{"id":23552,"date":"2017-06-08T00:00:00","date_gmt":"2017-06-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23552"},"modified":"2017-06-08T00:00:00","modified_gmt":"2017-06-07T23:00:00","slug":"un-galantuomo-daltri-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/un-galantuomo-daltri-tempi\/","title":{"rendered":"Un galantuomo d&#8217;altri tempi"},"content":{"rendered":"<p>Delineare in maniera puntuale, precisa, completa ed esaustiva in un articolo la poliedrica figura dell\u2019uomo, insegnante, artista\u00a0e architetto <strong>Guglielmo \u201cWilly\u201d Riavis <\/strong>\u00e8 impossibile. Risulta in ogni caso necessario riportare alla memoria collettiva e all\u2019attenzione pubblica l\u2019opera e l\u2019impegno che profuse per la citt\u00e0 di <strong>Gorizia <\/strong>e l\u2019Arcidiocesi.<\/p>\n<p>Il ricordo di Guglielmo Riavis, negli ultimi vent\u2019anni, \u00e8 venuto meno e anche per questa ragione cercheremo di dare un\u2019idea possibilmente globale della sua pluridecennale attivit\u00e0, lasciando il giusto spazio al lato umano di questo personaggio che generalmente viene ricordato come \u201cun galantuomo e gentiluomo d\u2019altri tempi\u201d. Nacque, terzo di undici figli, a Klagenfurt il 13 aprile del 1917. Il padre Fiore Riaviz, originario di Tarnova, e la madre Elisabetta (Lisi) Bone di Voghersko si trasferirono in Austria durante il primo conflitto mondiale e vi restarono fino al termine della guerra.<\/p>\n<p>Ritornati a Gorizia, il padre trov\u00f2 lavoro come tranviere e la famiglia prese il domicilio in via Cipriani e, successivamente, in via Duca d\u2019Aosta (Borgo San Rocco).<\/p>\n<p>Negli anni del fascismo il cognome della famiglia venne cambiato in Riavis. Fin da piccolo Guglielmo rivel\u00f2 grandi attitudini artistiche: ricevette infatti una medaglia d\u2019oro dal Re Vittorio Emmanuele III e, a quindici anni, un premio dal Duce con un quadro del Castello di Gorizia bombardato e distrutto durante la Grande Guerra. Ottenuto il diploma alla Scuola di Avviamento Professionale (dove conobbe i fratelli Virgilio e Giordano Malni, con i quali collaborer\u00e0 alla realizzazione di numerose opere in citt\u00e0, come la sede centrale della Cassa di Risparmio di Gorizia in Corso Italia), si iscrisse come privatista al Liceo Artistico di <strong>Venezia<\/strong>, dove si diplom\u00f2. Dopo l\u2019esame di maturit\u00e0 si iscrisse all\u2019Istituto di Architettura di Venezia dove si mantenne lavorando. Anche nel periodo universitario seppe farsi amare e apprezzare dagli amici e compagni per la sua indole bonaria e per la sempre generosa disponibilit\u00e0 che lo caratterizz\u00f2 durante tutta l\u2019esistenza. L\u2019aneddotica in merito \u00e8 \u00a0molta ed \u00e8 tutta indirizzata nel delinearlo come un uomo competente, colto, corretto e modesto, di grande spirito e dalla battuta immediata, amante della musica, dal disegno facile, preciso e rapido, che non si negava mai.<\/p>\n<p>Nel 1941 venne chiamato alle armi; nel 1943, in piena guerra, si spos\u00f2 nella Chiesa di Sant\u2019Andrea con <strong>Gabriella Copparoni <\/strong>e subito dopo fu trasferito con la moglie nella caserma militare di <strong>Villa Vicentina<\/strong>. Pochi mesi pi\u00f9 tardi venne distaccato in <strong>Corsica<\/strong>, come ufficiale del Genio, e di lui si persero le notizie per due anni. Nel 1945 ritorn\u00f2 a Gorizia e venne, quasi subito, inviato a <strong>Napoli <\/strong>e poi, a seguito degli alleati, nell\u2019esercito italiano, a <strong>Moncalieri<\/strong>, nelle vicinanze di Torino, dove abiter\u00e0 con la famiglia fino alla fine del conflitto.<\/p>\n<p>Si laure\u00f2 nel 1946 e, nel 1947, fece definitivamente ritorno a Gorizia. Inizi\u00f2 a lavorare come sorvegliante presso il cantiere dell\u2019impresa dei fratelli Rodolfo, Cirillo e Metodio Macuzzi: di questi ultimi sar\u00e0 amico fraterno. In quegli anni, per conto di esuli istriani, si dedic\u00f2 all\u2019attivit\u00e0 di grafico pubblicitario, realizzando etichette per vini, liquori e caramelle. Grazie a quell\u2019esperienza realizzer\u00e0 anche manifesti e medaglie per la Pro Loco (sfilata folkloristica), cartelloni pubblicitari per la Fiera di Sant\u2019Andrea, per la Sagra di San Rocco e per la Croce Verde. Nello stesso tempo incomincer\u00e0 a ideare design per l\u2019arredamento di interni.<\/p>\n<p>Oltre a queste attivit\u00e0 progettava e allestiva gli stand espositivi per la Fiera dell\u2019Alpe Adria in tutta la regione, ma anche in Austria, a Zagabria e a Firenze. Guglielmo Riavis fu anche insegnante al Magistero della Donna, poi alla scuola media \u201cG.I. Ascoli\u201d e negli anni cinquanta, ottenuta l\u2019abilitazione all\u2019insegnamento a Roma, divenne insegnante di disegno del merletto nell\u2019omonima scuola: fu proprio lui a rinnovare e rivoluzionare il disegno dei classici pizzi d\u2019Idria, introducendo con la moglie Gabriella l\u2019uso del colore nei merletti fino a quel momento bianchi o ecr\u00f9.