{"id":25864,"date":"2018-01-12T00:00:00","date_gmt":"2018-01-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25864"},"modified":"2018-01-12T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-11T23:00:00","slug":"il-linguaggio-dei-fiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-linguaggio-dei-fiori\/","title":{"rendered":"Il linguaggio dei fiori"},"content":{"rendered":"<p>Una realt\u00e0 unica nel suo genere, attiva in Friuli Venezia Giulia in ambito artistico, culturale e didattico. La Scuola Fioristi regionale, nata nel 2000 con sede a Isola Morosini nel comune di San Canzian d\u2019Isonzo, organizza da anni appuntamenti divulgativi e informativi sulla storia e l\u2019evoluzione della floricoltura. L\u2019ultimo in ordine di tempo si \u00e8 tenuto a Grado: una mostra dal titolo \u201cLa secessione floreale a Gorizia \u2013 Floricoltura industriale e arte floreale nel costume e nella societ\u00e0 goriziana fra fine \u2018800 e primi \u2018900\u201d, che ha fatto rivivere un contesto fondamentale per la storia culturale, sociale ed economica nel nostro territorio. In questa intervista, la presidente della Scuola Fioristi FVG, <strong>Rossella Biasiol<\/strong>, spiega perch\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Presidente Biasiol, cosa si intende per \u201csecessione floreale\u201d a Gorizia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella storia dell\u2019arte per Secessione si intende lo sviluppo di stili artistici che si sono sviluppati tra la fine del XIX e l\u2019inizio del XX secolo in Germania (Monaco e Berlino) e in Austria (Vienna). All\u2019epoca il nostro territorio era sotto il dominio austriaco. In quel periodo anche l\u2019arte floreale \u00e8 stata trasportata dal vento della secessione: sono state introdotte nuove tipologie di fiori, sono nate le prime fiorerie, sono iniziati i primi \u201cesperimenti\u201d di quelli che oggi vengono chiamati <em>Stili principali di Decorazione Floreale<\/em>. Possiamo dire che in quel periodo storico sono state gettate le basi dell\u2019arte floreale moderna\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La rassegna che avete realizzato a Grado cosa ha voluto trasmettere al pubblico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa rassegna ha raccontato di un tempo in cui Gorizia guardava il mondo in faccia e non attraverso lo specchietto retrovisore: una Gorizia che esportava, che faceva impresa, che aveva energia e voglia di bellezza e natura. Confermando che economia e arte floreale quando camminano insieme sono una grande forza, che riesce a dare un senso alla vita delle persone e alle loro speranze; riesce a segnare nuove vie, stimolare nuovi approcci e nuove realizzazioni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la floricoltura ha rivestito un ruolo importante nella storia del territorio goriziano?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMolto semplicemente perch\u00e9 dava da vivere a un intero territorio. All\u2019epoca esistevano numerosi vivai, produttori\u00a0di piante verdi, piante fiorite, fiori recisi; vivai a conduzione familiare, con dipendenti; giardinieri che andavano a specializzarsi in Germania dove studiavano anche l\u2019arte della decorazione con i fiori recisi; giardinieri che \u00a0assumevano giovani apprendisti; mogli che aprivano i primi chioschi di fiori, le prime fiorerie. Era un periodo di grande fermento per la natura e i suoi collaboratori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una storia che parte dalla met\u00e0 del 1800: all\u2019epoca e negli anni seguenti quante persone erano coinvolte nell\u2019indotto della floricoltura?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abParecchie. Verso la fine dell\u2019800 a Gorizia sorsero vari stabilimenti sia in citt\u00e0 che alle pendici del colle del Castello, della Castagnevizza e del San Marco, a San Pietro e a Rosenthal. Aziende che si fecero conoscere non solo nell\u2019impero Austro-Ungarico ma anche all\u2019estero, soprattutto in Germania e nell\u2019Europa dell\u2019Est. Fra le ditte possiamo citare Gorian , Voigtlander, Ferrant, Claucig, Fischer, Petarin, Velicogna, Mervic, Stolfa, Bosulin e tanti altri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parlando invece del costume e della societ\u00e0 goriziana, quale fu in quei tempi l\u2019influenza della floricoltura?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa floricoltura parla di bellezza e di armonia, su questa scia di piacere per ci\u00f2 che \u00e8 piacevole a vedersi si \u00a0svilupp\u00f2 anche la moda: le dame portavano cappellini con decorazioni floreali, fiori nelle acconciature, nelle scollature degli abiti; vasi di fiori abbellivano la casa, finalmente ritornarono le composizioni sulla tavola. Omaggi floreali, piccoli <em>bouquet <\/em>e mazzolini diventavano messaggi criptati fra innamorati&#8230; A Gorizia, ma anche in tutto l\u2019Impero, si parlava parlando di fiori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le eredit\u00e0 principali che quel periodo ha lasciato nella societ\u00e0 di oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa societ\u00e0 di oggi \u2013 anche se non bisogna mai fare di tutta l\u2019erba un fascio \u2013 si basa molto sull\u2019apparenza, sulla superficialit\u00e0, sull\u2019immagine. I fiori non parlano di questo. L\u2019eredit\u00e0 di bellezza, armonia, sentimento, tradizioni, conoscenza profonda e unione con la natura che quel periodo storico ha voluto lasciarci \u00e8 l\u00ec in uno scrigno rimasto, forse volutamente, sepolto. Un\u2019eredit\u00e0 che aspetta di essere riconosciuta, ripresa e riportata alla vita, perch\u00e9 solo attraverso quei principi la floricoltura e l\u2019arte floreale potranno tornare a essere i numeri uno nell\u2019attivit\u00e0 produttiva della societ\u00e0 del futuro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A livello di professionalit\u00e0, invece, come si \u00e8 evoluto il contesto nel Goriziano?