{"id":25880,"date":"2018-01-16T00:00:00","date_gmt":"2018-01-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25880"},"modified":"2018-01-16T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-15T23:00:00","slug":"larchitetto-delle-piste-ciclabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/larchitetto-delle-piste-ciclabili\/","title":{"rendered":"L&#8217;architetto delle piste ciclabili"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giuseppe Garbin<\/strong>, cervignanese classe 1950, si appassiona al ciclismo in giovane et\u00e0, uno sport che lo incorona tra i protagonisti della kermesse delle due ruote. Una carriera costellata da successi e tante soddisfazioni, come le partecipazioni nel 1973, nella categoria dilettanti, ai giri di Serbia e d\u2019Italia. Nel 1974 la scelta di vita di abbandonare l\u2019agonismo cui segu\u00ec, a 31 anni, quella di iscriversi alla Facolt\u00e0 di Architettura e il conseguimento della laurea 5 anni pi\u00f9 tardi (nel 1995 consegu\u00ec\u00a0anche la seconda laurea in Pianificazione Territoriale Urbanistica). Un professionista determinato che ha contribuito a elevare in maniera significativa il ciclismo friulano fino a diventare il presidente regionale della Federazione Ciclistica Italiana. Grazie alle sue abilit\u00e0 \u00e8 oggi ritenuto uno dei massimi esperti nella realizzazione di piste ciclabili. Sua l\u2019idea della <em>Ciclovia\u00a0Alpe Adria Radweg<\/em>, nel tratto tra Palmanova e Grado.<\/p>\n<p><strong>Architetto Garbin, pu\u00f2 spiegare ai nostri lettori quando sono nate le piste ciclabili?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa promozione di forme di mobilit\u00e0 urbana ecocompatibili rappresenta uno dei pi\u00f9 importanti impegni sottoscritti dai firmatari della Carta di Aalborg o Carta delle citt\u00e0 europee (del 27 maggio 1994) per lo sviluppo sostenibile. Per questo motivo, dopo un lungo periodo di incidenti sulle strade, preso atto che le arterie urbane erano sempre pi\u00f9 trafficate, si decise di privilegiare la bicicletta come mezzo di locomozione. In un certo senso l\u2019Olanda e la Danimarca furono i primi Stati a investire in piste ciclabili. La nostra Regione approv\u00f2 nel 1993 le \u201cNorme per favorire il trasporto ciclistico\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn questi ultimi dieci anni \u00e8 cresciuta la consapevolezza che la bicicletta pu\u00f2 rappresentare una valida alternativa ai veicoli a motore. Per incoraggiare i cittadini a limitare l\u2019uso delle automobili \u00e8 necessario creare una rete capillare di collegamenti ciclabili\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ed ecco arrivare la sua idea vincente, collegare Palmanova a Grado. Un progetto precursore, al quale fece seguito lo sviluppo del circuito Alpe Adria Radweg. L\u2019itinerario transfrontaliero che parte da Salisburgo e che garantisce pi\u00f9 di 60.000 turisti all\u2019anno.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0 gi\u00e0 nel 1992 avevo presentato al Comune di Cervignano del Friuli una proposta che si sviluppava, in parte, lungo il sedime della vecchia ferrovia austriaca. Nel 1993 segu\u00ec il primo incontro operativo, a cui parteciparono i rappresentanti dei Comuni di Cervignano, Grado, Aquileia, Terzo d\u2019Aquileia, Bagnaria Arsa e Palmanova. Fui sorpreso perch\u00e9 gli amministratori accolsero favorevolmente il mio progetto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per costruire la piramide di Cheope ci vollero quasi due decenni; molti anni sono stati necessari anche per realizzare la pista ciclabile tra Palmanova e Grado&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPi\u00f9 di vent\u2019anni, quasi come la piramide di Cheope (ride, ndr)\u2026 Fu inaugurata nell\u2019estate del 2014. Le difficolt\u00e0 per realizzare opere pubbliche o di pubblico interesse sono veramente tante nel sistema amministrativo vigente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali furono le fasi tecniche-amministrative che portarono al compimento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel 1994 fu indetto un accordo di programma con le Amministrazioni interessate, comprese le Province di Gorizia e di Udine. Mentre nel 1995 consegnavo agli stessi enti (inclusa la Regione Friuli Venezia Giulia) una o pi\u00f9 articolate proposte. Verificavo che l\u2019interesse cresceva sempre pi\u00f9, tanto che i sindaci concordavano in modo unanime sull\u2019opportunit\u00e0 di chiedere un finanziamento alla Regione. Inoltre la popolazione accolse favorevolmente l\u2019idea e in pochi giorni si raccolsero 1.700 firme per realizzare la pista ciclabile. Fu cos\u00ec che la Provincia di Udine, presieduta dall\u2019avvocato Giovanni Pelizzo che volle fortemente la realizzazione della ciclabile Palmanova-Grado, mi affid\u00f2 l\u2019incarico della progettazione preliminare. Un servizio che ho svolto assieme all\u2019architetto Amerigo Cherici\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si dice che le innovazioni cambiano il mondo e forse per questo la scelta del tracciato ebbe varie vicissitudini.