{"id":22614,"date":"2017-02-07T00:00:00","date_gmt":"2017-02-06T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22614"},"modified":"2017-02-07T00:00:00","modified_gmt":"2017-02-06T23:00:00","slug":"ristoranti-del-buon-ricordo-tre-new-entry-in-fvg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ristoranti-del-buon-ricordo-tre-new-entry-in-fvg\/","title":{"rendered":"Ristoranti del Buon Ricordo, tre new entry in FVG"},"content":{"rendered":"<p>Prestigioso traguardo per i <strong>Ristoranti Al Sole di Forni Avoltri<\/strong>, <strong>Osteria<\/strong> <strong>La Pergola di San Daniele del Friuli <\/strong>e lo<strong> Storico Ristorante Al Ponte di Gradisca d\u2019Isonzo,<\/strong> entrati a far parte dell&#39;<strong>Unione Ristoratori del Buon Ricordo<\/strong>, da 53 anni alfiere dell&#39;eccellenza della tradizione gastronomica regionale italiana, che raggruppa 100 locali in Italia e nel Mondo. Il sodalizio conta <strong>in Friuli Venezia Giulia altri 7 ristoranti<\/strong>: Al Lido di Muggia, Carnia di Venzone, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, La\u2019 di Moret di Udine, Locanda Al Castello di Cividale, Lokanda Devetak di San Michele al Carso.<\/p>\n<p>Il Piatto del Buon Ricordo del <strong>Ristorante Al Sole <\/strong>\u00e8 <strong><em>Gnocchi di pane con cavolo cappuccio e salsiccia<\/em><\/strong>, quello del <strong>Ristorante Osteria La Pergola <\/strong>\u00e8 <strong><em>Bocconcini di vitello in crosta di sesamo vestito di San Daniele e salsa Montasio<\/em><\/strong>, mentre quello dello <strong>Storico Ristorante Al Ponte <\/strong>\u00e8 <strong><em>Seppioline \u201cin tecia\u201d e sedano rapa<\/em><\/strong>. Le tre specialit\u00e0 sono simbolicamente effigiate sul piatto dipinto ancor oggi a mano dagli artigiani della Ceramica artistica Solimene di Vietri sul Mare, che viene donato agli ospiti in ricordo di un\u2019esperienza unica: una prelibata pietanza da gustare, ma anche un&#39;icona che sintetizza in modo esemplare la cucina del ristorante. Il piatto dei tre ristoranti far\u00e0 crescere le collezioni dei molti appassionati che, fin dal battesimo del Buon Ricordo, raccolgono e conservano, per ogni esperienza di gusto, il segno visibile dei loro viaggi gastronomici fra le tradizioni genuine d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Oltre ai tre ristoranti friulani, sono stati accolti quest\u2019anno nel Buon Ricordo 4 ristoranti di altre regioni italiane: Ristorante Hotel Camino a Livigno (Sondrio), Osteria di Fornio di Fidenza (Parma), Trattoria Il Francescano di Firenze, Hostaria di Bacco di Furore (Salerno).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Ristorante Al Sole<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Proprietaria: <\/strong>Tiziana Romanin<\/p>\n<p><strong>Chef: <\/strong>Tiziana Romanin<\/p>\n<p><strong>Piatto del Buon Ricordo: <\/strong><strong><em>Gnocchi di pane con cavolo cappuccio e salsiccia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Piatto povero elevato a specialit\u00e0 gourmet, i gnocchi di pane si facevano un tempo in Carnia per non sprecare e riutilizzare il pane raffermo. Qui vengono insaporiti dalla salsiccia e dal cavolo cappuccio, uno fra i pi\u00f9 utilizzati prodotti tipici di queste montagne, che non mancava mai in nessun orto. Ne risulta un piatto dal gusto deciso e di carattere.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ingredienti per 4 persone<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Per gli gnocchi:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>200 g di pane raffermo<\/li>\n<li>40 g di farina \u201c00\u201d<\/li>\n<li>40 g di farina integrale<\/li>\n<li>1 uovo intero<\/li>\n<li>\u00bc lt di latte<\/li>\n<li>\u00bc lt di acqua<\/li>\n<li>Sale q.b.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Per il condimento:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>250 g di cavolo cappuccio<\/li>\n<li>200 g di salsiccia<\/li>\n<li>Vino bianco<\/li>\n<li>Sale q.b.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Preparazione<\/strong><\/p>\n<p>Mettere il pane raffermo in ammollo con acqua e latte e lasciar riposare per 20 minuti, quindi aggiungere l\u2019uovo e salare. Impastare e aggiungere la farina fino ad ottenere un impasto morbido. Nel frattempo rosolare la salsiccia e sgrassarla con il vino bianco, unire il cavolo cappuccio brasato e salare. Formare gli gnocchi utilizzando un cucchiaino e metterli nell\u2019acqua bollente gi\u00e0 salata. Quando gli gnocchi riaffiorano, lasciar bollire per un minuto e mezzo.