{"id":23149,"date":"2017-04-07T00:00:00","date_gmt":"2017-04-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=23149"},"modified":"2017-04-07T00:00:00","modified_gmt":"2017-04-06T23:00:00","slug":"nuovo-splendore-per-lantica-aquileia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/nuovo-splendore-per-lantica-aquileia\/","title":{"rendered":"Nuovo splendore per l&#8217;antica Aquileia"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 inaugurata sabato 8 aprile alle 15 la nuova struttura di protezione e valorizzazione, \u00a0realizzata dalla Fondazione Aquileia, dell\u2019area archeologica denominata \u201cDomus e Palazzo Episcopale\u201d in Piazza Capitolo ad Aquileia. L\u2019opera completa la riqualificazione della piazza della Basilica sul lato nord, restituendo alla fruizione del pubblico uno spaccato della vita della citt\u00e0 e offrendo l\u2019opportunit\u00e0 di vedere, grazie a un gioco architettonico, la sovrapposizione di livelli pavimentali di diverse epoche.<\/p>\n<p>L\u2019area archeologica \u201cDomus e Palazzo Episcopale\u201d \u00e8 il frutto di una storia di valorizzazione iniziata con l\u2019acquisizione da parte dello Stato di un rustico privato denominato \u201cstalla Violin\u201d. Gi\u00e0 negli anni Cinquanta la Soprintendenza alle Antichit\u00e0 delle Venezie aveva condotto i primi scavi in quest\u2019area di piazza Capitolo, sotto la direzione di <strong>Luisa Bertacchi<\/strong>, ed erano stati messi in luce (e lasciati in vista) tre ambienti di un pi\u00f9 ampio complesso, identificato come un settore del palazzo episcopale di V secolo.<\/p>\n<p>Tra il 2009 e il 2010, nuove indagini promosse dalla Fondazione Aquileia e con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia del FVG hanno portato alla scoperta di una sala mosaicata dell\u2019inizio del IV secolo, dotata di abside, e quindi alla decisione della Fondazione Aquileia di attuare un progetto di copertura e musealizzazione del sito per consentire la protezione dei resti e permettere contestualmente al pubblico di apprezzarli.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvio del cantiere, a inizio 2016, ulteriori scavi hanno raggiunto i livelli del I-II secolo, imponendo una variante al progetto originario, che \u00e8 confluito nell\u2019attuale struttura.<\/p>\n<p>Nella nuova struttura sono visibili i resti\u00a0 di uno degli isolati della citt\u00e0 romana che si svilupparono, alla fine del I secolo a.C., fuori dalla cinta muraria originaria eretta quasi due secoli prima. Il percorso di visita si snoda tra strutture e pavimenti musivi delle diverse fasi edilizie del sito, visibili a profondit\u00e0 diverse (si raggiungono i 4 metri sotto il piano di campagna attuale): il visitatore potr\u00e0 cos\u00ec effettuare un viaggio a ritroso nel tempo nel ventre di Aquileia, ammirando le strutture della domus di I-II secolo, la grande aula absidata del IV secolo, gli estesi resti musivi e murari del palazzo episcopale del V secolo.<\/p>\n<p>Questi ultimi sono i resti archeologici che s\u2019incontrano per primi nel percorso di visita. La lunga sala, collegata probabilmente al complesso basilicale, faceva parte della residenza di rappresentanza del vescovo di Aquileia, la cui autorit\u00e0 era cresciuta in maniera significativa durante il IV secolo. Il muro occidentale divideva la sala da un\u2019area esterna lastricata (scavata nel 2010 e oggi non pi\u00f9 visibile), che \u00e8 stato possibile datare tra la fine del IV e l\u2019inizio del V secolo d.C. grazie al rinvenimento di alcune monete.<\/p>\n<p>Il mosaico, databile nel corso del V secolo d.C., \u00e8 suddiviso in due tappeti di diversa ampiezza separati da una fascia di tessere gialle. Nella porzione settentrionale \u00e8 un motivo a piccoli quadrati concentrici, attorno a un bottone nero, realizzati con l\u2019utilizzo di tessere di cotto. Il pi\u00f9 ampio spazio di forma allungata \u00e8 invece decorato da una composizione a reticolato ornata da losanghe e quadrati, impiegata anche in altri contesti cristiani di Aquileia.<\/p>\n<p>Al centro del percorso espositivo e al livello pi\u00f9 profondo, si conserva parte di una casa del I secolo d.C., con i resti di muri recanti ancora la decorazione ad affresco per un\u2019altezza di pi\u00f9 di un metro: una circostanza straordinaria ad Aquileia in livelli di questa epoca.<\/p>\n<p>Il percorso si conclude con la sala absidata di una <em>domus <\/em>\u00a0di IV secolo, scoperta tra il 2009 e il 2010.\u00a0L\u2019aula absidata, costruita all\u2019interno dell\u2019isolato occupato dal complesso basilicale teodoriano e forse appartenente alla residenza del vescovo, aveva un\u2019ampiezza di circa 100 metri quadrati e fu realizzata secondo modelli architettonici in voga al tempo e documentati ad Aquileia anche in altri contesti residenziali di alto livello.