{"id":26047,"date":"2018-02-08T00:00:00","date_gmt":"2018-02-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26047"},"modified":"2018-02-08T00:00:00","modified_gmt":"2018-02-07T23:00:00","slug":"sbarcano-a-gorizia-gli-esperti-internazionali-di-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/sbarcano-a-gorizia-gli-esperti-internazionali-di-cinema\/","title":{"rendered":"Sbarcano a Gorizia gli esperti internazionali di cinema"},"content":{"rendered":"<p>Diciotto partner universitari tra Europa e America del Nord, oltre 100 relatori europei e nordamericani, 80 studenti da dottorati e magistrali europee e nordamericane, 10 pubblicazioni scientifiche, 3 Premi nazionali e internazionali al miglior libro di cinema, tra i quali il Limina Award, 20 titoli tra film, performance e installazioni multimediali, 3 anteprime nazionali e regionali, 20 ospiti d\u2019eccezione, fra artisti, curatori e studiosi. Sono i numeri del\u00a0<em>FilmForum<\/em>, che giunge nel 2018 alla sua 25esima edizione e che quest\u2019anno metter\u00e0 il fuoco sul rapporto tra\u00a0<strong>cinema ed Expo, fake news, media e politica, migrazione e attualit\u00e0, questioni di gender<\/strong>, tra convegni, incontri, proiezioni e presentazioni di pubblicazioni.<\/p>\n<p>Promossa dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine, Dipartimento di Studi Umanistici e del patrimonio culturale in collaborazione con l\u2019Associazione Palazzo del Cinema\/Hi\u0161a Filma e con il sostegno della Regione FVG, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, della Camera di Commercio Venezia-Giulia, del Comune di Gorizia, del Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Gorizia e di altri enti locali, la manifestazione \u00e8 in programma quest\u2019anno dal 28 febbraio al 7 marzo e si svolger\u00e0 in alcuni dei maggiori centri della regione, con eventi a\u00a0<strong>Gorizia<\/strong>, nelle sedi universitarie presso il Centro Polifunzionale (CEGO) e gli spazi offerti dal Palazzo del Cinema e dalla fondazione Carigo, a\u00a0<strong>Udine<\/strong>, nella sede dell\u2019Universit\u00e0 di Palazzo Caiselli, e a\u00a0<strong>Pordenone<\/strong>, in collaborazione con l\u2019Associazione Cinemazero.<\/p>\n<p>Come ogni anno, FilmForum, presentato oggi a Udine da\u00a0<strong>Andrea Zannini<\/strong>\u00a0(direttore Dipartimento di Studi Umanistici),\u00a0<strong>Simone Venturini<\/strong>\u00a0(coordinamento FilmForum),\u00a0<strong>Diego Cavallotti<\/strong>(coordinamento MAGIS Spring School), si articoler\u00e0 in tre momenti: il Convegno Internazionale di Studi sul Cinema, la scuola dottorale Magis Spring School, giunta alla 16\u00aa edizione (quest\u2019anno su media e politica), e una rassegna di cinema, video e arti visive con una programmazione di proiezioni serali, eventi e performance multimediali aperte al pubblico.<\/p>\n<p>Le giornate del Film Forum costituiscono forse la rappresentazione maggiormente significativa degli sforzi compiuti dal corso di laurea in Dams e in Scienze del Patrimonio Audiovisivo e dei Nuovi Media per mettere a punto un\u2019offerta formativa che agevoli l\u2019internazionalizzazione nell\u2019esperienza degli studenti, il costante scambio con gli esponenti di una ricerca di alta qualit\u00e0 che opera entro e oltre la comunit\u00e0 europea e, non ultimo, la formalizzazione di modalit\u00e0 di didattica innovativa e avanzata.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo ambito si colloca il partenariato con 18 atenei italiani, europei e nordamericani che saranno presenti a Gorizia con docenti e studenti (Universit\u00e0 degli Studi di Bari \u201cAldo Moro\u201d, Goethe Universit\u00e0 Frankfurt-am-Main, IMT School for Advanced Studies Lucca, Universit\u00e9 de Lausanne, University of Malta, McGill University, Montr\u00e9al, Universit\u00e9 de Montr\u00e9al, Concordia University \u2013 Montr\u00e9al, Universit\u00e9 du Quebec \u00e0 Montr\u00e9al \u2013 UQAM, Universit\u00e9 Sorbonne Nouvelle \u2013 Paris 3, Universitetet Oslo, Universit\u00e0 degli Studi di Parma, Fachhochschule Potsdam, Universit\u00e4t Potsdam, Stockholms universitet, Universit\u00e0 Telematica San Raffaele \u2013 Roma, Universit\u00e0 degli Studi di Sassari, Universiteit Utrecht).