{"id":23856,"date":"2017-07-30T00:00:00","date_gmt":"2017-07-29T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23856"},"modified":"2017-07-30T00:00:00","modified_gmt":"2017-07-29T23:00:00","slug":"il-viaggio-di-mauro-buoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-viaggio-di-mauro-buoro\/","title":{"rendered":"Il viaggio di Mauro Buoro"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Venerd\u00ec 11 agosto, da Beeilitz a Berlino<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ore 7.20, sveglia. \u00c8 il grande giorno. Pap\u00e0 come al solito \u00e8 concentrato e molto motivato. Il suo unico obiettivo \u00e8 portare a termine questa grande impresa.<\/p>\n<p>Alle 8.45 partiamo. La temperatura \u00e8 sui 18 gradi; piove leggermente, ma fosse anche il diluvio universale, probabilmente pap\u00e0 non la sentirebbe tanto \u00e8 carico per questa passerella di 55 km fino alla Porta di Brandeburgo.<\/p>\n<p>Iniziamo un lungo rettilineo che ci porta a Potsdam, zona con moltissimi laghi. Da qui imbocchiamo una strada provinciale meno trafficata, passando per cittadine come Kleinmachnow, Zehlendorf, Dahlem, Keeuzberg, fino ad arrivare nel parco Tiergarten. E finalmente Berlino.<\/p>\n<p>Parcheggio l\u2019auto e scarico anche l\u2019altra bici. \u00a0Assieme raggiungiamo la Porta, la attraversiamo, ci concediamo le foto di rito. E mille emozioni.<\/p>\n<p>La prossima tappa \u00e8 la redazione del Berlino Magazine, dove aspettano pap\u00e0 per un\u2019intervista.\u00a0Al termine, ci concediamo un pranzo in relax prima di raggiungere il B&#038;B.<\/p>\n<p>Ripenso al percorso fatto per arrivare qui, da quando pap\u00e0 ha iniziato la dieta al risultato di oggi. L&#39;ho visto nei suoi momenti brutti e l&#39;ho visto nei momenti belli. E, in ogni situazione, pap\u00e0 non si \u00e8 fermato mai.\u00a0Sono orgoglioso di lui.\u00a0<\/p>\n<p>Sono dell\u2019idea che i genitori danno il massimo per i figli. Da figlio dico che \u00e8 giusto e bello anche appoggiare i propri genitori. Questo viaggio ne \u00e8 la dimostrazione. Quando siamo arrivati sotto la porta di Brandeburgo l&#39;ho abbracciato. Lui era in lacrime dall&#39;emozione, io anche. \u00c8 stato un momento unico.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Gioved\u00ec 10 agosto da Connewiz a Beeilitz<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La sveglia suona alle 7.15. Il campione gi\u00e0 studia il percorso e quale abbigliamento usare: fuori infatti c\u2019\u00e8 una leggera pioggerellina. La temperatura \u00e8 di 16 gradi.<\/p>\n<p>Dopo colazione, alle 8.20 partiamo. La temperatura \u00e8 rimasta costante, ad aumentare invece \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 della pioggia. Pap\u00e0 sceglie di usare la bici bianca, pi\u00f9 leggera e con copertoni pi\u00f9 stretti. Dice di preferirli perch\u00e9 tirano su meno acqua, io invece sono preoccupato perch\u00e9 c&#39;\u00e8 il rischio di cadere.<\/p>\n<p>Attraversiamo Lipsia. Il traffico \u00e8 tanto caotico; a ogni incrocio ci perdiamo di vista per poi rincontrarci a quello successivo. Usciti dalla citt\u00e0 procediamo pi\u00f9 spediti, lasciando la Sassonia per entrare nella regione di Berlino Brandeburgo.