{"id":23436,"date":"2017-05-22T00:00:00","date_gmt":"2017-05-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23436"},"modified":"2017-05-22T00:00:00","modified_gmt":"2017-05-21T23:00:00","slug":"lomaggio-di-casarsa-al-maestro-della-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lomaggio-di-casarsa-al-maestro-della-luce\/","title":{"rendered":"L&#8217;omaggio di Casarsa al maestro della luce"},"content":{"rendered":"<p>Lo sguardo di uno dei narratori del Novecento attraverso le sue intense fotografie in bianco e nero, autentica e fedele firma artistica con la quale ha saputo \u201craccontare la luce\u201d e affascinare grandi intellettuali come Pier Paolo Pasolini e Padre David Maria Turoldo: la Citt\u00e0 di Casarsa della Delizia rende omaggio al maestro <strong>Elio Ciol<\/strong> con una mostra che raccoglie alcune delle sue opere pi\u00f9 famose e che sono state esposte nei pi\u00f9 importanti musei internazionali, a partire dal Metropolitan Museum di New York e dal Victoria and Albert Museum di Londra solo per citarne due.<\/p>\n<p>\u201cElio Ciol nei Musei e nelle Collezioni fotografiche internazionali\u201d sar\u00e0 inaugurata, alla presenza dell\u2019autore, sabato 27 maggio alle 18 nel nuovo spazio espositivo di piazza IV Novembre, in quella che era la sala consiliare del vecchio municipio progettata dal noto architetto friulano Gino Valle. In mostra 67 opere provenienti dal fondo fotografico di oltre 500 scatti che il grande fotografo casarsese ha donato con generosit\u00e0 alla sua comunit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione procede idealmente anche nel vicino Centro Studi Pier Paolo Pasolini, in via Guido Alberto Pasolini, dove si potranno ammirare alcune foto, poco note al grande pubblico, che Ciol scatt\u00f2 attraverso gli anni tra Casarsa e Roma all\u2019amico Pier Paolo, comprese quelle di quando Pasolini port\u00f2 in visita la divina Maria Callas alla sua casa materna in centro a Casarsa dove ora sorge il Centro Studi. Questa appendice prende il nome di \u201cA Pier Paolo\u201d ed \u00e8 basata sul portfolio donato da Ciol alla Citt\u00e0 di Casarsa della Delizia nel 2012. L&#39;allestimento di questa sezione \u00e8 stato curato della dottoressa Vincenza Crimi con il suo Studio Il Glifo.<\/p>\n<p>\u201cQuesta mostra &#8211; ha dichiarato <strong>Lavinia Clarotto<\/strong> sindaca della Citt\u00e0 di Casarsa della Delizia &#8211; \u00e8 il nostro ringraziamento a Elio Ciol, non solo per aver donato alla comunit\u00e0 le sue importanti opere, ma anche per la straordinaria qualit\u00e0 della sua ricerca artistica e per aver portato ovunque il nome di Casarsa della Delizia in questi anni, rendendolo noto a livello internazionale. Un evento che sigilla un patto di collaborazione tra lui e noi per continuare tale cammino di conoscenza della nostra realt\u00e0 cittadina. Questo \u00e8 il primo tassello di un progetto di valorizzazione delle foto raccolte nel fondo che porta il suo nome, il quale proseguir\u00e0 nei prossimi anni con nuove iniziative. Allo stesso tempo \u00e8 un importante momento per l\u2019apertura del nuovo spazio espositivo nella sala consiliare opera di un altro grande friulano del Novecento come Gino Valle. Si tratta del punto di partenza di un disegno pi\u00f9 ampio che si prefigge di inserire Casarsa della Delizia tra i poli fotografici di eccellenza, sia per il contributo dato da Elio Ciol a quest\u2019arte che per la nutrita schiera di fotografi del nostro territorio che hanno sviluppato la propria tecnica ispirati dall\u2019esempio del maestro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo in programma &#8211; ha aggiunto <strong>Francesco Colussi<\/strong> assessore alla cultura della Citt\u00e0 di Casarsa della Delizia &#8211; alcune iniziative collaterali che permetteranno da qui a luglio di approfondire l&#39;arte e l&#39;opera di Elio Ciol. Il nuovo spazio espositivo inizia cos\u00ec il suo cammino con il grande Elio Ciol proponendo Casarsa come uno dei poli della fotografia d\u2019autore sul territorio in sinergia con gli altri grandi centri della nostra regione\u201d.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 curata dal maestro <strong>Guido Cecere<\/strong>, docente di Fotografia presso l&#39;Accademia delle Belle Arti di Venezia, con la collaborazione del professor Massimo Carboni, docente all&#39;Universit\u00e0 della Tuscia di Viterbo e all&#39;Accademia di Belle Arti di Firenze: nelle pagine introduttive del catalogo, i due curatori ricordano come Ciol sia \u201cun maestro nell\u2019ascoltare la luce, come recita il titolo di uno dei suoi splendidi libri, perch\u00e9 \u00e8 solo grazie a questa, diretta o diffusa, tagliente o morbida che sia, che si riesce a valorizzare la granulosit\u00e0 della neve o la rugosit\u00e0 di una pietra, la morbidezza di una nuvola o la spigolosit\u00e0 di un ramo, la bellezza di un gelso che diventa scultura\u201d.