{"id":23560,"date":"2017-06-08T00:00:00","date_gmt":"2017-06-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23560"},"modified":"2017-06-08T00:00:00","modified_gmt":"2017-06-07T23:00:00","slug":"ripartire-dalla-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ripartire-dalla-famiglia\/","title":{"rendered":"Ripartire dalla famiglia"},"content":{"rendered":"<p>Qual \u00e8 lo stato di salute della famiglia, intesa quale nucleo sociale per eccellenza? Da questa domanda volutamente provocatoria, parte una riflessione a pi\u00f9 ampio raggio che ci conduce ad affrontare una questione delicata come la somministrazione di psicofarmaci ai bambini.<\/p>\n<p>Utilizzando un semplice sillogismo, \u00e8 inevitabile che se nella societ\u00e0 odierna un numero sempre maggiore di famiglie \u00e8 in crisi \u2013 non dal punto di vista economico, bens\u00ec nei rapporti e nelle relazioni al suo interno \u2013 la stessa crisi coinvolga anche ciascuno dei singoli componenti. Bambini compresi.<\/p>\n<p>Ma i bambini, per loro natura, a eccezione di rari casi specifici, non nascono con problematiche psichiche o sociali: queste, semmai, sono il risultato di un\u2019interazione complessa in cui gioca un ruolo fondamentale il contesto di crescita. Un aspetto tanto determinante quanto difficile da accettare.<\/p>\n<p><strong>Chi risolve il problema?<\/strong><\/p>\n<p>I casi di famiglie che si rivolgono ai servizi sanitari per problemi legati ai propri figli sono in sensibile aumento, come dimostra l\u2019esperienza sul campo. Questo perch\u00e9 oggi i genitori preferiscono delegare all\u2019esterno la risoluzione dei problemi. Cos\u00ec rivolgersi a uno psicologo piuttosto che a un neuropsichiatra infantile \u00e8 divenuto qualcosa di estremamente naturale, nella convinzione che lo specialista sapr\u00e0 individuare e risolvere le problematiche del bambino. Senza tuttavia tenere conto di una questione fondamentale: la presa in carico\u00a0di un bambino da parte dei servizi equivale alla presa in carico di tutta la famiglia. Perch\u00e9 i problemi dei figli \u2013 esperienza insegna \u2013 il pi\u00f9 delle volte nascono all\u2019interno delle dinamiche familiari.<\/p>\n<p><strong>La diagnosi prima di tutto<\/strong><\/p>\n<p>Come accennato pocanzi, il numero delle famiglie che si rivolgono ai servizi \u00e8 in continua crescita. Tuttavia resta invece stabile rispetto al passato un altro dato: il numero dei bambini per i quali viene diagnosticato un problema da richiedere anche un percorso con psicofarmaci.<\/p>\n<p>Un aspetto che conferma il ragionamento iniziale, con genitori che tendono a richiedere all\u2019esterno una soluzione a problemi che non riguardano solo i loro figli, ma l\u2019intero vissuto familiare. Ora invece desidero soffermarmi su quei casi in cui la diagnosi conferma la necessit\u00e0 di una presa in carico. Fortunatamente, nei servizi preposti in Friuli Venezia Giulia operano professionisti dalle riconosciute capacit\u00e0. La domanda che segue \u00e8 tanto logica\u00a0quanto delicata: questi specialisti come intervengono sui bambini con diagnosi neuropsichiatrica? E, soprattutto, in quali casi possono essere somministrati loro psicofarmaci? Per rispondere sono necessarie chiare precisazioni.<\/p>\n<p><strong>Un bambino non \u00e8 un adulto<\/strong><\/p>\n<p>Dal punto di vista medico, i farmaci non vanno mai n\u00e9 demonizzati n\u00e9 abusati. Quando parliamo della loro somministrazione ai bambini dobbiamo per\u00f2 tener conto di tre aspetti. Il primo riguarda lo specialista di riferimento. Lo sviluppo cerebrale e cognitivo di un bambino \u00e8 infatti estremamente diverso da quello di un adulto. Ecco perch\u00e9 la presa in carico non pu\u00f2 essere effettuata da un neurologo o uno psichiatra dell\u2019adulto, bens\u00ec da un neuropsichiatra infantile o da un neurologo pediatra. Pu\u00f2 sembrare una sfumatura, invece \u00e8 una condizione imprescindibile: lo specialista dei bambini ha una formazione precisa e complessa che non appartiene agli specialisti degli adulti.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto, consequenziale al primo, riguarda il dosaggio e il monitoraggio. Il neuropsichiatra infantile,\u00a0conscio delle caratteristiche fisiche del bambino, valuter\u00e0 i quantitativi di farmaco da somministrare, monitorando\u00a0nel tempo con verifiche costanti sia gli effetti che le eventuali controindicazioni.<\/p>\n<p>Infine, se il ricorso al farmaco rappresenta l\u2019<em>extrema ratio <\/em>del percorso di cura e viene somministrato solo in caso\u00a0di necessit\u00e0, affinch\u00e9 la terapia abbia successo \u00e8 fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori che entrano in contatto con il piccolo paziente nella vita quotidiana: dalla famiglia al mondo della scuola. Se un bambino infatti assume psicofarmaci \u00e8 necessario che i suoi insegnanti lo sappiano per poter garantire un valido trattamento\u00a0inglobato e integrato.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019accortezza valida per tutti<\/strong><\/p>\n<p>Visto il tema trattato, desidero chiudere il mio intervento ponendo l\u2019attenzione sulla conservazione dei farmaci (di qualunque genere) in casa, in particolare laddove sono presenti bambini. I farmaci non devono essere facilmente accessibili, n\u00e9 tantomeno mescolati tra loro, onde evitare che, durante l\u2019assunzione, possano essere\u00a0erroneamente scambiati tra i diversi componenti della famiglia. Pu\u00f2 sembrare una banalit\u00e0, eppure capita pi\u00f9 spesso di quanto si pensi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bambini e psicofarmaci<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":23561,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-23560","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",750,505,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",750,505,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",750,505,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1-300x202.webp",300,202,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",640,431,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",300,202,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",500,337,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",474,319,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",386,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",300,202,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",750,505,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",750,505,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",750,505,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",750,505,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1.webp",250,168,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19710-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Andrea Fiore","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/fiore\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Bambini e psicofarmaci","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23560"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23560\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}