{"id":25896,"date":"2018-01-17T00:00:00","date_gmt":"2018-01-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25896"},"modified":"2018-01-17T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-16T23:00:00","slug":"a-gorizia-nuovo-ristorante-del-buon-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/a-gorizia-nuovo-ristorante-del-buon-ricordo\/","title":{"rendered":"A Gorizia nuovo ristorante del Buon Ricordo"},"content":{"rendered":"<p>Prestigioso traguardo per <strong>La Trattoria alla Luna di Gorizia,<\/strong> entrata a far parte dell&#39;<strong>Unione Ristoratori del Buon Ricordo<\/strong>. La Trattoria alla Luna \u00e8 una delle due nuove insegne che dal 2018 arricchiscono la schiera del Buon Ricordo, che conta in Friuli Venezia Giulia altri 10 ristoranti: Al Lido di Muggia, Al Ponte di Gradisca, Al Sole di Forni Avoltri, Carnia di Venzone, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, La\u2019 di Moret di Udine, La Pergola di San Daniele, Locanda Al Castello di Cividale, Lokanda Devetak di San Michele al Carso.<\/p>\n<p>Sono oggi un centinaio i ristoranti associati al sodalizio, fondato nel 1964 per salvaguardare le tradizioni e culture gastronomiche del Bel Paese, che rischiavano di scomparire davanti alla moda allora in auge della cucina internazionale. Cucina del territorio era allora, e lo \u00e8 ancor oggi, la loro. Una cucina dove venivano privilegiati i prodotti a km zero ben prima che diventassero di moda e la tradizione culinaria regionale, ora come un tempo, viene valorizzata, coltivata, interpretata al passo con i tempi. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d\u2019union, \u00e8 il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui \u00e8 effigiata la specialit\u00e0 del locale (che deve essere tenuta in carta tutto l\u2019anno), che viene donato agli ospiti perch\u00e9 si ricordino dell\u2019esperienza culinaria provata. La specialit\u00e0 della <strong>Trattoria alla Luna <\/strong>sono gli<strong> <em>Gnocchi dolci<\/em><\/strong>, omaggio a Gorizia e alla sua cucina mitteleuropea.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il locale <\/strong><\/p>\n<p>In pieno centro di Gorizia, a due passi da piazza della Vittoria, la <strong>Trattoria alla Luna<\/strong> si fregia del titolo di <strong>Locale storico del Friuli Venezia Giulia<\/strong>. Aperta nel 1876 da Antonio Cadorini come posto di ristoro e locanda con cambio cavalli per le carrozze, era luogo di ritrovo di commercianti del vicino mercato e viaggiatori che, giunti a Gorizia, si fermavano alla Luna per dormire e far riposare i cavalli nelle scuderie. Nel giardino interno vi era anche un teatrino per allietare i clienti. Entrare nel locale che dal 1956 gestisce la famiglia Pintar, \u00e8 come compiere un viaggio a ritroso nel tempo attraverso le tradizioni della Mitteleuropa. A gestirlo \u00e8 ora <strong>Elena Pintar<\/strong>, figlia di Milan, che per tanti anni ha tenuto viva una tradizione gastronomica forte degli stimoli che qui convergono dal Friuli, dal Carso, dalla Slovenia, dall\u2019Austria. Elena, e la madre Celestina, accolgono gli ospiti in costume tipico goriziano. L\u2019arredamento presenta innumerevoli oggetti di un tempo appesi a pareti e soffitto.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La specialit\u00e0: Gnocchi dolci<\/strong><\/p>\n<p>Tipici della tradizione goriziana, questi grossi gnocchi sferici di patate si possono preparare con il ripieno di susine (\u00e8 la ricetta pi\u00f9 usata), oppure di albicocche, di fichi, d\u2019uva o di ciliegie: tutta frutta prodotta ancor oggi sulle colline del Collio goriziano. Li si usa proporre in tavola come sostanzioso primo piatto, ma sono ottimi anche come dolce. Si tratta di un piatto che nasce dalla vocazione del Collio \u00a0alla frutticoltura. Dal 1700 a met\u00e0 del 1900 vi si produceva infatti una grande quantit\u00e0 di susine, che venivano perfino esportate in Europa e in America.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La ricetta (Ingredienti per 4 persone)<\/strong><\/p>\n<p>\u2022 1 kg di patate<\/p>\n<p>\u2022 1 uovo intero<\/p>\n<p>\u2022 farina bianca<\/p>\n<p>\u2022 sale<\/p>\n<p>\u2022 pepe<\/p>\n<p>\u2022 frutta di stagione (a scelta tra: susine, fichi, uva, albicocche o mele)<\/p>\n<p>\u2022 zucchero<\/p>\n<p>\u2022 cannella<\/p>\n<p>\u2022 burro<\/p>\n<p>\u2022 pan grattato<\/p>\n<p>\u2022 marmellata<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Preparazione<\/strong><\/p>\n<p>Cucinare e pelare le patate, lasciarle raffreddare e schiacciarle. Fare la fontanella con l\u2019uovo, il sale, il pepe e la farina, quindi impastare il tutto. Stendere la pasta alta 1 cm e formare, con un bicchiere largo, un disco. In una ciotola preparare il ripieno con marmellata, zucchero e cannella. Poi, adagiarvi un cucchiaino al centro del disco con il frutto, con le mani chiudere il disco che deve essere grande quanto una palla da tennis.<\/p>\n<p>Cucinare in acqua abbondante salata per 15 minuti.<\/p>\n<p>Scolare e condire con burro fuso, pan grattato, zucchero e cannella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;undicesimo in Friuli Venezia Giulia<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":25897,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-25896","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",750,498,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",750,498,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",750,498,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1-300x199.webp",300,199,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",640,425,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",300,199,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",500,332,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",474,315,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",300,199,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",750,498,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",750,498,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",750,498,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",750,498,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23226-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"L'undicesimo in Friuli Venezia Giulia","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25896","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25896"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25896\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}