<\/p>\n<p><strong>Il Convegno Internazionale di Studi sul Cinema: Il Mondo in Mostra<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del progetto di ricerca collettivo per\u00a0<em>Una Storia del Cinema senza Nomi<\/em>, il convegno internazionale di Studi sul Cinema dedicher\u00e0 il suo primo quarto di secolo al tema dell\u2019esposizione delle immagini in movimento e in particolare delle Esposizioni universali\u00a0<strong>(Exposing the Moving Image: the Cinematic Medium across World Fairs, Art Museums, and Cultural Exhibitions, 28 febbraio &#8211; 3 marzo).<\/strong>\u00a0Luoghi di nascita, evoluzione e contaminazione del cinema e di tutti i grandi schermi che ancora caratterizzano la nostra contemporaneit\u00e0, fiere e mostre universali costituiscono punti di osservazione privilegiati per tracciare la costruzione di identit\u00e0 nazionali dal primo Novecento a oggi: partendo dall\u2019attenzione all\u2019immagine in movimento si allargher\u00e0 la prospettiva a uno sguardo interdisciplinare, che favorisca il confronto su un terreno comune tra studiosi di archeologia, filosofi, storici, filologi e letterati, sociologi dell\u2019urbanistica, storici dell\u2019arte e studiosi dell\u2019architettura.<\/p>\n<p><strong>MAGIS Spring School: Media, Fake News e la Fabbrica della verit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>A partire dal pomeriggio del 3 fino alla giornata del 7 marzo avranno luogo i lavori della\u00a0<strong>Magis Spring School<\/strong>, la scuola di formazione dottorale arrivata quest\u2019anno alla sua sedicesima edizione. Pi\u00f9 di sessanta giovani studiosi dagli atenei di tutto il mondo si riuniranno a Gorizia per contribuire alla riflessione di\u00a0<strong><em>At the edge of Nobody\u2019s empire. Media, politics and representation<\/em><\/strong>. Le problematiche tornate d\u2019attualit\u00e0 con il chiacchierato fenomeno delle \u201cfake news\u201d, hanno alle spalle una lunga storia: dal momento in cui la fruizione delle tecnologie dell\u2019immagine e del suono \u00e8 diventata parte integrante della nostra esperienza quotidiana, siamo chiamati a interrogarci sui confini sempre pi\u00f9 sottili fra verit\u00e0 e finzione. Quanto possiamo fidarci dei nostri schermi e delle informazioni che raccogliamo ogni giorno dai nostri device? E quali sono le responsabilit\u00e0 \u201cpolitiche\u201d che possiamo imputare ai mass media e al loro modo di mostrare i corpi ed elevarli a modello estetico? Quante \u201cminoranze\u201d, etniche, sessuali o di genere, rimangono tali proprio perche tenute ai margini del racconto mediatico?<\/p>\n<p><strong>I relatori<\/strong><\/p>\n<p>Una nutrita serie di relatori di eccezione indirizzer\u00e0 la discussione sull\u2019esposizione dell\u2019immagine in movimento da diverse prospettive. La mattinata di\u00a0<strong>gioved\u00ec 1 marzo<\/strong>\u00a0verr\u00e0 aperta da\u00a0<strong>Mauro Carbone<\/strong>, professore all\u2019 Universit\u00e9 Jean Moulin di Lione: primo filosofo italiano ad essere stato direttamente nominato professore in Francia ha fondato l\u2019insegnamento di Estetica contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Milano. Al pubblico del FilmForum parler\u00e0 di schermi come protesi del nostro corpo, un argomento di riflessione gi\u00e0 inaugurato una delle sue opere maggiori Sullo Schermo dell\u2019Estetica (Mimesis, 2008). La giornata successiva,\u00a0<strong>venerd\u00ec 2 marzo<\/strong>\u00a0vedr\u00e0 protagonista\u00a0<strong>Dominique Pa\u00efni<\/strong>: curatore di mostre, teorico, critico e archivista cinematografico, parler\u00e0 dell\u2019incontro impossibile tra gli ultimi \u201cgrandi\u201d maestri dell\u2019arte figurativa e cinematografica del Novecento, Pablo Picasso e Jean Luc Godard, in anticipazione di una mostra da lui curata per il ciclo Les Rencontres de la Photographie di Arles, del prossimo luglio 2018<\/p>\n<p>Prima ospite della Spring School sar\u00e0\u00a0<strong>Lisa Cartwright<\/strong>\u00a0docente di Comunicazione Scientifica e di