{"id":25912,"date":"2018-01-18T00:00:00","date_gmt":"2018-01-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25912"},"modified":"2018-01-18T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-17T23:00:00","slug":"correre-assieme-per-arrivare-lontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/correre-assieme-per-arrivare-lontano\/","title":{"rendered":"Correre assieme per arrivare lontano"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla di servizi finanziari, si pensa spesso a banche e operatori di grandi dimensioni. Quando si\u00a0parla di <em>fintech<\/em>, ovvero di quegli operatori che utilizzano le nuove tecnologie per innovare i servizi finanziari, sembra di descrivere un mondo lontano dalle piccole imprese. In entrambi i casi si tratta di un errore. Perch\u00e9 sono proprio le piccole e medie imprese (PMI) ad avere pi\u00f9 opportunit\u00e0 e, si spera, vantaggi dall\u2019ingresso\u00a0delle <em>fintech <\/em>sul mercato.<\/p>\n<p>Lo affermano molte ricerche e l\u2019evidenza empirica di quanto sta accadendo in mercati pi\u00f9 evoluti di quello italiano. Digitale, big data, intelligenza artificiale, servizi personalizzati, struttura dei costi pi\u00f9 snella: sono tutti elementi portati dal <em>fintech <\/em>che rappresentano un vantaggio soprattutto (ma non solo) per le PMI.<\/p>\n<p>Le startup si inseriscono dove i grandi player non arrivano con facilit\u00e0. I servizi finanziari alle PMI sono sempre stati in secondo piano rispetto a quelli delle grandi imprese. Per una ragione semplice: garantivano meno ritorni anche a causa di profili di rischio meno trasparenti.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019equilibrio sta cambiando: il <em>fintech <\/em>consente di <strong>avere soluzioni su misura, abbattendo i costi di transazione e riducendo i costi del rischio<\/strong>, permettendo operazioni cosiddette \u201c<em>small ticket<\/em>\u201d, cio\u00e8 anche per importi minimi. \u00a0Oggi anche le PMI e le microimprese diventano appetibili. Singolarmente contano meno, ma\u00a0sono molte di pi\u00f9. \u00c8 un po\u2019 la teoria della \u201ccoda lunga\u201d di internet applicata alla finanza. Dal punto di vista economico la \u201ccoda lunga\u201d evidenzia la distribuzione della ricchezza, del fatturato, della domanda e dell\u2019offerta in un sistema o in un mercato. Ad esempio, nel mercato dell\u2019editoria operano diversi scrittori. Quelli pi\u00f9 affermati si collocano nella testa della curva in quanto riescono a vendere un maggior numero di\u00a0copie per titolo, quelli meno affermati o sconosciuti nella coda. Pur vendendo meno copie, gli scrittori meno affermati compongono gran parte dell\u2019area sottostante alla curva della ricchezza\/fatturato complessivi.<\/p>\n<p>La diffusione di internet e delle tecnologie di comunicazione e connessione ha permesso a chiunque in qualunque momento e luogo di consultare infiniti elenchi di libri e recensioni, abbattendo i costi di distribuzione e stoccaggio, eliminando il legame tra visibilit\u00e0 dei prodotti\/ servizi e la loro pubblicazione cartacea. Diventa cosi conveniente vendere relativamente pochi titoli di molti scrittori poco affermati\u00a0rispetto a molte copie di pochi titoli. Ci\u00f2 \u00e8 accaduto con l\u2019arrivo di <em>Google<\/em>, <em>Amazon<\/em>, <em>iTunes<\/em>, <em>Spotify<\/em>, <em>Netflix <\/em>e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<\/p>\n<p>L\u2019onda di questo fenomeno sta ora investendo il rapporto banca-impresa. La \u201clong tail\u201d, la coda lunga arriva al mondo delle imprese. Ad esempio, pur avendo dimensioni limitate, fatturati contenuti, un minor numero di lavoratori impiegati, la somma delle piccole imprese contribuisce all\u2019occupazione e al PIL molto pi\u00f9 di quanto\u00a0faccia la grande industria. \u00c8 quindi razionale destinare particolare attenzione anche alla \u201ccoda lunga\u201d poich\u00e9 quest\u2019ultima influisce in modo determinante sull\u2019equilibrio e sulle performance finali dell\u2019intero settore economico.<\/p>\n<p>Ma le nostre PMI non possono essere considerate la \u201ccoda lunga\u201d del sistema economico. Esse costituiscono il \u201ccorpo\u201d della nostra economia. Le PMI italiane rappresentano oltre il 90% delle imprese e due terzi del valore aggiunto, che \u00e8 superiore di circa 10 punti percentuali rispetto al dato medio europeo, mentre l\u2019occupazione nelle PMI italiane \u00e8 di circa 13 punti percentuali superiore (78,5% contro 66% media europea).