{"id":22530,"date":"2017-02-01T00:00:00","date_gmt":"2017-01-31T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22530"},"modified":"2017-02-01T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-31T23:00:00","slug":"fosse-ardeatine-torna-visibile-a-udine-il-disegno-di-basaldella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/fosse-ardeatine-torna-visibile-a-udine-il-disegno-di-basaldella\/","title":{"rendered":"Fosse Ardeatine, torna visibile a Udine il disegno di Basaldella"},"content":{"rendered":"<p>A Casa Cavazzini arriva una nuova opera di <strong>Mirko Basaldella<\/strong>, ufficialmente presentata <strong>\u00a0<\/strong>dal sindaco di Udine <strong>Furio Honsell<\/strong>, dall\u2019assessore alla Cultura <strong>Federico Pirone<\/strong> e dal presidente della Fondazione Friuli <strong>Lionello d\u2019Agostini<\/strong>. Si tratta del <strong>disegno preparatorio per la cancellata maggiore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma<\/strong>, che trova posto nella sala al primo piano di Casa Cavazzini dedicata ai tre fratelli Basaldella.<\/p>\n<p>La Fondazione Friuli, d\u2019intesa con il Comune di Udine \u2013 Assessorato alla Cultura, grazie a un contratto di comodato d\u2019uso gratuito, ha restituito alla visibilit\u00e0 pubblica un\u2019opera legata ad un momento particolarmente importante e significativo nella produzione dell\u2019artista di origini friulane, ma noto a livello internazionale, di cui a Casa Cavazzini si conservano altre fondamentali testimonianze.<\/p>\n<p>&#8220;<em>\u00c8<\/em><em> un deposito<\/em> \u2013 commenta Honsell \u2013 <em>che arricchisce il nostro museo d&#39;arte contemporanea con i materiali che hanno portato alla realizzazione di una delle opere pi\u00f9 significative e anche simboliche dell&#39;antifascismo e della barbarie del nazi-fascismo. Un&#39;opera di Mirko Basaldella che ormai fa parte dell&#39;immaginario collettivo degli italiani nei momenti in cui si riaffermano i valori antifascisti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Ringraziamo la Fondazione Friuli per la fiducia accordata all&#39;amministrazione comunale \u2013 <\/em>chiosa l\u2019assessore alla Cultura del Comune di Udine Federico Pirone \u2013<em>, nell&#39;aver consentito che il disegno preparatorio di Mirko Basaldella per la cancellata del Mausoleo delle Fosse Ardeatine a Roma avesse una nuova collocazione a Casa Cavazzini e fosse ammirabile all&#39;interno del percorso espositivo, insieme alla sua riproduzione. Siamo fortemente uniti nell&#39;attenzione e nella sensibilit\u00e0 nei confronti dell&#39;arte e degli artisti migliori di questo territorio, patrimoni di una comunit\u00e0 che si racconta al di fuori dei propri confini e che si fa conoscere con orgoglio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Come osserva il Presidente della Fondazione Crup D\u2019Agostini:<em> \u201c\u00c8 nostro dovere preservare, custodire e rendere fruibile al pubblico il patrimonio artistico che abbiamo acquisito dall\u2019antico Monte di Piet\u00e0 di Udine e dalla Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone (nonch\u00e9 grazie a donazioni di privati e acquisti diretti), che rappresenta un\u2019eredit\u00e0 importante del popolo friulano. Abbiamo quindi deciso di concedere in comodato gratuito la Cancellata a Casa Cavazzini ritenendolo un luogo consono all\u2019importanza e al significato che l\u2019opera riveste anche oltre i nostri confini regionali\u201d.<\/em><\/p>\n<p>I fatti storici che hanno determinato la genesi del disegno di Mirko prendono il via il 23 marzo 1944 in via Rasella, nella Roma occupata dai tedeschi, quando i partigiani italiani in azione nella capitale organizzarono un attentato in cui persero la vita 33 soldati tedeschi. La rappresaglia fu immediata e durissima: 335 italiani furono catturati in citt\u00e0 e trasferiti nelle cave di pozzolana sulla via Ardeatina a Roma e l\u00ec barbaramente trucidati.