{"id":22492,"date":"2017-01-26T00:00:00","date_gmt":"2017-01-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22492"},"modified":"2017-01-26T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-25T23:00:00","slug":"una-vita-per-il-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/una-vita-per-il-bene-comune\/","title":{"rendered":"Una vita per il bene comune"},"content":{"rendered":"<p>Il prossimo 25 aprile ricorreranno duecento anni dalla nascita di <strong>Antonio de Dottori<\/strong>, nobile degli Alberoni, e il 13 aprile i centodieci dalla sua morte.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 \u00c8 il Dottori oggid\u00ec l\u2019unico superstite di quei pochi illuminati nelle cui menti surse e fu coltivata oltre mezzo secolo fa, la grande idea dell\u2019irrigazione dell\u2019Agro monfalconese colle acque del vicino Isonzo, idea che accolta sotto il suo patrocinio, fu propagata, difesa e predicata tanto, che il seguito degli adepti crebbe per modo da potere, sotto l\u2019impero delle nuove leggi, prepararne l\u2019attuazione, e vedere, come osiamo sperare, anche tra breve compiuta la creazione [&#8230;] Fu di preziosissimo sussidio ai colleghi giuristi nel campo della legislazione, particolarmente nella discussione del regolamento comunale, e poi in tutti quanti i lavori attinenti alle riforme della pubblica istruzione, alle materie agrarie, al commercio, alle comunicazioni,\u00a0all\u2019industria vinifera e serica, ed in tutte quante le questioni importanti in generale sul campo degli interessi morali e materiali della nostra terra, nel difendere e propugnare i quali fu costantemente fedele al principio liberale e nazionale [&#8230;] Fu in progresso degli anni anche membro di quasi tutti i Consigli comunali del Territorio, dovunque procedendo col\u00a0miglior esempio e studiandosi di guadagnar tutti gli animi a quei principi di solerzia, vigilanza, di specchiata onest\u00e0, disinteresse ed amorevole trattamento dei conterranei senza distinzione di rango&#8230;\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec i nipoti del ramo de Dottori e del ramo Morelli de Rossi esternarono nel giugno 1897 al nonno ottuagenario &#8211; Antonio de Dottori degli Alberoni, patriarca di una delle famiglie imprenditoriali agricole pi\u00f9 facoltose e importanti della Contea Principesca di Gorizia e Gradisca e della vicina Provincia del Friuli &#8211; il loro affetto e la deferente ammirazione nella circostanza del suo onomastico, condensando in una brochure a lui dedicata le molteplici benemerenze, acquisite in tanti decenni di impegno nelle varie sedi pubbliche e nei diversi ambiti istituzionali e sociali della Contea al servizio e nel superiore interesse della Comunit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019opera svolta da Antonio de Dottori, in sinergia con altri illustri personaggi del suo tempo per rompere l\u2019isolamento del Monfalconese e farlo emergere socialmente e crescere economicamente, fu costante, puntigliosa ed efficace. Ne fanno fede le importanti infrastrutture realizzate nel territorio nell\u2019arco di oltre un cinquantennio, dal 1860 al 1914, anche grazie alla sua pervicace azione di promozione, tra cui: la ferrovia per Gorizia e verso Cervignano, l\u2019introduzione della pratica irrigua e l\u2019attivazione delle centrali idroelettriche sul Canale principale (che poi gli venne dedicato), la costruzione del tratto finale dello stesso con carattere di navigabilit\u00e0 (Canale E. Valentinis, di cui quest\u2019anno ricorrono centodieci anni dall\u2019inaugurazione) per avvicinare il porto alla citt\u00e0, i ponti sull\u2019Isonzo a Sagrado e a Pieris.<\/p>\n<p>Tenuto conto del contesto istituzionale, normativo e sociale del periodo, la sua fu una lunga battaglia d\u2019avanguardia, meritoriamente vinta. Fu un vero protagonista, strenuo sostenitore non solo di un modo diverso di fare agricoltura, grazie\u00a0alla preziosa disponibilit\u00e0 dell\u2019acqua irrigua, ma anche dell\u2019indifferibilit\u00e0 di una decisa svolta socio-economica del territorio:<\/p>\n<p><em>\u201c &#8230; Gli stretti legami che il de Dottori aveva con il Veneto pel tramite dell\u2019Associazione Agraria Friulana non furono indifferenti nella sua opera di pioniere della bonifica isontina. Sul finire del secolo il nipote Giuseppe Morelli de Rossi, anch\u2019egli membro della Direzione dell\u2019Associazione Agraria, divenne uno degli artefici della ricostruzione viticola del\u00a0Friuli &#8230;\u201d <\/em>(Paolo Gaspari, \u2018La fine del mondo contadino in Friuli\u2019, 2006, p. 54).<\/p>\n<p>Le radici della famiglia Dottori erano venetogradesi, perch\u00e9 Pietro Dottori q.m (latino <em>quondam<\/em>, italiano <em>fu<\/em>) Michiel, originario di Venezia, nel 1694 ottenne la cittadinanza di Grado e successivamente, nel 1719, quella di Ronchi (Archivio\u00a0Storico Comune di Monfalcone).<\/p>\n<p>I de Dottori ebbero residenza a Ronchi, all\u2019inizio forse in un edificio dominicale diverso dal complesso edilizio tardo settecentesco, divenuto poi storica casa padronale della famiglia, ubicata nel rione di San Vito (San Vido Cau de Soto), lungo\u00a0l\u2019odierna via XXIV Maggio. II palazzo venne pi\u00f9 volte ristrutturato e modificato nel tempo, soprattutto dopo la Grande Guerra, quando fu gravemente danneggiato da un incendio appiccato dai soldati italiani in ritirata. Quel nucleo residenziale\u00a0fu edificato su commissione del padre del nostro protagonista, Giuseppe Felice Dottori, che ne divenne unico proprietario nel 1825. La famiglia si fregiava pure di uno \u2018stemma\u2019, di cui purtroppo s\u2019\u00e8 persa ogni traccia, citato nella brochure pi\u00f9 sopra menzionata.