{"id":23690,"date":"2017-06-28T00:00:00","date_gmt":"2017-06-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23690"},"modified":"2017-06-28T00:00:00","modified_gmt":"2017-06-27T23:00:00","slug":"elisio-nuovo-orso-catturato-in-carnia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/elisio-nuovo-orso-catturato-in-carnia\/","title":{"rendered":"Elisio, nuovo orso catturato in Carnia"},"content":{"rendered":"<p>Un gruppo misto Universit\u00e0 di Udine &#8211; Corpo forestale regionale ha catturato, per alcune ore e a fini di studio, un orso bruno maschio, di circa 4 anni e 131 chili di peso, nei boschi sulle pendici del monte Lovinzola (Prealpi Carniche), in Comune di Verzegnis. Il plantigrado, battezzato Elisio, \u00e8 stato dotato di un collare satellitare per monitorarne comportamento e movimenti sul territorio. La cattura \u00e8 avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 giugno anche con la collaborazione dei volontari dell\u2019associazione \u201cIl Villaggio degli orsi\u201d di Stupizza di Pulfero. Le analisi genetiche su pelo e sangue prelevati all\u2019animale dovranno ora accertare la sua origine, cio\u00e8 se proviene dalla popolazione slovena o dalla popolazione trentina, come l\u2019orso Francesco. L\u2019operazione \u00e8 stata coordinata da <strong>Stefano Filacorda<\/strong> che guida il gruppo di studio sulla fauna selvatica del dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell\u2019Ateneo friulano. I video dell\u2019orso Elisio sono disponibili online all\u2019indirizzo <a href=\"https:\/\/goo.gl\/ZideYV\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/goo.gl\/ZideYV<\/a>.<\/p>\n<p><strong>La cattura e i giorni seguenti<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019operazione \u00e8 scattata verso le 23 di gioved\u00ec 22 giugno quando l\u2019animale \u00e8 entrato nella gabbia che si \u00e8 chiusa automaticamente. Elisio \u00e8 stato quindi sedato, sottoposto ai prelievi, pesato e dotato di collare satellitare. Verso le 2 del mattino si \u00e8 risvegliato, grazie all\u2019uso di un antidoto somministrato dal veterinario, e si \u00e8 messo in cammino. All\u2019alba di venerd\u00ec 23 giugno era nei boschi del versante est del Monte Lovinzola dove, in un luogo riparato, ha trascorso la giornata. Nella notte tra venerd\u00ec 23 e sabato 24 \u00e8 tornato a frequentare la zona della cattura per poi spostarsi, sabato e domenica, nella Val di Preone e da l\u00ec, verso ovest, si \u00e8 avvicinato nuovamente a Francesco, orso con il quale Elisio interagisce da almeno un mese. Adesso entrambi gli esemplari frequentano l\u2019area dell\u2019alta Destra Tagliamento compresa tra i Comuni di Ampezzo, Socchieve, Tramonti e Forni di Sotto.<\/p>\n<p><strong>Sette catture in sei anni<\/strong><\/p>\n<p>Tra catture e ricatture per dotare gli animali di radiocollare, Elisio \u00e8 il settimo orso che negli ultimi sei anni viene catturato dall\u2019Universit\u00e0, in collaborazione con la Provincia di Udine. Due catture sono avvenute nel 2007, entrambe lungo il Gran Monte, protagonista l\u2019orso Madi. Dal 2013 catture e ricatture si sono susseguite una all\u2019anno: nel 2013 l\u2019orso Madi; nel 2014 l\u2019orso Alessandro; nel 2015, sulle pendici del Cansiglio, la ricattura di Madi; nel maggio 2016 la cattura dell\u2019orso Francesco.<\/p>\n<p><strong>L\u2019utilit\u00e0 del collare<\/strong><\/p>\n<p>Il collare satellitare consente di monitorare gli orsi per un massimo di 12-18 mesi. Il dispositivo permette ai ricercatori di raccogliere dati utili a una migliore gestione e protezione della specie, a capire e conoscere le abitudini di questi animali e a prevenire eventuali danni al patrimonio zootecnico. Grazie al sistema GPS \u00e8 possibile fare un punto di localizzazione all\u2019ora, che viene inviato ogni sette ore, attraverso un sistema telefonico, alla base operativa dell&#39;Universit\u00e0 di Udine. Il collare ha dei sensori che rilevano i movimenti della testa e la temperatura corporea ed \u00e8 dotato di un sofisticato sistema di distacco automatico, sia a tempo, dopo 18 mesi, che a impulso a distanza, se i ricercatori ritengono necessario anticipare il distacco.