{"id":22379,"date":"2017-01-11T00:00:00","date_gmt":"2017-01-10T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22379"},"modified":"2017-01-11T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-10T23:00:00","slug":"scegliere-a-quale-gioco-giocare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/scegliere-a-quale-gioco-giocare\/","title":{"rendered":"Scegliere a quale gioco giocare"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019innovazione \u00e8 un importante motore della crescita economica. Migliora la produttivit\u00e0 del capitale e del lavoro innescando circoli virtuosi di investimenti, reddito e risparmio che portano a ulteriori investimenti. L\u2019innovazione, sia attraverso la riduzione dei costi o la differenziazione del prodotto, \u00e8 la pi\u00f9 importante arma competitiva. Eppure, l\u2019innovazione \u00e8 ancora poco compresa, \u00e8 un fenomeno complesso e molto diversificato.<\/p>\n<p>Le strategie di innovazione sono caratterizzabili rispetto a diverse dimensioni: 1) l\u2019innovazione \u00e8 di tipo incrementale o crea nuovi prodotti\/servizi\/mercati; 2) \u00e8 associata con un prodotto\/servizio <em>stand-alone <\/em>(in grado di funzionare autonomamente) o il prodotto\/servizio \u00e8 parte di un sistema. Ciascuna tipologia di innovazione \u00e8 caratterizzata da un ecosistema specifico. In termini di impatti sulla crescita e sul PIL, recenti ricerche mostrano che le <strong>innovazioni incrementali <\/strong>danno un contributo significativamente maggiore rispetto a innovazioni cosiddette <strong>dirompenti<\/strong>.<\/p>\n<p>I settori industriali vivono diverse fasi nel loro ciclo di vita e ciascuna \u00e8 dominata da un determinato tipo di innovazione, anche se strategie diverse possono coesistere. I mercati per i prodotti \u201cstand alone\u201d tendono a evolversi, spesso spinti e protetti da un brevetto in un regime iniziale di concorrenza monopolistica, in mercati in cui si compete attraverso ondate e nuovi cicli di innovazioni. Una evoluzione tipica avviene quando i brevetti arrivano alla fi ne della loro vita e i prodotti diventano <em>commodity <\/em>(prodotti realizzati senza differenze qualitative, <em>ndr<\/em>) con l\u2019ingresso di produttori a basso costo. Il prezzo sostituisce il valore del marchio come criterio di scelta dei clienti.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di riconoscere e di eseguire la strategia di innovazione pi\u00f9 appropriata al contesto diventa nella nostra era della post globalizzazione la capacit\u00e0 competitiva fondamentale. In questo contesto la maggior parte delle imprese tendono a sviluppare diverse strategie di innovazione contemporaneamente, ma giocare due o pi\u00f9 partite allo stesso tempo richiede una intensit\u00e0 di azione, di risorse e una diversit\u00e0 di competenze che poche organizzazioni possono padroneggiare.<\/p>\n<p>La maggior parte delle imprese attribuiscono all\u2019innovazione una parte significativa della loro redditivit\u00e0. Ma le strategie sono molto diverse. Le imprese in settori maturi usano percorsi diversi da quelle che operano in settori ad alta tecnologia.<\/p>\n<p>Si deve riconoscere che l\u2019innovazione ha molte facce, ognuna delle quali rappresenta una logica distinta di innovazione, che richiede strategie e pratiche diverse. Questo punto di vista va contro la convinzione diffusa che vi siano migliori pratiche e politiche pubbliche universali per stimolare l\u2019innovazione. In effetti tale sistema potrebbe intrappolare interi settori in percorsi e giochi competitivi a somma negativa con basso tasso di innovazione, bassa crescita e bassa redditivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Giochi competitivi e innovazione<\/strong><\/p>\n<p>I percorsi competitivi (giochi) sono insiemi coerenti di strategie e regole utilizzate per prendere decisioni circa \u00a0l\u2019innovazione in diversi contesti. Ogni percorso\/ gioco pu\u00f2 essere visto come un flusso coerente di decisioni vincolate da alcuni fattori economici, sociali, istituzionali e tecnologici, che determinano un numero limitato di traiettorie che le imprese possono perseguire. Ogni percorso\/gioco \u00e8 caratterizzato da: i) una serie coerente di strategie e di regole; ii) un ecosistema di aziende interdipendenti che competono e collaborano con gli innovatori, innescando cos\u00ec dinamiche positive di crescita o evoluzioni negative; iii) un quadro di riferimento e una serie di accordi istituzionali, pubblici o privati, che supportano i particolari modelli di innovazione.