{"id":24149,"date":"2017-09-18T00:00:00","date_gmt":"2017-09-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=24149"},"modified":"2017-09-18T00:00:00","modified_gmt":"2017-09-17T23:00:00","slug":"la-rivoluzione-del-coniglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-rivoluzione-del-coniglio\/","title":{"rendered":"La rivoluzione del coniglio"},"content":{"rendered":"<p>Ogni mattina la sua voce, assieme a quella del collega di una vita professionale Marco Presta, accompagna l\u2019inizio di giornata di oltre un milione di italiani, sintonizzati su Radio2 Rai per il quotidiano appuntamento con <em>Il ruggito del coniglio <\/em>(in onda dalle 7.50 alle 10 dal luned\u00ec al venerd\u00ec), trasmissione di intrattenimento che <strong>Antonello Dose<\/strong>, friulano di Gonars, conduce ininterrottamente dall\u2019ottobre del 1995.<\/p>\n<p>Da questa esperienza ultraventennale ma, soprattutto, dalle tappe salienti della sua vita, ha preso invece forma il suo primo libro \u2013 <em>La rivoluzione del coniglio<\/em>, edito da Mondadori \u2013 che dopo la tappa di Grado in luglio, \u00e8 stato presentato nuovamente in regione nell\u2019ambito di <em>Pordenonelegge<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Antonello Dose, partiamo dall\u2019ultima fatica: come sono i riscontri del pubblico in merito al suo libro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono sinceramente sorpreso per l\u2019attenzione che ha suscitato. Al momento <em>La rivoluzione del coniglio <\/em>\u00e8 arrivato alla settima ristampa e la casa editrice non mi ha nascosto di essere sorpresa e molto contenta. Ho registrato anche un audiolibro che uscir\u00e0 nelle prossime settimane. Sono impressionato dalle centinaia di persone che vengono ad assistere alle presentazioni e dai messaggi che continuo a ricevere sui social, da conigli, compagni di fede buddista o da semplici lettori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa ha significato per lei scriverlo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEra qualche anno che desideravo mettere a disposizione la mia esperienza di fede a un pubblico pi\u00f9 ampio di quello degli amici e degli affetti pi\u00f9 cari. Quando Beppe Cottafavi, editor di Mondadori, mi ha proposto di scrivere un libro sulla mia esperienza buddista, ho pensato di non esserne capace. Ha dovuto insistere mesi per farmi accettare la sfida\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel testo riporta particolari molto intimi: come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0 mi sono trovato con le spalle al muro. Ho pensato che non avrebbe avuto senso scrivere un manualetto divertente di Buddismo sullo stile del \u201cRuggito\u201d come si aspettava l\u2019editore da me. Per far sorridere c\u2019\u00e8 gi\u00e0 la radio tutte le mattine. Per provare a fare qualcosa di utile mi sono sentito in dovere di spiegare perch\u00e9 ho dedicato tanto tempo a pregare e ad \u00a0approfondire il Buddismo di Nichiren Daishonin, senza nascondere niente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 nato a Palmanova il 2 luglio 1962, da una famiglia originaria di Gonars. Da piccolissimo si \u00e8 subito trasferito a Roma: che rapporto ha mantenuto con il Friuli?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi dice che quando sei stato Carabiniere lo sarai per tutta la vita. Cos\u00ec \u00e8 un po\u2019 per la friulanit\u00e0. Il Buddismo afferma che ognuno di noi ha scelto di nascere con particolari caratteristiche. Si pu\u00f2 dire quindi che non si nasce friulani per caso. Anche se sono cresciuto altrove e ho vissuto poco nella mia regione, ho ereditato il carattere e la sensibilit\u00e0 della mia gente. C\u2019\u00e8 chi preferisce ereditare case e terreni, \u201cle robe\u201d. A me basta questo. In Friuli mi sento a casa, mi emoziona il profumo dell\u2019erba medica appena tagliata. Questa Terra mi ha insegnato a coltivare cuore, determinazione e fede, tre requisiti fondamentali per far funzionare l\u2019insegnamento buddista. Il Friuli non lo sa, ma \u00e8 naturalmente predisposto per gli insegnamenti del Budda\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Poter crescere e vivere a Roma cosa ha significato per lei?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa grande citt\u00e0 ti offre pi\u00f9 punti di vista. Se osservi il fenomeno vita da una parte sola rischi di fartene un\u2019idea sbagliata. Prima la grande citt\u00e0, e poi i viaggi per l\u2019Europa con il Teatro di ricerca di Pontedera, mi hanno aperto la mente a una visione\u00a0pi\u00f9 ampia, internazionale, globale della realt\u00e0, e questo 20 anni prima di Internet. Sono stato molto curioso ma anche molto fortunato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Antonello Dose \u00e8 conosciuto dal grande pubblico come conduttore radiofonico. Ora anche come scrittore. Gli esordi per\u00f2 furono in veste di attore: cosa ricorda di allora?