<\/p>\n<p>L\u2019abside, con ampiezza di oltre cinque metri, era sopraelevata e raccordata al piano dell\u2019aula da un gradone. Le pareti e il soffitto erano decorati con affreschi, dei quali sono stati rinvenuti numerosi frammenti nel corso dello scavo: raffinati tralci di vite con foglie, grappoli d\u2019uva e volatili su fondo rosso davano risalto al catino absidale rispetto al pi\u00f9 semplice soffitto bianco della sala. Nel pavimento a mosaico, un motivo a tendaggio realizzato in tessere dai colori sfumati esaltava la funzione rappresentativa dell\u2019abside, usata come spazio di ricevimento, al quale era destinato il maggiore impegno decorativo.<\/p>\n<p>Il pavimento dell\u2019aula \u00e8 suddiviso in tre campiture da raffinate fasce vegetali con al centro un riquadro del quale si conserva solo parte della cornice.<\/p>\n<p>Le semplici trame geometriche, a esagoni e cerchi allacciati, sono arricchite da motivi figurati policromi raffrontabili con la decorazione delle aule teodoriane, con le quali condividono le maestranze e la datazione successiva all\u2019Editto di Costantino del 313 d.C. Le raffigurazioni attingono al repertorio dei soggetti di genere ampiamente diffuso nella produzione musiva romana: pesci, polipi, conchiglie e volatili sono affiancati a grappoli d\u2019uva, racemi fioriti, cesti e bacili ricolmi di frutti, per evocare, attraverso l\u2019allusione alla ricchezza della natura, un\u2019idea di benessere e prosperit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019intervento, <strong>firmato dagli architetti Tortelli Frassoni <\/strong>e da Mads &#038; Associati, \u00e8 stato <strong>finanziato anche grazie al progetto europeo <em>Expoaus<\/em><\/strong> finanziato dal Programma IPA Transfrontaliero Adriatico 2007-2013 <strong>e al generoso sostegno<\/strong> ricevuto da alcuni veri e propri <strong>mecenati dell\u2019arte <\/strong>\u2013<strong> Olimpias Group, BCC di Fiumicello e Aiello, Allianz Italia e Danieli &#038; C Officine Meccaniche<\/strong> \u2013 che hanno voluto contribuire all\u2019opera grazie alla normativa sull\u2019<strong>Art Bonus<\/strong>.<\/p>\n<p>La cerimonia di inaugurazione si terr\u00e0 sabato 8 aprile alle ore 15 con gli interventi di\u00a0<strong>Debora Serracchiani<\/strong>, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia,\u00a0<strong>Gianni Torrenti<\/strong>, assessore alla Cultura della Regione FVG, <strong>Antonio Zanardi Landi<\/strong>, presidente della Fondazione Aquileia, <strong>Cristiano Tiussi<\/strong>, direttore della Fondazione Aquileia, <strong>Gabriele Spanghero<\/strong>, sindaco di Aquileia, <strong>Pietro Fontanini<\/strong>, presidente della Provincia di Udine, <strong>Corrado Azzollini<\/strong>, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Fvg,\u00a0<strong>Marta Novello<\/strong>, direttrice scientifica della Soprintendenza.<\/p>\n<p>Realizzazione delle opere: CP costruzioni Trieste; Eu.Co.Re restauri di Pavia di Udine.<\/p>\n<p><strong>Da domenica 9 aprile l&#39;apertura dell&#39;area sar\u00e0 gratuita e regolamentata su 4 turni giornalieri <\/strong>con l&#39;assistenza del personale di sorveglianza che coordiner\u00e0 l&#39;accesso dei gruppi: sar\u00e0 necessario presentarsi all&#39;ingresso del sito puntuali alle ore\u00a010, 12, 15 o 17. <strong>Dal 7 maggio ingresso libero tutti i giorni con orario continuato 10-19.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Completato l&#8217;intervento di riqualificazione<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":23150,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-23149","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",750,560,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",750,560,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",750,560,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1-300x224.webp",300,224,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",640,478,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",300,224,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",500,373,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",434,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",348,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",300,224,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",750,560,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",750,560,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",750,560,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",750,560,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1.webp",250,187,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18844-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Completato l'intervento di riqualificazione","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23149","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23149"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23149\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}