, presidente della Fondazione Aquileia, <strong>Goran<\/strong>\u00a0<strong>Aleksi\u0107<\/strong>, ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia, <strong>Claudio Strinati<\/strong>, storico dell\u2019arte.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, che\u00a0<strong>apre al pubblico domenica 11 marzo nella sede di Palazzo Meizlik ad Aquileia e prosegue fino al 3 giugno<\/strong>, \u00e8 organizzata dalla Fondazione Aquileia, dal Museo Nazionale di Belgrado e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Aquileia e l\u2019Associazione Nazionale per Aquileia con il supporto di Cassa Rurale FVG, FCA e Trieste Airport.<\/p>\n<p><strong>Sessantadue reperti provenienti dal Museo Nazionale di Belgrado, dal Museo Nazionale di Zaje\u010dar e di\u00a0 Ni\u0161 e dai Musei di Po\u017earevac, Novi Sad, Sremska Mitrovica e Negotin oltre a un calco storico della Colonna Traiana (1861) prestato dal Museo della Civilt\u00e0 Romana\u00a0<\/strong>trasporteranno il pubblico in un lungo viaggio sulle tracce della storia dell\u2019impero romano,\u00a0dalla sua espansione a Oriente all\u2019et\u00e0 d\u2019oro dell\u2019Impero Tardo Antico, fino al suo crepuscolo quando il limes non resse pi\u00f9 all\u2019invasione dei barbari, gli stessi Unni guidati da Attila che metteranno a ferro e fuoco anche Aquileia.<\/p>\n<p><strong>PERCORSO DI VISITA<\/strong><\/p>\n<p>Alle estreme propaggini orientali della Serbia di oggi\u00a0<strong>il Danubio s\u2019incunea nello scenario delle Porte di Ferro<\/strong>: duemila anni fa il fiume segnava il confine di un impero, quello romano che nel periodo della sua massima espansione arrivava alla Tracia (Bulgaria sud-orientale, Grecia nord-orientale, Turchia europea) e alla Dacia<strong>. L\u2019Illirico fu terra di eventi cruciali<\/strong>\u00a0\u2013 la campagna di Traiano, l\u2019ascesa al potere di Diocleziano e di Costantino \u2013\u00a0<strong>terra di fortificazioni, di legionari e imperatori, di grandi residenze imperiali, prosperi quartieri urbani, commerci fiorenti, luogo di convivenza di culture e segni dei diversi influssi religiosi.<\/strong><\/p>\n<p>E al Danubio, una via d\u2019acqua che non era solo linea di frontiera, ma confine permeabile agli scambi e alle influenze che provenivano dai territori situati al di l\u00e0 \u00e8 dedicata la prima sala della mostra che ne rievoca gli scenari grazie a un\u2019installazione multimediale di suoni e immagini.<\/p>\n<p>I reperti in mostra raccontano\u00a0<strong>un territorio\u00a0in cui nacquero 17 o 18 imperatori, da Ostiliano a Costanzo III, passando attraverso Costantino il Grande e che vide sorgere grandiose ville imperiali, come quella di Felix Romuliana, oggi Gamzigrad, o nuovi centri, che nel caso di Sirmium, oggi Sremska Mitrovica<\/strong>, potevano includere la presenza di un circo, elemento che trasformava un agglomerato urbano in grande e importante citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Luoghi legati ad Aquileia, citt\u00e0 anch\u2019essa di frontiera per l\u2019Impero romano nel periodo della sua espansione, crocevia di strade militari e commerciali, porto fluviale di straordinaria importanza<\/strong>, porta a Oriente ma anche da Oriente. In particolare nel tardo impero Aquileia era molto legata ai centri danubiani e da qui partiva l\u2019antica strada militare e commerciale che la collegava a Singidunum, l\u2019odierna Belgrado per poi arrivare alle sponde del mar Nero.<\/p>\n<p>Protagonisti del percorso di visita\u00a0<strong>tre elmi da parata\u00a0<\/strong>che ci restituiscono tutto il solenne cerimoniale dell\u2019esercito romano: in particolare\u00a0<strong>l\u2019elmo ritrovato a Berkasovo,<\/strong>\u00a0dorato e tempestato di elementi in pasta vitrea multicolore a imitazione delle pietre dure, \u00e8 un vero e proprio capolavoro di artigianato artistico. La stessa magnificenza si ritrova\u00a0 nelle eccezionali maschere da parata in bronzo rinvenute lungo la sempre minacciata frontiera del\u00a0<em>limes\u00a0<\/em>romano.