{"id":24137,"date":"2017-09-15T00:00:00","date_gmt":"2017-09-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=24137"},"modified":"2017-09-15T00:00:00","modified_gmt":"2017-09-14T23:00:00","slug":"udine-il-coro-delluniversita-intitolato-a-don-gilberto-pressacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-il-coro-delluniversita-intitolato-a-don-gilberto-pressacco\/","title":{"rendered":"Udine, il coro dell&#8217;Universit\u00e0 intitolato a don Gilberto Pressacco"},"content":{"rendered":"<p>Con lo scopo \u00abdi valorizzare i figli prediletti di questa Terra e le grandi figure della cultura friulana\u00bb, come recita la motivazione, su iniziativa del Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli (Cirf) dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, il Coro dell\u2019Ateneo friulano \u00e8 stato intitolato a don Gilberto Pressacco. La cerimonia si \u00e8 svolta a Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann a Udine, nell\u2019ambito dell\u2019incontro di commemorazione del sacerdote intitolato \u201cGilberto Pressacco: tra storia della musica e canto corale\u201d, promosso dal Cirf in collaborazione con l\u2019Associazione culturale \u201cDon Gilberto Pressacco\u201d e con il contributo della Fondazione Friuli. Un omaggio dell\u2019Universit\u00e0 di Udine alla memoria del religioso originario di Turrida di Sedegliano \u2013 dove era nato nel 1945 \u2013, che \u00e8 stato anche musicista, insegnante e storico, di cui quest\u2019anno ricorre il ventesimo anniversario della morte, avvenuta improvvisamente a Udine il 17 settembre 1997.<\/p>\n<p>La cerimonia si \u00e8 aperta con il saluto del rettore <strong>Alberto De Toni <\/strong>che ha evidenziato come don Pressacco \u00absia stato un intellettuale a tutto campo, capace di coniugare percorsi diversi, dalla teologia alla storia e alla musica, sempre cogliendo le particolarit\u00e0 di una terra che \u00e8 luogo di autonomia. In questo \u2013 ha concluso \u2013 \u00e8 stato per tutti noi un vero maestro\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abFin da giovane \u2013 ha detto il direttore del Cirf <strong>Enrico Peterlunger<\/strong>, tracciando il ricordo di don Pressacco \u2013 ha manifestato attitudine e interesse per la musica, studiando pianoforte e sviluppando attenzione per la composizione e per la musicologia\u00bb.<\/p>\n<p>A lui si deve la nascita, nel 1970 a Codroipo, del coro \u201cGiovanni Battista Candotti\u201d e, agli inizi degli anni \u201980, del Gruppo da Camera \u201cFloriano Candonio\u201d e della \u201cSchola Aquileiensis\u201d di Udine con i quali vinse alcuni concorsi internazionali e realizz\u00f2 diverse incisioni discografiche. Accanto all\u2019intensa attivit\u00e0 musicale don Pressacco si dedic\u00f2 anche allo studio conseguendo la laurea in Teologia dogmatica alla Pontificia Universit\u00e0 Lateranense di Roma (1981) e quella in Lettere all\u2019Universit\u00e0 di Padova (1986).<\/p>\n<p>Peterlunger ha ricordato anche \u00abla nomina del sacerdote friulano a Maestro della Cappella del Duomo di Udine, dal 1980 al 1992, e l\u2019incarico di docente di Esercitazioni corali al Conservatorio udinese \u201cJacopo Tomadini\u201d, a partire dal 1982\u00bb, sottolineando che per primo don Pressacco port\u00f2 il proprio Coro \u201cCandotti\u201d ad esibirsi all\u2019inaugurazione dell\u2019anno accademico all\u2019Universit\u00e0 di Udine con il \u201cGaudeamus igitur\u201d, inno di tutti gli Atenei italiani.