{"id":25915,"date":"2018-01-18T00:00:00","date_gmt":"2018-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25915"},"modified":"2018-01-18T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-17T23:00:00","slug":"la-videosorveglianza-viola-la-privacy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-videosorveglianza-viola-la-privacy\/","title":{"rendered":"La videosorveglianza v\u00ecola la privacy?"},"content":{"rendered":"<p>Atti e immagini carpiti da privati mediante telecamere installate all\u2019esterno delle loro propriet\u00e0 sono assolutamente legittimi e, a detta dei giudici di legittimit\u00e0, pienamente utilizzabili senza alcuna autorizzazione dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, costituendo prove atipiche comunque idonee ad assicurare l\u2019accertamento dei fatti.<\/p>\n<p>Capita spesso che una videocamera installata, per ragioni di sicurezza, sulla propria dimora finisca col riprendere anche spazi comuni o di propriet\u00e0 altrui, ponendo quindi un problema di tutela della inviolabilit\u00e0 del domicilio ai sensi degli art. 14 Cost. e CEDU nonch\u00e9 del diritto alla riservatezza di chi dispone dei luoghi videosorvegliati.<\/p>\n<p>Il Garante per la Privacy ha fissato alcuni principi base che devono essere rispettati dai soggetti che intendono dotarsi di un sistema di videosorveglianza che possa interferire con il diritto altrui alla riservatezza:<\/p>\n<p>&#8211; il <strong>principio di liceit\u00e0<\/strong>: l\u2019attivit\u00e0 di videosorveglianza deve anzitutto rispettare la normativa di riferimento in materia di trattamento dei dati personali e di quanto previsto, nello specifico, per i dati captati attraverso l\u2019utilizzo di apparecchi audiovisivi;<\/p>\n<p>&#8211; il <strong>principio di necessit\u00e0<\/strong>: va escluso ogni uso che esuli dalla finalit\u00e0 di garantire la sicurezza dei beni oggetto di tutela;<\/p>\n<p>&#8211; il <strong>principio di proporzionalit\u00e0<\/strong>: la videosorveglianza che lede la riservatezza altrui pu\u00f2 essere attivata solo quando altre misure volte a tutelare il diritto alla sicurezza risultino inefficaci o inattuabili.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dei luoghi di privata dimora altrui, \u00e8 necessario distinguere fra ambienti esposti al pubblico e, al contrario, ambienti la cui visione dall\u2019esterno \u00e8 occultata o sarebbe possibile attraverso una serie di accorgimenti o col consenso del titolare. Mentre, infatti, per questi ultimi l\u2019acquisizione di videoriprese \u00e8 impedita dalla tutela apportata da chi \u00e8 ivi domiciliato, viceversa \u00e8 ammessa la captazione di ci\u00f2 che accade negli ambienti esposti al pubblico, come ad esempio ingressi, cortili e balconi del domicilio di terzi trattandosi di luoghi liberamente visibili\u00a0da pi\u00f9 persone e dall\u2019esterno senza ricorrere a particolari accorgimenti; motivo per cui i titolari di detti spazi non possono vantare alcuna pretesa al rispetto della riservatezza (cfr. Cass. Pen. Sent. n. 22093\/2015).<\/p>\n<p>\u00c8 altres\u00ec lecito avvalersi di telecamere puntate sulla via pubblica per prevenire eventuali illeciti anche se invadono involontariamente la privacy altrui: in tal caso non pu\u00f2 sussistere il reato di interferenza illecita nella vita privata per mancanza di dolo. Questo il principio stabilito dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, nell\u2019annullare una sentenza emessa in grado di appello che condannava il proprietario di un\u2019autorimessa il quale,\u00a0utilizzando una telecamera puntata sulla strada per prevenire furti gi\u00e0 avvenuti in precedenza, si era procurato indebitamente immagini relative allo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa di una signora. La Suprema Corte, dopo aver precisato che il nostro ordinamento non riconosce alcun diritto di documentazione della vita privata altrui, se non con il consenso dell\u2019avente diritto o in presenza di causa di giustificazione, afferma che, qualora, come nel caso in questione, le immagini siano state procurate involontariamente e nell\u2019esercizio di un proprio diritto ad autotutelarsi (da furti nell\u2019autorimessa), il reato non pu\u00f2 sussistere per difetto dell\u2019elemento soggettivo, a causa della mancanza della rappresentazione, da parte del soggetto agente, del carattere antigiuridico del fatto.<\/p>\n<p>In sintesi, quando le riprese sono fatte per tutelarsi e senza alcuna intenzione di invadere la privacy altrui, sono perfettamente lecite. In applicazione del principio di proporzionalit\u00e0, anche la durata della conservazione dei dati deve, ragionevolmente, essere commisurata all\u2019indispensabilit\u00e0 delle riprese e per il solo tempo necessario alla tutela del diritto alla sicurezza. Alla luce di tali considerazioni, si ritiene che il diritto alla conservazione, salvo\u00a0i casi ove si renda necessario l\u2019intervento delle autorit\u00e0 giudiziarie, sia, tendenzialmente, limitato alle 24 ore successive.<\/p>\n<p>Va ricordato, inoltre, che sussiste l\u2019obbligo per chi pone in essere l\u2019attivit\u00e0 di videosorveglianza di informare adeguatamente i soggetti che potenzialmente potrebbero essere violati nel proprio diritto alla riservatezza.<\/p>\n<p>In proposito, il Garante ha individuato un modello di informativa semplificata che si pu\u00f2 reperire sul sito del ministero della difesa <a href=\"http:\/\/www.carabinieri.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>www.carabinieri.it<\/strong><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sicurezza e riservatezza<\/p>\n","protected":false},"author":25,"featured_media":25916,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-25915","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",750,469,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",750,469,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",750,469,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1-300x188.webp",300,188,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",640,400,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",300,188,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",500,313,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",474,296,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",391,245,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",300,188,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",750,469,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",750,469,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",750,469,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",750,469,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1.webp",250,156,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23263-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Massimiliano Sinacori","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/sinacori\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Sicurezza e riservatezza","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25915","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/25"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25915"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25915\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25916"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25915"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25915"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25915"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}