{"id":24370,"date":"2017-10-20T00:00:00","date_gmt":"2017-10-19T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=24370"},"modified":"2017-10-20T00:00:00","modified_gmt":"2017-10-19T23:00:00","slug":"a-trieste-record-di-tumori-cutanei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/a-trieste-record-di-tumori-cutanei\/","title":{"rendered":"A Trieste record di tumori cutanei"},"content":{"rendered":"<p>Sono stati\u00a0presentati nella sede della Fondazione CRTrieste, i<strong>\u00a0risultati di una ricerca sul melanoma<\/strong>, realizzati dal <strong>dottor Nicola Di Meo<\/strong>, ricercatore beneficiario di una borsa di studio finanziata dalla Fondazione stessa. Gli studi sono tutt&#39;ora in corso presso il Dipartimento universitario di scienze mediche, chirurgiche e della salute, anche sotto la guida del <strong>professor Giusto Trevisan<\/strong>, direttore della Clinica Dermatologica Universitaria.<\/p>\n<p>In Friuli Venezia Giulia l&#39;incidenza di<strong>\u00a0neoplasie cutanee \u00e8 estremamente elevata e Trieste<\/strong>, assieme a Torino, rappresenta la citt\u00e0 italiana con la pi\u00f9 alta presenza di questo tipo di casistiche.\u00a0<\/p>\n<p>Il melanoma \u00e8 il tumore cutaneo a maggior letalit\u00e0 e questa attivit\u00e0 di ricerca si \u00e8 concentrata principalmente su tre particolari obiettivi: capire e riassumere retrospettivamente cosa \u00e8 successo in tema di melanoma a Trieste negli ultimi 30 anni; comprendere le cause ambientali che differenziano l\u2019incidenza di questa neoplasia cos\u00ec pericolosa in questa citt\u00e0 rispetto ad\u00a0 altre realt\u00e0 italiane, dove essa \u00e8 presente con minor impatto; poter implementare sempre di pi\u00f9 la diagnostica non invasiva delle lesioni pigmentate cutanee attraverso l\u2019utilizzo di nuovi scores diagnostici utili alla diagnostica precoce.<\/p>\n<p>I risultati della ricerca hanno fatto affiorare\u00a0<strong>dati preoccupanti<\/strong>. Il melanoma a Trieste rappresenta un caso di elevatissima incidenza (26 casi\/100mila abitanti all&#39;anno rispetto a una media italiana di 12 casi\/100mila abitanti anno),\u00a0<strong>raddoppiato rispetto alla presenza registrata negli\u00a0 anni Novanta<\/strong>. L\u2019aumento che si \u00e8 osservato riguarda in particolare anche le fasce di et\u00e0 giovanili con un particolare incremento di isotipi tumorali definiti pi\u00f9 pericolosi.\u00a0Si \u00e8 evinto inoltre che il 10% dei pazienti seguiti in follow up (n\u00b01800 pazienti presso la Clinica Dermatologica ) sviluppano nel corso degli anni un secondo melanoma primitivo contro il 5% delle medie riportate in letteratura.<\/p>\n<p>Per rispondere all&#39;obiettivo \u201c2\u201d della ricerca sono state\u00a0<strong>prese sotto esame le abitudini culturali della popolazione locale<\/strong>, particolarmente predisposta all\u2019esposizione solare e troppo spesso senza l\u2019osservazione delle regole per una corretta fotoprotezione. L&#39;indagine \u00e8 stata condotta su un campione randomizzato e rappresentativo di triestini (n 519 pazienti) confrontato con un campione altrettanto numeroso di non triestini (n\u00b0476 pazienti) attraverso l&#39;utilizzo di un questionario. I risultati hanno confermato il sospetto di una\u00a0<strong>maggior esposizione ai raggi solari da parte della popolazione<\/strong>\u00a0locale rispetto al campione di controllo e una tendenza a considerare l\u2019abbronzatura come una vera e propria dipendenza.<\/p>\n<p>Punto saliente della ricerca \u00e8 stato\u00a0<strong>capire quali sono le possibili nuove tecniche per ridurre la mortalit\u00e0\u00a0<\/strong>dei pazienti con melanoma. La diagnosi precoce \u00e8 un passaggio essenziale per raggiungere questo obiettivo e la dermatoscopia \u00e8 una soluzione ottimale. La dermatoscopia \u00e8 una tecnica di imaging non invasiva che consente di aumentare l&#39;accuratezza della diagnosi rispetto alla visita tradizionale a occhio nudo.\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong>Questa tecnica &#8211; ha spiegato il dottor Di Meo &#8211; viene effettuata con uno strumento manuale, completamente indolore\u00a0che amplifica e magnifica le lesioni pigmentate in esame, consentendo di digitalizzare le immagini per mapparle e confrontarle nel tempo. Molti sono stati nel corso del tempo gli algoritmi diagnostici per codificare le lesioni a rischio. In questo studio abbiamo analizzato 100 pazienti affetti da melanoma e proposto un nuovo algoritmo con performance migliori rispetto a quelli gi\u00e0 esistenti col vantaggio di essere pi\u00f9 semplice e facilmente riproducibile\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa Clinica Dermatologica di\u00a0Trieste &#8211; ha dichiarato il direttore Trevisan &#8211;<strong> \u00e8 da sempre molto attiva in campo di ricerca\u00a0<\/strong>e il contributo del dott. Di Meo \u00e8 prezioso. La nostra Clinica \u00e8 inoltre capofila di un progetto sul melanoma, seguito dalla dottoressa Serena Bonin, che vede come partner la Clinica Dermatologica di Innsbruck, le Dermatologie dell\u2019Alto Adige e Aviano.