Studi Visivi presso l\u2019Universit\u00e0 della California di San Diego e acclamata autrice di Screening the Body: Tracing Medicine\u2019s Visual Culture. Il suo lavoro riflette sui modi con cui le tecnologie al servizio delle scienze e della medicina cambiano il nostro modo di sezionare, analizzare e di guardare al corpo da una prospettiva attenta alle differenze di genere. Durante il discorso di\u00a0<strong>luned\u00ec 5 marzo<\/strong>\u00a0al pubblico della Spring School di Gorizia offrir\u00e0 una ricostruzione archeologica dell\u2019uso della videocamera nelle pratiche mediche, seguito da un workshop dimostrativo presso la Mediateca Ugo Casiraghi di Palazzo del Cinema.<\/p>\n<p>Il giorno seguente,\u00a0<strong>marted\u00ec 6 marzo<\/strong>, la sessione mattutina ospita due interventi d\u2019apertura:\u00a0<strong>Heike Klapdor<\/strong>, eminente studiosa di cinema, drammaturgia e cultura tedesca, collaboratrice della Fondazione Cinematheque di Berlino e del German Film Archive e docente al Berlin Kolleg, tratter\u00e0 della rivoluzione illuminista in relazione al cinema; seguir\u00e0 la relazione di Eric Schaefer docente al Dipartimento di Film e Visual Arts dell\u2019Emerson College di Boston, studioso di pornografia americana e di altre cinematografie \u201cmarginalizzate\u201d; \u00e8 l\u2019autore di Bold! Daring! Shocking! True! Il pluripremiato testo di ricerca sulla parabola degli Exploitation Films, pellicole vietate ai minori che hanno scandalizzato le sale americane per quarant\u2019anni, fornendo per\u00f2 uno spaccato dei problemi sociali tab\u00f9.<\/p>\n<p>A chiudere la carrellata,\u00a0<strong>mercoled\u00ec 7 marzo<\/strong>\u00a0la Spring School avr\u00e0 l\u2019onore di ospitare\u00a0<strong>Luca Toschi<\/strong>, Professore ordinario di processi sociali e comunicativi presso l\u2019Universit\u00e0 di Firenze, ha iniziato gli studi presso l\u2019University of California Los Angeles ed \u00e8 a tutt\u2019oggi collaboratore assiduo dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard e dell\u2019University of Connecticut. Al pubblico del FilmForum offrir\u00e0 una lezione sui temi affrontati nei suoi pi\u00f9 importanti lavori come \u201cLa comunicazione generativa\u201d: la pervasivit\u00e0 delle tecnologie di comunicazione nelle nostre vite, strumenti e linguaggi che crediamo di maneggiare ma che spesso arrivano a usare noi.<\/p>\n<p><strong>Eventi, proiezioni e installazioni<\/strong><\/p>\n<p>Numerosi gli ospiti d\u2019onore e gli eventi rivolti al grande pubblico nei giorni della manifestazione. In un\u2019ottica da\u00a0<strong>festival diffuso<\/strong>, gli avvenimenti di maggior richiamo verranno distribuiti in diversi centri regionali, contando sulle sinergie fra mondo universitario e le eccellenze della produzione e della cultura cinematografica attive nel Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dalla sera del\u00a0<strong>27 febbraio<\/strong>, prima dell\u2019inizio dei lavori, gli spazi universitari di Palazzo Caiselli ospiteranno un\u2019anteprima esclusiva di\u00a0<strong>Progetto Ustica<\/strong>\u00a0<strong>un \u201cserious game\u201d per conservare la memoria del tragico volo del giugno 1980<\/strong>. Il progetto \u00e8 frutto della collaborazione tra la casa produttrice IV Production diretta da Ivan Venturi e da Mauro Salvador, ricercatore presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna, basato su una meticolosa ricostruzione storica che ha coinvolto anche i parenti delle vittime. Efficace dimostrazione di un orizzonte, quello videoludico, in costante espansione, verr\u00e0 presentato a docenti e studenti dell\u2019Universit\u00e0 in versione Beta: un prototipo giocabile attraverso l\u2019Oculus Rift, le attrezzature e gli spazi messi a disposizione dal Digital Storytelling Lab dell\u2019Universit\u00e0 di Udine. Dal 5 al 7 marzo il prototipo verr\u00e0 ospitato dalla Mediateca \u201cUgo Casiraghi\u201d di Gorizia: avventori e curiosi potranno farne esperienza attraverso la guida di un esperto.