<\/p>\n<p><strong>Gli orsi in Carnia<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente in Carnia sono presenti due orsi dotati di collare rispetto all\u2019intera popolazione regionale che conta tra i 7 e i 9 esemplari. Nel caso di Elisio sar\u00e0 interessante, fra gli altri aspetti, anche seguire le interazioni con Francesco e altri orsi. Grazie al collare con cui \u00e8 stato dotato Francesco, in un anno, sono stati raccolti oltre 3000 punti GPS e pi\u00f9 110.000 dati di attivit\u00e0 che hanno permesso di capire i percorsi che ha seguito e il comportamento tenuto in varie situazioni. La conoscenza di questi dati ha permesso di indennizzare i danni provocati alle coltivazioni di mais di cui si alimentato Francesco e hanno dimostrato come questo individuo ha mutato il comportamento alimentare non facendo pi\u00f9 danni al patrimonio zootecnico.<\/p>\n<p>\u00abI preziosi dati raccolti con il radiocollare \u2013 spiega <strong>Filacorda<\/strong>, docente di ecologia e biologia della fauna e gestione faunistica \u2013 permettono di controllare e proteggere la vita degli orsi, ma anche di sviluppare nuove iniziative di ecoturismo. Nel corso dell\u2019estate sono infatti previste delle escursioni in Carnia per visitare i luoghi in cui vivono gli orsi, senza recare loro disturbo, insieme a collaboratori e tecnici dell\u2019Ateneo friulano, anche per divulgare le modalit\u00e0 di ricerca e il comportamento di questa specie\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCome da tradizione da parte dell\u2019Universit\u00e0 di Udine \u2013 aggiunge <strong>Filacorda<\/strong> \u2013 l\u2019orso \u00e8 stato nominato in relazione alle persone o tecnici che ne hanno determinato la cattura con il loro impegno. Il suo nome \u00e8 Elisio come forma di ringraziamento nei confronti di un cacciatore che da oltre due anni ci sta fornendo notizie utili, oltre a campioni biologici e fotografie, per lo studio di queste specie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il gruppo di cattura<\/strong> era costituito da <strong>Andrea Madinelli<\/strong>, <strong>Francesco Bertolini<\/strong>, Stefano Filacorda e <strong>Stefano Pesaro<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Udine; <strong>Carlo Cussigh<\/strong>, dell&#39;Ispettorato forestale di Tolmezzo e <strong>Mauro Azzini<\/strong>, entrambi del Corpo forestale regionale. Alle operazioni ha dato il supporto logistico il team del Corpo forestale della Regione Friuli Venezia Giulia coordinato da <strong>Paolo Benedetti<\/strong> formato da <strong>Valter Colussa<\/strong>, direttore dell\u2019Ispettorato forestale di Udine, e <strong>Stefano Verri<\/strong>, <strong>Edi Iob<\/strong>, <strong>Loris Noro<\/strong> dell&#39;Ispettorato forestale di Udine. Per l\u2019associazione \u201cIl Villaggio degli orsi\u201d erano presenti e hanno effettuato le misurazioni: <strong>Marta Trevisan<\/strong>, <strong>Sara Vezzaro<\/strong>, <strong>Riccardo Cumini<\/strong>, <strong>Yannick Fanin <\/strong>e <strong>Andrea Vendramin<\/strong> e Francesca Quai, studentessa del corso di laurea in Allevamento e Salute animale. Era presente anche <strong>Elisio Da Pozzo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Operazione sulle pendici del monte Lovinzola<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":23691,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-23690","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",750,492,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",750,492,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",750,492,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1-300x197.webp",300,197,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",640,420,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",300,197,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",500,328,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",474,311,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",391,256,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",300,197,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",750,492,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",750,492,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",750,492,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",750,492,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1.webp",250,164,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19943-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Operazione sulle pendici del monte Lovinzola","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23690"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23690\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}