<\/p>\n<p>E, fenomeno ancor pi\u00f9 italiano, <strong>le micro imprese (fino a 10 dipendenti) costituiscono il 95% delle PMI<\/strong>. Affinch\u00e9 anche esse possano contribuire e partecipare alla ripresa economica in atto in Italia \u00e8 necessario riequilibrare la loro struttura finanziaria, che dipende per circa il 90% da fonti di credito bancario prevalentemente a breve termine, per non limitare gli investimenti e le innovazioni fondamentali per recuperare efficienza, incrementare la produttivit\u00e0, elevare la qualit\u00e0 del capitale umano e affrontare al meglio la digitalizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019avanzata delle <em>fintech <\/em>sembra dischiudere un nuovo futuro per i servizi finanziari alle PMI: capaci di rispondere con promettenti strumenti innovativi alla saturazione e ai ritardi degli intermediari tradizionali, in altri Paesi stanno sviluppandosi a ritmi esponenziali. Stiamo assistendo a una trasformazione radicale del sistema bancario e dell\u2019ecosistema finanziario delle PMI, a fronte del fatto che risulta improrogabile assicurare una soddisfacente risposta alla palese necessit\u00e0, per le PMI che puntano a investire in innovazione, di imparare a conoscere i nuovi strumenti che assicurano accessi alternativi e complementari al\u00a0credito e alla gestione del rischio e di attrezzarsi per rispondere in modo adeguato a nuove modalit\u00e0 di valutazione e di autovalutazione, come ad esempio la <em>social reputation<\/em>, il posizionamento nella <em>supply chain<\/em>, la connessione ai mercati, che questi nuovi strumenti abilitano. I vantaggi delle <em>fintech <\/em>non si fermano tra\u00a0l\u2019altro ai loro strumenti innovativi (<em>Peer to peer Lending<\/em>, <em>Invoice trading<\/em>, <em>Direct Lending<\/em>, <em>Equity\/Lending Crowdfunding<\/em>, <em>Dynamic Discounting<\/em>) ma arrivano anche ai servizi di consulenza finanziaria, ai sistemi di pagamento alternativi e alle applicazioni della <em>blockchain<\/em>.<\/p>\n<p>In altri mercati l\u2019effetto di queste innovazioni \u00e8 dirompente. Ad esempio nel mercato del credito, oppure nei servizi digitali, con istituti nativi del web, privi di filiali e sportelli, o ancora nei sistemi di (micro) pagamento.<\/p>\n<p>La competizione tra startup e banche non \u00e8 tra buoni e cattivi, tra piccoli e grandi (anche se essere grandi ovviamente aiuta). \u00c8 una questione di velocit\u00e0: non \u00e8 pi\u00f9 solo il pesce grande che mangia quello piccolo, ma quello veloce che mangia quello lento. Fuor di metafora: ci sono spazi dell\u2019ecosistema finanziario che si aprono alla competizione. E alla collaborazione. Le <em>fintech<\/em>, pi\u00f9 agili e flessibili, possono avere il ruolo di stimolare le PMI. E le seconde, con pi\u00f9 o meno reattivit\u00e0, possono raccogliere la sfida. Se il <em>fintech <\/em>sta sviluppando offerte che rendono profittevoli i servizi finanziari per le PMI, anche le banche hanno tutto\u00a0l\u2019interesse a sviluppare questi nuovi modelli di servizio.<\/p>\n<p>L\u2019effetto \u00e8 duplice e pu\u00f2 agire da moltiplicatore di vantaggi per le piccole imprese: da un lato le startup spingono per nuovi servizi verticali e spesso si impongono come imprese di successo. Dall\u2019altro le banche tradizionali non possono pi\u00f9 ignorarle: possono acquisirle, entrare nel loro capitale o sviluppare internamente soluzioni simili, o ancora costituire partnership per sviluppare e far evolvere i nuovi servizi\u00a0abilitati delle nuove tecnologie. In ritardo, anche in Italia qualcosa sembra muoversi in tale direzione, ma correre in due, assieme, farebbe arrivare prima e pi\u00f9 lontano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fintech e Piccome Medie Imprese<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-25912","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Fintech e Piccome Medie Imprese","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25912","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25912"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25912\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}