{"id":24105,"date":"2017-09-13T00:00:00","date_gmt":"2017-09-12T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=24105"},"modified":"2017-09-13T00:00:00","modified_gmt":"2017-09-12T23:00:00","slug":"guerrieri-senza-divisa-cento-anni-fa-e-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/guerrieri-senza-divisa-cento-anni-fa-e-oggi\/","title":{"rendered":"Guerrieri senza divisa cento anni fa e oggi"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 23 settembre si inaugura al Museo sul Confine di Visco la mostra intitolata \u201cIl migliore amico dell\u2019uomo. Guerrieri senza divisa cento anni fa e oggi\u201d.<\/p>\n<p>Con pannelli fotografici e reperti d\u2019epoca viene ricostruita la storia dei \u201ccani guerrieri\u201d della Prima guerra mondiale, utilizzati in gran numero da tutti gli eserciti per il trasporto di carrette di viveri e munizioni fino in prima linea, nella ricerca e nel soccorso dei feriti sul campo di battaglia e nella derattizzazione delle trincee.<\/p>\n<p>Nel corso del conflitto l\u2019esercito tedesco mobilit\u00f2 non meno di 35.000 cani, in gran parte dobermann e pastori tedeschi, impiegati per i compiti pi\u00f9 diversi, ma soprattutto come portaordini, ricerca dei feriti e bonifica delle trincee dai ratti. La stessa cosa facevano reparti speciali dell\u2019esercito francese, inglese e dal 1917 americano, che adoperarono diverse migliaia di cani addestrati in aiuto alle compagnie di sanit\u00e0, per la ricerca e il trasporto dei feriti. L\u2019esercito austro-ungarico impieg\u00f2 circa 30.000 cani in apposite unit\u00e0 per la ricerca dei feriti e per il trasporto di carrette. L\u2019esercito italiano, che aveva gi\u00e0 impiegato cani sardi nel conflitto italo-turco del 1911, nella guerra contro l\u2019Austria-Ungheria utilizz\u00f2 su tutti i fronti alcune migliaia di cani di media e grossa taglia per il trasporto viveri e materiali. Veri e propri \u201csoldati senza divisa\u201d, o meglio in divisa loro malgrado, accompagnano i militari per un tratto del loro percorso, compagni di un\u2019avventura difficile e impegnativa, a tratti disperata e impossibile, ma anche spensierata e divertente; in qualche momento pericolosissima e tragica, altre volte inevitabilmente noiosa. Le cose non cambiano nei conflitti successivi e anche oggi, cento anni dopo, cani dalle caratteristiche particolari vengono addestrati per partecipare ad operazioni belliche e di polizia.<\/p>\n<p>In occasione di disastri come alluvioni, terremoti o valanghe aiutano i soccorsi nella ricerca dei sopravvissuti. Cani che salvano vite, dunque, e proprio a Visco opera L\u2019ACDC (Addestramento Cani da Catastrofe Onlus), associazione nata nel 2000 con lo scopo di formare unit\u00e0 cinofile da soccorso per la ricerca di persone disperse in superficie e sotto macerie.<\/p>\n<p>La mostra, curata dallo storico <strong>Lucio Fabi<\/strong> con il contributo di <strong>Roberto Todero<\/strong> e la grafica di <strong>Alfio Scarpa<\/strong>, vuole rendere omaggio ai nostri disinteressati amici a quattro zampe, pronti a sacrificare la vita per noi, senza nulla chiedere oltre che un po\u2019 di affetto e comprensione. Una sezione della mostra \u00e8 dedicata alla storia dei Gaspardis, tre generazioni di veterinari a Visco da circa cent\u2019anni, attraverso l\u2019esposizione di rari reperti di storia veterinaria raccolti e didascalizzati da <strong>Davide Gaspardis<\/strong>. Sar\u00e0 ancora visitabile la mostra \u201cUn medico a Visco. Le fotografie del tenente Floriano Ferrazzi 1915-1917\u201d.<\/p>\n<p>il Museo sul Confine \u00e8 aperto la prima domenica di ogni mese dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18<br \/> (\u00e8 possibile richiedere delle visite in altre giornate ed orari contattandoci un po&#39; di tempo in anticipo).<br \/> La mostra \u00e8 visitabile fino a fine 2018.<\/p>\n<p>IL MUSEO SUL CONFINE NELL\u2019EX DOGANA AUSTRIACA<\/p>\n<p>Costruito sul confine del 1866 tra il Regno d\u2019Italia e l\u2019Impero asburgico, l\u2019edificio (1874) funzion\u00f2 da Dogana austriaca fino all\u2019inizio del Primo conflitto mondiale (1915), successivamente da ospedale militare italiano. Nel dopoguerra venne inserito nell\u2019area militare di Borgo Piave, sede di caserme, opifici, uffici dell\u2019Esercito italiano, nonch\u00e9, nel Secondo conflitto mondiale, da febbraio a settembre 1943, campo di internamento per civili provenienti dalle regioni jugoslave occupate. Terminata la guerra l\u2019edificio divenne sede di uffici e alloggi militari della caserma Luigi Sbaiz, in essere fino al 1996. Di propriet\u00e0 del Comune di Visco dal 2001 e restaurato dopo anni d\u2019abbandono con contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, dal 2016 ospita il Museo sul Confine, dedicato alla storia del territorio e della comunit\u00e0 locale, sede di mostre, incontri, manifestazioni culturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra &#8220;Il miglior amico dell&#8217;uomo&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":24106,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-24105","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",750,533,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",750,533,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",750,533,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1-300x213.webp",300,213,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",640,455,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",300,213,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",500,355,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",456,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",366,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",300,213,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",750,533,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",750,533,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",750,533,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",750,533,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1.webp",250,178,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21376-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Mostra \"Il miglior amico dell'uomo\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24105"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24105\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}