{"id":23333,"date":"2017-05-05T00:00:00","date_gmt":"2017-05-04T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23333"},"modified":"2017-05-05T00:00:00","modified_gmt":"2017-05-04T23:00:00","slug":"testimone-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/testimone-del-mondo\/","title":{"rendered":"Testimone del mondo"},"content":{"rendered":"<p <p=\"\" class=\"ui-droppable\">Il progetto \u201cI mondi di Almerigo\u201d \u00e8 una narrazione per immagini e diari di un uomo che ha vissuto e testimoniato la storia dagli anni \u201960 a Trieste, fino agli anni \u201980 nel mondo. Il protagonista di questo racconto \u00e8 <strong>Almerigo Grilz <\/strong>(Trieste 11 aprile 1953 \u2013 Mozambico 19 maggio 1987), abile disegnatore, viaggiatore, politico, giornalista free lance, inviato di guerra. A trent\u2019anni dalla morte il progetto, realizzato dall\u2019associazione Spazio InAttuale per la cura di <strong>Pietro Comelli <\/strong>e <strong>Andrea Vezz\u00e0 <\/strong>e il sostegno del Comune di Trieste, articolato in una mostra e una corposa pubblicazione, racconta per la prima volta Almerigo Grilz nella sua complessit\u00e0. Sullo sfondo gli anni \u201870 degli scontri anche violenti in piazza e nelle universit\u00e0, delle\u00a0aspre contrapposizioni politiche, degli atti terroristici.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">Il percorso in 60 pannelli prende l\u2019avvio dai disegni del bambino dotato di grande capacit\u00e0 e sensibilit\u00e0 artistica, tanto che Diego de Henriquez gli commission\u00f2, quando era poco pi\u00f9 che fanciullo, delle tavole con soggetti bellici della Grande Guerra, conservate nel museo triestino. Lungo e accurato \u00e8 stato il lavoro di ricerca e di studio dei curatori per ricomporre l\u2019archivio, che lui stesso aveva raccolto e strutturato in modo preciso. Documenti, fotografie, filmati, diari e testi oggi conservati da amici.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"><strong>Pietro Comelli, qual \u00e8 il filo conduttore del progetto?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00abRispetto ad altre esposizioni che gli furono dedicate, abbiamo inteso raccontare l\u2019uomo, iniziando dal bambino-adolescente, studente contestatore anche duro in universit\u00e0, politico per 10 anni a destra fino all\u2019ultimo giorno, quando una pallottola \u00a0vagante mise fine al suo viaggio. Il percorso \u00e8 cronologico ma lineare, senza suddivisioni in capitoli. Il filo rosso che lo percorre \u00e8 la sua voglia di raccontare quanto accadeva attorno a lui disegnando, fotografando, scrivendo diari, articoli per testate italiane e straniere di diversi orientamenti politici, e facendo riprese che furono poi diffuse dalla Rai ma anche da televisioni internazionali. Da questo obiettivo deriva il titolo, che riassume la sua capacit\u00e0 di cogliere e raccontare con\u00a0linguaggi differenti gli eventi nei quali era immerso\u00bb.<\/p>\n<style>  .carousel-control{      background-image: none!important;  }  .carousel-caption{     position: static;  } <\/style>\n<p> <script> \/\/ Normalize Carousel Heights - pass in Bootstrap Carousel items. $.fn.carouselHeights = function() {     var items = $(this), \/\/grab all slides         heights = [], \/\/create empty array to store height values         tallest; \/\/create variable to make note of the tallest slide     var normalizeHeights = function() {         items.each(function() { \/\/add heights to array             heights.push($(this).height()); \t    console.log($(this).height());         }); \t         tallest = Math.max.apply(null, heights); \/\/cache largest value \t         items.each(function() {             $(this).css('min-height',tallest + 'px');         });     };     normalizeHeights();     $(window).on('resize orientationchange', function () {         \/\/reset vars         tallest = 0;         heights.length = 0;         items.each(function() {             $(this).css('min-height','0'); \/\/reset min-height         });          normalizeHeights(); \/\/run it again      }); }; jQuery(function($){     $(window).on('load', function(){         $('#news-gallery .item').carouselHeights();     }); });                 <\/script> <\/p>\n<div id=\"news-gallery\" class=\"carousel slide\" data-ride=\"carousel\">   <!