{"id":23848,"date":"2017-07-21T00:00:00","date_gmt":"2017-07-20T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23848"},"modified":"2017-07-21T00:00:00","modified_gmt":"2017-07-20T23:00:00","slug":"il-web-e-morto-viva-il-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-web-e-morto-viva-il-web\/","title":{"rendered":"Il web \u00e8 morto? Viva il web!"},"content":{"rendered":"<p>\u00abPensavo che il mondo sarebbe diventato automaticamente migliore se avessimo dato a tutti la possibilit\u00e0 di esprimersi. Mi sbagliavo\u00bb. In questo caso pi\u00f9 del valore dell\u2019affermazione in s\u00e9, la nostra attenzione si sofferma sul suo autore: <strong>Evan Williams<\/strong>, il fondatore di <em>Twitter <\/em>e <em>Blogger<\/em>. Se anche uno dei guru della Silicon Valley esterna pubblicamente i suoi dubbi sui rischi del web, aprire una riflessione a riguardo diviene quanto mai urgente. Perch\u00e9 le dichiarazioni sopra riportate sono l\u2019ultimo e pi\u00f9 eclatante amplificatore di una situazione di disagio che sta interessando una fetta sempre maggiore della popolazione, quella giovanile in primis.<\/p>\n<p>Tenendo ben presente che il web \u00e8 uno strumento e, come tutti gli strumenti, \u00e8 la modalit\u00e0 di utilizzo che lo rende positivo o negativo, \u00e8 innegabile che stia influenzando in modo sempre meno controllabile le esistenze delle persone pi\u00f9 fragili, con una capacit\u00e0 ineguagliabile di captare il malessere delle fasce giovanili, trasformando ragazzi e ragazze da semplici utenti in veri e propri proseliti.<\/p>\n<p><strong>Chi c\u2019\u00e8 dietro lo schermo?<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo detto che il web \u00e8 uno strumento, eppure proprio in questa specificit\u00e0 fondamentale risiede la prima trappola. Quando una persona comunica attraverso il web con chi si sta realmente rapportando? Chi c\u2019\u00e8 dietro a una applicazione o a un sito che forniscono informazioni o propongono soluzioni ai nostri problemi? All\u2019apparenza pu\u00f2 sembrare una questione banale, eppure analizzandolo nel dettaglio \u00e8 invece il nocciolo della questione. Il primo passo verso una confusione di fondo da cui scaturisce tutto il resto: ci rivolgiamo a uno strumento come se\u00a0ci stessimo rivolgendo a una persona. E senza nemmeno comprendere chi o cosa stia guidando lo strumento nella relazione con noi, abbattendo ogni filtro si instaura un rapporto diretto.<\/p>\n<p>Ora immaginiamo che la persona che utilizza il web sia fragile o stia vivendo una propria situazione di malessere; immaginiamo anche che, attraverso un\u2019applicazione, un sito, un social network o un gioco online questo soggetto fragile entri in relazione con una o pi\u00f9 persone sbagliate. Senza quasi accorgercene si \u00e8 aperto davanti a noi uno scenario dai rischi imprevedibili e dalle potenzialit\u00e0 apocalittiche.<\/p>\n<p><strong>Il web \u00e8 la verit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Per molti giovani il mondo virtuale si trasforma cos\u00ec inconsapevolmente nel proprio mondo reale, affidando a questa entit\u00e0 astratta che vive al di l\u00e0 del display del pc, tablet o smartphone il ruolo di guida della propria \u00a0esistenza. Ecco che il web per questi ragazzi diventa punto di riferimento pi\u00f9 affidabile degli adulti, siano essi i genitori, gli insegnanti, gli allenatori\u2026 Se lo dice il web \u00e8 vero.<\/p>\n<p>Una situazione difficile da rovesciare: quando una persona crede ciecamente in qualcosa, l\u2019errore da non commettere \u00e8 obbligarla a rinunciare a quel qualcosa. Significherebbe essere sconfitti in partenza. Che fare, quindi?<\/p>\n<p><strong>Dentro a una rivoluzione<\/strong><\/p>\n<p>La risposta certa, in questo caso, non c\u2019\u00e8. Perch\u00e9 se da un lato noi operatori dei servizi abbiamo molto chiaro il problema, dall\u2019altro non sappiamo ancora come risolverlo. Stiamo infatti vivendo una rivoluzione epocale, nella\u00a0quale in pochissimi anni sono avvenuti sviluppi tecnologici mai accaduti nella storia dell\u2019umanit\u00e0. I cambiamenti sono sempre pi\u00f9 veloci ma al tempo stesso non sappiamo dove condurranno. Ci\u00f2 che si sta verificando non \u00e8 mai accaduto nella storia: impossibile quindi anche ipotizzare quali conseguenze porter\u00e0 con s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Una vita sul web<\/strong><\/p>\n<p>La realt\u00e0 dei fatti, per ora, ci mostra come ogni cosa sia sempre pi\u00f9 concentrata sul web. Anche le relazioni sociali e il tempo libero. Un aspetto drammatico, destinato a influire pesantemente sullo sviluppo dell\u2019individualit\u00e0 delle persone. I giovani in particolare tendono a esprimere sempre meno le proprie potenzialit\u00e0 e i propri talenti in attivit\u00e0 creative, trascorrendo invece il loro tempo on line. E cos\u00ec suonare uno strumento, praticare sport, sviluppare la propria inventiva diventano improvvisamente azioni non interessanti.<\/p>\n<p>Cosa comporter\u00e0 ci\u00f2 in futuro? Le risposte si possono solo abbozzare, specie se il presente continuer\u00e0 a riservare sorprese. E la semplice constatazione dei fatti non aiuta a rasserenare gli orizzonti: le macchine stanno comandando gli uomini. E quasi senza accorgercene ci ritroviamo a essere loro accessori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Virtuale e reale<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":23849,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-23848","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",750,529,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",750,529,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",750,529,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1-300x212.webp",300,212,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",640,451,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",300,212,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",500,353,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",459,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",369,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",300,212,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",750,529,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",750,529,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",750,529,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",750,529,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1.webp",250,176,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20414-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Andrea Fiore","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/fiore\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Virtuale e reale","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23848","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23848"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23848\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}