<\/p>\n<p>Antonio de Dottori nacque a Ronchi il 25 aprile 1817 da Giuseppe Felice e Antonia Monfer\u00e0. Port\u00f2 all\u2019altare il 29 aprile 1840 Carolina della Bona, sorella di monsignor Giuseppe della Bona, allora Vescovo di Trento, da cui ebbe tre figli: Giuseppe, Federico e Antonia Elena poi coniugata Morelli de Rossi. Federico spos\u00f2 Irene Prokop (figlia di Giuseppe e Anna de Lionelli), da cui ebbe quattro figli: Antonio Giuseppe Battista poi coniugato con Ines de Nordis, Anna Carolina poi coniugata Vianello, Giuseppe Angelo Battista poi coniugato con Maria Costessich e Giovanni. Il nipote Antonio, primogenito di Federico, assunse la conduzione dell\u2019azienda agricola di famiglia, fino alla sua morte, avvenuta nel 1955. Non ebbe figli. Giuseppe, invece, intraprese la carriera di magistrato ed ebbe cinque figli (Federico, Irene, Antonio, Maria e Sergio). Antonio de Dottori assolse gli studi ginnasiali a Udine, ove rimase qualche tempo a far pratica amministrativa presso il Municipio cittadino. Rientrato a Ronchi assunse le redini dell\u2019azienda agricola di famiglia, poich\u00e9 il fratello maggiore Giovanni (amico dell\u2019abate di Ronchi Leonardo Brumati e della poetessa di San Lorenzo di Manzano Caterina Percoto) aveva seguito la\u00a0vocazione sacerdotale. Ricopr\u00ec numerosi importanti incarichi pubblici e lasci\u00f2 molti scritti e articoli su tematiche di varia natura, specialmente agricola. Venne insignito di diverse onorificenze.<\/p>\n<p>In occasione del suo 80\u00b0 genetliaco, Antonio de Dottori venne omaggiato nella sua dimora di Ronchi dalle massime Autorit\u00e0 della Contea e locali, dai familiari, da amici e popolo con una solenne cerimonia, riportata anche dalla stampa locale e nazionale. Nel corso della cerimonia gli venne donata una preziosa pergamena riportante la seguente epigrafe, stilata dal <strong>Commendator Luigi Pajer de Morniva<\/strong>, allora Capitano Provinciale e Presidente dell\u2019I.R. Societ\u00e0 Agraria di Gorizia:<\/p>\n<p>AL CAVALIERE ANTONIO DOTTORI DEGLI ALBERONI<\/p>\n<p>DI OGNI VIRTU\u2019 CIVILE ADORNO<\/p>\n<p>DECORO E VANTO DEL FRIULI<\/p>\n<p>CHE A OTTANT\u2019ANNI DI VITA INTEMPERATA<\/p>\n<p>ONUSTO DI CARICHE ED ONORI<\/p>\n<p>CON GIOVANILE ARDORE INGEGNO CUORE OPERA<\/p>\n<p>IL XXV APRILE MDCCCXCVII<\/p>\n<p>AMICI E COLLEGHI RICONOSCENTI BENE AUGURANDO<\/p>\n<p>D.D.D.<\/p>\n<p>Antonio de Dottori si spense serenamente nella dimora di Ronchi il 13 aprile 1907, in tempo per vedere completata e inaugurata il 25 giugno 1905, al cospetto delle pi\u00f9 alte Autorit\u00e0 dell\u2019Impero e della Contea, quella imponente opera irrigatoria che aveva tanto voluto, che a lui venne emblematicamente dedicata e che tutt\u2019ora arreca grande beneficio all\u2019economia agricola del Monfalconese. Riposa nel camposanto di Ronchi, nella tomba di famiglia, che ospita le spoglie dei suoi figli e di diversi nipoti e pronipoti.<\/p>\n<p>La lezione di vita che Antonio de Dottori degli Alberoni ci ha trasmesso &#8211; fatta di dedizione alla causa comune, di senso della cosa pubblica, di spirito di servizio &#8211; \u00e8 una prezioso patrimonio, una testimonianza esemplare per chiunque, un valore che va preservato dall\u2019oblio, per non dimenticare, per un doveroso rispetto della memoria che la societ\u00e0 odierna sembra aver irrimediabilmente smarrito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio de Dottori<\/p>\n","protected":false},"author":29,"featured_media":22493,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-22492","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",750,483,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",750,483,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",750,483,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1-300x193.webp",300,193,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",640,412,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",300,193,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",500,322,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",474,305,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",391,252,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",300,193,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",750,483,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",750,483,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",750,483,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",750,483,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1.webp",250,161,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17676-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Renato Duca e Renato Cosma","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/duca\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Antonio de Dottori","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/29"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22492\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22493"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}