<\/p>\n<p>Doppia locazione anche per l\u2019evento di inaugurazione della rassegna. In linea con il tema dell\u2019immagine in movimento nelle esposizioni universali, la sera del\u00a0<strong>28 febbraio<\/strong>\u00a0il\u00a0<em>FilmForum<\/em>ospiter\u00e0 in anteprima regionale il restauro di\u00a0<strong>Circarama \u2013 Italia \u201961<\/strong>, il cinematografo a schermo circolare prodotto dalla Disney e utilizzato dalla Fiat per un apposito padiglione all\u2019Expo di Torino del 1961. Quelle riprese che restituivano l\u2019Italia con uno sguardo \u201ca volo d\u2019uccello\u201d, cogliendone le meravigliose bellezze del paesaggio, citt\u00e0, monumenti, antiche glorie e moderno lavoro industriale, conoscono oggi nuova vita grazie al lavoro di ricerca dell\u2019Archivio Nazionale del Cinema d\u2019Impresa di Ivrea del Centro Sperimentale Cinematografia e in particolare di Sergio Toffetti, che verr\u00e0 presentato al Kinemax di Gorizia la sera del 28 febbraio. A seguire, un altro evento in anteprima regionale: lo spettacolo\u00a0<strong>Bridges Go Round \u00bd + Brussels Loops<\/strong>\u00a0consiste nella sonorizzazione dal vivo di due corti documentari firmati da D.A. Pennebaker e Shirley Clarke all\u2019Expo di Bruxelles del 1958. Riportati in Italia dalla casa di distribuzione indipendente Reading Bloom verranno presentati al pubblico goriziano con le musiche dal vivo di Maria Teresa Soldani: si tratta della anteprima regionale di un evento che ha gi\u00e0 conosciuto grandi consensi alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia, e che verr\u00e0 riproposto alle platee regionali la sera del\u00a0<strong>2 marzo<\/strong>\u00a0nella sala di Piazza dei Maestri del Lavoro I a Pordenone, in collaborazione con l\u2019associazione Cinemazero.<\/p>\n<p>A partire dal\u00a0<strong>2 marzo<\/strong>\u00a0la rassegna serale si concentrer\u00e0 al Kinemax di Gorizia, con un programma dedicato al cinema \u201cfuori dalle sale\u201d. Tim Boon dell\u2019Universit\u00e0 di Leeds introdurr\u00e0 la proiezione di \u201c<strong>The Building and Operation of Science Museum<\/strong>\u201d, un film del 1928 che documenta la vita nei maggiori istituzioni museali e scientifiche d\u2019Europa: le immagini furono girate da un contingente di esperti in spedizione da New York quando un istituto simile negli Stati Uniti ancora non esisteva. La serata proseguir\u00e0 con una selezione delle \u201cscoperte\u201d di\u00a0<strong>Home Movies<\/strong>, l\u2019Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna, partner di lunga data di FilmForum. Nella proposta agli spettatori del FilmForum le opere di alcuni tra i pi\u00f9 interessanti artisti multimediali, cineasti amatoriali e sperimentali italiani degli anni \u201960 e \u201970. Ospite d\u2019onore Ugo Locatelli, esponente tra i pi\u00f9 sfuggenti e significativi della stagione del cinema underground italiano. In presenza dell\u2019autore verranno proiettate le sue Immagini Lunghe, sperimentazioni su formato ridotto recentemente restaurate dall\u2019associazione bolognese al loro debutto in regione Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>Verter\u00e0 ancora sul cinema \u201cai margini\u201d la serata del\u00a0<strong>4 marzo<\/strong>: in continuit\u00e0 con quanto proposto nella passata edizione, il FilmForum continua la propria ricostruzione della storia dell\u2019industria dell\u2019audiovisivo pornografico attraverso l\u2019opera del documentarista e ricercatore\u00a0<strong>Simon Fletcher<\/strong>. Il suo\u00a0<strong>The Mike Freeman Story<\/strong>\u00a0si sofferma su una delle figure pi\u00f9 significative del cinema per adulti britannico, Michael John Freeman autoproclamatosi \u201cre del porno\u201d, fondatore della casa di produzione Videx Ltd e tra i maggiori promotori del genere hardcore. Seguir\u00e0 un episodio della serie televisiva curata da Fletcher Sexposed, anch\u2019esso in prima visione italiana.