<\/p>\n<p>Il tempo continua a essere brutto. Trascorsi alcuni chilometri, il sole incomincia finalmente a fare capolino tra le nubi. Le strade continuano a essere bagnate e dopo tanti chilometri percorsi pap\u00e0 deve fare i conti anche con la prima caduta. Non \u00e8 riuscito a staccare in tempo il piede dai pedali: per fortuna niente di grave, anche se stava meglio prima\u2026<\/p>\n<p>Mancano ancora 18 km alla conclusione della tappa odierna. Pap\u00e0 ha un po&#39; rallentato, non lascia trasparire alcuna sofferenza ma incomincia a sentire i postumi della caduta. Il viaggio, secondo calcoli approssimativi, \u00e8 durato ad oggi circa 80 ore, per lui di bicicletta e per me di macchina. Dodici giorni sono lunghi. Siamo un po&#39; stanchi ma non ci dobbiamo abbattere ora.<\/p>\n<p>Arriviamo finalmente a Beeilitz. Siamo a 50 km da Berlino che dovremmo raggiungere domani verso mezzogiorno. Alle 13 ci aspettano alla redazione di <em>Berlino Magazine<\/em> per un\u2019intervista: la storia di pap\u00e0 ha conquistato anche la Germania.<\/p>\n<p>Quella di oggi \u00e8 stata la tappa pi\u00f9 lunga di questa bellissima avventura: abbiamo percorso 120 km. Ora doccia e meritato riposo prima di cena. Domani \u00e8 il grande giorno.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Mercoled\u00ec 9 agosto, Berghof a Connewiz\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Oggi la sveglia suona presto. Come ogni mattina andiamo alla ricerca di un locale per fare colazione, ma questa volta \u00e8 meno semplice del previsto. La scelta alla fine ricade su un posticino all&#39;interno di un supermercato\u2026<\/p>\n<p>Oggi il tempo \u00e8 ottimo, con una temperatura di 19 gradi. Pochi chilometri dopo la partenza pap\u00e0 deve gi\u00e0 affrontare alcune lunghe e impegnative salite. Col passare delle ore torna ad aumentare l\u2019intensit\u00e0 del vento.<\/p>\n<p>La prima sosta la facciamo nella citt\u00e0 di Zeitz. Siamo nel cuore della Sassonia, a met\u00e0 del percorso in programma oggi. La fatica inizia a farsi sentire, cos\u00ec ci prendiamo una mezz\u2019ora abbondante di pausa.<\/p>\n<p>Alla ripartenza la natura attorno a noi ci rinvigorisce con paesaggi splendidi, consentendoci di ammirare bellissimi laghetti. Le strade, invece, continuano a essere molto trafficate, obbligandoci a non allentare mai l\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Dopo 98 km percorsi, raggiungiamo i sobborghi di Lipsia. Troviamo un B&#038;B a Connewiz. La tabella di marcia \u00e8 rispettata. Mancano due giorni a Berlino.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Marted\u00ec 8 agosto, da Bayreuth a Berghof<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Oggi la sveglia suona alle 6.30 e una splendida giornata di sole ci d\u00e0 il benvenuto. Fuori la temperatura \u00e8 di 15\u00b0C: il clima ideale. Dopo la colazione siamo pronti a partire: anche oggi percorreremo un centinaio di chilometri, raggiungendo cos\u00ec la zona di Zoineroda.<\/p>\n<p>Come ieri, il vento continua a soffiare. Che sia una caratteristica del luogo lo dimostrano le numerose pale eoliche che incontriamo lungo il percorso. Quando giungiamo a M\u00fcnchberg ne ho gi\u00e0 contate una dozzina.<\/p>\n<p>Siamo alla fine del alta Baviera e ci avviciniamo alla Sassonia. Pap\u00e0 continua a pedalare con molto vento laterale, che fa roteare velocemente le pale eoliche. Si tratta di correnti atlantiche da nord.<\/p>\n<p>Percorriamo 4 chilometri all\u2019interno di un bosco: gli alberi attenuano la forza del vento\u2026 e regalano meraviglie improvvise. Davanti al pap\u00e0 sbucano improvvisamente due cervi! Per fortuna i suoi riflessi sono ottimi e riesce a evitarli. Loro intanto sono gi\u00e0 spariti dentro il bosco.