{"id":22444,"date":"2017-01-19T00:00:00","date_gmt":"2017-01-18T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22444"},"modified":"2017-01-19T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-18T23:00:00","slug":"un-inglese-tra-le-montagne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/un-inglese-tra-le-montagne\/","title":{"rendered":"Un inglese tra le montagne"},"content":{"rendered":"<p>Arrivarci in auto \u00e8 quasi un\u2019impresa, ma <strong>Patocco <\/strong>\u00e8 un borgo che ti conquista al primo sguardo, adagiato sotto le pareti del <strong>Monte Cimone <\/strong>e circondato da boschi di faggio e abeti. In primavera \u00e8 avvolto da una coltre di soffice bruma e i vicoli profumano di legna bruciata. Per chi sale in auto dalla frazione di <strong>Chiout Michel<\/strong>, rimane invisibile fino all\u2019ultima curva di strada, poi si svela poco a poco. Sembra un\u2019isola sospesa a mezz\u2019aria tra le montagne, una \u201ccitt\u00e0 incantata\u201d come quella descritta dal regista Hayao Miyazaki nel suo omonimo film, poi Premio Oscar. La borgata \u00e8 composta da vecchie case in pietra, oramai quasi tutte ristrutturate, una chiesa con una torre campanaria e variegate fioriture. Settant\u2019anni fa era popolata\u00a0da centotrenta persone e teneva perfino una scuola, malgrado oggi abbia perso il suo ultimo residente, Giancarlo Della Mea.<\/p>\n<p>Nonostante la vicinanza col polo sciistico di <strong>Sella Nevea<\/strong>, sono pochi i turisti che si spingono fin quass\u00f9, da quando un incendio sul <strong>Monte Jovet <\/strong>sfior\u00f2 l\u2019abitato, costringendo gli abitanti a evacuare. In inverno, poi, la strada \u00e8 coperta da metri di neve. Ma Patocco sembra risorto a nuova vita grazie ad alcuni artisti e intellettuali di mezza Europa che l\u2019hanno scelto per vivere meglio.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso di <strong>Peter Wild<\/strong>, inglese di 55 anni,\u00a0 che dal 1996 ci trascorre diversi mesi all\u2019anno; un amore a prima vista, scoccato oltre trent\u2019anni fa, e oggi sempre pi\u00f9 forte grazie alla connessione a internet che gli consente di gestire in loco la sua azienda in Thailandia.<\/p>\n<p><strong>Peter, lei \u00e8 un ingegnere specializzato in elettronica e in telecomunicazioni originario del Sussex, una contea storica dell\u2019Inghilterra meridionale. La sua scelta di vivere a Patocco \u00e8 quantomeno singolare: quando ha scoperto le nostre montagne?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel 1979, da studente, arrivai in Val Raccolana per trascorrere una settimana bianca. Allora Sella Nevea era una stazione pioniera dello sci alpino che, da pochi anni, aveva inaugurato la funivia del Canin e la sciovia a valle. La neve in quota arrivava a raggiungere anche i sei metri. La moderna localit\u00e0 tagliava strisce e strisce di piste e dopo ogni nevicata brulicava di bella gente e amanti dello slalom. Arrivai quass\u00f9 dacch\u00e9 in Inghilterra non avevamo grandi opportunit\u00e0 per sciare, il caso poi ha voluto che mi trovassi bene con i friulani: gente forte e decisa che stava vivendo sulla propria pelle il dramma del terremoto. Di quella Sella Nevea mi ricordo l\u2019hotel Nevea, la baita da Tarcisio ma soprattutto la mitica discoteca dei tanti incontri. Tuttavia Patocco lo scoprii molti anni pi\u00f9 tardi\u2026\u00bb<\/p>\n<p><strong>Un ritorno scritto nel destino.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuella breve vacanza mi aveva elettrizzato, cos\u00ec appena terminato le scuole superiori decisi di ritornare in Val Raccolana. Vi rimasi per sei mesi. L\u2019anno dopo rientrai in Inghilterra per frequentare la facolt\u00e0 d\u2019Ingegneria a Newcastle, malgrado ogni estate ritornassi nelle vostre montagne. E cos\u00ec, una volta divenuto ingegnere, mi trasferii in Friuli. Per sbarcare il lunario facevo quello che mi capitava: il disc jockey alla discoteca <em>Top Sound <\/em>di Sella Nevea o il manovale di una fornace a Villesse. E mentre acquisivo esperienza nel mondo del lavoro avviavo la mia azienda in Inghilterra. Un passo abbastanza lungo, ma dettato dalla mia passione per l\u2019elettronica. La societ\u00e0 offriva consulenze nello sviluppo hardware e software. Avevo clienti sparsi in tutto il mondo e viaggiavo tra America, Taiwan, Corea e Giappone. Ma il mio Eden era sempre la Val Raccolana e quando potevo ci ritornavo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fino a vent\u2019anni fa la strada per Patocco terminava a Chiout Michel, poi bisognava proseguire a piedi. Lei quando ci \u00e8 arrivato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNegli anni Ottanta quando una ragazza di Chiout Michel me ne parl\u00f2. Cos\u00ec, spinto dalla curiosit\u00e0 lo visitai. Fu amore a prima vista&#8230; Poi, nel 1997, chiusa la mia ditta in Inghilterra, comprai una vecchia casa che un po\u2019 alla volta oggi sto ristrutturando\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Durante gli inverni lei si trasferisce in Thailandia, dove gestisce una piccola azienda di elettronica. Il \u201ccavallo di battaglia\u201d di Patocco a suo avviso qual \u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abT\u2019insegna ad apprezzare il silenzio e a ritrovare una tua dimensione&#8230; Amo questo silenzio, cos\u00ec difficile da trovare nella vita di tutti i giorni. Qui tutto scorre lento e hai modo di riflettere su tante cose, in pi\u00f9 riesco a lavorare con tranquillit\u00e0 e a beneficiare dell\u2019ambiente. Sono circondato da una vallata