\u00a0<strong>Dal 1\u00b0novembre andr\u00f2 in pensione e al mio posto arriver\u00e0 la prof.ssa Iris Zalaudek<\/strong>, proveniente dalla Clinica Dermatologica di Graz e considerata tra le pi\u00f9 grandi esperte mondiali sul melanoma. Sono certo che i progetti iniziati proseguiranno con la massima cura e con la stessa dedizione che ho riposto negli anni trascorsi come direttore. La professoressa Zalaudek, segretario del Melanoma World Society, \u00e8 autrice di oltre trecento pubblicazioni e il suo principale campo di ricerca \u00e8 sempre stata l&#39;oncologia cutanea, con particolare riferimento appunto al melanoma&#8221;.<\/p>\n<p>Ha rimarcato il direttore del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche e della Salute,\u00a0<strong>Roberto Di Lenarda<\/strong>: \u201cIl Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute \u00e8 particolarmente\u00a0<strong>riconoscente a Fondazione CRTrieste per il costante e fattivo supporto alla ricerca di base<\/strong>, traslazionale e clinico-assistenziale sia attraverso finanziamenti per<strong>strumentazioni avanzate che il reclutamento di personale<\/strong>. L\u2019acquisizione con un contratto di ricercatore a tempo determinato del dottor Di Meo ha contribuito significativamente al consolidamento del ruolo della Clinica Dermatologica ai vertici della ricerca specialistica in Italia e non solo ed al riconoscimento del DSM quale uno dei 360 Dipartimenti Universitari di Eccellenza italiani tra i quali entro dicembre saranno individuati i migliori 180 Dipartimenti Italiani. Siamo certi che tale\u00a0<strong>proficua collaborazione continuer\u00e0 con soddisfazione<\/strong>\u00a0reciproca nei prossimi mesi ed anni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRingrazio la Fondazione CRTrieste \u2013 ha dichiarato <strong>Adriano Marcolongo<\/strong>, direttore generale dell&#39;Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste &#8211; per il supporto e l\u2019attenzione che dedica al campo della ricerca scientifica e della diagnostica. Questo apparecchio arricchisce con una\u00a0<strong>nuova tecnologia la capacit\u00e0 diagnostica della Clinica Dermatologica,<\/strong>\u00a0in particolare per quanto riguarda la diagnosi precoce. La Clinica Dermatologica, centro di riferimento regionale per la diagnosi precoce e la cura della malattie dermatologiche \u00e8 una delle eccellenze della sanit\u00e0 triestina\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa<strong>\u00a0ricerca \u00e8 una risorsa indispensabile per combattere certi tipi di patologie<\/strong>\u00a0cos\u00ec difficili da curare. Promuoverla &#8211; ha dichiarato il Vicepresidente della Fondazione CRTrieste <strong>Tiziana Benussi<\/strong> &#8211; \u00e8 un&#39;azione importante ed \u00e8 anche grazie ad essa che \u00e8 possibile raggiungere sempre nuovi traguardi. Conoscere a fondo e analizzare al meglio la caratteristiche di una malattia pu\u00f2 assicurare ai pazienti la migliore cura e una pi\u00f9 rapida guarigione ed \u00e8 per questi motivi che la Fondazione CRTrieste \u00e8 lieta di aver contributo a questo progetto di ricerca\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricerca del dottor Nicola Di Meo<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":24371,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-24370","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",750,499,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",750,499,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",750,499,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",640,426,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",474,315,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",750,499,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",750,499,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",750,499,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",750,499,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21919-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Ricerca del dottor Nicola Di Meo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24370\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24371"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}