<\/p>\n<p>In particolare Peterlunger si \u00e8 soffermato sulla versatilit\u00e0 delle ricerche scientifiche e degli studi condotti da don Pressacco come quelli sulle radici del Cristianesimo ad Aquileia o sulle tradizioni ebraiche che hanno attraversato il territorio del Friuli, che lo portarono anche alla formulazione di ipotesi originali e teorie affascinanti, per lungo tempo motivo di vivace dibattito, raccolte poi in alcune pubblicazioni, la prima delle quali \u201cSermone, cantu, choreis et\u2026 marculis\u201d, edita dalla Societ\u00e0 Filologica Friulana. Al 1983 risale invece il saggio dal titolo \u201cLa musica nel Friuli storico\u201d compreso nell\u2019Enciclopedia Monografica del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>\u00abLa sua eredit\u00e0 culturale di studioso \u2013 ha aggiunto Peterlunger \u2013 ha lasciato varie tracce che meritano tutt\u2019oggi di essere esplorate e analizzate, con lo spirito e la libert\u00e0 di pensiero e di ricerca di cui Pressacco ha lasciato esempio\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDon Pressacco \u00e8 stato un maestro, un maestro di umanit\u00e0 \u2013 ha detto Angelo Vianello dell\u2019Associazione culturale \u201cDon Gilberto Pressacco\u201d \u2013, e l\u2019Ateneo, a cui siamo particolarmente grati, ha manifestato una grande sensibilit\u00e0 nel voler intitolare a lui il proprio Coro\u00bb.<\/p>\n<p>A nome della famiglia del sacerdote \u00e8 intervenuto il fratello Pasquale che ha ricordato l\u2019infanzia vissuta a Turrida di Sedegliano e in particolare le festivit\u00e0, concluse sempre cantando, passione che trasmessa dal padre ha accomunato i sei figli. \u00abL\u2019unico che per motivi legati alla salute allora non si univa mai al canto \u2013 ha raccontato Pasquale Pressacco \u2013 era proprio Gilberto. Poi verso i 15\/16 anni ha cominciato a cantare e suonare e da quella volta non si \u00e8 pi\u00f9 fermato\u00bb.<\/p>\n<p>All\u2019incontro in ricordo di don Pressacco sono intervenuti anche il presidente della Provincia <strong>Pietro Fontanini<\/strong>, per il Comune di Udine la consigliera comunale <strong>Maria Letizia Burtulo<\/strong>, <strong>Paolo Pellarin<\/strong> direttore del Conservatorio \u201cJacopo Tomadini di Udine, il direttore della Fondazione Friuli <strong>Luciano Nonis<\/strong> e il consigliere regionale <strong>Vittorino Boem<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>Il Coro dell\u2019Ateneo friulano \u00e8 nato in maniera spontanea alla fine degli anni \u201980 del secolo scorso presso l\u2019allora Facolt\u00e0 di Agraria grazie ad una ventina di appassionati di polifonia rinascimentale.<\/p>\n<p>La corale, su iniziativa del Circolo dei dipendenti dell\u2019Ateneo e della Cappella universitaria San Cristoforo, si \u00e8 costituita ufficialmente agli inizi degli anni \u201990, sotto la direzione del maestro Walter Themel, docente del Conservatorio \u201cJacopo Tomadini\u201d di Udine. Cambio di direzione artistica e musicale nel 1998 con l\u2019arrivo del maestro <strong>Davide Pitis<\/strong>, compositore, direttore di coro e orchestra che guider\u00e0 le esibizioni del Coro insieme a quelle dell\u2019orchestra formatasi proprio a supporto della corale universitaria.<\/p>\n<p>Dopo un passato prestigioso, il Coro ha sospeso l&#39;attivit\u00e0 per circa un decennio, riprendendo nel 2015 sotto la direzione di Fabio Alessi del Dipartimento di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell&#39;Universit\u00e0 di Udine, con un rinnovato repertorio che spazia dal moderno (folk e jazz a cappella) ai tradizionali filoni popolare, sacro, classico e rinascimentale.<\/p>\n<p>Il complesso vocale dell\u2019Ateneo friulano, oggi composto da una ventina di coristi tra docenti, studenti e personale tecnico amministrativo che si avvalgono della collaborazione della cantante jazz <strong>Barbara Errico<\/strong>. in chiusura di cerimonia di intitolazione si \u00e8 esibito in alcuni brani del suo repertorio insieme alla Schola Aquileiensis, diretta dal maestro <strong>Claudio Zinutti<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cerimonia a Palazzo Garzolini<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":24138,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-24137","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21437-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Cerimonia a Palazzo Garzolini","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24137"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24137\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}