{"id":23195,"date":"2017-04-12T00:00:00","date_gmt":"2017-04-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23195"},"modified":"2017-04-12T00:00:00","modified_gmt":"2017-04-11T23:00:00","slug":"una-vita-sulla-cresta-dellonda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/una-vita-sulla-cresta-dellonda\/","title":{"rendered":"Una vita sulla cresta dell&#8217;onda"},"content":{"rendered":"<p>Spesso, parlando di sportivi di rango, si usa dire: \u00e8 un atleta completo. Tale definizione, all\u2019apparenza perentoria, d\u00e0 comunque adito a qualche perplessit\u00e0. Cosa si intende per \u2018completo\u2019? Forse che \u00e8 capace di effettuare tutto\u00a0lo scibile di una sola disciplina, oppure che \u00e8 capace di tecniche appartenenti a pi\u00f9 sport? Chiedo lumi a <strong>Giorgio Magi<\/strong>, triestino da Senigallia, classe 1964, abile campione, in terra e mare, di sport fra loro imparagonabili.<\/p>\n<p><strong>Tra il windsurf e il bodybuilding non vedo tante analogie, eppure lei\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo tanti interessi e per questo ho praticato e pratico diversi sport. Tutto \u00e8 partito dal mare. Io mi sono trasferito a Trieste nel 1971, ma i miei parenti sono ancora nel paese di origine, per cui passavo le estati dividendomi fra il medio e l\u2019alto Adriatico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E dove ha iniziato a praticare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo cominciato a cavalcare le onde nelle Marche. Partecipai ai soliti corsi di vela per ragazzi, mi piacque e cominciai a gareggiare nelle classi 470 e <em>Flyng Junior<\/em>, ottenendo buoni risultati. Si era in pieni anni \u201870\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E proprio in quel periodo il windsurf, in Italia, visse la sua epoca d\u2019oro.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPosso dire di essere stato un pioniere di questa disciplina e anche un buon praticante: dopo appena due anni ero gi\u00e0 campione europeo senior in una classe che oggi nemmeno esiste pi\u00f9 e che veniva denominata \u2018Scirocco\u2019\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per uno che vive nella citt\u00e0 della Bora, oserei dire un \u2018segno\u2019.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGareggiavo per la Societ\u00e0 Velica Barcola e Grignano. Per me il windsurf era tutto: andavo a scuola, ma per \u00a0modo di dire\u2026 Non terminai gli studi fermandomi a met\u00e0 delle superiori. I miei impegni sportivi mi assorbivano completamente, supportati dai risultati, tanto che nel 1984 rischiai di andare alle Olimpiadi di Los Angeles\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sogno che purtroppo sfum\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon esso svan\u00ec anche la mia fanciullezza, perch\u00e9 poi partii per il servizio militare in Marina. Per fortuna fui reclutato nel gruppo sportivo, anche se poi la cosa si limit\u00f2 solo alla forma, perch\u00e9 ero di stanza a Napoli, ma accettai quasi subito una destinazione a Trieste che mi permetteva di essere a casa. In quel periodo mi capit\u00f2 fra\u00a0le mani una rivista di bodybuilding e fu amore a prima vista\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quindi il prode Nocchiero, inaspettatamente, ammain\u00f2 la vela?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi iscrissi in una palestra comunale e cominciai a \u2018barcamenarmi\u2019 fra manubri e bilancieri. Subito\u00a0 mi accorsi che per praticare quello sport avevo bisogno di una istruzione adeguata e conseguii il brevetto di Allenatore della allora Filpj, la federazione riconosciuta dal CONI. Era il 1987\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E il mare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon ci pensavo proprio pi\u00f9. Ero assorbito dal nuovo sport, anche perch\u00e9 vivevo mettendo a frutto il mio titolo di Allenatore insegnando in una palestra, perci\u00f2 la mia era una dedizione totale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se bodybuilding sta per \u2018corpo costruito\u2019, lei ci metteva anche l\u2019anima\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon tardai a mettermi in luce anche in questo sport: dopo cinque anni di pratica ottenni un favoloso quarto posto ai Mondiali australiani della federazione internazionale denominata NABBA\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per uno sport dove gli anni di pratica non si contano, lei ha bruciato le tappe.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEssere di nuovo nel Team Italia, in uno sport molto diverso dal windsurf, fu una grande soddisfazione. Ne conservo un ricordo indelebile, ingigantito anche dal fatto che il leader di quella nazionale era il dottor Massimo Spattini, il quale, dopo essere stato lui stesso un campione, \u00e8 ancora oggi uno dei guru indiscussi del bodybuilding\u00a0mondiale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Onda su\u2026 Honda. Lei andava anche in moto.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn brutto incidente motociclistico mi costrinse a diversi mesi di stop. Fu un periodo buio; avevo anche cambiato lavoro pi\u00f9 volte, ma la mia voglia di fare bodybuilding era ancora intatta e tornai alle gare nel 1996, vincendo il titolo italiano e coronando il sogno di giocarmi la finale del famoso concorso di Mr. Universo, dove arrivai quinto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Mi sa che lei ha un certo fiuto per le epoche d\u2019oro\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abErano anni in cui a Trieste si poteva affermare che ogni quartiere avesse il suo campione, il suo finalista a Mr. Universo o ai Mondiali. Oltre a me, altri atleti triestini ottennero piazzamenti di gran rilievo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In quel periodo si spensero per\u00f2 anche le luci delle pedane dei vari campionati di Cultura Fisica.