<\/p>\n<p>E\u00a0 proprio lungo la frontiera, a Tekija, \u00e8 stato rinvenuto il\u00a0<strong>tesoro in argento<\/strong>\u00a0che possiamo ammirare: i preziosi oggetti dovevano essere stati nascosti, come in casi analoghi,\u00a0 per l\u2019incombere di un pericolo, in questo caso subito dopo l\u201981 e sono una testimonianza importante della penetrazione dei Daci nel territorio della Mesia.\u00a0<\/p>\n<p>Il regno della Dacia rappresentava un pericolo per le province romane lungo il medio e basso corso del Danubio \u2013 scolpito magistralmente sul calco della colonna traiana\u00a0 in mostra per l\u2019occasione ad Aquileia \u2013 e Traiano vi condusse due importanti campagne belliche contro il re Decebalo facendo costruire anche l\u2019imponente ponte sul fiume.<\/p>\n<p>Significativa la\u00a0<strong>testa di Venere<\/strong>\u00a0recuperata nel 2003 durante gli scavi in un cortile a peristilio con una fontana in marmo, che ci riporta alla regalit\u00e0 del palazzo-circo di Sirmium divenuto una delle residenze di Costantino il Grande. La statua di Venere era stata portata l\u00ec da Costantino o dai suoi successori per propaganda politica, per riproporre i valori della Roma Aeterna\u00a0 e allo stesso scopo varie rappresentazioni di Costantino cominciarono ad apparire sulle monete e sugli oggetti d\u2019arte. La sua immagine \u00e8 raffigurata con un diadema, con il capo leggermente inclinato all\u2019indietro, e lo sguardo verso il cielo.<\/p>\n<p>Una delle immagini pi\u00f9 importanti di questo tipo che troviamo in mostra \u00e8 rappresentata sul cosiddetto\u00a0<strong>cammeo di Belgrado<\/strong>\u00a0in sardonica a pi\u00f9 strati, con l\u2019imperatore a cavallo trionfante sopra il nemico sconfitto. Ma il pezzo di arte e di propaganda politica pi\u00f9 rappresentativo del tempo di Costantino \u00e8 la famosa testa in bronzo con diadema dello stesso imperatore parte di una statua dorata rinvenuta nella citt\u00e0 natale Naissus, l\u2019odierna Ni\u0161, esempio di magnificenza imperiale.<\/p>\n<p>Notevole la\u00a0<strong>testa in porfido rosso dell\u2019imperatore Galerio<\/strong>\u00a0proveniente da\u00a0 Gamzigrad, dove il ritrovamento di un archivolto, con\u00a0<strong>l\u2019iscrizione FELIX ROMVLIANA<\/strong>\u00a0ci indica chiaramente il luogo ove sorgeva il\u00a0 palazzo eretto da Galerio. Il porfido rosso, la pietra pi\u00f9 dura di tutte, ha molti simbolismi: manifesta potere e forza, e il suo colore purpureo richiama alla mente la sublimit\u00e0 e la dignit\u00e0. Le sculture avevano lo scopo di celebrare e glorificare il potere imperiale e sulla base delle rilevanti dimensioni, si presume che la mano di porfido del braccio sinistro con globo sia appartenuta, cos\u00ec come la testa, ad una figura colossale che poteva rappresentare Galerio come dominatore del mondo.\u00a0<\/p>\n<p>Un\u2019ultima sezione \u00e8 dedicata a\u00a0<strong>dei e divinit\u00e0<\/strong>\u00a0\u2013 una splendida testa appartenente ad una statua marmorea di\u00a0<strong>Ercole<\/strong>\u00a0pi\u00f9 grande del naturale, rinvenuta nel palazzo di Galerio a Gamzigrad, due statue che raffigurano il dio con in braccio il piccolo\u00a0<strong>Telefo<\/strong>), il mitico fondatore di Pergamo. Di grande interesse anche i culti legati alla sfera militare, tra cui quello di\u00a0<strong>Mitra<\/strong>\u00a0e, in maniera meno sicura, quello di un eroe a cavallo, al quale fanno riferimento le rappresentazioni dei cosiddetti \u201ccavalieri traci\u201d o \u201cdanubiani.<\/p>\n<p>Il catalogo della mostra, curato da\u00a0Ivana Popovi\u0107\u00a0e Monika Verz\u00e1r e contenente le schede e le fotografie di tutte le opere, \u00e8 edito da Gangemi Editore.<\/p>\n<p><u><a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/eventi\/22348\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Clicca qui per tutte le info tecniche sulla visita alla mostra.<\/a><\/u><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTesori e imperatori. 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