{"id":25913,"date":"2018-01-18T00:00:00","date_gmt":"2018-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25913"},"modified":"2018-01-18T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-17T23:00:00","slug":"miracolo-a-fogliano-redipuglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/miracolo-a-fogliano-redipuglia\/","title":{"rendered":"Miracolo a Fogliano Redipuglia"},"content":{"rendered":"<p>Era il 1951 quando usc\u00ec il film \u2018Miracolo a Milano\u2019, dove il protagonista lotta e sogna per un mondo migliore; un bel messaggio per quelli che erano tempi vicini al ricordo della guerra. I nostri tempi sono quelli che conosciamo; alcuni parlano di crisi, altri di opportunit\u00e0, e in mezzo a tutto sto bailamme di voci in contrasto noi italiani ci siamo adattati ad andare avanti a \u2018miracoli\u2019. Uno di questi eventi straordinari, sportivamente parlando, si sta verificando\u00a0proprio nel nostro territorio, grazie all\u2019A.S.D. Rugby Fogliano-Redipuglia. Comincia a spiegarmelo, con le sue possenti sembianze da \u2018Samoano Friulano\u2019, proveniente da una carriera di giocatore che lo ha visto impegnato anche all\u2019estero, <strong>Davide Macor<\/strong>, classe 1983, oggi allenatore della squadra maschile, oltre che uno dei generosi \u2018<em>factotum<\/em>\u2019 di questa societ\u00e0. \u00abRinasciamo, come l\u2019Araba Fenice, dalle ceneri dell\u2019Associazione Pallaovale Isontina,\u00a0squadra meglio conosciuta con il grazioso acronimo di API; il \u2018miracolo\u2019 \u2013 precisa Macor \u2013 \u00e8 avvenuto grazie alla passione che ci anima tutti e, in particolare, alla volont\u00e0 di ferro di persone gi\u00e0 legate a doppio filo con il rugby, come il nostro presidente Matteo Cleri, o come la famiglia Leone, in particolare il signor Giorgio, che \u00e8 stato presidente della \u2018Leonorso\u2019, gloriosa squadra udinese. Si pu\u00f2 quindi intuire che siamo una specie di \u201ccollage\u201d,\u00a0dove ognuno apporta quello che sa, e il risultato \u00e8 questo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 strutturata la vostra realt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFacendo i salti mortali per trovare i fondi necessari \u2013 come un po\u2019 tutti, d\u2019altronde \u2013 siamo organizzati in tre settori: la squadra maschile, la squadra femminile e il mini rugby. Quest\u2019ultimo potremmo anche chiamarlo \u2018vivaio\u2019, perch\u00e9 la mia interpretazione nella gestione di una societ\u00e0 \u00e8 paragonabile al progetto di costruire un castello: senza fondamenta cade, ed \u00e8 lo stesso per le squadre alle quali manca il settore giovanile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A quali campionati partecipate?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa squadra maschile, che porta il nome dell\u2019associazione, milita in serie C2, girone A, che comprende tutto il Triveneto. La squadra femminile, chiamata \u2018Queens Bees\u2019, partecipa alla Coppa Italia F.I.R. e al campionato austriaco a sette giocatrici, e in pi\u00f9, in collaborazione con le squadre di Tarvisio, Udine e Gorizia, si \u00e8 messa in piedi una specie di \u2018rappresentativa\u2019 che partecipa alle competizioni F.I.R.L. (Federazione Italiana Rugby League)\u00a0a 13 elementi per squadra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Del rugby mi ha sempre affascinato la lealt\u00e0 cavalleresca che lo anima, modi diversi di gioco non alterano questo nobile spirito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2 chiederlo, a nome di tutti, a due dei nostri giocatori: Silvia Capello per la squadra femminile e Juan Vila per quella maschile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Silvia, lei che ne dice?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente no. Prima di approdare al rugby ho provato un po\u2019 tutti gli sport senza riuscire mai a trovarmi a mio agio. Invece qui fin dal primo allenamento mi sono sentita a casa, perch\u00e9 non sono stata sottoposta a \u00a0nessuna forma n\u00e9 di giudizio n\u00e9 di pregiudizio, ma sono stata accettata per quello che sono, e questo \u00e8 magnifico. E poi i principi di lealt\u00e0 sono insiti anche nelle tecniche di gioco: il placcaggio, ad esempio, pur essendo un contatto eseguito con una certa forza, \u00e8 concepito in modo tale da non far male a nessuno, ed \u00e8 una tecnica comune a tutti, dal rugby a 15 fino al beach rugby\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando \u00e8 avvenuto questo primo allenamento di cui parla?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCirca 5 anni fa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha 24 anni\u2026 Come ha fatto in cos\u00ec poco tempo ad arrivare anche alla convocazione in azzurro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono venuti dei tecnici federali che ci hanno sottoposto a dei test; sono andata bene e mi hanno convocata per la trasferta in Libano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito, avete vinto o perso? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo vinto 20 a 0. A sentirla cos\u00ec potrebbe sembrare una vittoria schiacciante per noi e una bruciante sconfitta per gli avversari, dato che il rugby libanese \u00e8 una delle realt\u00e0 pi\u00f9 forti al mondo. Ma nel rugby non si viene mai umiliati da nessuno. La sera della gara eravamo insieme a fare festa e a farci i complimenti. E questa \u00e8 solo una delle magie dello sport della palla ovale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le altre?