<\/p>\n<p>Alle 12.30 raggiungiamo Hof, una citt\u00e0 di 47 mila abitanti, ultimo grande centro prima di lasciare la Baviera. Ci fermiamo per pranzo, quanto mai meritato dopo l\u2019intensa mattinata sui pedali. Pap\u00e0 scegli un\u2019insalata mista, io invece non resisto a un panino\u2026<\/p>\n<p>Dopo mezz\u2019ora siamo gi\u00e0 in marcia. Sembra tutto tranquillo, invece dopo un paio di chilometri la strada diventa improvvisamente brutta e stretta. Transitano molti camion e pap\u00e0 deve stare attento. Il vento, inoltre, \u00e8 tornato ad alzarsi prepotente.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 sembra molto infastidito.<\/p>\n<p>Alle 15 arriviamo finalmente a Berghof e raggiungiamo un B&#038;B in classico stile tedesco. Pap\u00e0 \u00e8 stanco: quello di oggi \u00e8 stato probabilmente il percorso pi\u00f9 duro e pesante affrontato finora. Oggi pi\u00f9 che mai c\u2019\u00e8 bisogno del meritato riposo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Luned\u00ec 7 agosto, da \u00a0Weldenstein a Bayreuth<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Alle 7.30 la sveglia ci d\u00e0 il buongiorno. Dopo due giorni trascorsi a Weldenstein carichiamo le nostre valige in auto e cerchiamo un locale per la colazione. Oggi fa freddo: il termometro segna 10\u00b0C .<\/p>\n<p>Dopo la pausa di ieri, pap\u00e0 \u00e8 carico e motivato. Superiamo la circonvallazione di Norimberga e ci fermiamo in un supermercato per un rifornimento. Poi gi\u00f9 lungo la Statale 2 per Bayreuth.<\/p>\n<p>Grazie al cielo la temperatura inizia a salire. Raggiungiamo Ingesdorf, quindi saliamo verso Grafenberg, affrontando una pendenza dell&#39;8%&#8230; Sulla discesa successiva pap\u00e0 raggiunge i 63 km all&#39;ora!<\/p>\n<p>Verso ora di pranzo ci fermiamo a Pregnitz, cittadina dell&#39;Alta Franconia di circa 15.000 abitanti dove si trova la sorgente del fiume Pegnitz.<\/p>\n<p>Quando ripartiamo c&#39;\u00e8 molto vento. Pap\u00e0 avverte la fatica, ma la sua grinta non conosce ostacoli. La temperatura raggiunge i 22\u00b0C, ora il clima \u00e8 piacevole.<\/p>\n<p>Intanto si iniziano a vedere le prime insegne con indicazione Berlino\u2026 Mancano ormai pochi giorni alla meta finale.<\/p>\n<p>Finalmente raggiungiamo Bayreuth, situata con i suoi 72 mila abitanti nel cosiddetto ramo rosso del Meno, famosa per il festival di Wagner che viene portato in scena annualmente alla <em>Festspielhaus<\/em>. Il suo teatro dell&#39;Opera dei Margravi \u00e8 diventato nel 2012 Patrimonio dell&#39;UNESCO.<\/p>\n<p>Anche oggi abbiamo percorso 100 km: ora ci attende una doccia rinfrescante. Ne abbiamo bisogno.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Domenica 6 agosto, giorno di riposo<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Oggi finalmente ci concediamo una giornata di assoluto riposo. Nel b&#038;b che abbiamo prenotato dormiamo due notti.<\/p>\n<p>In questa giornata di pausa notiamo maggiormente la tranquillit\u00e0 con cui le persone affrontano la quotidianit\u00e0: un mondo decisamente diverso a quello frenetico di casa nostra. Pulizia e organizzazione qui balzano subito all\u2019occhio.<\/p>\n<p>Ci troviamo a soli 10 chilometri da Norimberga, cos\u00ec decidiamo di andare a visitarla. Si tratta della seconda citt\u00e0 pi\u00f9 grande della Baviera, con oltre mezzo milione di abitanti, centro culturale ed economico della Franconia. Situata sulle rive del fiume Pegnitz, il suo centro storico \u00e8 stato pesantemente bombardato durante la Seconda guerra mondiale, venendo in seguito parzialmente ricostruito. Giungiamo sulla Reichsparteitagsgel\u00e4nde, l\u2019area dove Adolf Hitler aizzava la folla durante i tristemente famosi raduni del partito nazista.