{"id":26015,"date":"2018-02-02T00:00:00","date_gmt":"2018-02-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=26015"},"modified":"2018-02-02T00:00:00","modified_gmt":"2018-02-01T23:00:00","slug":"corsa-per-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/corsa-per-la-verita\/","title":{"rendered":"Corsa per la verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quattro Passi di alta montagna, 52 chilometri percorsi con un dislivello di 1655 metri in poco pi\u00f9 di cinque ore,\u00a0tutto rigorosamente di corsa. Dario Pozzar, la prima domanda \u00e8 semplice: perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa corsa \u00e8 la mia passione, la pratico tutti i giorni, ma in questa occasione le ho voluto dare un significato diverso, dedicandola a Giulio Regeni e alla sua famiglia. \u00c8 stato il mio piccolo contributo alla richiesta di verit\u00e0 per Giulio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lo conosceva personalmente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGiulio era un mio vicino di casa, un ragazzo molto educato che ogni volta che mi incontrava mi salutava con il sorriso. Siccome l\u2019ultima volta che l\u2019ho visto \u00e8 stata una sera in cui ci siamo incrociati correndo (pochi giorni prima della sua tragica\u00a0scomparsa), ho voluto dedicargli una corsa per far s\u00ec che anche i passi Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo si unissero al coro di voci che vuole mantenere alta l\u2019attenzione sul caso di Giulio e chiedere che si giunga alla verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il percorso da lei compiuto come si \u00e8 sviluppato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo dato appuntamento ai miei amici sappadini Franco e Gianni ad Arabba, in provincia di Belluno, per le 9 di mattina di un gioved\u00ec di met\u00e0 ottobre. L\u2019idea era quella di correre il periplo del massiccio del Sella, passando attraverso il Passo Pordoi,\u00a0Canazei in Val di Fassa, Passo Sella, Selva di Val Gardena, il Passo Gardena, Corvara in Val Badia, Passo Campolongo e fare rientro ad Arabba. In quel periodo la montagna presenta colori incredibili, i larici illuminano di giallo e di rosso i pendii, l\u2019aria \u00e8 asciutta e non c\u2019\u00e8 il traffico che \u00e8 invece una costante pericolosa durante la stagione estiva. Alla partenza non c\u2019era neanche una nuvola in cielo. Il via ce l\u2019ha dato la campana del paese alle 9.30: a me non rimaneva altro che correre, mentre ai miei amici non rimaneva altro che pedalarmi a fianco e filmarmi di tanto in tanto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la scelta delle videoriprese?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019unica cosa che mi premeva veramente era che mi riprendessero quando sui cartelli dei passi dolomitici lasciavo un adesivo giallo con la richiesta di \u201cVerit\u00e0 per Giulio Regeni\u201d. La corsa \u00e8 proseguita senza problemi, su ogni Passo ci siamo fermati il tempo necessario per lasciare la dedica a Giulio e per bere un bicchiere di t\u00e8. Solo sul Passo Gardena ci siamo fermati per mangiare anche una fetta di strudel in rifugio. All\u2019interno c\u2019era una coppia di turisti tedeschi che vedendomi in tenuta da\u00a0corsa con la divisa <em>Nagaye Project <\/em>(l\u2019associazione di cui faccio parte che si occupa della raccolta di fondi in aiuto della popolazione etiope) non smetteva di chiederci cosa stessimo facendo e perch\u00e9. Per fortuna Gianni \u00e8 di madrelingua tedesca\u2026 Dopo 5 ore di corsa, durante le quali abbiamo chiacchierato del pi\u00f9 e del meno, siamo tornati al punto di partenza chiudendo cos\u00ec l\u2019anello stradale che accerchia il gruppo del Sella in senso orario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per compiere una simile impresa bisogna essere molto allenati: Dario Pozzar come si allena e si tiene in forma?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi alleno tutti i giorni, correndo e pedalando. Per le uscite in bicicletta sfrutto le ore della pausa pranzo: sono titolare di un negozio e riesco a gestire gli impegni in modo da essere libero in quelle ore. In inverno poi la sera vado a correre dopo la chiusura, mentre in estate prediligo la mattina presto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La sua passione per la corsa quando \u00e8 nata?