-- Wrapper for slides -->   <\/p>\n<div class=\"carousel-inner\" role=\"listbox\">\n<div class=\"item\" style=\"min-height: 435px;\">\n<p style=\"text-align: left !important; font-size: 0.9em;\" class=\"ui-droppable\"> \t\t      <i>Pietro Comelli (con in mano la pubblicazione su Almerigo Grilz) e Andrea Vezz\u00e0 (ph. Andrea Lasorte)<\/i> \t\t  <\/p>\n<div class=\"item-image\" style=\"text-align: center !important;\"> \t\t   \t\t      <img decoding=\"async\" alt=\"Pietro Comelli (con in mano la pubblicazione su Almerigo Grilz) e Andrea Vezz\u00e0 (ph. Andrea Lasorte)\" src=\"\/imagazine_images\/19223\" title=\"\"> \t\t  <\/div>\n<\/p><\/div>\n<div class=\"item active\" style=\"min-height: 435px;\">\n<p style=\"text-align: left !important; font-size: 0.9em;\" class=\"ui-droppable\"> \t\t      <i>Grilz in Cambogia nel 1984 con i khmer rossi (ph. Archivio A. Grilz)<\/i> \t\t  <\/p>\n<div class=\"item-image\" style=\"text-align: center !important;\"> \t\t   \t\t      <img decoding=\"async\" alt=\"Grilz in Cambogia nel 1984 con i khmer rossi (ph. Archivio A. Grilz)\" src=\"\/imagazine_images\/19222\" title=\"\"> \t\t  <\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<p>   <!-- Controls -->   <a class=\"left carousel-control\" href=\"#news-gallery\" role=\"button\" data-slide=\"prev\">     <span class=\"glyphicon glyphicon-chevron-left\" aria-hidden=\"true\"><\/span>     <span class=\"sr-only\">Precedente<\/span>   <\/a>   <a class=\"right carousel-control\" href=\"#news-gallery\" role=\"button\" data-slide=\"next\">     <span class=\"glyphicon glyphicon-chevron-right\" aria-hidden=\"true\"><\/span>     <span class=\"sr-only\">Successiva<\/span>   <\/a> <\/div>\n<p class=\"ui-droppable\"><strong>Tra quelle esposte, quali sono le immagini pi\u00f9 sorprendenti?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00abAbbiamo esposto molte inedite. Certamente sorprendenti sono le immagini in bianco e nero che scatt\u00f2 nel 1966, a soli 13 anni, degli scontri fra cantierini e polizia, avvenuti a seguito della chiusura degli stabilimenti San Marco a Trieste. Appassionato del mondo anglosassone e nordico, nel 1981 fece un reportage del matrimonio di Carlo e Diana. Abbiamo scatti di viaggi in autostop nei paesi dell\u2019Europa del Nord assieme a gruppi hippy e immagini come reporter di guerra. Scelse di abbandonare la politica attiva da consigliere comunale di Trieste per il MSI per fare il giornalista, guardando ai fatti del mondo con uno sguardo ampio, conservando le proprie idee senza per\u00f2 farsene condizionare. Film\u00f2 l\u2019invasione israeliana del Libano, la lotta dei mujaheddin afghani contro l\u2019armata sovietica, la guerriglia comunista nelle Filippine che port\u00f2 alla cacciata di Marcos e il conflitto cambogiano fra i khmer rossi e le truppe governative. Raccont\u00f2 le guerre mescolandosi con le parti per capirne le motivazioni e farne reportage di fatti oggettivi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"><strong>Quale era lo stile nel raccontare i conflitti?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00abMolto interessanti sono i suoi diari nei quali il racconto scritto \u00e8 accompagnato dal disegno; una duplice modalit\u00e0 espressiva che mai abbandon\u00f2. Oltre a ci\u00f2 aveva due modi di raccontare i conflitti: da una parte in modo tecnico, con molta attenzione ai dettagli, dall\u2019altra mettendo in evidenza l\u2019aspetto umano. In alcune pagine descrisse con grande forza narrativa le lunghe marce in Etiopia, trasportando pesanti attrezzature di ripresa, a 40 gradi di temperatura, nel costante pericolo di autocombustione. Assetato, descrisse l\u2019incontro con una donna che gli diede da bere, il cibo consumato con i mujaheddin, la fame di guerriglieri che, dopo un assalto a una caserma, fecero razzia di frutta sugli alberi per placare il digiuno di giorni. I suoi diari hanno forza, leggendoli sembra di vivere il racconto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"><strong>Il suo nome \u00e8 ricordato in Normandia.<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00abL\u2019associazione <em>Reporters sans fronti\u00e8res <\/em>ha voluto dedicare a tutti i reporter uccisi nel mondo dal 1944 un monumento a Bayeur, prima citt\u00e0 francese della Normandia a essere liberata il giorno dopo il D-Day. Il suo nome \u00e8 ricordato fra giornalisti e cineoperatori caduti durante lo svolgimento del proprio lavoro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"><strong>Quanto ha pesato essere nato a Trieste nelle sue scelte professionali?