{"id":22706,"date":"2017-02-17T00:00:00","date_gmt":"2017-02-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22706"},"modified":"2017-02-17T00:00:00","modified_gmt":"2017-02-16T23:00:00","slug":"udine-prototipo-della-provincia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udine-prototipo-della-provincia-italiana\/","title":{"rendered":"Udine prototipo della provincia italiana"},"content":{"rendered":"<p>Tutto si pu\u00f2 raccontare, anche la realt\u00e0 di una piccola provincia italiana. Questo \u00e8 il preciso intento del giovane <strong>Lorenzo Mattotti<\/strong> che a Udine visse la prima formazione che, a sua volta, sar\u00e0 raccontata nella <strong>mostra <em>MATTOTTI. Primi lavori<\/em><\/strong>, prodotta dal Comune di Udine con l\u2019ERPaC, in arrivo dopo la seguitissima <em>MATTOTTI<\/em>. <em>Sconfini<\/em> in corso a Villa Manin fino al 19 marzo prossimo. La rassegna che si terr\u00e0 a <strong>Casa Cavazzini<\/strong> \u2013 Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine \u2013 dal 25 febbraio al 4 giugno 2017 <strong>\u00e8 la premessa fondamentale per capire il lavoro di Lorenzo Mattotti,<\/strong> attualmente presentato a Villa Manin, secondo le intenzioni dell\u2019ideatrice e curatrice <strong>Giovanna Dur\u00ec<\/strong> e della co-curatrice <strong>Vania Gransinigh<\/strong>, conservatore di Casa Cavazzini, nonch\u00e9 del sindaco di Udine <strong>Furio Honsell<\/strong> e dell\u2019assessore alla Cultura del Comune di Udine <strong>Federico Pirone<\/strong>.<\/p>\n<p>Con l\u2019ERPAC, Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, organizzatore della mostra <em>MATTOTTI<\/em>. <em>Sconfini,<\/em> il Comune ha quindi stipulato una convenzione per consentire l\u2019ingresso alle due mostre ad un prezzo agevolato. Dal 25 febbraio al 19 marzo il visitatore in possesso del biglietto rilasciato a Casa Cavazzini otterr\u00e0 uno sconto sul biglietto di Villa Manin e viceversa.<\/p>\n<p>La mostra di Udine offrir\u00e0 una panoramica sulla produzione iniziale di Mattotti, <strong>incentrata sullo sguardo di un illustratore giovane,<\/strong> entusiasta di poter cogliere e descrivere (con una narrazione ironica) quello che aveva intorno: dai concerti perch\u00e9 forte era l\u2019interesse per la musica, agli eventi sociali cui l\u2019artista partecipava, ma anche per l\u2019emarginazione sociale e la malattia mentale. Udine, piccola citt\u00e0 di provincia, aveva la stessa importanza di una grande citt\u00e0 per Mattotti che anche qui poteva vivere esperienze fondamentali per la sua formazione di persona e artista.<\/p>\n<p>\u201c<em>\u00c8 un privilegio per il Comune di Udine <\/em>\u2013 commenta il sindaco, <strong>Furio Honsell<\/strong> \u2013 <em>promuovere attivamente questa ampia iniziativa artistica e culturale incentrata sull\u2019opera dell\u2019artista Lorenzo Mattotti, che a Udine visse la sua prima formazione<\/em>. <em>Il fumetto \u00e8 una forma d&#39;arte analfabeta se, semplicisticamente, ci si limita a considerare alfabeti legittimi solamente quelli della scrittura oppure del cinema. Quando per\u00f2, come nel caso di Mattotti, diventa arte figurativa, l\u2019alfabeto del fumetto \u00e8 rivoluzionario<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In questa mostra Mattotti \u00e8 un giovane alla ricerca di un proprio tratto, attratto da figure\/personaggi e situazioni spesso ai margini della societ\u00e0, molto caratterizzate, interessanti per essere raccontate attraverso fumetti con uno stile rapido che vuole cogliere realt\u00e0 diverse e non \u201cufficiali\u201d. L\u2019occhio e l\u2019atteggiamento sono quelli di un Mattotti apolide (pur con formazione udinese), abituato a vivere in posti diversi, incontrare e conoscere, appunto, realt\u00e0 differenti. Uno sguardo, in sintesi, ancora attuale.<\/p>\n<p><em>\u201cCi\u00f2 che rende particolare e davvero interessante il percorso artistico di Mattotti<\/em> \u2013 afferma l\u2019assessore regionale alla cultura <strong>Gianni Torrenti<\/strong> \u2013 <em>\u00e8 il fatto di non poterlo catalogare in modo univoco. Prima protagonista del fumetto italiano, da subito la sua attivit\u00e0 sconfina nei classici della letteratura e, con collaborazioni internazionali e prestigiose, sale sul podio delle arti performative e visive. Questa esposizione, in particolare \u2013 <\/em>conclude Torrenti<em> \u2013 svela una personalit\u00e0 artistica in nuce ma gi\u00e0 carica di energia e visione\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 un esempio <strong>il primo libro,<\/strong> a tutti gli effetti, di Lorenzo Mattotti <em>Alice Brum Brum<\/em>, pubblicato con questo titolo nel 1977 e riproposto ora in tiratura ridotta come catalogo con il titolo che l\u2019artista, insieme all\u2019autore Jerry Kramsky, aveva scelto: <strong><em>La realt\u00e0 \u00e8 strabica<\/em><\/strong><em>, <\/em>cambiato in quello poi diffuso dall\u2019editore di allora (Ottaviano Editore). L\u2019editore di oggi \u00e8 invece Associazione Viva Comix, nella figura di Paola Bristot, che ha offerto il proprio contributo, cos\u00ec come Grafiche Filacorda che si \u00e8 occupata della stampa della pubblicazione<em>, <\/em>su carta naturale Fedrigoni.