{"id":23738,"date":"2017-07-05T00:00:00","date_gmt":"2017-07-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23738"},"modified":"2017-07-05T00:00:00","modified_gmt":"2017-07-04T23:00:00","slug":"a-che-serve-la-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/a-che-serve-la-cultura\/","title":{"rendered":"A che serve la cultura?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile che la domanda: <em>&#8220;A che serve la cultura?&#8221; <\/em>sia la protagonista di un romanzo? Cos\u00ec pare leggendo <em>Libreria Luigi<\/em>, uscito per Ianieri edizioni, del cremonese-friulano-isontino <strong>Stefano Caso<\/strong>. Un libro colto per le tante citazioni e riferimenti a la maniera di intellettuali di indiscussa fama, divertente per le varie situazioni degne da sketch stile <em>Zelig<\/em>, ironico e serio per la coesistenza di macchiette e grandi uomini della letteratura mondiale. Ma locale e global: scenografia da negozio di vicinanza e universale nelle grandi domande, appunto. Pagine percorse da slang pecoreccio con impanatura british e da linguaggi alti, mediati da Kafka, Pirandello e Hugo. Molto filmico il plot, la <em>mise en scene<\/em> propone variazioni da Cervantes e Calvino, con pennellate bruscamente poetiche alla Bukowski e Baudelaire. Protagonista del romanzo \u00e8 l&#39;anti-eroe libraio Luigi, prototipo di intellettuale di provincia che, nel giorno del suo 50esimo compleanno, precipita, suo malgrado, in un processo di metamorfosi irreversibile. Nasce cos\u00ec la sua nuova vita, fra dialoghi onirici e incubi popolati dai suoi clienti abituali, incalzato dai fantasmi di grandi scrittori che, in una meta-realt\u00e0, gli indicano cosa fare e cosa non fare.<\/p>\n<p>Una narrazione che inizia con fuochi d&#39;artificio che resteranno accesi fino alla pagina 187, dedicata ai ringraziamenti.<\/p>\n<p>Presentato con successo al Salone del Libro di Torino, <em>Libreria Luigi<\/em> sar\u00e0 nelle librerie dal 13 luglio. Questa \u00e8 la prima intervista all&#39;autore, in anteprima nazionale per <em>iMagazine<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Stefano Caso, <em>Libreria Luigi<\/em> \u00e8 un nome strano per una libreria, ma addirittura farne il titolo di un libro\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSembrer\u00e0 strano, ma il titolo \u00e8 nato prima della stesura del romanzo. All\u2019inizio ero dubbioso se lasciare questo titolo oppure trovarne un altro, magari pi\u00f9 accattivante o altisonante. Poi, per\u00f2, \u00e8 intervenuto direttamente il protagonista del romanzo, il libraio Luigi Araldi: \u00abCerto \u2013 mi ha detto \u2013 <em>Libreria Luigi <\/em>\u00e8 un nome pi\u00f9 da trattoria o da negozio di barbiere. Ma visto che le insegne delle trattorie sono ormai invase da spocchiosi inglesismi, quali <em>Wine Bar<\/em> o <em>Food Store<\/em>, e che i barbieri vantano il titolo di <em>Hair Designer<\/em>, tanto vale che una libreria si chiami <em>Luigi<\/em>: semplice, senza pretese, alla portata di tutti. E cos\u00ec dovr\u00e0 essere anche il titolo della mia storia\u00bb. Come potevo dirgli di no?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel libro le citazioni alte vanno a braccetto con la vita e i problemi di una famiglia media di provincia. E i grandi scrittori interagiscono con il personaggio principale\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi\u00f2 che ho voluto narrare \u00e8 la crisi personale, familiare e intellettuale di Luigi Araldi, da tempo stanco della mediocrit\u00e0 dei libri che \u00e8 costretto a vendere, dei suoi clienti spesso nevrotici e ignoranti, ma anche stanco del figlio arrivista, nonostante sia stato cresciuto a pane e letteratura, della moglie sempre pi\u00f9 diversa da come l\u2019aveva conosciuta anni prima e della famiglia arrogante e truffaldina di quest\u2019ultima. Una crisi che esplode il giorno del suo cinquantesimo compleanno, quando in libreria entra un\u2019anziana e misteriosa cliente a cui lui si sente costretto a dire dei suoi cinquant\u2019anni. Lei gli risponde che li porta in maniera davvero pietosa e gli offre, come rimedio, gli arnesi per radersi la lunga barba e i pochi capelli, vale a dire quella \u201cmaschera\u201d da intellettuale che lui indossava da tantissimi anni e che pensava fosse garanzia di professionalit\u00e0 per i suoi clienti, ma che ora sembra essere \u201cfuori moda\u201d. Da questo momento, Luigi comincia ad avvertire le voci dei suoi fantasmi letterari che sembrano uscire dai libri per provocarlo e portarlo, alla fine, a privarsi di quella \u201cmaschera\u201d e a iniziare una metamorfosi irreversibile e dagli effetti imprevedibili. Una trasformazione che ricadr\u00e0 inevitabilmente sulla sua famiglia e sulla sua professione di libraio. Sembra quasi che i suoi fantasmi letterari \u2013 vale a dire la sua grande cultura \u2013 lo invitino a lasciar perdere i libri e a dedicarsi ad altri