{"id":22882,"date":"2017-03-10T00:00:00","date_gmt":"2017-03-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22882"},"modified":"2017-03-10T00:00:00","modified_gmt":"2017-03-09T23:00:00","slug":"la-quarta-rivoluzione-industriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-quarta-rivoluzione-industriale\/","title":{"rendered":"La quarta rivoluzione industriale"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo in un\u2019epoca in cui il cambiamento pervade tutti gli aspetti del nostro vivere e il digitale e l\u2019innovazione diventano il <strong>punto di saldatura tra presente e futuro<\/strong>. Il digitale \u00e8 un grande fattore di cambiamento orizzontale, trasversale a tutti i settori. Cambia tutto in modi imprevedibili: dal manifatturiero industriale ai servizi c\u2019\u00e8 ancora molta incertezza su quali tecnologie prevarranno, in quale ambito e con quali impatti.<\/p>\n<p>La parola d\u2019ordine \u00e8 trasformazione digitale, il motore del cambiamento, un cambiamento necessario e indispensabile, imprescindibile. Oggi digitale \u00e8 business e strategia: digitale \u00e8 il marketing, i pagamenti, la vendita; digitale \u00e8 anche il futuro di interi settori. Digitale \u00e8 anche il modo per innovare i processi (nelle risorse umane, negli acquisti, nell\u2019amministrazione, ecc.) in tutte le organizzazioni, pubbliche o private. Tuttavia, non sempre \u00e8 chiaro che cosa voglia dire davvero digitalizzare: <strong>digitale non \u00e8 sinonimo di \u201ctecnologia\u201d<\/strong>, anzi, proprio per nulla. Digitale \u00e8\u00a0innanzitutto definire nuovi sistemi, nuovi modelli organizzativi e nuovi processi, spesso anche molto diversi da quelli tradizionali che sfruttano pienamente le tecnologie disponibili. Per digitalizzare occorre quindi aver chiari gli obiettivi declinati in sistemi non solo di business, ma anche sociali, in processi che comprimono lo spazio e il tempo in cui si svolgono e richiede di conoscere le tecnologie, seguendone i continui e sempre pi\u00f9 rapidi sviluppi.<\/p>\n<p>Paradigmatico, in questo senso, \u00e8 il caso della digitalizzazione dei processi di relazione che supportano le transazioni commerciali verso i clienti e i fornitori. Dalla ricerca e dalla scelta del partner di business (cliente o fornitore), alla definizione di un contratto, all\u2019invio di un ordine, alla gestione della logistica e della fornitura o erogazione che ne consegue, alla fatturazione e relativo incasso\/pagamento.<\/p>\n<p>Tra i paletti che individuano l\u2019inizio e fine di questi processi c\u2019\u00e8 spesso un\u2019importante distanza organizzativa, caratterizzata da molteplici passaggi all\u2019interno di funzioni diverse e anche con terze parti esterne all\u2019organizzazione, che implicano interazioni frequenti con la controparte. Per questo motivo finora i progetti di ridisegno dei processi hanno impattato prevalentemente specifiche \u201cfasi\u201d di questa catena di attivit\u00e0 oppure solo alcune relazioni particolari.<\/p>\n<p><strong>Un cambiamento epocale<\/strong><\/p>\n<p>Oggi il mondo dell\u2019industria e dei servizi \u00e8 pesantemente impattato dalla convergenza prima e dalla\u00a0reale integrazione poi tra le tecnologie di processo (<em>operational technology<\/em>) e le tecnologie dell\u2019informazione (<em>information technology<\/em>).\u00a0Questa integrazione sancisce un passaggio determinante per una visione sistemica del digitale nelle imprese e consente di saldare il <strong>mondo della produzione<\/strong>, dell\u2019automazione dei processi a monte e a valle e <strong>dei servizi<\/strong>, storicamente e culturalmente separati, con tutte le altre componenti interne ed esterne dell\u2019azienda. Questo passaggio abilita in prima istanza la creazione di nuove forme di efficienza a livello di produzione e di gestione, ma soprattutto consente lo sviluppo di nuovi modelli\u00a0di business e l\u2019ideazione e creazione di nuovi prodotti\/servizi.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione tecnologica oggi consente di digitalizzare quasi tutto, sostanzialmente senza limitazioni funzionali o per categorie di interlocutori, premiando, anzi, chi adotta un approccio ampio ed esteso, guidato da una visione sistemica. E proprio queste considerazioni portano ad affermare che oggi, molto pi\u00f9 che in passato, \u00e8 il tempo di un cambiamento epocale, di una trasformazione pervasiva delle imprese, del lavoro, della societ\u00e0 nel suo complesso. Una trasformazione che genera preoccupazioni e ansia sugli impatti che avr\u00e0 sulle nostre condizioni di vita, a livello micro e macro.<\/p>\n<p>La digitalizzazione influisce su tutti gli aspetti della nostra vita: il nostro modo di lavorare, il modo\u00a0in cui viviamo e il nostro modo di consumare. Nella maggior parte dei settori lo scenario sta \u00a0cambiando rapidamente e, di conseguenza, costringe le aziende a velocizzare i loro processi e i cicli di vita dei loro prodotti a un ritmo senza precedenti, almeno due\/tre volte pi\u00f9 veloce rispetto a 20 anni fa.<\/p>\n<p>Non solo sono interi settori a essere impattati \u2013 come i media e l\u2019intrattenimento, l\u2019energia e la distribuzione, per citarne alcuni \u2013 ma sono gli impatti all\u2019interno delle imprese che richiedono velocit\u00e0 di risposta pi\u00f9 veloci di sempre.