{"id":25852,"date":"2018-01-11T00:00:00","date_gmt":"2018-01-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25852"},"modified":"2018-01-11T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-10T23:00:00","slug":"il-fascino-del-medioevo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-fascino-del-medioevo\/","title":{"rendered":"Il fascino del Medioevo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Angelo Floramo <\/strong>\u00e8 esperto di letteratura latina medievale e di paleografia latina e diplomatica, ma anche scrittore e docente. Uomo di frontiera, vanta sangue misto friulano-balcanico. Di lui colpiscono lo sguardo sempre attento e curioso, sia alla grande storia sia alle memorie personali e collettive, cos\u00ec come il suo essere studioso rigoroso e affascinante cantastorie di vite e atmosfere di periferia. Collezionista di emozioni, esperienze e sapori, ama condividerli attraverso le pagine dei libri o con l\u2019avvolgente malia delle parole in osteria, a scuola o nei luoghi deputati alla cultura. Per lui non fa differenza dove e con chi: ha il dono di saper scegliere le parole giuste per arrivare agli astanti. Un raccoglitore di storie, all\u2019opera davanti a un bicchiere di vino sincero, fra i boschi del Cansiglio e in cammino lungo i sentieri rocciosi del Carso. Come un cercatore di funghi o pepite sa che una minuzia pu\u00f2 nascondere un tesoro.<\/p>\n<p><strong>Professor Floramo, come \u00e8 nata la passione per il Medioevo e la scelta di studi non ritenuti forieri di carriere di successo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella vita si \u00e8 segnati dai bravi maestri e io ho avuto insegnanti di storia appassionati e appassionanti che mi hanno saputo presentare il Medioevo come una crepa non esplorata, ricca di tante suggestioni, in cui metterci le mani con passione e fantasia. All\u2019universit\u00e0, quasi per caso, sono capitato a una lezione di latino medioevale di Nevio Zorzetti, per me un faro. Da lui ho imparato che questa parte della storia \u00e8 come una grande e bella cucina, piena di strumenti e ingredienti diversi, dove muoversi con grande libert\u00e0 perch\u00e9 ha orizzonti vastissimi, con ancora molto da capire\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una passione verso la conoscenza del passato per capire il presente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei di s\u00ec. La passione per la storia mi ha condotto all\u2019esplorazione dei medioevi slavi e lo studio mi ha portato a capire che cosa sta accadendo oggi nell\u2019area balcanica. La fascinazione dello studio non sempre \u00e8 legata a ragioni critiche, nasce piuttosto dalla golosit\u00e0 e anche bulimia di conoscere, a tavola e in biblioteca (ride, <em>ndr<\/em>). Certo lo studio della storia permette di capire meglio ci\u00f2 che accade oggi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che rapporto vede fra le migrazioni di ieri e quelle di oggi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl millennio medievale ci ha insegnato che non dobbiamo essere preoccupati per gli spostamenti di popoli. I cos\u00ec detti barbari hanno vivificato il substrato latino, greco e cristiano. L\u2019Europa, a Oriente e Occidente, \u00e8 diventata grande mettendo assieme culture e sensibilit\u00e0 diverse del mondo germanico e slavo. Chi si ferma alla paura ha capito poco della storia. Certo senza sottovalutare l\u2019attuale fenomeno che ritengo debba essere inserito nel giusto contesto, con la corretta priorit\u00e0. La storia non cristallizza, \u00e8 sempre in divenire. Nei periodi di crisi e frattura hanno germogliato grandi civilt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Saggista e narratore, cantastorie e docente, appassionato\u00a0 di cucina, buoni vini e mitologia. Come convivono questi interessi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl mio appetito multiplo tiene assieme interessi diversi, nella costante ricerca di qualcosa che sia appagante, mai saziante, sempre sorprendente. Unire sapori improbabili, che poi risultano piacevolmente sorprendenti, \u00e8 una caratteristica del mito antico ma anche della psicoanalisi, da Freud e Jung. Il mio \u00e8 un desiderio di viaggiare, esperire e incontrare, sia attraverso i libri, sia nel contatto con le persone. Questo rende la vita un passaggio bello. Mai sazi!\u00bb<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 uomo di frontiera dai geni meticci, quanto incidono le radici in queste terre nell\u2019attivit\u00e0 di studioso e scrittore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon potrei pensarmi altrove e neppure vivere in un grande centro, lontano dalle crepature, dagli incroci e dagli incontri di queste terre. Sarebbe una desolazione totale. Il fondo sabbioso, confuso, il diverso da te: sono elementi che fanno emergere le scoperte pi\u00f9 interessanti, il senso di meraviglia e straniamento. Questa \u00e8 una regione di attraversamenti di genti ma anche di spinte alle migranze, fenomeni che ci regalano un occhio vago, che ci permette di guardare oltre, senza supponenza, senza chiudere le porte, anche nel dolore dello sradicamento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con i suoi ragazzi a scuola che tipo di rapporto instaura: docente in cattedra o compagno di viaggio verso la vita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI ruoli durante la crescita vanno distinti. \u00c8 importante la consapevolezza che non si \u00e8 tutti amici. Per ruolo non intendo superiorit\u00e0 bens\u00ec il fatto che ho annusato pi\u00f9 sentieri e accumulato pi\u00f9 esperienza rispetto ai miei studenti. Sono dunque portato a consigliarli e a metterli in guardia. La scuola \u00e8 per\u00f2 un bel laboratorio in cui tutto \u00e8 messo in discussione. I miei studenti possono assaggiare qualcosa che io non ho indicato. Allora diventa un loro regalo per me, e viceversa. Dunque pur avendo ruoli diversi siamo una ciurma che va all\u2019avventura. In questo senso sono compagno, nello studio e nei viaggi che compiamo assieme\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se non fosse Angelo Floramo che personaggio del passato o del futuro avrebbe voluto o vorrebbe essere?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel passato mi immagino come un chierico molto vagante, radicato in un\u2019idea, ma anche in fuga verso altri orizzonti, in cerca delle orme di un maestro, nella speranza di mai trovarlo, per proseguire la ricerca. Nel futuro non saprei. Sono ancorato a un presente intriso di passato, ma bello da vivere, qui e ora, in quanto irripetibile\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Angelo Floramo<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":25853,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-25852","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",750,485,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",750,485,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",750,485,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1-300x194.webp",300,194,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",640,414,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",300,194,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",500,323,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",474,307,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",391,253,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",300,194,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",750,485,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",750,485,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",750,485,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",750,485,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1.webp",250,162,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23106-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Angelo Floramo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25852"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25852\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25853"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}