<\/p>\n<p>Le imprese raramente innovano da sole: le universit\u00e0, istituti di ricerca, le comunit\u00e0 scientifiche e tecnologiche e \u00a0imprenditoriali forniscono il capitale intellettuale e imprenditivo. In questo quadro rientrano le risorse finanziarie e di consulenza che provengono da istituzioni finanziarie e dalle agenzie pubbliche di sostegno all\u2019innovazione.<\/p>\n<p>\u00c8 di questi giorni la nascita della nuova piattaforma di investimento \u201cITAtech\u201d, per trasformare i progetti di ricerca e di innovazione tecnico-scientifica in nuove imprese ad alto contenuto tecnologico. L\u2019iniziativa, promossa da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Fondo europeo per gli investimenti (FEI), \u00e8 rivolta a progetti sia pubblici sia privati, con una dotazione iniziale di 200 milioni di euro dedicati ai processi di \u201ctrasferimento tecnologico\u201d dalle universit\u00e0 e dai centri di ricerca\u00a0alle imprese, in vari settori a elevato potenziale di crescita.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa ITAtech \u00e8 stata lanciata contestualmente al varo della piattaforma di investimento dedicata alle Piccole medie imprese (PMI) italiane, congiuntamente da parte del Ministero dell\u2019economia e delle finanze, dalla Commissione Europea, della CDP e del FEI. Il piano in questione, grazie a una serie di iniziative di messa a disposizione di garanzie e meccanismi di mitigazione dei rischi, ha l\u2019obiettivo di attivare investimenti per le PMI per oltre 6 miliardi di euro. Con i 225 milioni di euro stanziati si vuole infatti attivare un effetto moltiplicatore in grado di sostenere un ammontare rilevante di nuovi investimenti, fornendo alle PMI maggiori margini di manovra finanziari per investire nel futuro, creare posti di lavoro e crescita.<\/p>\n<p>Ma come abbiamo detto l\u2019innovazione ha molte facce e ognuna \u00e8 caratterizzata da diverse modalit\u00e0 e insiemi di regole di business e istituzionali che pi\u00f9 si adattano al processo competitivo in un settore in un determinato momento. Infatti anche dal punto di vista delle politiche pubbliche, la capacit\u00e0 di riconoscere i fattori critici nel \u201cgioco\u201d dell\u2019innovazione in diversi momenti del ciclo di vita delle industrie (siano esse manifatturiere o di servizio) ha implicazioni significative per l\u2019efficacia delle politiche stesse, in quanto queste dovrebbero essere specifiche e differenziate da un \u201cgioco\u201d all\u2019altro. Per questi motivi l\u2019innovazione \u00e8 ancora oggetto di indagine, sia dal punto di vista della strategia di business che dal punto di vista delle politiche pubbliche. In particolare la sua grande diversit\u00e0, dall\u2019invenzione di Internet all\u2019invenzione di nuovi principi attivi nelle biotecnologie, rende difficile generalizzare le modalit\u00e0 di stimolo e di intervento.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione pu\u00f2 essere generalmente definita in termini di nuove applicazioni che creano nuova conoscenza e migliore\u00a0utilit\u00e0 per la societ\u00e0. Le teorie pi\u00f9 comunemente accettate di innovazione tendono a riflettere le opinioni di Schumpeter, immaginando innovazioni come le ricerche basate sulla scienza che producono prodotti basati sulla propriet\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche una credenza quasi mitica nel ruolo critico di imprenditori come agenti di ringiovanimento e, per estensione, in capitale di rischio che li sostengono. In questo filone di pensiero le grandi imprese con R&#038;S (ricerca e sviluppo) sono importanti agenti di innovazione. Questo punto di vista ha portato a una forte associazione nella politica pubblica tra R&#038;S e innovazione. In effetti, l\u2019indicatore pi\u00f9 popolare dei risultati nazionali sull\u2019innovazione sembra essere la spesa delle imprese in R&#038;S in percentuale del PIL.<\/p>\n<p>Dal nostro punto di vista, il sostegno pubblico all\u2019innovazione o alla R&#038;S nelle Universit\u00e0 non \u00e8 centrale. \u00c8 un fattore tra i molti, ma in genere non un fattore determinante e sufficiente per l\u2019innovazione. L\u2019innovazione richiede il successo commerciale, la realizzazione di nuove idee e non riguarda l\u2019avanzamento delle conoscenze e lo sviluppo della tecnologia. Questa distinzione importante ha un impatto sul ruolo delle politiche per lo sviluppo scientifico e della tecnologia. Infatti la ricerca di base rappresenta una fase pre-competitiva al di fuori del processo di innovazione. I fornitori di nuove conoscenze contribuiscono con input importanti al processo di innovazione, proprio come il quadro giuridico, normativo e istituzionale: sono facilitatori importanti, ma di rado sono al centro del processo. Negli ultimi anni la comprensione del fenomeno dell\u2019innovazione \u00e8 progredita con l\u2019individuazione di tre nuovi paradigmi:<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Innovazione come sistema modulare<\/strong>. Una gran parte dei nuovi prodotti e servizi sono inseriti in sistemi esistenti, come componenti complementari e componenti aggiuntivi. Si parla di piattaforme che trasformano l\u2019innovazione in complesse evoluzioni di tipo architettonico.