{"id":22870,"date":"2017-03-09T00:00:00","date_gmt":"2017-03-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22870"},"modified":"2017-03-09T00:00:00","modified_gmt":"2017-03-08T23:00:00","slug":"mezzo-musicista-e-mezzo-idraulico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/mezzo-musicista-e-mezzo-idraulico\/","title":{"rendered":"Mezzo musicista e mezzo idraulico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mauro Marcuzzi <\/strong>\u00e8 un esponente del panorama musicale udinese, dotato di una versatilit\u00e0 non comune, la cui creativit\u00e0 fonde contaminazioni di varia natura. Di professione idraulico, la sua vera passione \u00e8 la fisarmonica. L\u2019indole per suonarla ce l\u2019ha sempre avuta, anche da ragazzo quando studiava il pianoforte; cavalca con lei gli anni della giovinezza e della maturit\u00e0, fino a essere considerato uno stimato fisarmonicista. Il suo guru \u00e8 stato l\u2019indimenticabile <strong>Otello Zuccolo<\/strong>, noto compositore, punto\u00a0di riferimento per svariati musicisti friulani.<\/p>\n<p>Come il grande maestro, anche Marcuzzi si \u00e8 innamorato delle melodie sudamericane fino ad approdare ai palcoscenici regionali, regalando sonorit\u00e0 mai scontate e con l\u2019impronta del gusto dolce amaro. Grazie al suo talento e alle sue capacit\u00e0\u00a0artistiche, propone repertori che spaziano dalla musica classica al jazz al folk. Ho il piacere di incontrarlo all\u2019osteria Vecchio Stallo di Udine.<\/p>\n<p><strong>Mauro, partiamo dalle radici: da che mondo musicale proviene?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDa quello stretto della provincia. Ho vissuto la mia infanzia tra la musica e l\u2019attivit\u00e0 termoidraulica di mio padre. Sono cresciuto lavorando come apprendista idraulico e sperimentando le sonorit\u00e0 di qualche strumento. Ho inteso il piacere di fare musica non solo per crescere culturalmente ma anche per sviluppare la mia creativit\u00e0. Un piccolo sogno realizzato grazie al cuore di mamma e pap\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando sono avvenuti i primi incontri con la musica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl mio primo avvicinamento fu alle elementari, quando la maestra di italiano mi fece ascoltare Bach, Beethoven e Mozart durante un tema in classe. Questi suoni mi rilassavano e mi stimolavano a scrivere meglio. Seguirono altre esperienze fino a che, molti anni dopo, iniziai a muovere i primi passi nella musica. Successivamente ebbi modo di esibirmi nelle sagre arrangiando le mie prime canzoni. Queste ultime le consideravo come degli abiti cuciti su misura, diverse per ogni occasione. E forse da qui ho compreso la mia geografia musicale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ovvero?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abArrivai a una svolta. La fisarmonica era uno strumento che mi aveva sempre incuriosito, nonostante non apprezzassi quell\u2019utilizzo limitato ai soli accompagnamenti folk e da ballo. Tuttavia il mio interesse crebbe a dismisura quando scoprii che in America la si utilizzava anche per intonare musiche jazz. Molti musicisti statunitensi la trovavano una valida alternativa al pianoforte. Inoltre in alcuni Paesi dell\u2019Est veniva usata per fare musica classica e gi\u00e0 da qualche tempo era stata inserita tra gli\u00a0strumenti didattici dei Conservatori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 in Italia che cosa stava succedendo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa situazione era controversa e gli accademici la reputavano uno strumento per \u201cvecchi\u201d: uno sminuimento che la portava a essere utilizzata perlopi\u00f9 nelle sagre. Ma nonostante questa tradizione scellerata, avevo scoperto con sorpresa che le fisarmoniche non erano tutte uguali e cambiavano in base ai generi musicali e alle tradizioni di ogni singolo Paese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec ci avviciniamo alla fine di questa storia tormentata\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando pareva certo che la fisarmonica non interessasse a nessuno dei solisti di fama, apparve il grande Richard Galliano. Ci insegn\u00f2 che era possibile suonare musiche jazz alla pari di tromba e sassofono. Oggi \u00e8 ritenuto uno strumento complesso e\u00a0completo, con cui si pu\u00f2 fare ogni tipo di musica: dal folk al classico al jazz e al moderno. La fisarmonica unisce e stupisce ed \u00e8 in grado di collegare ogni genere, tradizione e innovazione musicale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lo stimolo decisivo per il suo primo gruppo musicale.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTra discussioni e suggerimenti nel 1987 diedi vita ai \u201cMusic Feel Trio\u201d, un gruppo di tre musicisti, formato da voce, pianoforte e fisarmonica. Riuscii cos\u00ec a coronare il sogno di suonare pi\u00f9 generi con la fisarmonica: eseguimmo molti concerti, soprattutto in Austria e nella ex Jugoslavia, riuscendo a vivere di musica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Joe Cocker era un idraulico mancato cos\u00ec come Drupi; ma Mauro Marcuzzi lo \u00e8 davvero\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDiciamo mezzo musicista e mezzo idraulico\u2026 Continuo a portare avanti l\u2019azienda di famiglia: in giro ci sono tanti lavandini da disotturare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si dice che ogni maestro ha un suo allievo e questo gli diventa infedele perch\u00e9 \u00e8 destinato anche lui a diventare maestro. Il suo chi \u00e8 stato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDevo tutto a Otello Zuccolo e alla sua scuola di musica che per me rappresentano una preziosa eredit\u00e0 morale e artistica. \u00c8 grazie a Otello se mi sono appassionato al Brasile, un Paese dove l\u2019allegria e il ritmo sono pi\u00f9 contagiosi che mai, come dimostrano le musiche e le danze. Un universo variegato ricco di contaminazioni. L\u00ec la musica \u00e8 spontanea e nasce nel cuore della gente. Forse per questo ho preso moglie brasiliana\u2026\u00bb<\/p>\n<p><strong>Dopo gli esordi seguirono concerti d\u2019eccellenza e tante iniziative.