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019immediato secondo dopoguerra<\/strong>, a liberazione avvenuta, il Comune di Roma stabil\u00ec di bandire un concorso per la costruzione di un mausoleo che ricordasse la vicenda, passata alla memoria storica come l\u2019eccidio delle Fosse Ardeatine. <strong>A vincere il concorso per la realizzazione delle cancellate di accesso fu proprio Mirko Basaldella<\/strong> (insieme a Francesco Coccia) che nel 1950 fu incaricato di dare attuazione al progetto presentato un paio d\u2019anni prima alla commissione ministeriale preposta alla selezione delle proposte pervenute al concorso. Il bozzetto presentato inizialmente sub\u00ec, per volont\u00e0 del suo artefice, alcuni ripensamenti e modifiche che suscitarono non poche polemiche pubbliche e la presa di posizione di alcuni critici di fama nazionale che si spesero per la sua attuazione.<\/p>\n<p><strong>Il disegno<\/strong>, di propriet\u00e0 della Fondazione Friuli e oggi presso Casa Cavazzini, <strong>rappresenta<\/strong> proprio il <strong>frutto di questa elaborazione creativa e il passaggio immediatamente precedente alla realizzazione plastica<\/strong>. Insieme al modello in stucco forte e in scala al vero della medesima cancellata che attualmente accoglie il visitatore nell\u2019atrio di Casa Cavazzini, il grande saggio grafico propone la \u201cprima idea\u201d, quella ancora bidimensionale, del cancello fuso in bronzo che permette l\u2019accesso al mausoleo romano.<\/p>\n<p>Rinunciando alla narrazione e a un contenuto che avrebbe ricondotto la rappresentazione della vicenda a un momento storico preciso e indissolubilmente legato al caso particolare, Mirko ha attinto qui a una <strong>dimensione completamente astratta<\/strong> che gli ha permesso di innalzare il caso specifico a livello di esempio universale trasformando l\u2019episodio unico in un dramma umano di portata generale. Fuori da ogni retorica, il cancello di Mirko si struttura su un intreccio di linee curve e rette, intersecate da tondi \u2013 unico rimando ai corpi umani \u2013 che richiamano ed esprimono efficacemente l\u2019idea della violenza, dell\u2019angoscia e della forza bruta che si abbattono sull\u2019uomo non appena il sonno della ragione abbia prodotto i suoi mostri.<\/p>\n<p>Nell\u2019opera e nella sua progettazione, l\u2019artista sviluppa quanto, nella seconda met\u00e0 degli anni Quaranta, egli stava mettendo in pratica sulla scorta delle <strong>suggestioni post-cubiste<\/strong> che percorrevano l\u2019arte italiana ed europea in quel periodo. La trama di linee di tensione che attraversa e costruisce la scultura \u00e8 anticipata con massima evidenza nella fase progettuale rappresentata dal grande <strong>disegno a carboncino e tempera<\/strong> che Mirko port\u00f2 a compimento, con estrema sicurezza gestuale, nello studio romano di San Saba <strong>tra il 1949 e il 1950<\/strong>, abbandonando il primo pensiero figurativo. Il saggio grafico, che da questo momento si potr\u00e0 ammirare a Casa Cavazzini, anticipa chiaramente il motivo dell\u2019intreccio a giorno che caratterizza l\u2019opera a tutto tondo, enfatizzando il sovvertimento di qualsiasi ordine o armonia della composizione in funzione dell\u2019assoluta evidenza di quella carica drammatica e dialettica dei concetti che essa vuole appunto significare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato a pubblico e stampa<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":22531,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-22530","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",750,482,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",750,482,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",750,482,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1-300x193.webp",300,193,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",640,411,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",300,193,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",500,321,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",474,305,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",391,251,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",300,193,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",750,482,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",750,482,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",750,482,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",750,482,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1.webp",250,161,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17794-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Presentato a pubblico e stampa","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22530"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22530\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}