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Innovazione come interazione con i clienti<\/strong>. I nuovi mercati sono generalmente costruiti congiuntamente da innovatori e clienti. Le innovazioni sono il risultato di un processo di interazione e apprendimento tra innovatori e i clienti pi\u00f9 aperti alle novit\u00e0, il cui coinvolgimento \u00e8 essenziale per lo sviluppo di nuovi prodotti\/servizi. I clienti forniscono informazioni critiche per gli sviluppatori nelle fasi di pre-commercializzazione e del processo di definizione e lancio sul mercato.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Innovazione come ecosistema<\/strong>. Le imprese difficilmente innovano da sole e si basano su contributi di aziende complementari. Le innovazioni emergono dagli ecosistemi e sono raramente il lavoro di singole imprese. L\u2019evidenza empirica e gli studi degli ultimi venticinque anni hanno documentato le interdipendenze tra gli attori chiave nell\u2019evoluzione dei settori e dei <em>cluster <\/em>(imprese interconnesse) industriali.<\/p>\n<p>Questi nuovi punti di vista aiutano la comprensione dell\u2019evoluzione delle battaglie competitive e dei processi di innovazione complessivi. Ad esempio oggi gli operatori delle telecomunicazioni e dei media sono impegnati in battaglie simili. Si veda il caso Bollor\u00e9\/Mediaset. Quali sono gli obiettivi degli attori in gioco? La convergenza tra operatori della telefonia e dei produttori di contenuti multimediali sta conducendo verso nuovi assetti, verso nuove piattaforme competitive. Saranno gli iphone o altri PDA (palmari digitali) a sostituire i telefoni fissi o mobili? Saranno Time Warner, Mediaset, Netfl ix, Google, Skype e altri mediatori di informazioni i punti di ingresso per le comunicazioni di massa? La battaglia \u00e8 in corso, Internet facilita l\u2019ingresso di molti nuovi giocatori cos\u00ec come ha favorito innovazioni di piattaforme\u00a0e architetture modulari in varie industrie e ecosistemi.<\/p>\n<p>Le strategie dominanti per l\u2019innovazione di solito non sono basate su abilit\u00e0 scientifica o brevetti. Invece, le strategie emergono da (1) una visione coraggiosa sulla traiettoria di nuove tecnologie per soddisfare le esigenze non soddisfatte; (2) la capacit\u00e0 di costruire coalizioni e standard produttivi e di servizio aperti alla collaborazione; (3) la capacit\u00e0 di marketing e di promozione, per rendere le nuove piattaforme attrattive per la clientela. Costruire pi\u00f9 grandi comunit\u00e0 di sviluppatori e\u00a0utenti richiede capacit\u00e0 di collaborazione e di orchestrazione. Disporre di brevetti di prodotto \u00e8 utile, ma spesso secondario rispetto alle capacit\u00e0 ed agli effetti di costruire reti, sistemi modulari e architetture competitive.<\/p>\n<p>I sistemi aperti e le innovazioni di rete riflettono la fase attuale del nostro sviluppo economico. La frammentazione del tessuto economico imprenditoriale italiano probabilmente richiede di intraprendere percorsi di innovazione e crescita basati sullo sviluppo di ecosistemi e architetture di business modulari, anche per superare il nanismo che lo contraddistingue. Si tratta di superare approcci e politiche in cui ogni settore dell\u2019economia si affida di volta in volta a percorsi individuali e isolati, ciascuno con il proprio fabbisogno in termini di persone, conoscenze, capitali d\u2019investimento e di quadro istituzionale.<\/p>\n<p>Una strategia di innovazione per il nostro Paese richiede uno sforzo molto pi\u00f9 complesso e dovr\u00e0 riflettere tanto la sua struttura industriale quanto le ambizioni di ci\u00f2 che vuole diventare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Innovazione e produttivit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-22379","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Innovazione e produttivit\u00e0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22379\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}