{"id":24460,"date":"2017-11-06T00:00:00","date_gmt":"2017-11-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=24460"},"modified":"2017-11-06T00:00:00","modified_gmt":"2017-11-05T23:00:00","slug":"non-solo-cagliostro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/non-solo-cagliostro\/","title":{"rendered":"Non solo Cagliostro"},"content":{"rendered":"<p>Il primo ciak \u00e8 fissato per la primavera, quando inizieranno a Trieste le riprese della seconda edizione di \u201cLa porta rossa\u201d, la serie tv rivelazione del 2017. Lui \u00e8 <strong>Lino Guanciale<\/strong>, il volto e il corpo del protagonista principale, Leonardo Cagliostro, poliziotto assassinato che indaga sul proprio omicidio.<\/p>\n<p>\u00abUna storia straordinaria \u2013 sottolinea lo stesso Guanciale \u2013 scritta da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, capace di stregare anche produttori internazionali con la sua trama assolutamente inedita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lino, partiamo proprio da qui. Quanto sar\u00e0 difficile bissare il successo della prima serie? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo tutti consci che l\u2019aspettativa \u00e8 altissima. Il reparto scrittura in questi mesi ha lavorato da matti per tirare fuori soggetti degni di quelli della prima serie. A mio avviso ci sono riusciti. Ora spetta a noi attori riuscire a stare al passo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa porta rossa\u201d \u00e8 legata a doppio filo con la sua ambientazione: Trieste. Qual \u00e8 il rapporto di Lino Guanciale con la citt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPersonalmente colgo ogni occasione possibile per tornarci. Questa citt\u00e0 \u00e8 stata e continua a essere davvero importante per me. L\u2019ultimo anno \u00e8 stato personalmente molto ricco dal punto di vista professionale e non solo. E tutto \u00e8 nato nei mesi in cui giravamo la serie a Trieste. Ecco perch\u00e9 Trieste non \u00e8 stata solo l\u2019ambientazione insostituibile, ma forse anche il reale personaggio protagonista. Per me tornarci \u00e8 come rendere omaggio a qualcuno cui devo molto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un posto in citt\u00e0 a cui \u00e8 particolarmente legato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAmo tornare sul Molo Audace, ma scelgo un luogo meno rinomato: la grande terrazza sopra i palazzi di Melara. Da lass\u00f9 \u00e8 possibile osservare un vista mozzafiato su Trieste e sul Golfo. Ovviamente non cito l\u2019Ursus, visto che ho potuto godere di un accesso unico e privilegiato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Facciamo un salto nel passato. Nei primi anni duemila, Lino Guanciale esordiva come attore teatrale: se allora le avessero predetto la fama di oggi ci avrebbe creduto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo proprio di no. Non avendo mai fatto questo mestiere considerando la celebrit\u00e0 come punto d\u2019arrivo, vivo la fama in maniera molto scanzonata. Anche a quel tempo non mi ponevo il problema e quindi non ci pensavo troppo. A me bastava essere sul palcoscenico. Adesso, rispetto a qualche anno fa, ho semplicemente la fortuna di possedere un\u2019arma in pi\u00f9, che \u00e8 proprio il successo e che spero possa portare un maggior numero di persone in quella che considero casa mia, cio\u00e8 il teatro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un attore con i piedi ben saldi per terra\u2026 Da cosa deriva questa capacit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abProbabilmente riguarda l\u2019educazione che ho ricevuto e l\u2019evoluzione della personalit\u00e0 negli anni pi\u00f9 verdi. Spesso chi vive la grande popolarit\u00e0 in modo equilibrato \u00e8 chi, come me, ha alle spalle anni di lavoro svolti sotto traccia. Se si \u00e8 fatta tanta gavetta, intesa come professionalit\u00e0 onorata ma meno visibile, della quale non si \u00e8 sofferto ma di cui anzi si \u00e8 saputo godere, l\u2019arrivo della notoriet\u00e0 viene vissuto come strumento da utilizzare, non come occasione di riscossa\u00a0 o di rivalsa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A 38 anni lei pu\u00f2 vantare gi\u00e0 numerose esperienze in campo teatrale, cinematografico e di serie tv: quali di questi tre contesti \u00e8 pi\u00f9 stimolante?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo sono tutti. Il teatro per\u00f2 ha quell\u2019elemento da cui non puoi prescindere e che non puoi fare a meno di vivere se vieni da l\u00ec: il rapporto con il pubblico. Ogni altra esperienza lavorativa \u00e8 comunque un prezioso arricchimento: lavorare con la macchina da presa ti costringe ad esempio a una precisione millimetrica, alla chiarezza e al raggiungimento di una efficacia interpretativa che non sempre ti poni quando lavori a teatro. Quando reciti a teatro, invece, devi principalmente porti il problema di esercitare una forte attrattiva seduttiva per il pubblico, che \u00e8 l\u00ec per te quella sera, ma non hai un occhio che ti scruta ogni pelo del naso come avviene con la telecamera. In questi termini lavorare per il cinema e la tv aiuta moltissimo. Ma\u2026\u00bb<\/p>\n<p><strong>Ma&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe sei \u201cnato\u201d a teatro non puoi fare a meno di tornare l\u00ec. Ti senti come un acrobata al circo: ogni volta rischi di cadere, di farti male, ma allo stesso tempo la sensazione di pericolo con il pubblico davanti \u00e8 quella che pu\u00f2 \u00a0r regalarti tante sorprese. Sul palcoscenico ogni sera rischi realmente di scoprire tante cose nuove di te. Chi viene\u00a0da l\u00ec ha bisogno di tornarci per rimettere in circolo l\u2019energia vitale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Teatro da recitare, ma anche teatro da insegnare: dal 2005 opera come insegnante e divulgatore scientifico teatrale nelle universit\u00e0 e nelle scuole superiori. Come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVenne come una logica conseguenza dopo i primi anni di attore di giro. Uscito dall\u2019Accademia ebbi la fortuna di lavorare per compagnie importanti: prima quella di Proietti, poi quella di Branciaroli e di Claudio Longhi, regista con il quale collaboro tuttora e che considero il mio compagno di strada teatrale. Quando eravamo in tournee balzava all\u2019occhio che le sere degli spettacoli le sale erano &#8211; per essere diplomatici &#8211; meno piene di quanto ci si aspettasse. E che spesso a mancare era il pubblico giovanissimo, ma anche quello tra i 20 e i 40 anni. Ci sono un paio di generazioni che hanno proprio staccato il rapporto con il teatro, intendendolo al massimo come un luogo dove divertirsi una volta all\u2019anno, ma non in cui andare abitualmente per crescere e fare esperienze culturali\u00a0nuove\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Questa constatazione dove vi spinse?