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa dedizione ti conquista, ma alla fine ti consuma. Sentivo il bisogno di staccare e cambiai cos\u00ec tanto la mia vita che nel 2002 mi iscrissi nuovamente a scuola per prendere il diploma che non avevo conseguito\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E gi\u00e0 che c\u2019era si \u00e8 preso anche la laurea\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDopo anni in mare e in palestra sono diventato un topo di biblioteca! Laurea in Filosofia, precisamente in \u2018Storia del pensiero politico\u2019 con una tesi su Aldo Capitini dal titolo \u2018L\u2019Anello mancante\u2019, che ha contribuito a fruttarmi il\u00a0massimo dei voti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ammetto la mia ignoranza, non so chi sia la persona oggetto della tesi.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAllora legga la mia tesi! Scherzo. Era un vero seguace degli ideali del Mahatma Ghandi ed \u00e8 stato l\u2019ideatore della marcia della pace fra Perugia e Assisi, ha fondato la prima associazione di vegetariani in Italia, nonch\u00e9, in tempi non sospetti, i centri di orientamento religioso e politico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Mi basta. Ma lei, col suo passato di \u2018Culturista Carnivoro\u2019, \u00e8 diventato vegetariano?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon estremista, ma si, sono prevalentemente vegetariano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tornando a noi, siamo arrivati al 2009\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCome regalo di laurea mi sono comprato l\u2019attrezzatura per il windsurf. Una specie di ritorno alle origini, anche se ormai \u00e8 tutto diverso e lo stesso windsurf, almeno qui in Italia, ha perso molto della sua popolarit\u00e0. Poi, un giorno, mi invitano a dare due pagaiate stando in piedi su una\u00a0 vecchia tavola da windsurf e mi dicono che questa specialit\u00e0 si chiama <em>Stand up Padding<\/em>, acronimo SUP\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Colpo di fulmine; il \u2018topo di biblioteca\u2019, a suo tempo guerriero di mille battaglie sportive, torna a essere l\u2019agonista di un tempo. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto sport \u00e8 un incrocio fra l\u2019agile equilibrio del surf e la potenza aerobica della pagaiata della canoa: mi ha conquistato completamente. Tralasciando i due titoli di vicecampione italiano, che sono delegato regionale nonch\u00e9 giudice di gara della FISURF e che sono stato <em>Team manager <\/em>della Nazionale al recente campionato europeo, a\u00a0me questo sport piace proprio tanto. \u00c8 una sintesi nella quale ho sentito convergere tutte le esperienze acquisite in passato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Questo \u2018camminare sulle acque\u2019, attingendo al nome della sua associazione, deve essere\u2026 magico.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo fondato l\u2019associazione \u2018<em>Magic Padle House<\/em>\u2019 per diffondere sempre pi\u00f9 questo sport, ma anche la cultura e la passione per il mare in generale. Ho qualche collaborazione come <em>project designer <\/em>per tavole, pagaie e altri \u00a0materiali. Il mio sponsor principale \u00e8 la Roberto Ricci Designs\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In questa sua nuova passione che ruolo ha la Filosofia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 onnipresente. Se ci si limita a un giro in relax, pagaiare sulla tavola ha qualcosa di meditativo. Devo ammettere per\u00f2 che le mie letture sono tornate a essere prevalentemente sportive, perch\u00e9 questo sport \u00e8 nuovo e in \u00a0rapidissimo sviluppo; \u00e8 necessaria un\u2019attenta conoscenza scientifica, ben diversa da quella che riguardava i bilancieri. Qui entrano in gioco la calma, l\u2019attenzione, l\u2019equilibrio, la trasparenza, la pazienza, ma anche la perseveranza, in un elemento che trascende il nostro comune senso del procedere: un po\u2019 quello che Platone chiamava la \u201cseconda navigazione\u201d. Anche per questo, e per molto altro, la filosofia \u00e8 onnipresente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Pubblicher\u00e0 mai la sua tesi? Solo il titolo promette scintille&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVedremo\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Posso scommettere che un uomo cos\u00ec versatile, che ha avuto la sensibilit\u00e0 di trovarsi al posto giusto al momento giusto in sport cos\u00ec diversi, trover\u00e0 il momento giusto per stupirci ancora con qualche opera filosofica. Io pregusto\u00a0gi\u00e0 la lettura\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgio Magi<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":23196,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-23195","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",750,568,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",750,568,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",750,568,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1-300x227.webp",300,227,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",640,485,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",300,227,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",500,379,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",428,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",343,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",300,227,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",750,568,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",750,568,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",750,568,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",750,568,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1.webp",250,189,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18940-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele D'Urso","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/durso\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"Giorgio Magi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23195","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23195"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23195\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}