<\/p>\n<p>Prima di rientrare a Weldenstein, sostiamo per il pranzo lungo la strada. Il pomeriggio lo dedichiamo al riposo. Domani riprenderemo il nostro viaggio verso Berlino.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Sabato 5 agosto, da Langenbruck a Wendelstein<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La sveglia suona alle 7. La temperatura \u00e8 fresca, 19\u00b0C, ma il clima \u00e8 afoso. Dopo la colazione studiamo il percorso: 100 km da fare su strade paesani, evitando le statali dove le auto corrono a velocit\u00e0 sostenute.<\/p>\n<p>Alle ore 8.30 partiamo alla volta di Ingolstadt, che con i suoi 129.000 abitanti \u00e8 la sesta citt\u00e0 della Baviera. Adagiata sulla sponda del Danubio, ospita la sede della casa automobilistica Audi, di MediaMarkt e Saturn, rivenditori di elettronica. Qui arriva l\u2019oleodotto che parte da Trieste.<\/p>\n<p>Proseguiamo quindi per Denkendorf, attraversando una zona di continui saliscendi, con paesaggi stupendi. La numerosa presenza di pale eoliche testimonia la ventosit\u00e0 dell\u2019area.<\/p>\n<p>Alle 12 pap\u00e0 ha percorso 80 km e inizia a farsi sentire la fame. Nel verde, all\u2019ombra di un albero, ci fermiamo per mangiare un panino.<\/p>\n<p>Manca poco alla meta di giornata. Dopo 40 minuti di pausa, ripartiamo alla volta di Hipolstein, iniziando la lunga discesa verso Greding, dove spiccano opere barocche come il Castello di caccia del Principe elettore, realizzato nel XVII secolo dall&#39;architetto svizzero Giacomo Angelini. La strada, incanalata nel letto di un fiume preistorico, \u00e8 davvero affascinante.<\/p>\n<p>Transitiamo rapidamente per Allersberg, per poi percorrere gli ultimi 12 km attraversando una fitta foresta. Un percorso splendido che ci conduce a Wendelstein: anche oggi missione compiuta!<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Venerd\u00ec 4 agosto, da Ebersberg a Langenbruck<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La notte \u00e8 trascorsa tranquilla, anche se verso le 2 si \u00e8 abbattuto un violento temporale che ha fatto scendere la temperatura di diversi gradi. Alle 7 suona la sveglia: il tempo di una doccia veloce e usciamo dal b&#038;b. Ha smesso di piovere ma le strade sono bagnate. Pap\u00e0 \u00e8 indeciso su come vestirsi e che bici usare. Nel frattempo ci vestiamo e usciamo per la colazione.<\/p>\n<p>Oggi non \u00e8 una tappa come le altre. Prima effettuiamo un allungo verso Monaco di Baviera, citt\u00e0 straordinaria dove la gente per strada appare molto rispettosa. Quindi percorriamo i 15 chilometri che ci conducono a Dachau, localit\u00e0 tristemente famosa per il suo campo concentramento, il primo della Germania nazista, aperto il 22 marzo 1933 su iniziativa di Heinrich Himmler. In silenzio visitiamo il campo, le baracche e i forni crematori. Vorremmo dire tante cose, ma non ci sono parole per descrivere tutto questo. Attraversando il cancello in ferro battuto con la scritta \u201cHarbeit macht frei\u201d sento scendere una lacrima sul viso. Osservo il pap\u00e0: \u00e8 molto provato.<\/p>\n<p>Ripartiamo alla volta Langenbruck: il ritmo di pap\u00e0 \u00e8 incredibile, con una media sui 33 km\/h. Pi\u00f9 strada percorre pi\u00f9 sembrano aumentare le sue forze. La sua motivazione \u00e8 massima e cresce man mano che la realizzazione del sogno si avvicina. Sono felice di essere al suo fianco e lo sar\u00f2 fino all\u2019arrivo a Berlino.<\/p>\n<p>Nel frattempo alle 16.30 arriviamo a Langenbruck, dopo aver percorso 102 km.