{"id":25844,"date":"2018-01-10T00:00:00","date_gmt":"2018-01-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25844"},"modified":"2018-01-10T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-09T23:00:00","slug":"doro-gjat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/doro-gjat\/","title":{"rendered":"Doro Gjat"},"content":{"rendered":"<p>A inizio 2018 il mondo del rap parla friulano. Perch\u00e9 da un binomio che coinvolge due eccellenze di questo territorio nasce un\u00a0album destinato a far parlare di s\u00e9. Quello di <strong>Luca Dorotea<\/strong>, per tutti <strong>Doro Gjat<\/strong>, carnico di Tolmezzo che con la sua musica la scorsa estate ha conquistato una star internazionale del calibro di Joss Stone. Per registrare il nuovo lavoro, ha scelto gli <a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/5459\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u><strong>Angel\u2019s Wings Recording Studios di Pantianicco<\/strong><\/u><\/a>, realt\u00e0 all\u2019avanguardia in Europa nel settore, perch\u00e9 \u00abnulla deve essere lasciato al caso\u00bb, come confida lo stesso artista.<\/p>\n<p><strong>Luca Dorotea, ovvero Doro Gjat. Partiamo da qui: come mai questo nome?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNegli anni \u201890, quando mi sono avvicinato alla musica hip-hop, il genere non era di tendenza come lo \u00e8 ora e in Carnia eravamo letteralmente quattro gatti a interessarci a quel suono cos\u00ec particolare e cos\u00ec inusuale per il pubblico generalista di allora. Da qui ha preso il nome il mio primo gruppo, i Carnicats. E io, di conseguenza, ho scelto il nome d\u2019arte Doro Gjat\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata la passione per il rap?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDurante l\u2019adolescenza giocavo a basket e non a calcio come invece buona parte dei miei coetanei. Ci\u00f2 mi ha spinto ad appassionarmi alla <em>street culture <\/em>afroamericana che da l\u00ec, a cascata, ha profondamente segnato tutta la mia esistenza. Ricordo le prime cassette e le prime riviste, e ricordo come tutto ci\u00f2 mi appassionasse profondamente. Una passione che prosegue tutt\u2019ora\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando hai capito che la passione poteva diventare una professione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa consapevolezza di poter vivere di questo \u00e8 un\u2019acquisizione recente, prevalentemente dettata dall\u2019esperienza positiva del mio primo disco <em>Vai Fradi <\/em>che \u00e8 stato recepito benissimo dal pubblico. Sul rifiuto della societ\u00e0 di riconoscere a chi si occupa di musica o pi\u00f9 ampiamente di cultura la qualifica di \u201clibero professionista\u201d ci sarebbe invece molto da dire\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Proviamoci\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn Italia se fai il musicista sei un fannullone agli occhi di molti, uno che non ha voglia di lavorare veramente ma preferisce stare a casa in pantofole a suonare la chitarra. Io lotto ogni giorno contro questo tipo di pregiudizio e, arrivato a 34 anni con oltre quindici di esperienza nel settore, ho deciso che era ora di buttarsi a pesce in questo mondo e di smettere di nascondersi\u00a0dietro la consuetudine \u2013 per altro superficiale \u2013 che questo non sia lavoro ma solo un hobby\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vivere di arte in Italia \u00e8 pi\u00f9 difficile che altrove?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto non lo so perch\u00e9 non ho mai provato a esercitare questa professione all\u2019estero. In molti dicono che \u00e8 cos\u00ec e, in tutta onest\u00e0, sono tentato di crederci. Tuttavia sono anche sicuro che, se non ti rimbocchi le maniche e non ti dai da fare, non combinerai mai niente di buono. E che tu viva a Los Angeles o a Treppo Carnico fa ben poca differenza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il rapporto di Doro Gjat con il suo territorio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un rapporto talmente profondo che a volte sento il bisogno di staccarmene. Per\u00f2 la verit\u00e0 \u00e8 che non ho voglia di farlo: sto bene in Friuli, ne amo i panorami mozzafiato e la rude gentilezza dei suoi abitanti; amo le vette ricoperte di neve stagliate contro il limpido cielo invernale e amo la <em>skyline <\/em>di Grado Vecchia baciata dal sole di agosto mentre tramonta; amo il frico e la <em>lubianska<\/em>, il cotto col kren e i <em>cjarsons<\/em>, il tocai e la <em>Pelinkovac<\/em>. E potrei continuare per ore. Quello che \u00e8 importante dire per\u00f2 \u00e8 che sto cercando di esportare il mio <em>background <\/em>culturale, per far s\u00ec che il resto d\u2019Italia sappia cosa si perde. Ma non solo: parlo della mia terra anche perch\u00e9 vorrei rompere l\u2019isolamento del Friuli Venezia Giulia, farlo uscire dalla sua isola felice, farlo diventare, per la prima volta nella sua storia, non solo un corridoio tra oriente e occidente, ma un vero e proprio baluardo culturale con una sua identit\u00e0 ben delineata e priva di pregiudizi e luoghi comuni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anche per questo motivo nei tuoi videoclip appaiono sempre i paesaggi della Carnia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa mia terra \u00e8 la mia musa e la mia musica suona meglio quando ha il giusto <em>background <\/em>paesaggistico. Uno dei miei nuovi \u00a0brani dice: \u201cdi che parlerei se mi rubassero anche i panorami?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Hai mai pensato di abbandonare il Friuli per cercare fortuna in luoghi pi\u00f9 rinomati?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, almeno una volta all\u2019anno qualcuno mi ricorda che se voglio lavorare con la musica farei meglio ad alzare i tacchi. Io per\u00f2 sono cocciuto e voglio farcela restando qui, coltivando la mia musica come se fosse il frutto di ci\u00f2 che mi circonda, la colonna sonora dell\u2019ambiente che mi ha forgiato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il tuo esordio artistico risale al 2007, con il gruppo dei Carnicats. Cosa ricordi di quel periodo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEravamo giovani e avventati, pubblicammo un disco bellissimo per i tempi che correvano; un disco che forse era anche troppo avanti e all\u2019epoca non venne capito del tutto. Per\u00f2 una cosa \u00e8 certa: noi ci siamo divertiti a farlo e ci siamo divertiti ancora di pi\u00f9 a suonarlo dal vivo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A dieci anni di distanza, invece, com\u2019\u00e8 cambiato Doro Gjat?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn artista non \u00e8 tale se il frutto della sua creativit\u00e0 rimane sempre uguale a s\u00e9 stesso. Dieci anni dopo mi ritrovo un disco tra le mani che ho appena finito di registrare e che ha ben poco a che vedere con quello precedente, e ancor meno con quelli pubblicati a nome Carnicats. Per\u00f2 un filo rosso che li collega tutti c\u2019\u00e8, io riesco a vederlo: \u00e8 la voglia di esprimersi facendo qualcosa di diverso, qualcosa di personale, che non emula ma che a tratti forse \u201csi ispira\u201d a qualcos\u2019altro, mantenendo\u00a0una sua identit\u00e0 ben precisa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i messaggi che desideri trasmettere con le tue canzoni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPenso che il potere della musica sia quello di riuscire a toccare l\u2019animo dell\u2019ascoltatore sfiorando corde sempre diverse, lasciando che le parole lo guidino in posti inesplorati dove non \u00e8 mai stato prima. E per fare questo il registro compositivo deve essere variegato, deve toccare argomenti differenti e tutti con la stessa efficacia. \u00c8 un lavoro tutt\u2019altro che facile, a discapito di quello che dicono i detrattori di chi si occupa di arte a tempo pieno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli artisti a cui ti ispiri?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCe ne sono molti e fare dei nomi \u00e8 sempre difficile. Dovessi per forza indicarne qualcuno, direi Fabrizio De Andr\u00e8 per la poetica devastante e la ricerca sonora, soprattutto nelle opere pi\u00f9 tarde; e poi Tupac Shakur per il carisma travolgente che ha segnato in modo indelebile tutta la mia generazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inizio del 2018 vedr\u00e0 l\u2019uscita del tuo nuovo disco: che genere di album sar\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAl momento posso solo anticipare che sar\u00e0 un <em>concept album<\/em>, ovvero un disco che ruota tutto attorno a un argomento. Racconta la storia di una generazione cresciuta al cospetto dei monti, che ha passato una vita a cercare il modo di valicarli. Ma spesso sono i limiti mentali, e non quelli fisici, a tenerci legati a un posto; e i limiti mentali sono, per antonomasia, i pi\u00f9 difficili da superare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nella realizzazione dell\u2019album hai coinvolto molti artisti: com\u2019\u00e8 stato lavorare assieme a loro? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCerco sempre di circondarmi di validi collaboratori e anche questa volta non ho fatto eccezione. Lavorare in squadra per me \u00e8 vitale, rappresenta uno stimolo non indifferente e coordinare una schiera numerosa di talenti \u00e8 un onore oltre che un piacere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La scorsa estate hai collaborato con Joss Stone al <\/strong><strong><em>No Borders Music Festival <\/em><\/strong><strong>a Tarvisio. Cosa ha significato per te l\u2019incontro con un\u2019artista di fama internazionale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato estremamente stimolante passare con lei e con il suo team quella mezza giornata nella cornice dei laghi di Fusine. Abbiamo chiacchierato e ci siamo scambiati opinioni, prevalentemente incentrate sul senso dell\u2019arte e sul valore che l\u2019ambiente ha per l\u2019ispirazione e per la creativit\u00e0. Tutti argomenti a me cari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Molti dei giovani cantanti di oggi vengono lanciati al grande pubblico tramite i <\/strong><strong><em>talent show<\/em><\/strong><strong>: hai mai pensato di partecipare a questo genere di programmi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMai, devo essere sincero. E il motivo \u00e8 molto semplice: i <em>talent <\/em>sono dei collettori di performer di altissimo livello ma fare l\u2019artista \u00e8 un\u2019altra cosa. Si tratta di creare qualcosa dal nulla e ci\u00f2 ha ben poco a che vedere con il saper interpretare un brano che ha scritto qualcun altro. E io, se posso scegliere, preferisco fare l\u2019artista e lasciar fare il performer ha chi l\u2019artista non lo saprebbe fare. \u00c8 una questione di ruoli, nient\u2019altro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Restiamo in Friuli. Il tuo nuovo disco \u00e8 stato interamente registrato negli Angel\u2019s Wings Recording Studios di Pantianicco: come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer il mio secondo disco da solista non volevo che niente fosse lasciato al caso. Volevo il massimo della professionalit\u00e0 e il massimo delle strumentazioni. Qui in regione abbiamo la fortuna di avere uno degli studi meglio equipaggiati d\u2019Europa e non ho voluto farmi sfuggire questa opportunit\u00e0. Monica e Nico poi si sono rivelati estremamente disponibili e sono diventati quasi una famiglia durante il tempo trascorso in studio: abbiamo condiviso gli spazi, il cibo e i ritmi di lavoro per un mese e so che sar\u00e0 un\u2019esperienza che mi porter\u00f2 nel cuore molto a lungo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dopo l\u2019uscita dell\u2019album quali saranno i tuoi nuovi impegni professionali?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSicuramente un tour per promuoverlo che spero mi dia tanto da lavorare. E poi, chiss\u00e0, magari ci saranno gli stimoli e le opportunit\u00e0 per lavorare a un nuovo disco\u2026\u00bb<\/p>\n<p><strong>A proposito di futuro: per un carnico di Tolmezzo, abituato alla concretezza, quali sono i sogni nel cassetto da voler realizzare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVorrei avere la possibilit\u00e0 di sistemare la casa di famiglia a Tolmezzo e trasferirmici in pianta stabile con la mia compagna. E poi, chiss\u00e0, magari qualche piccolo Doro Gjat che gira per casa potrebbe essere il passo successivo. Ma non poniamo limiti alla provvidenza e, nel frattempo, diamoci da fare con questo nuovo disco!\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca Dorotea<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":25845,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-25844","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",750,496,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",750,496,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",750,496,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1-300x198.webp",300,198,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",640,423,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",300,198,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",500,331,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",474,313,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",300,198,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",750,496,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",750,496,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",750,496,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",750,496,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1.webp",250,165,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/23086-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Luca Dorotea","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25844","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25844"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25844\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}