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl sostegno che si d\u00e0 e che si riceve, imparando a usarlo come istinto. A chi non capita di aver bisogno di un sostegno? \u00c8 magnifico, anche nella vita, girarsi indietro e trovare una persona che ci assiste, che ci aiuta. Da questo scaturisce il piacere dell\u2019aggregazione poich\u00e9, pur restando ognuno quello che si \u00e8, non c\u2019\u00e8 spazio per gli individualismi. Per rendere meglio l\u2019idea cito ancora la mia esperienza con la Nazionale: con le mie compagne\u00a0ci eravamo conosciute solo pochi giorni addietro, eppure, per tutto il tempo passato assieme, dagli allenamenti alla tensione adrenalinica che ti coglie nello sbucare dagli spogliatoi in uno stadio urlante, alla commozione dell\u2019ascolto dell\u2019inno di Mameli, \u00e8 stato come se tutte percepissimo e condividessimo la stessa emozione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Davide Macor, se il modo delle donne di intendere il concetto di squadra \u00e8 diverso da quello degli uomini, \u00e8 diverso anche l\u2019approccio all\u2019allenamento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe in allenamento chiedo agli uomini di fare l\u2019esercizio di \u2018buttare gi\u00f9 il muro\u2019, gli uomini eseguono e basta, mentre le donne propongono se non sia meglio trovare una soluzione diversa, come ad esempio aggirarlo. Partendo da quest\u2019esempio, si potrebbe scrivere un libro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Coinvolgo Juan Vila, unico straniero della squadra, originario di Baja Blanca, Argentina, con antenati abruzzesi di Atessa, Chieti. La pensa cos\u00ec anche lei?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono d\u2019accordo: l\u2019approccio \u00e8 diverso, indipendentemente che ci sia un indirizzo pi\u00f9 tecnico che agonistico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei come mai si trova qui?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi trovo qui per merito del coach Macor, che mi ha \u201cscoperto\u201d e invitato a partecipare a questa avventura; mi trovo molto bene, ma specifico che non sono un professionista, anche perch\u00e9 in Argentina, pur essendo una nazione fra le \u2018Top Ten\u2019 mondiali, di un vero professionismo ancora non si pu\u00f2 parlare. In Italia non \u00e8 molto\u00a0diverso, la differenza la farebbe solo un ingaggio in Australia, ma per il momento \u00e8 un sogno. In buona parte del mondo per vivere di rugby \u00e8 usanza diffusa avere un piano B, ovvero fare anche qualcos\u2019altro, soprattutto economia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Recentemente hanno giocato Italia-Argentina, lei ha tifato per i \u201cPumas\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma il nostro modo di tifare \u00e8 molto diverso da quello che si intende in genere. Ho 25 anni e discendo da una famiglia di rugbisti; ho cominciato a giocare che avevo pochi anni e dal nonno in gi\u00f9 siamo tutti amanti di questo sport. Ho imparato a guardare pi\u00f9 alla bellezza del gioco che al risultato in s\u00e9. Una vittoria pu\u00f2 essere sofferta, ma deve essere limpida, altrimenti che valore ha?\u00bb<\/p>\n<p><strong><em>Winning Ugly<\/em><\/strong><strong>, \u201cvincere sporco\u201d, come cantavano i Rolling Stones, non appartiene al vostro mondo. Vogliamo finire, Silvia, parlando del suo soprannome? \u2018Coscia Possente\u2019, sembra un nome indiano\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 nato tutto dalle mie compagne: era il mio compleanno e sul bigliettino di auguri c\u2019era questo nomignolo che poi mi si \u00e8 attaccato addosso in maniera indelebile, anche perch\u00e9 io sento di avere questa squadra nel sangue, non per niente mi sono fatta tatuare il nostro simbolo\u2026 sulla coscia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E se un giorno le arrivasse un ingaggio dalla Nuova Zelanda?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSarei gi\u00e0 l\u00ec, ma il tatuaggio resterebbe al suo posto!\u00bb<\/p>\n<p>Qui hanno creato proprio un bell\u2019ambiente, si percepisce nell\u2019aria una certa felicit\u00e0 che avvolge il tutto. E sempre qui, nel maggio prossimo, si disputer\u00e0 lo spareggio Under 19 fra Italia e Ucraina per l\u2019ammissione agli Europei a 13 elementi di Belgrado. Che fate? Non avete ancora prenotato il biglietto? Suvvia, non perdetevi lo spettacolo, anzi cominciate con andare a vedere le partite delle <em>Queens Bees<\/em>, e state attenti, che le api pungono!\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rugby maschile e femminile<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":25914,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-25913","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23260-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele D'Urso","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/durso\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Rugby maschile e femminile","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25913","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25913"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25913\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25914"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}