{"id":25796,"date":"2018-01-04T00:00:00","date_gmt":"2018-01-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=25796"},"modified":"2018-01-04T00:00:00","modified_gmt":"2018-01-03T23:00:00","slug":"unarte-democratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/unarte-democratica\/","title":{"rendered":"Un&#8217;arte democratica"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un raro pudore e un\u2019umilt\u00e0 dei grandi nella relazione che il maestro <strong>Elio Ciol <\/strong>instaura con chi guarda i suoi lavori. Opere\u00a0che trasmettono ricerca di serenit\u00e0 e spiritualit\u00e0, cura del dettaglio, avvolto nel silenzio di uno scatto d\u2019istinto o costruito. Un dono colto e fissato per essere generosamente condiviso.<\/p>\n<p>I suoi lavori trascendono il segno, suggerendo melodie musicali. Le sequenze delle lagune gradesi, dei paesaggi illuminati dalla neve, degli incastri di pietre antiche, dei paesaggi dai piani sequenza netti, hanno atmosfere e ritmi sonori: uno spartito di immagini dell\u2019anima, oltre il tempo, che rende il segno armonia di toni e colori, di bassi e di alti. Sequenza di linee\u00a0contrastanti, composizioni di melodie-immagini di gamme sonore costituite dalle note basse dei neri e dei grigi scuri, in un crescendo di note alte e cristalline di luce.<\/p>\n<p>\u00abCerto \u00e8 una questione di lettura\u00bb, commenta il maestro, affabile e disponibile guida nella recente mostra delle sue opere presenti nelle collezioni fotografiche internazionali, allestita nell\u2019ex Sala Consiliare del Comune di <strong>Casarsa della Delizia<\/strong>, dove vive e lavora da sempre.<\/p>\n<p>\u00abLa fotografia \u2013 spiega \u2013 \u00e8 un\u2019arte democratica: ognuno pu\u00f2 leggerla secondo le sue possibilit\u00e0 e preparazione. \u00c8 un\u2019arte della quotidianit\u00e0, per questo non intimorisce, ma \u00e8 accessibile a tutti. Per me \u00e8 importante capire l\u2019effetto di un mio scatto sulle persone. Ecco perch\u00e9 mi piacerebbe poter intervistare il visitatore. A ognuno potrei cos\u00ec chiedere quali emozioni, pensieri, riflessioni il mio lavoro suscita e trasmette. Questi sarebbero elementi importanti per me\u00bb.<\/p>\n<p>Le opere che sono state esposte nella mostra di Casarsa fanno parte di un\u2019importante donazione di oltre 500 immagini del maestro alla citt\u00e0. \u00abIl gesto del dono \u2013 confida \u2013 \u00e8 importante: bisogna dare per avere, per fare che le cose avvengano. Casarsa non aveva uno spazio espositivo per la fotografia: ho deciso di fare una donazione importante, lavori gi\u00e0 incorniciati, con la\u00a0condizione che vengano esposti e questo spazio viva\u00bb. Figlio d\u2019arte, il maestro Ciol \u00e8 cresciuto in camera oscura e davanti alla macchina fotografica. Il padre e lo zio, nei primi anni \u201920 del secolo scorso, aprirono lo studio accanto alla casa di <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>.<\/p>\n<p>Un\u2019attivit\u00e0 che ora \u00e8 gestita assieme al figlio Stefano, valente allievo. \u00abAnche io \u2013 prosegue il maestro \u2013 ho imparato da mio padre a regolare le luci e a stampare. Oggi il mestiere di fotografo non esiste pi\u00f9. Tutti fanno scatti con molta facilit\u00e0, senza contemplazione, senza pensare. Ma chiss\u00e0 che fine fanno tutti questi scatti? Io non ho regole, ogni fotografia ha la sua storia, alcune sono regali: vedo e d\u2019istinto scatto, altre foto invece richiedono tempo di contemplazione. Rispetto al passato oggi vi \u00e8 pi\u00f9 attenzione alle piccole cose, al recupero della spiritualit\u00e0 che emanano le pietre e i luoghi. Vi \u00e8 attenzione a salvare una visione e a metterne in rilievo dei particolari. Una fotografia poi cambia e racconta cose diverse, anche a me\u00bb.<\/p>\n<p>Grande viaggiatore, l\u2019opera di Ciol \u00e8 testimonianza e memoria: \u00abHo viaggiato molto; non solo in Europa e in Italia ma anche in Yemen, Siberia, Libia, Uzbekistan, India, Nepal, Egitto e Siria. In alcuni casi le mie fotografie sono ci\u00f2 che rimane di monumenti e siti archeologici oggi distrutti\u00bb. Un esempio su tutti; le immagini di Palmira del 1996.<\/p>\n<p>Nel 1963 Ciol collabor\u00f2 come fotografo di scena con <strong>padre David Maria Turoldo <\/strong>alla realizzazione di \u201cGli ultimi\u201d, documentario sulla vita contadina del Friuli degli anni Trenta. \u00abFu un\u2019esperienza importante \u2013 ricorda Ciol \u2013 che avrei voluto proseguire, ma mi resi conto che il cinema era un lavoro di gruppo; non mi avrebbe permesso di continuare a lavorare in studio. Negli anni successivi, ad Assisi ho realizzato dei cortometraggi per ragazzi e oggi, con mio figlio Stefano, abbiamo l\u2019idea di realizzare un progetto di immagini in movimento, un linguaggio che certamente aiuta chi guarda a leggere l\u2019immagine. Sto studiando i movimenti di macchina e le inquadrature\u00bb.<\/p>\n<p>Nella piccola Casarsa Ciol ebbe un rapporto d\u2019amicizia con Pasolini: \u00abLo conoscevo fin da ragazzo, andavo spesso a giocare con lui e il cugino Nico Naldini, mio coetaneo (entrambi classe 1929, ndr). Un giorno venne in studio e chiese a mio padre che andassi con la macchina fotografica all\u2019<em>Academiuta di lenga furlana<\/em>. Fu la mia prima foto importante, ma all\u2019epoca non lo sapevo. Non ho mai forzato il nostro rapporto. Lo incontrai per caso nel 1967 ad Assisi, nella sede della <em>Civitate cristiana<\/em>. Mi vide e subito chiese che cosa ci facessi l\u00e0. Gli risposi che dal 1955 ero di casa, avendo anche sposato un\u2019assisana. Lui era in citt\u00e0 per presentare l\u2019idea de \u201cIl Vangelo secondo Matteo\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Nonostante la passione per i viaggi il maestro non ha mai voluto lasciare Casarsa: \u00abOggi tutto \u00e8 cambiato e del Friuli di un tempo restano i ricordi. Sono per\u00f2 ottimista; con i ricordi resistono anche i valori. Capisco i problemi di oggi, la fretta, le preoccupazioni per il futuro incerto, ma credo che fino a quando sorge il sole c\u2019\u00e8 sempre una possibilit\u00e0, per la quale ringrazio Dio ogni giorno\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elio Ciol<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":25797,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-25796","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",750,479,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",750,479,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",750,479,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1-300x192.webp",300,192,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",640,409,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",300,192,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",500,319,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",474,303,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",391,250,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",300,192,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",750,479,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",750,479,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",750,479,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",750,479,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1.webp",250,160,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22967-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Elio Ciol","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25796"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25796\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}