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Gioved\u00ec 3 agosto, da Salzburg a Ebersberg<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Un magnifico sole ci accoglie al nostro risveglio: fuori ci sono 22\u00b0C e pap\u00e0 sta gi\u00e0 preparando la bici in vista dei 102 km previsti per oggi. Terminato il montaggio della bici cerchiamo un locale per fare colazione&#8230;<\/p>\n<p>A soli tre km da Salisburgo si trova il confine che ci divide dalla Germania, nostra prossima meta. Entriamo in suolo tedesco e dopo diversi chilometri raggiungiamo Trauntreut, comune bavarese di 21 mila abitanti: fin quando temperatura \u00e8 accettabile bisogna pedalare.<\/p>\n<p>Ci fermiamo in un negozio di alimentari per un rifornimento: la temperatura \u00e8 di 27\u00b0C, ma il papa ha due pistoni al posto delle gambe. Non so dove trova tutta questa forza incredibile&#8230;<\/p>\n<p>Ripartiamo con il solito entusiasmo, ma la fame incomincia a farsi sentire. Lungo la via troviamo un posticino all&#39;ombra per mangiare galletto comprato in un grill. Ci fa compagnia una simpatica capretta che ci osserva incuriosita. Siamo in localit\u00e0 Wasserburg, ormai mancano solo una quindicina di chilometri. Pap\u00e0 li percorre tutti d&#39;un fiato, aiutato anche da alcuni trattori con al traino delle roulotte in legno che gli tagliano l&#39;aria.<\/p>\n<p>Finalmente siamo in vista di Ebersberg, altra cittadina della Baviera, con poco pi\u00f9 di 11 mila abitanti.<\/p>\n<p>Raggiungiamo il b&#038;b da Conny, simpaticissima signora tedesca che con me tenta un improbabile dialogo. Peccato che l\u2019unico della famiglia a parlare tedesco \u00e8 mio padre, che viene in mio aiuto togliendomi dall\u2019imbarazzo.<\/p>\n<p>Ora il meritato riposo: sei grande pap\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><em>Mercoled\u00ec 2 agosto \u2013 Da Bad Gastein a Salzburg<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dopo una notte trascorsa tranquillamente e dopo aver riposato sotto un leggero piumino (qui la notte fa fresco) mi risveglio abbastanza presto. Dal mio letto osservo fuori dalla finestra il magnifico paesaggio dei Tauri, affascinanti montagne che racchiudono l\u2019omonimo parco nazionale dove si trovano le pi\u00f9 alte cime d&#39;Austria, come il Gro\u00dfglockner (3.798 m s.l.m.) e Gro\u00dfvenediger (3.622 m s.l.m.).<\/p>\n<p>Al risveglio pap\u00e0 ride come un matto perch\u00e9 ha postato sulla sua pagina facebook alcune foto scrivendo una simpatica didascalia: \u201cEcco il mio giornalista braghe corte infradito cappellino della nuova Zelanda e borsa del Eurospar con pesche e banane&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Ci prepariamo alla nuova tappa verso Salisburgo: 100km in tutto. Alle 7.50, dopo una buona colazione, siamo pronti a partire. Ci sono nuovamente problemi tecnici con il deragliatore: ieri ha preso un colpo dopo una caduta della bici ora. Pap\u00e0 per fortuna riesce a regol<br \/>\nrlo al meglio. Il termometro segna 18,5\u00b0 C, il cielo \u00e8 nuvoloso e si preannuncia pioggia.\u00a0<\/p>\n<p>Alle 10 giungiamo a Reinbach, per il primo pit stop e io approfitto per lavare la macchina in un apposito autolavaggio e fare rifornimento di carburante.<\/p>\n<p>Mancano 65 km a Salisburgo e tutto procede bene. Pap\u00e0 si sta divertendo: dopo le salite di ieri oggi ha tante discese da affrontare.\u00a0La temperatura inizia a salire, raggiungendo i 22\u00b0C.