<\/p>\n<p>Con un suo disegno realizzato alla scuola merletti vinse il primo premio alla <em>Biennale Internazionale d\u2019arte di Venezia \u2013 Sezione Arti Applicate e Artigianato<\/em>. In seguito si dedic\u00f2 anche alla pittura, specialmente nell\u2019acquarello, grazie a un\u2019innata precisione per il dettaglio, ben visibile anche nella disposizione dei mobili delle sacrestie, delle suppellettili sacre, nonch\u00e9 nella passione per le stoffe, per l\u2019oggettistica antica che sapeva valorizzare unendola alle necessit\u00e0 del moderno.<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 di architetto intorno al 1959 progettando, insieme agli architetti Lidia Cinti Greggio e Giordano Malni, la sede centrale della Cassa di Risparmio di Gorizia (angolo corso Verdi \u2013 via Diaz).\u00a0 La sua opera architettonica conta circa seicento lavori. Collabor\u00f2, come presidente della commissione edilizia, con i sindaci goriziani Bernardis, Martina e Scarano, nonch\u00e9 nella commissione arte sacra per quindici anni, con gli arcivescovi Pangrazio, Cocolin (dei quali realizzer\u00e0 lo stemma) e Bommarco.<\/p>\n<p>Tra le sue opere pi\u00f9 significative si devono ricordare: il restauro del Mercato coperto, dell\u2019interno del municipio, del Palazzo Lenassi, dell\u2019Albergo \u201cla Transalpina\u201d, della \u201cCasa del Capitolo\u201d in corte sant\u2019Ilario, della \u201cVilla Verde\u201d in via della Bona, appartenente alle suore di San Vincenzo, e del Convitto delle suore slovene della \u201cSacra Famiglia\u201d in via don Bosco, la progettazione del nuovo oratorio della Parrocchia di San Rocco, del primo grattacielo in Corso Italia, delle case popolari a Sant\u2019Andrea, del Palazzo \u201cIsontina Alimentari\u201d, delle case degli esuli istriani in zona Sant\u2019Anna, della chiesa di Sant\u2019Anna, della chiesa di San Marco Evangelista nel <strong>Villaggio del Pescatore<\/strong>, della chiesa di San Giuseppe Artigiano, la ristrutturazione\u00a0dell\u2019austro ungarica \u201cPensione da Sandro\u201d in via Santa Chiara, della Pensione \u201cStella Maris\u201d con l\u2019annessa cappella a <strong>Grado<\/strong>, del Duomo di <strong>Gradisca<\/strong>, del Presbiterio della Cattedrale di Gorizia, dell\u2019antica chiesetta romanica di <strong>Farra d\u2019Isonzo<\/strong>. Senza scordare il rifacimento, secondo le nuove norme prodotte dal Concilio Vaticano II, dell\u2019altare della Chiesa di <strong>Giasbana<\/strong>, della Chiesa di <strong>San Floriano<\/strong>, della Cappella e della Sacrestia delle Suore Orsoline, della Chiesa di <strong>San Dorligo della Valle<\/strong>, del Convento e della Cappella delle suore della Provvidenza di via Vittorio Veneto; nonch\u00e9 la progettazione di due chiese in <strong>Congo<\/strong>.<\/p>\n<p>Fu artefice del restauro di numerose antiche ville mitteleuropee a Gorizia e non solo: villa Braunizer, villa De Baguer a <strong>Montesanto<\/strong>, villa Caneparo, villa Milocco, villa Zanei, villa Orzan, villa \u201cMulino\u201d a Farra d\u2019Isonzo, villa Ferluga a C<strong>orm\u00f2ns<\/strong>, villa Ernesto Macuz e gli interni del Palazzo Coronini\u2013Cromberg. La sua opera \u00e8 visibile anche nel sud dell\u2019<strong>Iran\u00a0<\/strong>dove realizz\u00f2 numerose ville tra cui la \u201cWhite House\u201d inglese ad <strong>Ahwaz <\/strong>e il restauro dell\u2019\u201cHotel Park\u201d; successivamente, insieme alla figlia Milvia e al genero \u2013 l\u2019architetto <strong>Sirus Fathi <\/strong>\u2013 progett\u00f2 il nuovo ospedale universitario.<\/p>\n<p>L\u2019architetto Guglielmo Riavis si spense il 6 settembre del 1987 lasciando alla citt\u00e0 di Gorizia l\u2019indelebile segno della sua multiforme e complessa opera che, a tutt\u2019oggi, necessita di essere catalogata e studiata con particolare attenzione e cura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guglielmo Willy Riavis<\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":23553,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-23552","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",750,508,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",750,508,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",750,508,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1-300x203.webp",300,203,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",640,433,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",300,203,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",500,339,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",474,321,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",384,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",300,203,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",750,508,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",750,508,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",750,508,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",750,508,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1.webp",250,169,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19684-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Vanni Feresin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/feresin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Guglielmo Willy Riavis","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23552\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}