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abInizialmente il progetto prevedeva che la pista ciclabile si sviluppasse parallela alla SS 352, da Cervignano fino a Strassoldo, per poi proseguire sulla via Julia Augusta, fino a superare il Canale Taglio. Proseguiva sul suo fianco est, fino ad approdare a Sevegliano di Bagnaria Arsa e quindi a Palmanova. Tuttavia si decise di spostare il percorso in direzione di Privano, lungo la via Torat, per raggiungere \u201cla citt\u00e0 stellata\u201d attraverso un sottopasso dell\u2019autostrada\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il 31 gennaio 2015 la Ciclovia Alpe Adria \u00e8 stata premiata come \u201cPista ciclabile dell\u2019anno\u201d alla fiera <\/strong><strong><em>Fiets en Wandelbeurs <\/em><\/strong><strong>ad Amsterdam\u2026 <\/strong><\/p>\n<p>\u00abUna bel traguardo! Ho accolto la notizia con grande soddisfazione perch\u00e9 testimonia che \u00e8 stata imboccata la strada giusta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cambiamo discorso, che cosa ricorda delle sue prime pedalate?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVerso la fine degli anni sessanta guardavo in TV le corse che la Rai trasmetteva con il commento di Adriano De Zan. Mi piaceva pedalare lungo piazza Indipendenza a Cervignano e andare nell\u2019officina del mitico Renato Canesin. Sognavo Fausto Coppi, il campione leggendario, icona del ciclismo, che molti anni prima assieme a Gino Bartali aveva attraversato Cervignano nella tappa Padova-Grado del 37esimo Giro d\u2019Italia, corsa poi vinta da Adolfo Grosso. Inebriato dal \u201ccampionissimo\u201d sognavo di comprami una bici da corsa. L\u2019occasione arriv\u00f2 quando, ospite di uno zio a Milano, ebbi modo di acquistare una Colnago, la meraviglia delle due ruote. La pagai 170.000 lire, allora una cifra esorbitante se paragonata alla paga di un operaio che guadagnava 60.000 lire al mese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec, con un mezzo alla portata di tutti come la bicicletta, Giuseppe Garbin inizi\u00f2 a sfidare il mondo. Come fu la sua attivit\u00e0 agonistica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel 1966 ho iniziato a gareggiare con la A.S. Willier Triestina nella categoria allievi, mentre l\u2019anno successivo militavo negli esordienti con la squadra Bartali Rovis, fintantoch\u00e9 nel 1969 approdai in terza serie col gruppo sportivo Casagrande Cordignano. Nel 1971 feci il salto di qualit\u00e0 ed entrai a far parte dei dilettanti. Corsi per tre anni con le squadre Filcas Valvasone, Pedale Pavese e Pontoni Variano. Ero un buon corridore, soprattutto in salita, cosicch\u00e9 non tardarono ad arrivare\u00a0i risultati. Nel 1967 vinsi la mia prima corsa, l\u2019anno dopo mi aggiudicai quattro volte la medaglia d\u2019oro vincendo il Trofeo Friuli e il campionato regionale. Il 1970 divenne l\u2019anno della consacrazione: salii sul gradino pi\u00f9 alto del podio ben otto volte. Da militare venni assegnato alla compagnia atleti di Milano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A Cervignano correvano altri campioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn quegli anni era nato il gruppo ciclistico La Selettiva del Mobile, diretto da Ferruccio Margarit, che assunse i colori bianchi e rossoblu e puntava sui giovani talenti. Un team che assieme alla squadra Cicli Canesin del promettente Daniele, trasformava la cittadina della bassa friulana in una capitale del ciclismo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel 1980 ha fondato assieme ad altri amici l\u2019associazione sportiva Velo Club, di cui ha ricoperto la carica di presidente per circa dieci anni. Oggi che cosa vuole dire alle nuove leve del ciclismo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDi insistere e non abbandonare mai un obiettivo. Lo sport \u00e8 sacrificio, ma rappresenta un fondamentale luogo d\u2019incontro; prima di tutto \u00e8 benessere e salute\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Bibliografia <\/strong><\/p>\n<p><em>Giuseppe Garbin<\/em> \u201c<em>Pedalando alla riscoperta della Bassa friulana orientale<\/em>\u201d dicembre 2015;<\/p>\n<p><em>Lunari<\/em> 2018 i pa\u00ees sot al t\u00f4r di Aquilea\u201d.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Garbin<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":25881,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-25880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",750,522,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",750,522,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",750,522,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1-300x209.webp",300,209,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",640,445,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",300,209,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",500,348,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",466,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",374,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",300,209,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",750,522,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",750,522,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",750,522,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",750,522,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1.webp",250,174,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23183-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Giuseppe Garbin","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25880\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}