<\/p>\n<p>Nel ribadire la convinzione di ogni serio cinefilo, quella per cui anche la storia del cinema pu\u00f2 essere maestra, il FilmForum propone una serie di proiezioni che si intrecciano significativamente ai temi dell\u2019attualit\u00e0. Il\u00a0<strong>3 marzo<\/strong>, sar\u00e0 la volta di\u00a0<strong>Cinema Grattacielo<\/strong>\u00a0di Marco Bertozzi, docente allo IUAV di Venezia e autore del documentario co-prodotto da Rai-Cinema sul grattacielo di Rimini. Eretto nel 1959 per un&#39;altezza di 100 metr<br \/>\n, ospita oggi abitanti di pi\u00f9 di venti nazionalit\u00e0 diverse: uno sguardo su come e quanto \u00e8 cambiata l\u2019Italia dalle promesse del boom ai tempi della crisi e dell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p>La sera del\u00a0<strong>5 marzo<\/strong>\u00a0la storica e curatrice cinematografica\u00a0<strong>Heike Klapdor<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Hans-Michael Bock<\/strong>, direttore del Cinefest di Amburgo, introdurranno all\u2019uditorio una piccola perla del cinema tedesco,\u00a0<strong>Nathan der Weise<\/strong>\u00a0di Manfred Noa, 1922 basato sul dramma teatrale scritto da Gotthold Ephraim Lessing. Ambientato durante la terza crociata a Gerusalemme, predica un incontro interreligioso fra ebraismo, islam e cristianesimo che fu osteggiato dalla Chiesa gi\u00e0 nella sua forma teatrale e dal Nazismo durante la sua ascesa al potere nella versione per il grande schermo. Agli avventori del FilmForum l\u2019occasione di vedere una copia della pellicola scampata alla distruzione degli uomini di Hitler e ritrovata dopo sessant\u2019anni in un archivio russo. Un importante spunto di riflessione su questioni \u201cstoriche\u201d ma che paiono tornare periodicamente sull\u2019agenda politica internazionale.<\/p>\n<p>Infine, la serata conclusiva del\u00a0<strong>6 marzo<\/strong>\u00a0sar\u00e0 interamente dedicata alle ibridazioni tra cinema, danza e arte contemporanea. Nella corte Darko Bratina del Palazzo del Cinema di Gorizia la curatrice Giorgia Gastaldon porter\u00e0\u00a0<strong>Labrys \u2013 il labirinto in letteratura<\/strong>, progetto in nove tappe di Maria Rebecca Ballestra e Franca Fioravanti, liberamente ispirato alla lettura della raccolta di testi di Julien Friedler\u00a0<strong><em>The Truth of the Labyrinth<\/em><\/strong>: Nelle varie tappe di questo progetto, Ballestra indaga di volta in volta un aspetto diverso legato all\u2019immagine del labirinto in collaborazione con attori, scrittori e altri artisti. Una performance \u201cnomade\u201d prodotta con il sostegno della Regione e del Centro Salute Mentale Basaglia, che a Gorizia ritrova il suo luogo d\u2019origine. A seguire, il programma proiezioni al Kinemax presenta due lavori tra documentario e cinema d\u2019arte.\u00a0<strong>D\u00e9faite et victoire du corps<\/strong>\u00a0di Macha Ovtchinnikova \u00e8 un\u2019efficace indagine filmata sulla comunit\u00e0 russa in Francia, una storia di riconquista dei propri corpi e delle proprie identit\u00e0 attraverso la pratica della danza. Ancora su danza e urgenza di documentare,\u00a0<strong>Divino Inferno<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Bruno Aveillan<\/strong>, acclamato artista e fotografo impegnato a raccontare l\u2019opera pi\u00f9 difficile di un altro grande visionario, lo scultore moderno Auguste Rodin. Nel centenario della sua scomparsa il film si concentra sulla sua \u201copera della vita\u201d,\u00a0<strong><em>La Porte de l\u2019Enfer<\/em><\/strong>\u00a0ispirata alla commedia dantesca e rilavorata per 35 anni, fino al momento della sua morte. Aveillan riporta l\u2019opera incompiuta dello scultore ad altra vita, ispirandosi ad essa per dirigere le sue coreografie, in un riuscito esperimento fra cinema, arte e danza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eventi anche a Udine e Pordenone<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":26048,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-26047","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23607-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Eventi anche a Udine e Pordenone","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26047"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26047\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26047"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26047"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}