\u00a0 Adagiare gli gnocchi nella casseruola con il condimento, far saltare in padella e servire.<\/p>\n<p>Vino consigliato: Sauvignon o Merlot<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Ristorante Osteria La Pergola<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Proprietaria: <\/strong>Silva Beinat<\/p>\n<p><strong>Chef: <\/strong>Massimiliano Boscarello<\/p>\n<p><strong>Piatto del Buon Ricordo: <\/strong><strong><em>Bocconcini di vitello in crosta di sesamo vestito di San Daniele e salsa Montasio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Decretano il matrimonio perfetto fra le due glorie gastronomiche friulane, il dolce prosciutto di San Daniele e il saporito formaggio Montasio, questi deliziosi e teneri bocconcini di vitello, a cui il sesamo d\u00e0 un tocco di terre lontane.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ingredienti per 4 persone<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>800 g di bocconcini di vitello<\/li>\n<li>Semi di sesamo q.b.<\/li>\n<li>12 fette di prosciutto crudo di San Daniele<\/li>\n<li>100 g di burro<\/li>\n<li>200 g di latte<\/li>\n<li>300 g di formaggio Montasio fresco<\/li>\n<li>Sale e pepe<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Preparazione<\/strong><\/p>\n<p>Coprire completamente i bocconcini con i semi di sesamo, quindi vestire i bocconcini con il prosciutto crudo. Adagiarli su una placca rivestita con un foglio di carta da forno e infornare per 20 minuti a 180\u00b0.<\/p>\n<p>Nel frattempo sciogliere il burro in un tegame, aggiungere il latte ed il Montasio precedentemente ridotto a cubetti. Portare ad ebollizione ed aggiustare di sale e pepe.<\/p>\n<p>Impiattare i bocconcini ormai cotti (il crudo \u00e8 diventato croccante) e nappare con la salsa al Montasio. Servire subito.<\/p>\n<p>Vino in abbinamento: Merlot \u2013 Scubla<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em><strong>Storico Ristorante Al Ponte<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Proprietari: <\/strong>Famiglia Rizzotti<\/p>\n<p><strong>Chef: <\/strong>Luca Rizzotti Plet<\/p>\n<p><strong>Piatto del Buon Ricordo: <\/strong><strong><em>Seppioline \u201cin tecia\u201d e sedano rapa<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le seppioline arrivano freschissime da vicino mare di Grado, la \u201ctecia\u201d \u00e8 la casseruola della cucina contadina dove si stufavano soprattutto carni, legumi e verdure. L\u2019abbinamento insolito \u00e8 con il sedano rapa, ridotto a crema.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ingredienti per 4 persone<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>1 kg di seppie nostrane<\/li>\n<li>1 cucchiaio di farina<\/li>\n<li>1 kg Sedano rapa<\/li>\n<li>200 g di panna<\/li>\n<li>200 g di latte<\/li>\n<li>Sale<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Preparazione<\/strong><\/p>\n<p>Tagliare le seppioline a quadrettoni e cucinare con un filo d\u2019olio d\u2019oliva. Quando l\u2019acqua delle seppie sar\u00e0 del tutto evaporata, aggiungere la farina, tostandola leggermente, ed ultimare la cottura. Cucinare il sedano rapa nel latte. A cottura ultimata frullarlo con un minipimer, aggiungere la panna e aggiustare di sale.<\/p>\n<p>Per portare in tavola, utilizzate un bicchiere capiente per ciascun commensale: versarvi le seppioline e, sopra, la crema al sedano rapa. Decorare con finocchietto selvatico, sale a scaglie e pepe bianco.<\/p>\n<p>Vino in abbinamento: Ribolla Gialla del Collio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco le ricette dei loro piatti<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":22615,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-22614","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17875-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Ecco le ricette dei loro piatti","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22614","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22614"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22614\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22615"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}