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRicordo con nostalgia lo spirito di avventura della giovent\u00f9. Ricordo che a 20 anni desideravo cambiare il mondo e volevo farlo con la cultura, con l\u2019arte del teatro. Quando si \u00e8 giovani e idealisti tutto sembra possibile. L\u2019energia della giovent\u00f9\u00a0\u00e8 inesauribile. Una cosa che mi rattrista molto \u00e8 quando chiedo a un adolescente \u201ccosa vuoi fare da grande?\u201d e questi mi risponde \u201cnon so, niente, in Italia ormai non si pu\u00f2 fare niente\u201d. Come esseri umani abbiamo bisogno di seguire i nostri sogni.\u00a0Se non tiri fuori i sogni dal cassetto e non provi a metterti in gioco per realizzarli non succede niente. Se non hai uno scopo nella vita diventa pi\u00f9 difficile tutto, anche affrontare una malattia. Avere un ideale \u00e8 come possedere una tavola da surf. Hai uno strumento in pi\u00f9 per affrontare le onde della vita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A met\u00e0 anni \u201980 il via alla collaborazione con Marco Presta, con il quale ancora oggi conduce <\/strong><strong><em>Il ruggito del coniglio<\/em><\/strong><strong>. Un rapporto professionale indissolubile\u2026 <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0 io e Marco eravamo amici gi\u00e0 da una decina di anni prima. Ci siamo conosciuti da ragazzi in una parrocchia di Roma Sud dove le nostre sorelle maggiori facevano le catechiste. Alcune volte penso che abbiamo una relazione karmica,\u00a0spirituale. Altre volte, invece, penso che siamo un caso clinico da manuale di psicologia. Siamo davvero molto diversi uno dall\u2019altro. In qualche modo come coppia dimostriamo che la diversit\u00e0 \u00e8 sempre una ricchezza. Certo, Marco sta dimostrando\u00a0una grande pazienza nel sopportarmi da tutto questo tempo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Prima della radio insieme avete scritto testi teatrali e televisivi, anche per il Festival di Sanremo. La scrittura quindi Antonello Dose l\u2019ha sempre avuta nel sangue?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo. Al contrario ho sempre sofferto di \u201csindrome da pagina bianca\u201d, come tutti gli insicuri. Inoltre vengo da studi scientifici. A questo punto credo che non sia un caso che <em>La rivoluzione del coniglio <\/em>sia entrato nelle prime settimane in classifica nella sezione saggistica. Certo, come autore scrivo tutto il giorno. Ma fino ad ora era solo un lavoro. In futuro non so\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Davanti al microfono invece ha conquistato il grande pubblico. Cosa significa per lei condurre una trasmissione radiofonica dal successo ultraventennale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abConfesso che \u00e8 una bella soddisfazione lavorare in Rai da tanti anni senza aver mai posseduto la tessera di un partito. In un Paese come il nostro lo considero un piccolo miracolo. Certo la vita \u00e8 strana. Studio per tanti anni come si costruisce la presenza fisica di un attore in scena, divento buddista e svolto come voce radiofonica\u2026 Essere tutte le mattine ai microfoni di Radio2 della Rai, oltre a essere una fortuna, \u00e8 anche una grossa responsabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il segreto per durare nel tempo rimanendo sempre sulla cresta dell\u2019onda?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo costretti a informarci e aggiornarci continuamente per mantenere uno standard alto. Si tratta della guerra degli ascolti del <em>primetime<\/em> radiofonico per la raccolta pubblicitaria. Il segreto \u00e8 cercare di migliorarsi quotidianamente. Ogni giorno \u00a0continuiamo a lavorare a oltranza e non lasciamo la redazione fino a che non ci sentiamo soddisfatti del risultato. Perch\u00e9 nel lavoro come nella vita bisogna combattere nel momento presente, adesso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come scrive nel libro, lei \u00e8 omosessuale: in questi anni di carriera si \u00e8 mai sentito discriminato per questo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, anche perch\u00e9 non mi sono mai espresso molto. Agli inizi della mia avventura in Rai ricordo che mi fu consigliato di tenermelo per me perch\u00e9 qualcuno in passato aveva avuto dei problemi rivelando i propri gusti sessuali. Nei Paesi occidentali\u00a0funziona cos\u00ec: se ti nascondi, gli altri pensano che ci sia qualcosa di male e ti prendono in giro. Se te ne freghi del giudizio e ti esprimi, con \u201clibert\u00e0 coraggiosa\u201d, come suggerisce il mio maestro buddista Daisaku Ikeda, l\u2019ambiente si inchina e ti rispetta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nelle pagine de <\/strong><strong><em>La rivoluzione del coniglio <\/em><\/strong><strong>racconta anche della sua sieropositivit\u00e0 al virus Hiv. Come ci convive?