piaceri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Leggendo si riflette, si sorride, si teme per la vita di Luigi. Che tipo di romanzo \u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un romanzo che prova a scandagliare l\u2019aspetto psicologico di un grande intellettuale alle prese con una devastante battaglia interiore e con una mutazione inarrestabile e incontrollabile, con inattese trasformazioni fisiche, inquietanti turbamenti e scandalose eccitazioni; le viscere all\u2019assalto del senno, l\u2019impetuosa audacia in lotta contro la misera vilt\u00e0. L\u2019indomabile eros contro l\u2019indulgente logos. Il tutto filtrato da un registro tragicomico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha gi\u00e0 pubblicato vari romanzi; questo per ampiezza di sguardo e complessit\u00e0 di temi sembra segnare un passaggio nella sua carriera di scrittore\u2026 <\/strong><\/p>\n<p>\u00abVerissimo. I miei primi tre libri erano dei saggi di divulgazione storica. Poi ho scritto due gialli e un noir a cui sono molto affezionato, ma che rappresentano un genere che ora mi sta un po\u2019 stretto e che non mi consente di aderire pienamente al mio modo di scrivere, al mio stile e ai temi che mi stanno pi\u00f9 a cuore. In sintesi, ho voluto scrivere (e spero di ripetermi col mio prossimo romanzo in fase di stesura) un romanzo che mi piacerebbe leggere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il romanzo non \u00e8 ancora uscito ma gi\u00e0 se ne parla molto sui social e in rete: come mai?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl mio editore, io e una lunga serie di miei collaboratori stiamo lavorando da tempo alla promozione di questo romanzo, poich\u00e9 ci siamo resi conto che pu\u00f2 piacere sia al grande pubblico che ai lettori \u201cdi nicchia\u201d. Una cinquantina di copie erano in vendita all\u2019ultimo Salone del Libro di Torino, dove l\u2019ho presentato in anteprima; e \u2013 visto che nel libro ho voluto inserire il mio indirizzo email, affinch\u00e9 i lettori possano scrivermi i loro giudizi \u2013 ho gi\u00e0 ricevuto molti riscontri estremamente positivi, che mi fanno credere che <em>Libreria Luigi <\/em>debba essere promosso nel migliore dei modi. E i social sono un grande strumento di promozione. Oltretutto, da qualche giorno \u00e8 in rete il <em>booktrailer<\/em> del romanzo, un video promozionale girato in una libreria, con tanto di regista, attori, doppiatori e truccatori professionisti. \u00c8 visibile sul canale Youtube, digitando \u201cLibreria Luigi\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando potremo ascoltarla e farle firmare una copia di <em>Libreria Luigi<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa prima presentazione sar\u00e0 il 19 luglio alla Libreria di Via Manin a Vittorio Veneto. Poi sar\u00f2 il 29 luglio a Silvi Marina, il 30 luglio a Francavilla a Mare, il 31 luglio a Giulianova, il 1\u00b0 agosto a Fossacesia (sempre in Abruzzo). Il 15 settembre sar\u00f2 a Napoli e il 16 settembre a Vietri. Poi ho gi\u00e0 in programma (con le date ancora da definire) Roma, Milano, Bologna, Cremona, Brescia, Gorizia (in ottobre, al Libro delle 18.03), Cervignano del Friuli. Ma per restare aggiornati su tutto ci\u00f2 che riguarda <em>Libreria Luigi<\/em>, chiedetemi l\u2019amicizia su <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/stefanocaso1964\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Facebook<\/strong><\/a>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce &#8220;Libreria Luigi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":23739,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-23738","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",750,498,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",750,498,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",750,498,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1-300x199.webp",300,199,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",640,425,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",300,199,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",500,332,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",474,315,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",300,199,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",750,498,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",750,498,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",750,498,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",750,498,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20052-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Esce \"Libreria Luigi\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23738","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23738"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23738\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23739"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}