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon Claudio Longhi ci siamo chiesti: come facciamo a riportare le persone a teatro senza avere un nome di cartellone? Cos\u00ec, ci siamo inventati una serie di format educativi per fare formazione teatrale nelle scuole ma anche in altri contesti associativi o istituzionali. Li chiamammo <em>Blitz<\/em>: io e altri attori andavamo a fare delle lezioni spettacolo di storia del teatro recitando, con intervalli di spiegazioni teorico-critiche per fornire a chi ci stava ascoltando gli strumenti per comprendere meglio quanto veniva recitato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I risultati come sono stati?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo avuto la dimostrazione che se il teatro fa lo sforzo di uscire dalle sue mura per andare incontro al pubblico potenziale, che \u00e8 vastissimo, ci vuole poco per creare entusiasmo. Basterebbe fornire alle persone gli strumenti critici per comprendere i testi di Pirandello o Moli\u00e8re per garantire non solo il ritorno a teatro, ma anche la possibile fidelizzazione. Per fortuna sempre pi\u00f9 realt\u00e0 teatrali stanno investendo sulla formazione degli spettatori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Essere insegnanti, e quindi educatori, significa essere degli esempi da seguire. Oggi Lino Guanciale \u00e8 un esempio per molte persone: avverte la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un dolce peso, anche se cerco di non pensarci troppo, infarcendo il mio calendario di lavoro. Questo mi aiuta\u00a0a stare con i piedi per terra e ad avere il polso della realt\u00e0. Svolgere il ruolo di \u201ceducattore\u201d mi aiuta proprio a metabolizzare tutto ci\u00f2: a ricordarmi da dove vengo, cercando di dare le competenze alle persone affinch\u00e9 fra un\u00a0paio di anni dopo uno spettacolo possano venire a bussare al mio camerino per dirmi che una cosa non gli \u00e8 piaciuta, e spiegandomi il perch\u00e9\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di insegnanti: il suo prossimo film con Claudio Bisio parla dei peggiori professori d\u2019Italia nella peggior scuola d\u2019Italia. Pensando all\u2019attualit\u00e0, quanto c\u2019\u00e8 di fiction e quanto di reale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDi reale c\u2019\u00e8 la situazione di una scuola con tanti problemi compensati dalla passione degli insegnanti, che della classe intellettuale italiana sono la parte pi\u00f9 eroica. La scuola \u00e8 una realt\u00e0 in perenne emergenza, che a oggi si salva per il genio, l\u2019abnegazione, l\u2019applicazione delle persone che ci lavorano dentro. Sarebbe bello che chi insegna e chi impara in quello che dovrebbe essere il laboratorio del domani, non fosse messo in situazione emergenziale ma confortevole\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Recentemente ha dichiarato che le piacerebbe interpretare figure di perdenti. Come mai?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn po\u2019 per calcolo professionale. Nell\u2019ultimo periodo mi sono cimentato con successo in alcuni ruoli addirittura da sex symbol. Un attore tuttavia deve sempre dimostrare adattabilit\u00e0 e versatilit\u00e0, per questo credo sarebbe bene cambiare, facendolo anche spigolosamente, rincorrendo occasioni di rinnovamento. Mastroianni in questo \u00e8 stato un esempio in Italia. Se un attore sorprende e spiazza il pubblico, dimostra di saper fare cose diverse. La parola d\u2019ordine \u00e8 liquidit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Rovesciamo la medaglia: per Lino Guanciale cosa significa essere vincente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSignifica essere socialmente utile. Se quello che fai e quello che sei \u00e8 gratificante per te ed \u00e8 utile per la collettivit\u00e0 e la societ\u00e0 che vive attorno a te, questo \u00e8 essere vincente. La vita non \u00e8 un contesto in cui vince chi arriva prima; vince chi riesce a essere felice, magari offrendo anche ad altri questa opportunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chiudiamo il cerchio: oggi qual \u00e8 il sogno che Lino Guanciale desidererebbe realizzare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSpero che nello spazio di una generazione il nostro rapporto con il mondo dello spettacolo sia pi\u00f9 vicino a quello di altri Paesi europei, dove andare al cinema o a teatro o vedere serie tv sono cose che vengono valutate paritariamente come alternative. Paesi in cui si hanno cinema pieni, teatri pieni e serie tv seguitissime. Mi\u00a0piacerebbe dare un contributo perch\u00e9 da qui alla prossima generazione anche da noi ci possa essere una \u00a0situazione simile\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lino Guanciale<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":24461,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-24460","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/22154-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Lino Guanciale","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24460"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24460\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}