<\/p>\n<p>\u201c<em>L\u2019idea di questa mostra con questo preciso taglio<\/em> \u2013 sottolinea l&#39;assessore alla Cultura, <strong>Federico Pirone<\/strong> \u2013 <em>\u00e8 maturata insieme a Lorenzo stesso prima di iniziare la sua esposizione a Villa Manin e siamo molto contenti che da due diverse angolature Udine e l&#39;Erpac collaborino per un omaggio unico ad un artista straordinario. Udine, a differenza di altre citt\u00e0 di provincia, \u00e8 una realt\u00e0 che vuole essere un punto di riferimento per i giovani: questo progetto \u00e8 un invito rivolto soprattutto a loro affinch\u00e9 credano, fino in fondo, nel proprio talento e nelle proprie capacit\u00e0 proprio come fece allora qui a Udine, nei suoi primi passi, Lorenzo Mattotti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il ciclo di lavori selezionato per l\u2019evento di Udine, tra cui anche alcune tavole di <em>Alice Brum Brum\/La realt\u00e0 \u00e8 strabica, <\/em>sar\u00e0 declinato attraverso fogli, fogliettini anche piccoli e sar\u00e0 esposto in uno spazio intimo e particolare di Casa Cavazzini dando modo cos\u00ec al visitatore di concentrarsi su quel focus preciso che ha per oggetto la mostra.<\/p>\n<p>Messaggi e obiettivi della \u201cretrospettiva\u201d hanno trovato la piena condivisione di alcune realt\u00e0 produttive in ambito regionale e nazionale che, dopo aver accompagnato per tanto tempo Lorenzo Mattotti nel suo percorso creativo, si sono trasformate, per l\u2019occasione, in Sponsor Tecnici della mostra. \u00c8 stato cos\u00ec per le Grafiche Filacorda che hanno stampato il manifesto pubblicitario della prima esposizione di Mattotti a Udine nel 1977. Lo stesso vale per Fedrigoni i cui album da disegno Fabriano sono sempre stati utilizzati da Mattotti per realizzare le sue illustrazioni e i suoi disegni. Dal canto suo Patrizia Moroso, che offrir\u00e0 soluzioni espositive per l\u2019allestimento, pu\u00f2 vantare una conoscenza di lunga data con Mattotti stesso incontrato a Bologna durante gli studi universitari.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione degli organizzatori sar\u00e0 indirizzata alle scuole e agli studenti, motivo per cui la mostra durer\u00e0 sino a giugno cos\u00ec da offrire la possibilit\u00e0 di partecipare a visite guidate e laboratori. Le scuole della citt\u00e0 saranno infatti coinvolte in varie attivit\u00e0 collaterali con un programma ricco e articolato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentata la mostra su Mattotti<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":22707,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-22706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",750,512,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",750,512,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",750,512,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1-300x205.webp",300,205,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",640,437,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",300,205,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",500,341,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",474,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",381,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",300,205,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",750,512,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",750,512,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",750,512,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",750,512,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1.webp",250,171,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/18027-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Presentata la mostra su Mattotti","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22706"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22706\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}