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono positivo da 23 anni e la cosa davvero non rappresenta pi\u00f9 un problema. Una persona come me, in terapia antiretrovirale, teoricamente non \u00e8 pi\u00f9 contagiosa. La situazione era molto diversa tanti anni fa, quando non esistevano medicine e lo stigma sociale spesso faceva pi\u00f9 danni della malattia stessa. In occasione dell\u2019uscita del libro ho scelto\u00a0per twitter l\u2019ashtag #viverefeliciconhiv\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di rivoluzioni: quella decisiva per lei \u00e8 stata l\u2019avvicinamento alla fede buddista. Come avvenne e come le ha cambiato la vita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel libro racconto che ho iniziato a praticare il buddismo perch\u00e9 il primo amore della mia vita, Piero, si era ammalato di\u00a0 Aids e non potevo fare niente per aiutarlo. Pensavo fosse una tecnica da imparare, tipo lo yoga, non immaginavo che fosse una religione vera e propria e che fosse cos\u00ec efficace nella vita di tutti i giorni. Non esiste una vita senza problemi. Il buddismo mi ha insegnato che i problemi non sono \u201cuna croce da sopportare\u201d ma un\u2019occasione per migliorarsi, per creare valore per s\u00e9 e per gli altri. \u00c8 stata questa, in fondo, la mia rivoluzione. Una rivoluzione interiore che mi ha permesso di ruggire anche se credevo di non esserne capace. Vorrei che tanti giovani sfiduciati possano provare questo potere incommensurabile. La vita \u00e8\u00a0cos\u00ec bella e preziosa, perch\u00e9 sprecarla?\u00bb<\/p>\n<p><strong>La sua trasmissione radiofonica continua ad avere milioni di ascoltatori ogni giorno: qual \u00e8 a suo avviso il segreto di questo successo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abForse perch\u00e9 nessuno si \u00e8 ancora accorto che siamo un manipolo di cialtroni. Speriamo che non se ne accorgano mai\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 una voce di Radio2 da oltre vent\u2019anni: com\u2019\u00e8 cambiata la radio di Stato in questo arco temporale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI tempi cambiano, cambiano i valori, crollano le ideologie e anche le stagioni non sono pi\u00f9 quelle di una volta. Talvolta ci troviamo a rimpiangere un\u2019Italia che non esiste pi\u00f9. \u00c8 cos\u00ec difficile trovare un bravo falegname\u2026 In tutto questo ritengo che\u00a0la Rai sia rimasta comunque, proprio per il ruolo pubblico che \u00e8 chiamata a svolgere, uno degli ultimi baluardi del Paese. La nostalgia \u00e8 inutile. \u00c8 inutile restare ancorati al passato, bisogna prendere atto dei cambiamenti e, se possibile, lavorare per un miglioramento continuo, nel momento presente, con lo sguardo rivolto al futuro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019era del digitale e dei social network, un mezzo di comunicazione \u201cantico\u201d come la radio non sembra conoscere crisi: a suo avviso come mai? <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u201cAntico\u201d non significa necessariamente \u201csuperato\u201d. Proprio per la sua essenzialit\u00e0 universale, il mezzo radiofonico manifesta una modernit\u00e0 classica in costante evoluzione. Pensiamo soltanto al fenomeno delle radio universitarie o delle web radio fra i giovanissimi. Quando abbiamo iniziato con il \u201cRuggito\u201d poche persone in Italia possedevano un cellulare. Ora si pu\u00f2 chiamare in trasmissione, spedire mail o trasmettere dallo studio in tutto il mondo con una diretta <em>Facebook <\/em>con un semplice click. Chiss\u00e0 quante altre novit\u00e0 ci aspettano nel prossimo decennio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dal passato al futuro: quali sono i prossimi obiettivi che Antonello Dose desidera raggiungere?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA questo punto sarebbe davvero divertente vincere una superlotteria e campare di rendita magari dedicandomi ai meno fortunati o a ispirare i giovani. Leggendo le notizie che arrivano dal Paese e dal Pianeta intero, credo per\u00f2 che nessuno avr\u00e0 da annoiarsi nei prossimi lustri\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonello Dose<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":24150,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-24149","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",750,554,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",750,554,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",750,554,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1-300x222.webp",300,222,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",640,473,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",300,222,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",500,369,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",439,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",352,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",300,222,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",750,554,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",750,554,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",750,554,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",750,554,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1.webp",250,185,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21464-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Antonello Dose","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24149","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24149"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24149\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}