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRicordo quando suonavo a Villa Trovatore a Cervignano: il locale era uno dei pi\u00f9 gettonati della Bassa Friulana, meta ricorrente di giovani che giungevano da ogni angolo della regione. Poi, mi sono esibito alla Terrazza Mare di Lignano e nei\u00a0<em>lounge bar<\/em>, soprattutto il <em>Contarena <\/em>e il <em>Carmagnola<\/em>, ma anche il <em>Dolce Vita <\/em>di Bibione. Ho avuto l\u2019onore di fare musica anche alla Casa Secolare delle Zitelle, in un evento dal profilo didattico e artistico organizzato dal Conservatorio. Ricordo inoltre gli incontri musicali con il fisarmonicista Toni Cuberli e, con altrettanto piacere, la partecipazione al Festival Internazionale di Musica in Quota a Sauris. Nelle varie edizioni ho avuto modo di confrontarmi con i grandi maestri dello strumento aerofono, tra i quali Alexander Skliarov e Peter Soave. Proprio a Sauris (<em>Zahre <\/em>in tedesco), da un progetto di Denis Biasin, \u00e8 nata la Fisarmonica Zahre\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per diventare un musicista non basta saper suonare le note\u2026 Il suo \u00e8 stato un percorso formativo intenso.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn fisarmonicista \u00e8 in grado di eseguire qualunque genere. Fino al 2009, invece, io non suonavo i repertori classici: fu questo il motivo che mi spinse a frequentare la scuola del maestro Sebastiano Zorza, un grandissimo della fisarmonica, dotato di capacit\u00e0 comunicativa e di un suono dalle molteplici sfumature. \u00c8 solo grazie a lui se oggi riesco a interpretare brani classici con una buona virtuosit\u00e0 e se sono riuscito ad apprendere nuove tecniche musicali e strumentali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cambiamo argomento. Vino e musica: la seconda \u00e8 davvero in grado di influenzare il primo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAscoltare musica mentre si assaggia il vino \u00e8 un\u2019esperienza che, a mio avviso, aumenta la piacevolezza della degustazione.\u00a0Proprio per colmare questa esplosione di gusto, assieme all\u2019amico Sebastiano Zorza abbiamo organizzato nel 2016 <em>Wine Music and Friends<\/em>. Una serata all\u2019aperto fra tanti amici, per abbinare la musica con le degustazioni dei vini. L\u2019azienda agricola \u201cLa Luna Storta\u201d di Beatrice Pascolini a Gagliano di Cividale \u00e8 stata la giusta cornice dell\u2019evento. Tra i protagonisti\u00a0indiscussi di questa serata anche Marko Feri, un\u2019eccellenza di casa nostra, definito dalla stampa americana uno tra i pi\u00f9 virtuosi chitarristi classici contemporanei\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Recentemente \u00e8 nato Pietro, che cosa \u00e8 cambiato nella sua vita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo meno tempo di fare musica, ma la gioia di un figlio non ha prezzo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci perdoni una battuta: perch\u00e9 in Italia l\u2019idraulico impersonifica sempre l\u2019amante di mogli infedeli?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon ho la risposta (ride, n.d.r.). Ma ho scoperto che in altre culture il ruolo dell\u2019amante non \u00e8 pi\u00f9 affidato all\u2019idraulico. Ad\u00a0esempio nel Regno Unito abbondano le barzellette e gli sketch sul <em>milkman<\/em>, l\u2019uomo che consegna il latte porta a porta, mentre in Slovacchia il <em>tombeur de femme <\/em>\u00e8 il postino\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Siamo arrivati alla conclusione. Pu\u00f2 svelare ai nostri lettori i suoi prossimi impegni?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSuonare alla Casa Secolare delle Zitelle, riproporre la seconda edizione di <em>Wine Music and Friends<\/em>, anche aprendo a nuove cantine, ed esibirmi nelle piazze di Udine e Gorizia, magari con l\u2019aiuto di <em>iMagazine<\/em>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mauro Marcuzzi<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":22871,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-22870","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",750,513,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",750,513,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",750,513,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1-300x205.webp",300,205,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",640,438,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",300,205,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",500,342,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",474,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",380,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",300,205,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",750,513,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",750,513,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",750,513,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",750,513,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1.webp",250,171,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18325-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Mauro Marcuzzi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22870"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22870\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}