<\/p>\n<p>Fondamentale per l&#39;allestimento dell&#39;evento espositivo \u00e8 stato il coordinamento operato dal Servizio Cultura della Citt\u00e0 di Casarsa della Delizia guidato da <strong>Ilaria Colorio<\/strong> e <strong>Marco Attilio Salvadori<\/strong>.<\/p>\n<p>Le opere in mostra raccontano con il loro emozionante bianco e nero paesaggi e volti della Casarsa, del Friuli e dell\u2019Italia di un tempo, tanto da essere state scelte lungo gli anni da grandi musei internazionali: dalle anziane friulane di nero vestite che rimandano a epoche remote della storia ai primi bagliori del boom economico in giro per l&#39;Italia, dalla spensieratezza della giovent\u00f9 nelle campagne casarsesi ai giochi dei coetanei nelle periferie milanesi in fase di sviluppo, fino a mettersi al servizio della cronaca, senza rinunciare alla sua vocazione artistica, nelle foto di scena del film Gli Ultimi dell\u2019amico Turoldo e nella narrazione del disastro del Vajont. Un\u2019altra tragedia, quella del terremoto del Friuli, vide le fotografie di Ciol scattate alle opere artistiche del territorio prima del sisma, diventare elementi fondamentali per la ricostruzione. Una vocazione, quella della fotografia d\u2019arte, portata ora avanti dal figlio Stefano Ciol.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>BIOGRAFIA &#8211; Elio Ciol nasce a Casarsa della Delizia nel 1929. Inizia giovanissimo a lavorare nel laboratorio del padre, acquisisce esperienza tecnica ed elabora un personale modo di esprimersi attraverso la fotografia, soprattutto riguardo al paesaggio. \u00c8 sempre alla ricerca di nuove dimensioni espressive. Dal 1955 al 1960 \u00e8 attivo nel circolo fotografico \u201cLa Gondola\u201d di Venezia. Nel 1962 partecipa come fotografo di scena al film Gli Ultimi di Vito Pandolfi e Padre David Maria Turoldo. L&#39;anno dopo, 1963, a Milano, collabora con Luigi Crocenzi alla realizzazione della Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e il linguaggio delle immagini. Ha esposto in mostre personali e collettive, in Italia e all&#39;estero. Sue fotografie sono presenti in collezioni private e in istituzioni pubbliche, in Italia e all&#39;estero. Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga attivit\u00e0. Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure. Collabora con importanti case editrici. Ha contribuito alla realizzazione di oltre duecento volumi. Da sessant&#39;anni Elio Ciol scrive con la luce, tracciando un lungo e affascinante itinerario fotografico. \u00c8 autore di numerosi libri fotografici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugura la mostra su Elio Ciol<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":23437,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-23436","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",750,559,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",750,559,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",750,559,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1-300x224.webp",300,224,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",640,477,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",300,224,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",500,373,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",435,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",349,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",300,224,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",750,559,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",750,559,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",750,559,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",750,559,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1.webp",250,186,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19449-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Inaugura la mostra su Elio Ciol","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23436","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23436"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23436\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23436"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}