{"id":23977,"date":"2017-08-28T00:00:00","date_gmt":"2017-08-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23977"},"modified":"2017-08-28T00:00:00","modified_gmt":"2017-08-27T23:00:00","slug":"grandi-terme-di-aquileia-riprendono-gli-scavi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/grandi-terme-di-aquileia-riprendono-gli-scavi\/","title":{"rendered":"Grandi Terme di Aquileia, riprendono gli scavi"},"content":{"rendered":"<p>Riprende ad <strong>Aquileia<\/strong> la campagna di <strong>scavo archeologico didattico<\/strong> condotto dal dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell\u2019Universit\u00e0 di Udine sul sito delle <strong>Grandi Terme costantiniane<\/strong> che, con i loro 25 mila metri quadrati di estensione, sono uno dei pi\u00f9 vasti impianti termali pubblici dell\u2019Italia settentrionale romana. Questo secondo periodo di attivit\u00e0 2017 vedr\u00e0, a settembre, la realizzazione di <strong>un intervento di restauro<\/strong> \u2013 reso possibile dal sostegno finanziario della Fondazione Aquileia e concordato con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia \u2013 che rappresenta la <strong>prima tappa delle attivit\u00e0 di conservazione e valorizzazione<\/strong>, che progressivamente restituiranno sul terreno la pianta delle Grandi Terme e la disposizione dei loro vasti saloni.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019intervento \u2013 spiega la direttrice dello scavo, <strong>Marina Rubinich<\/strong> \u2013 restituir\u00e0 la forma della trincea dove correva il muro di separazione tra i saloni del <em>frigidarium<\/em> e del <em>calidarium<\/em> e sar\u00e0 ripristinato il contenimento dei pavimenti a mosaico a motivi geometrici in pietra e cotto, appartenenti all\u2019ultima fase della vita delle terme tra la fine del IV e il V secolo d.C., operazione indispensabile per evitarne il degrado\u00bb. La zona \u2013 circa 130 metri quadrati \u2013 \u00e8 collocata a ridosso di via 24 Maggio. \u00abSi \u00e8 scelto il settore sud-ovest per l\u2019avvio del restauro \u2013 sottolinea Rubinich \u2013 proprio perch\u00e9 \u00e8 quello che potr\u00e0 essere pi\u00f9 comodamente fruibile dal pubblico, senza neppure dover accedere all\u2019intera area archeologica, in cui proseguiranno i lavori di scavo\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019altro settore in cui si sono concentrati i lavori della campagna di scavo di quest\u2019anno si trova circa 150 metri pi\u00f9 a nord, subito all\u2019interno del muro perimetrale settentrionale e riveste un eccezionale interesse scientifico. Qui, nonostante le devastanti opere di spoliazione delle strutture murarie condotte dall\u2019et\u00e0 medievale fino alle soglie del \u2018900, sono gi\u00e0 state identificate ben tre fasi sovrapposte. \u00abQuella pi\u00f9 antica, e perci\u00f2 pi\u00f9 profonda \u2013 racconta Marina Rubinich \u2013, \u00e8 <strong>una fontana-ninfeo monumentale<\/strong>, con vasche circolari e rettangolari, resti di una canalizzazione per l\u2019approvvigionamento e lo smaltimento delle acque e un\u2019estensione di almeno 180 metri quadrati. <strong>Lo scavo di quest\u2019anno sta cercando di mettere completamente in luce i limiti della fontana <\/strong>al fine di capire se essa appartiene alla prima fase di costruzione delle terme (prima met\u00e0 del IV sec. d.C.) o se \u00e8 addirittura precedente\u00bb.<\/p>\n<p>Sopra la fontana fu steso un mosaico a grandi tessere cubiche di pietra e di cotto, con quadrati ornati da fioroni stilizzati, che pavimentava un ambiente rettangolare sicuramente appartenente alle Grandi Terme costantiniane e forse affacciato su un grande cortile porticato a nord della piscina (<em>natatio<\/em>). Sempre in questa zona, un angolo del pavimento a grandi tessere ha rivelato un antico cedimento strutturale, dovuto al terreno instabile o a fenomeni sismici, che provoc\u00f2 il crollo delle coperture e la completa ristrutturazione della zona. \u00abLa conferma \u2013 spiega Rubinich \u2013 che <strong>Aquileia, nel pieno V secolo, era ancora in grado di promuovere importanti costruzioni<\/strong>: da un unico salone lungo 15 metri furono ricavati <strong>una sala ottagonale<\/strong> circondata da uno spesso muro anulare e <strong>un ambiente rettangolare pi\u00f9 piccolo<\/strong>, entrambi pavimentati da<strong> mosaici policromi, geometrici e figurati<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>In particolare, <strong>nella sala a pianta centrale<\/strong>, grandi trapezi con nereidi sedute sulla groppa dei loro compagni tritoni, si impostavano su un ottagono centrale, forse ornato dalla testa di Oceano; resta un solo trapezio, che, staccato grazie ad un intervento finanziato dalla Soprintendenza Archeologia nel 2013, \u00e8 oggi visibile nel Lapidario del Museo Nazionale di Aquileia. <strong>Nell\u2019ambiente rettangolare<\/strong> di risulta, i mosaici, originariamente a tessuto geometrico, furono pi\u00f9 volte restaurati con semplici tessere bianche; dato il loro pessimo stato di conservazione, essi sono stati asportati dalla missione udinese, ritrovando, negli strati di preparazione, resti di anfore con colore azzurro e malte fini usati probabilmente per affrescare la vicina sala ottagonale e poi riutilizzati come inerte per i sottofondi del pavimento, e una monetina molto usurata, che ha confermato la datazione al V secolo della ristrutturazione.