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel territorio di Gorizia le attivit\u00e0 si sono diversificate: mentre un tempo l\u2019azienda di florovivaismo aveva anche un punto vendita in citt\u00e0, ora abbiamo realt\u00e0 indipendenti e specializzate: fiorerie, aziende di progettazione e \u00a0manutenzione giardini, garden center, vivai, floricolture\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oggi in Friuli Venezia Giulia quali sono le principali realt\u00e0 che operano nell\u2019ambito della floricoltura?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe parliamo solo di floricoltura, i dati dell\u2019ERSA ci fanno capire meglio il settore di riferimento. Va anche detto\u00a0che oggi c\u2019\u00e8 un ritorno dei giovani al mondo agricolo; sono nate varie aziende di produzione di erbe officinali e aromatiche. Stanno ritornando i vecchi mestieri con la produzione di tessuti colorati con tinture naturali, mielerie, produttori di oli essenziali, creme e unguenti naturali: una buona cosa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In cosa consiste l\u2019attivit\u00e0 della Scuola Fioristi del FVG?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa Scuola Fioristi \u00e8 una vera e propria Accademia dell\u2019arte floreale, nella sede si respira aria di arte e fiori, arte e natura, arte e benessere psicofisico delle persone, anche attraverso una serie di attivit\u00e0 olistico\/floreali. L\u2019attivit\u00e0 principale \u00e8 la formazione, aperta a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al regno dei fiori con un concetto antico\u00a0riportato a oggi. L\u2019arte della decorazione floreale\u00a0ha origini antichissime, conoscenze profonde che partono dal Fiore della Vita per arrivare alle tecniche di composizione, passando attraverso il numero aureo presente nell\u2019arte e nell\u2019architettura, la teoria del colore, la storia e cultura dei fiori nelle epoche, la liturgia, la storia del costume e dell\u2019acconciatura, le tradizioni. Nella nostra\u00a0scuola si impara a ri-conoscere, gestire e ri-portare la magia dei fiori nelle composizioni e negli allestimenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quante sono le persone che ne fanno parte?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa nostra realt\u00e0 \u00e8 un\u2019associazione di promozione sociale composta da un Consiglio direttivo e altri organi interni. Ogni anno cambia il numero degli associati: a oggi siamo circa un centinaio di persone di tutte le et\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i prossimi obiettivi dell\u2019associazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abParlando della sede che \u00e8 immersa nell\u2019ambiente naturalistico di Isola Morosini, l\u2019obiettivo \u00e8 quello di renderla un punto di riferimento per il benessere delle persone, delle famiglie, degli anziani desiderosi di passare del tempo lontani dal caos della citt\u00e0, dedicandosi alla cura del giardino, alla lettura di libri, magari bevendo una tisana all\u2019ombra di un albero. Per quanto riguarda la formazione, ci sono tante novit\u00e0 nell\u2019aria, collaborazioni importanti anche a livello internazionale che si svilupperanno gi\u00e0 in questi primi mesi del 2018. Per la cultura dei fiori abbiamo in cantiere un progetto molto importante che parler\u00e0 di fiori, arte e arte sacra nel territorio della provincia di Gorizia e che svilupperemo con la collaborazione di enti e associazioni a noi vicine\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rossella Biasiol<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":25865,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-25864","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",750,523,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",750,523,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",750,523,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1-300x209.webp",300,209,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",640,446,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",300,209,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",500,349,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",465,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",373,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",300,209,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",750,523,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",750,523,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",750,523,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",750,523,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1.webp",250,174,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23139-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Rossella Biasiol","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25864"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25864\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}