<\/p>\n<p>Alle 13.15 arriviamo a Golling an der Salzach, comune di 4.273 abitanti nel distretto di Hallein, con lo status di comune mercato (<em>Marktgemeinde<\/em>). Sostiamo per il pranzo, degustando una buonissima <em>wurstsalat<\/em>. Oggi offro io. Dopo la ripartenza, un contrattempo: nello specchietto dell\u2019auto non vedo pi\u00f9 pap\u00e0. Torno indietro e mi accordo che a una rotatoria ha imboccato la strada sbagliata. Dopo un quarto d\u2019ora riesco a ritrovarlo e ripartiamo per la strada corretta che ci conduce fino a Salisburgo.<\/p>\n<p>Quando entriamo in citt\u00e0 l\u2019orologio segna le tre del pomeriggio. Fa molto caldo (31\u00b0C) e tutto sembra caotico: il paesaggio incontaminato ha lasciato il posto a una citt\u00e0 di 146 mila abitanti, famosa per la sua architettura barocca italianeggiante e per essere il luogo natale di Mozart.<\/p>\n<p>Tra mille semafori e altrettanti incroci riusciamo a trovare il b&#038;b. Ora una meritata doccia fresca, prima di un giro in centro\u2026<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><em>Marted\u00ec 1 agosto \u2013 Da Villach a Bad Gastein<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ore 7.15 colazione al B&#038;B: grande accoglienza degli Austriaci. Carichiamo il vassoio (forse anche troppo), ma una buona colazione fa bene e parti pi\u00f9 motivato&#8230;\u00a0 La temperatura\u00a0\u00e8 ottima (23\u00b0C) ma si preannuncia una giornata molto calda, attorno ai\u00a035\u00b0C. Ma questo non ferma certo il papa, carico e come sempre motivato ad abbattere altri 110 km da Villaco a Bad Gastein, comune austriaco di 4.152 abitanti nel distretto di Sankt Johann im Pongau, nel Salisburghese, nota stazione sciistica sui monti Tauri.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 decide di cambiare bici perch\u00e9\u00a0 oggi sar\u00e0\u00a0 una tappa tosta, tutta a salire: serve un mezzo pi\u00f9 leggero. Alle 8.45 stiamo viaggiando in direzione Spitall an der Drau (comune carinziano di 15.505 abitanti capoluogo dell\u2019omonimo distretto): la strada \u00e8 stupenda con paesaggi magnifici. Per un amante del verde come me \u00e8 ancora pi\u00f9 bello\u2026 Pap\u00e0\u00a0sta percorrendo 2 km di discesa, tratto che gli consente di rilassare i muscoli. Io ogni 3-4 km mi fermo e lo aspetto: se gli servisse acqua fresca o integratori sono qui con me. Insomma, sono la sua squadra. In una di queste soste ammiro un paesaggio stupendo, con un gregge di mucche che mangiano l\u2019erba.<\/p>\n<p>Riprendiamo il percorso perch\u00e9 ci attende ancora molta strada. A 25 km da Manlliz ci fermiamo per un contrattempo:\u00a0il contachilometri della bici non funziona bene. Approfittiamo dell&#39;imprevisto per concederci un po&#39; di relax; il caldo si fa sentire e allora per rinfrescarsi ecco un veloce pit stop per una fetta di anguria presa al villaggio. Percorriamo gli ultimi 13 km per Manlliz (piccola localit\u00e0 di 817 abitanti sempre nel distretto di Spittal an der Drau e stazione sciistica del progetto Perle delle Alpi).<br \/> Dopo 1 km di salita inizia a farsi sentire la stanchezza: \u00e8 davvero tosta, con una pendenza del 12%. E dopo 80 km gi\u00e0 percorsi si possono comprendere le condizioni di papa. Ma lui non molla mai. E cos\u00ec eccoci qua: \u00a0ore 13.15 l\u2019arrivo a Mallnitz. Davvero una grandissima impresa.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 pu\u00f2 tirare il fiato mentre aspettiamo il treno che ci porter\u00e0 dall\u2019altra parte della montagna, a Bad Gastein, dove andremo alla ricerca di un nuovo B&#038;B.