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00abTrieste \u00e8 una citt\u00e0 che possiede il gene della spinta al viaggio, per andare a vedere, capire e documentare. Non \u00e8 casuale che abbia pagato un tributo cos\u00ec alto di vite; nel gennaio 1994 a Mostar Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D\u2019Angelo, a marzo dello stesso anno Miran Hrovatin a Mogadiscio con Ilaria Alpi. Credo che questa febbre di girare il mondo derivi dal\u00a0fatto che, vivendo una realt\u00e0 di confine, \u00e8 connaturato il desiderio di capire quanto accade pi\u00f9 in l\u00e0, per vedere e comprendere oltre e di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"><strong>Qual \u00e8 l\u2019attualit\u00e0 della figura di Grilz?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00abFu certamente un leader dotato di grande carisma e capacit\u00e0 di utilizzare strumenti diversi per raccontare i fatti. In un certo senso anticip\u00f2 la multimedialit\u00e0; seppe infatti utilizzare differenti modalit\u00e0 di comunicazione: dai fumetti ai volantini, dal disegno con tecniche diverse alla scrittura, dalla macchina fotografica al linguaggio radiofonico e del reportage televisivo. Fu innovatore quando fond\u00f2 a Trieste il Centro nazionale audiovisivo e l\u2019agenzia Albatros Press Agency\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"><strong>Come mor\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00abFu colpito da una pallottola vagante il 19 maggio 1987 in Mozambico, mentre riprendeva una battaglia fra i miliziani anticomunisti e i fedeli al governo in carica. Fu sepolto nel luogo dove trov\u00f2 la morte\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"><strong>Questa mostra viagger\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00abPrima ancora dell\u2019inaugurazione lo scorso 11 aprile, erano gi\u00e0 arrivate delle richieste da parte di associazioni in Veneto e in altre regioni italiane. Visto l\u2019interesse &#8211; \u00e8 gi\u00e0 stata visitata da migliaia di persone &#8211; e la tipologia di allestimento, credo proprio che il progetto sia destinato a viaggiare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"ui-droppable\"><em>La mostra \u201c<\/em><strong><em>I mondi di Almerigo<\/em><\/strong><em>\u201d rester\u00e0 aperta con ingresso libero fino all\u201911 maggio nella sala Veruda di palazzo Costanzi in piazza Piccola 2 a Trieste con orario, tutti i giorni, 10- 13\/17-20. Il catalogo, edito da Spazio InAttuale,\u00a0costo 25 euro, \u00e8 in vendita nel circuito librario e nel book shop on line dell\u2019associazione <a href=\"http:\/\/www.spazioinattuale.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.spazioinattuale.com<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pietro Comelli racconta Almerigo Grilz<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":23334,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-23333","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",750,507,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",750,507,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",750,507,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1-300x203.webp",300,203,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",640,433,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",300,203,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",500,338,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",474,320,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",385,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",300,203,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",750,507,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",750,507,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",750,507,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",750,507,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1.webp",250,169,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/19224-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Pietro Comelli racconta Almerigo Grilz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23333","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23333"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23333\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23334"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23333"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23333"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23333"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}