rigogliosa con boschi che profumano di pino, cime innevate che salutano il sole e abbondanti fioriture. A differenza di quanto accade nelle altre borgate qui ci troviamo nel paese del sole\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Patocco \u00e8 anche \u201cla citt\u00e0 incantata\u201d di Pedro Odraska, un artista cecoslovacco scappato da Praga durante la rivolta del 1968 contro i sovietici\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa sua abitazione \u00e8 contigua alla mia, ma ultimante ci viene solo d\u2019estate, perch\u00e9 vive a Parigi con la moglie. Da quanto so Pedro \u00e8 arrivato in Friuli nel 1976, per dare manforte ai terremotati. Anche lui \u00e8 arrivato quass\u00f9 per caso e all\u2019istante si \u00e8 invaghito della borgata. Qualcuno gli offr\u00ec le chiavi di quella che molti anni dopo, pare per usucapione, divent\u00f2 la sua casa. Ogni Ferragosto organizza una grigliata a cui partecipano pi\u00f9 di 100 persone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel 2013 un incendio di grandi proporzioni mise a rischio i boschi della Val Raccolana. Si dice che un comandante non abbandona mai la nave, cos\u00ec Peter Wild non lasci\u00f2 Patocco quando il fuoco lamb\u00ec l\u2019abitato\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo sono nato vicino al mare (ride, <em>ndr<\/em>)\u2026 Il fuoco divamp\u00f2 per tre settimane sul Monte Jovet prima di attraversare Rio Chiout Cali e spostarsi sui fianchi settentrionali della Val Raccolana. Furono distrutti quasi 1.000 ettari di foresta: ricordo ancora che sabato 3 agosto quelle lingue di fuoco facevano davvero paura ed erano vicine alle nostre case. Gli uomini del Corpo forestale,\u00a0della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco piombarono quass\u00f9 per convincermi a lasciare il paese, ma io decisi di rimanere. Volevo essere sicuro che Patocco non corresse alcun pericolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il periodo migliore per vistare Patocco? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn estate. Suggerisco la seconda domenica di luglio nella ricorrenza del patrono, ma anche durante l\u2019autunno, una stagione magica con i suoi colori caldi e i suoi profumi intensi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La polenta \u00e8 il piatto che le ha dato il benvenuto in Italia, ma tra il <\/strong><strong><em>Merlot <\/em><\/strong><strong>friulano e lo <\/strong><strong><em>Scotch <\/em><\/strong><strong>della sua amata Inghilterra chi vince? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa birra\u2026 Un piacere intenso, soprattutto se bevuta con moderazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Siamo arrivati alla fine. Peter, che dono vorrebbe ricevere la Val Raccolana, ma anche Patocco, nell\u2019anno nuovo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSenz\u2019altro il ritorno del Giro d\u2019Italia con uscite nelle vicine \u201ccugine\u201c Carinzia e Slovenia. Nel 2013 abbiamo avuto modo di ospitare un finale di tappa che ha emozionato gli animi delle due ruote. Per la prossima occasione mi auguro che possano essere migliorate le attrezzature e le infrastrutture dell\u2019 Altipiano del Montasio, la nostra carta vincente, anche con il recupero della viabilit\u00e0 rurale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A tal proposito l\u2019architetto friulano Roberto Pirzio Biroli ha suggerito all\u2019Amministrazione comunale del sindaco Fuccaro di applicare delle pavimentazioni naturali in terra stabilizzata (tipo Glorit) delimitate da recinti di legno, per la sistemazione dei parcheggi.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCome ultimo desiderio mi accontenterei che la strada per Patocco venga sempre ripulita dalla neve\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><em>Nota dell\u2019autore<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Desidero ringraziare il perito Alessandro Chittaro, il perito Gerry Martina, Giancarlo Della Mea con consorte e i valligiani<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Peter Wild<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":22445,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-22444","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-turismo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",750,501,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",750,501,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",750,501,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",640,428,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",500,334,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",474,317,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",389,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",750,501,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",750,501,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",750,501,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",750,501,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17537-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/turismo\/\" rel=\"category tag\">TURISMO<\/a>","rttpg_excerpt":"Peter Wild","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22444","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22444"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22444\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22444"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22444"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22444"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}