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Luned\u00ec 31 luglio &#8211; Da Gemona del Friuli a Villach\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Partenza da Gemona alle ore 8.30. La temperatura \u00e8 ottima, 21\u00b0 C, tanto che pap\u00e0 decide di indossare il k-way. Le strade sono perfette, con poco traffico di auto. Arrivati a Resiutta stop per pausa cappuccino: molto buono\u2026<\/p>\n<p>Si riparte alla volta di Chiusaforte, con immancabile foto ricordo di fronte al cartello di benvenuto, e dedica speciale a mio zio Stefano Baradel, residente in Australia ma che proprio a Chiusaforte ha fatto il militare tanti anni fa.<\/p>\n<p>Ripartiamo e transitiamo per la bellissima Tarvisio. Superata Coccau eccoci finalmente a Villach. Grazie al navigatore troviamo il b&#038;b dove trascorreremo la notte. Finalmente si riposa&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Domenica 30 luglio &#8211; Da Trieste a Gemona del Friuli (redazione)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u00c8 iniziata quest&#39;oggi l&#39;avventura di <strong>Mauro Buoro<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.imagazine.it\/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli\/4438\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leggi la sua storia<\/a>) che, dopo 1.180 chilometri in sella alla sua mountain bike, raggiunger\u00e0 Berlino.<\/p>\n<p>Salutato in piazza a Ruda dal sindaco <strong>Franco Lenarduzzi<\/strong> e dal vicesindaco <strong>Lorenzo Fumo<\/strong>, oltre che dagli amici e sponsor che hanno voluto essere presenti. Mauro, accompagnato dal figlio Michele che lo seguir\u00e0 in auto lungo tutto il percorso, era particolarmente emozionato.<\/p>\n<p>Dopo gli auguri di in bocca al lupo, la partenza in sella alla volta di Gemona del Friuli, nella certezza che anche questa sfida sar\u00e0 superata. Su questo blog, grazie alla testimonianza diretta di Michele Buoro, verr\u00e0 quotidianamente aggiornato il diario di viaggio di questa impresa. Vai grande Mauro!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.180 km in Mountain Bike<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":23857,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-23856","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",750,676,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",750,676,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",750,676,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1-300x270.webp",300,270,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",640,577,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",300,270,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",500,451,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",359,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",288,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",300,270,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",750,676,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",750,676,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",750,676,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",750,676,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1.webp",233,210,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20919-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"1.180 km in Mountain Bike","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23856","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23856"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23856\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23857"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23856"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23856"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23856"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}