<\/p>\n<p>\u00abFrammenti architettonici e scultorei mescolati ai riempimenti delle spoliazioni tardo-medievali e moderne dimostrano \u2013 sottolinea Rubinich \u2013 il <strong>lusso delle Grandi Terme aquileiesi<\/strong>: tra questi, una colonnina scanalata in marmo giallo antico, uno dei pi\u00f9 costosi dell\u2019antichit\u00e0, che proveniva dall\u2019Africa settentrionale, e un frammento di una statua femminile, probabilmente una Venere al bagno, copia romana di un originale greco. E altre novit\u00e0 si attendono dalle prossime settimane di scavo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lo scavo archeologico didattico.<\/strong> Compresa la prima <em>tranche<\/em>, terminata il 4 agosto, la parte didattica della campagna di scavo 2017 durer\u00e0 complessivamente <strong>5 settimane<\/strong>, a cui si aggiungeranno vari interventi di restauro e di sistemazione dell\u2019area. Vi partecipano 25 studenti tirocinanti, tutti del corso di laurea in Beni Culturali, curriculum archeologico, dell\u2019Universit\u00e0 di Udine e 2 allieve della Scuola di specializzazione interateneo in Beni archeologici, per un totale di oltre <strong>290 presenze in tutto il periodo<\/strong>. Diciassette giovani sono al primo scavo archeologico della loro carriera. Gli studenti applicano sul campo le conoscenze teoriche: la lettura e lo scavo manuale delle stratificazioni archeologiche, le tecniche di disegno e di documentazione, i metodi di pulizia, trattamento, inventariazione e classificazione dei numerosissimi reperti. Imparano anche a lavorare e vivere in gruppo e a gestirsi autonomamente nelle necessit\u00e0 quotidiane, trasformando lo scavo archeologico in un\u2019esperienza di vita completa.<\/p>\n<p><strong>Le istituzioni coinvolte.<\/strong> La campagna 2017, diretta da Marina Rubinich per conto dell\u2019Ateneo friulano, si svolge in base a una concessione per scavi e ricerche accordata, per l\u2019anno in corso, dalla Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del <strong>ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 culturali<\/strong> al dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, in stretta collaborazione con la locale <strong>Soprintendenza<\/strong> e con la funzionaria responsabile, Paola Ventura. L\u2019<strong>Universit\u00e0 di Udine<\/strong> finanzia le spese che riguardano il mantenimento degli studenti, la logistica e le attrezzature. Le altre attivit\u00e0, comprese quelle di restauro e di valorizzazione, sono garantite dal sostegno alla ricerca da parte della <strong>Fondazione Aquileia<\/strong>, a cui la zona delle Grandi Terme \u00e8 recentemente passata in gestione, insieme a tutte le pi\u00f9 importanti aree archeologiche della citt\u00e0 romana.<\/p>\n<p><strong>Il progetto di valorizzazione delle Grandi Terme.<\/strong> Con il presidente della Fondazione Aquileia, <strong>Antonio Zanardi Landi<\/strong>, e con il suo direttore, <strong>Cristiano Tiussi<\/strong>, l\u2019Universit\u00e0 di Udine, in stretta collaborazione con la Soprintendenza, sta procedendo a elaborare un progetto scientifico di valorizzazione progressiva del sito, che si condurr\u00e0 in parallelo alle indispensabili indagini di scavo, per restituire finalmente al pubblico un edificio grandioso e importante come le Grandi Terme costantiniane.<\/p>\n<p>\u00abSi tratta di un\u2019impresa molto difficile \u2013 aggiunge Rubinich \u2013, perch\u00e9 la storia del sito ha trasformato il complesso termale romano, annullandone completamente la terza dimensione, che raggiungeva almeno i 20 metri di altezza, e nascondendone i resti sotto un paesaggio agrario di grande bellezza, che \u00e8 anch\u2019esso parte della storia del Friuli. Ma le Grandi Terme meritano questa fatica, anche perch\u00e9 rappresentano una sintesi della storia di tutta Aquileia, la quarta citt\u00e0 d\u2019Italia per importanza nel IV secolo d.C., prospera, attiva e cosmopolita, che ha lentamente consumato se stessa trasformandosi nella cittadina attuale, ricca di storie nascoste e di monumenti ancora sepolti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Campagna condotta dall&#8217;Universit\u00e0 di Udine<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":23978,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-23977","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",750,539,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",750,539,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",750,539,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1-300x216.webp",300,216,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",640,460,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",300,216,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",500,359,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",451,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",362,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",300,216,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",750,539,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",750,539,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",750,539,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",750,539,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1.webp",250,180,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/21059-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Campagna condotta dall'Universit\u00e0 di Udine","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23977","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23977"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23977\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23978"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}