<\/p>\n<p><strong>I modelli di business pi\u00f9 colpiti<\/strong><\/p>\n<p>Le imprese devono ripensare il proprio modello di business. Un modello di business si articola in componenti \u2013 i prodotti, i servizi, i mercati serviti, i canali per raggiungerli, le competenze, le infrastrutture \u2013 che determinano il modo con cui una azienda crea valore per i propri clienti e gestisce i costi di produzione e consegna. Ci sono molti modelli di business differenti e in qualche modo ogni azienda ha il suo. Tuttavia <strong>sono quattro i modelli di business che saranno i\u00a0pi\u00f9 colpiti dalla trasformazione digitale<\/strong>.<\/p>\n<p>A partire dalle <strong>piattaforme di condivisione delle risorse<\/strong>, gi\u00e0 diffuse in molti settori. La logica di\u00a0condivisione delle risorse sfrutta le economie di scala nell\u2019allestimento di un determinato prodotto\/processo\/servizio riducendo i costi e migliorando l\u2019affidabilit\u00e0 e la qualit\u00e0 allo stesso tempo, attraverso piattaforme tecnologiche condivise. La tecnologia digitale \u00e8 uno dei principali fattori abilitanti. Se il 20esimo \u00e8 stato il secolo della produzione di massa di prodotti (dalle automobili in poi), il 21esimo secolo \u00e8 il tempo della produzione di massa dei servizi. E stiamo solo assistendo all\u2019inizio.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 importante risulter\u00e0 l\u2019impatto sui <strong>servizi di connessione e <\/strong><strong><em>networking <\/em><\/strong>in relazione all\u2019esplosione di servizi di rete abilitati dalle tecnologie digitali. Questi servizi sono presenti in settori consolidati come trasporti, distribuzione organizzata, servizi bancari, il funzionamento dei mercati e degli scambi. Ma ora, le tecnologie digitali abilitano lo sviluppo incredibilmente efficace di questi e altri tipi di servizi. Pensiamo solo ai pi\u00f9 famosi: <em>Spotify, Netfl ix, Uber, Airbnb, Amazon, eBay, Facebook, Google, <\/em>solo per citarne alcuni. Operano in settori diversi e si sono sviluppati in tempi diversi, ma hanno molte somiglianze. Tutti \u201cdisintermediano\u201d operatori storici consolidati senza produrre prodotti fisici e senza mai \u201cguardare in faccia un cliente\u201d, ovvero utilizzando connessioni virtuali. Hanno creato piattaforme e meccanismi di connessione in rete efficienti che hanno permesso la condivisione su larga scala di risorse e il coinvolgimento di una molteplicit\u00e0 di operatori terzi e fornitori di prodotti o servizi. Hanno interconnesso persone, aziende e luoghi.<\/p>\n<p>Anche i <strong>servizi professionali <\/strong>non saranno immuni dalla rivoluzione digitale. Studi legali, consulenti di gestione, architetti, ingegneri, servizi sanitari, revisori, certificatori e altro ancora. Tutti questi servizi professionali stanno diventando sempre pi\u00f9 efficienti attraverso l\u2019uso di strumenti digitali, banche dati globali, piattaforme di collaborazione, e soluzioni di comunicazione. Le tecnologie digitali in alcuni casi possono anche automatizzare processi con significativo impiego di capitale intellettuale, cosa impensabile fi no a poco tempo fa, e persino sostituire i professionisti. Pi\u00f9 spesso, esse consentono a imprese individuali lo sviluppo efficiente di strumenti di lavoro e reti virtuali globali. Anche per questi operatori diventare rapidamente digitali rappresenta una necessit\u00e0. Infine le <strong>imprese manifatturiere<\/strong>. Queste imprese non sono meno colpite dal digitale, anzi le piattaforme digitali con robotica, automazione, stampa 3D, sensori porteranno la quarta rivoluzione industriale (<em>Industry 4.0<\/em>) che abilita la personalizzazione di massa in un\u2019economia che trascende il tradizionale bilanciamento tra scala e personalizzazione. Questa rivoluzione rompe anche le idee tradizionali del modo di essere e produrre, permettendo la produzione delocalizzata e la presenza su mercati internazionali a basso costo. La sfi da per le imprese industriali \u00e8 duplice. In primo luogo hanno bisogno di abbracciare velocemente il digitale, in secondo luogo, hanno bisogno di affrontare il cambiamento e non stare sulla difensiva.<\/p>\n<p>In sintesi, la sfida per tutte le imprese consiste nel riconoscere che il digitale trasformer\u00e0 velocemente il modo in cui si crea valore. Non \u00e8 pi\u00f9 il tempo in cui si pu\u00f2 attendere che l\u2019innovazione faccia il suo corso per poi adottare approcci imitativi: tutti i modelli di business saranno digitali, il digitale render\u00e0 ancora pi\u00f9 importante la configurazione dei modelli di business\u00a0e il cambiamento influir\u00e0 anche sul disegno organizzativo e sulla capacit\u00e0 di integrare i modelli di\u00a0business nell\u2019ambito di ecosistemi ampi e complessi.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Digitale e innovazione<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-22882","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Digitale e innovazione","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22882","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22882"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22882\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}