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo sempre corso, ma da una dozzina d\u2019anni lo faccio con continuit\u00e0. \u00c8 l\u2019unico sport che non implica impegni con altre persone e orari, e avendo un lavoro i cui orari non sono compatibili con la maggior parte degli sport \u00e8 stata una scelta naturale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quella dei 4 Passi \u00e8 stata solo l\u2019ultima impresa in ordine di tempo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo corso una ventina di maratone e altrettante gare su strada di distanza compresa tra la mezza maratona e i 30 km. Quando poi mi sono reso conto del fatto che ormai non mi divertivo pi\u00f9 perch\u00e9 correvo queste gare solo per fare ogni volta un tempo\u00a0finale migliore della volta precedente, ho scoperto le gare di <em>ultra trail <\/em>(gare di corsa in montagna su lunga distanza) e da 5 anni corro solo quelle. Oltre a molte competizioni di carattere locale, ho corso cinque edizioni della <em>Dolomiti Extreme Trail <\/em>(53 km con 3800 metri di dislivello), sei edizioni del <em>Sellaronda Trail Running <\/em>(62 km con 3200 metri di dislivello), tre edizioni del <em>Cortina trail <\/em>(48 km con 2600 metri di dislivello), cinque edizioni della <em>Trail Dolomitica Eco Marathon <\/em>(42 km con 2100 metri di dislivello), quattro edizioni della <em>Misurina Sky Marathon <\/em>(42 km con 3000 metri di dislivello), due edizioni della <em>Mont Blanc Marathon <\/em>(80 km con 6000 metri di dislivello) e l\u2019ultima edizione della <em>Lavaredo Ultra Trail <\/em>(120 km con 5800 metri di dislivello)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le piace correre solo in montagna o anche in altri contesti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono di Fiumicello e per allenarmi mi piace correre lungo le strade di campagna della bassa friulana; adesso ci sono anche molte piste ciclabili e le sfrutto per arrivare fino a Grado. Poi ho la fortuna di abitare a pochi chilometri dal Carso dove mi diverto a scoprire sempre sentieri nuovi: \u00e8 strano pensare che quello che per me adesso \u00e8 un campo giochi, un centinaio di anni fa era un campo di guerra. Le gare invece le corro ormai solo in montagna: i panorami che cambiano dietro a ogni curva sono uno stimolo perfetto per avere voglia di andare sempre avanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Solitamente corre da solo o in compagnia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGeneralmente corro da solo, i miei orari sono per lo pi\u00f9 incompatibili con quelli dei miei amici. A volte mia moglie Rosanna mi accompagna in bicicletta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando corre a cosa pensa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa corsa \u00e8 un\u2019esperienza molto introspettiva, non corro mai con gli auricolari perch\u00e9 mi piace sentire il mio respiro, il calpestio dei miei passi e il silenzio che mi circonda. Le sensazioni che provo mi fanno apprezzare la fortuna che ho di essere\u00a0una persona sana, sempre pi\u00f9 consapevole che questo \u00e8 un privilegio che va sfruttato fino in fondo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dario Pozzar ha gi\u00e0 in mente nuove sfide per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe idee non mancano, senza degli obiettivi prefissati \u00e8 difficile motivarsi per uscire a correre anche quando piove e fa freddo. Per il 2018 ho gi\u00e0 in mente le gare in montagna alle quali mi piacerebbe partecipare, ma per scaramanzia l\u2019unica persona alla quale confido i miei programmi futuri \u00e8 sempre e solo mia moglie\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dario Pozzar<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":26016,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-26015","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",750,510,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",750,510,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",750,510,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1-300x204.webp",300,204,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",640,435,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",300,204,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",500,340,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",474,322,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",382,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",300,204,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",750,510,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",750,510,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",750,510,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",750,510,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1.webp",250,170,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23519-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Dario Pozzar","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26015","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26015"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26015\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26015"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26015"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26015"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}