{"id":22373,"date":"2017-01-10T00:00:00","date_gmt":"2017-01-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22373"},"modified":"2017-01-10T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-09T23:00:00","slug":"trieste-film-festival-gran-finale-con-monica-bellucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/trieste-film-festival-gran-finale-con-monica-bellucci\/","title":{"rendered":"Trieste Film Festival, gran finale con Monica Bellucci"},"content":{"rendered":"<p>Torna <strong>dal 20 al 29 gennaio<\/strong> il <strong>TRIESTE\u00a0FILM FESTIVAL<\/strong>, primo e pi\u00f9 importante appuntamento italiano con il cinema dell&#39;<strong>Europa centro orientale<\/strong>, giunto quest&#39;anno alla\u00a0<strong>28^ edizione<\/strong>, diretta da\u00a0<strong>Fabrizio Grosoli<\/strong> e <strong>Nicoletta Romeo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ad aprire il festival sar\u00e0, venerd\u00ec 20 gennaio, l\u2019anteprima fuori concorso di <strong>THE TEACHER<\/strong>, il nuovo film di <strong>Jan H\u0159ebejk<\/strong> (autore candidato all&#39;Oscar per il miglior film straniero nel 2000 con <em>Divided We Fall<\/em>), prossimamente in uscita nelle sale italiane distribuito da Satine Film. Un apologo, ispirato a una storia vera, venato di umorismo grottesco capace di trascendere ogni coordinata di regime politico (siamo a Bratislava, nella Cecoslovacchia del 1983 che inizia a sbirciare oltre la cortina di ferro e il Socialismo reale) attraverso una memorabile figura di insegnante soltanto all\u2019apparenza mite e rassicurante\u2026 Un ruolo che \u00e8 valso all\u2019interprete Zuzana Maur\u00e9ry il premio per la migliore attrice all\u2019ultimo Festival di Karlovy Vary.<\/p>\n<p>La chiusura sar\u00e0 invece affidata all\u2019ultimo film di <strong>Emir Kusturica<\/strong>, <strong>ON THE MILKY ROAD<\/strong>: una storia d\u2019amore \u201cbigger than life\u201d, sullo sfondo di una non meglio precisata guerra civile (che non pu\u00f2 non far pensare, per\u00f2, al conflitto jugoslavo), interpretata dallo stesso Kusturica e da Monica Bellucci, nei panni di una misteriosa donna italiana\u2026 Un film che conferma il talento visivo dell\u2019autore di <em>Underground<\/em>, un cineasta che come pochi altri ha saputo creare negli ultimi trent\u2019anni un immaginario inconfondibile.<\/p>\n<p>Nucleo centrale del programma si confermano i <strong>tre concorsi internazionali<\/strong> dedicati a <strong>lungometraggi<\/strong>, <strong>cortometraggi<\/strong> e <strong>documentari<\/strong>: a decretare i vincitori, ancora una volta, sar\u00e0 il pubblico del festival.<\/p>\n<p><strong>Dieci<\/strong> i film, tutti in anteprima italiana, che compongono il <strong>Concorso internazionale lungometraggi<\/strong>. Il \u201cpassato che non passa\u201d, e un punto di vista al femminile, sono i fili rossi che uniscono le due produzioni provenienti dall\u2019area della ex Jugoslavia: <strong>A GOOD WIFE<\/strong> (Dobra \u017eena \/ Una brava moglie), esordio alla regia dell\u2019attrice serba (qui anche protagonista) <strong>Mirjana Karanovi\u0107<\/strong>, e <strong>ON THE OTHER SIDE<\/strong> (S one strane \/ Dall\u2019altra parte) del croato <strong>Zrinko Ogresta <\/strong>(uscir\u00e0 prossimamente nelle sale italiane con Cineclub Internazionale Distribuzione). Nel primo, ispirato a una storia vera, una donna di 50 anni, Milena, deve fare i conti con la scoperta di una pagina oscura della vita del marito, oggi imprenditore immobiliare ma ieri responsabile di un eccidio di civili; nel secondo, Vesna \u00e8 una donna che lavora come infermiera a Zagabria, dove si \u00e8 trasferita venti anni prima con il figlio e la figlia, dopo che il marito \u017darko \u00e8 stato condannato per crimini di guerra\u2026<\/p>\n<p>L\u2019emigrazione si affaccia quest\u2019anno in una doppia veste: se il greco <strong>AMERIKA SQUARE<\/strong> (Plateia Amerikis \/ Piazza Amerika) di <strong>Yannis Sakaridis<\/strong> intreccia tre storie sullo sfondo di una citt\u00e0 che \u2013 come spiega il regista \u2013 somiglia sempre di pi\u00f9 a \u201c<em>una moderna Casablanca dove migliaia di persone aspettano un pezzo di carta, un passaporto falso o un posto su un camion, su una barca, su qualsiasi mezzo li trasporti nell&#39;Ovest dell&#39;Europa<\/em>\u201d, il rumeno <strong>BY THE RAILS<\/strong> (Dincolo de calea ferat\u0103 \/ Lungo i binari) di <strong>C\u0103t\u0103lin Mitulescu<\/strong> racconta il ritorno in patria di Adrian, che \u2013 partito un anno prima per lavorare in Italia e aiutare finanziariamente la famiglia \u2013 al rientro trova ad aspettarlo una moglie che stenta a ricambiare il suo affetto e un figlio cresciuto troppo in fretta.<\/p>\n<p>\u00c8 \u2013 in parte \u2013 la storia di un ritorno a casa, e di due famiglie mai state troppo in sintonia, anche quella raccontata dall\u2019ungherese <strong>IT\u2019S NOT THE TIME OF MY LIFE<\/strong> (Ernell\u00e1\u00e9k Farkas\u00e9kn\u00e1l \/ Non \u00e8 il periodo migliore della mia vita), diretto e interpretato da <strong>Szabolcs Hajdu<\/strong>: un film a basso costo (girato a casa del regista, con una troupe di studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Budapest e un cast artistico perlopi\u00f9 di amici e parenti) che si \u00e8 imposto come un vero e proprio \u201ccaso\u201d, conquistando a Karlovy Vary il Grand Prix come miglior film e il premio per la migliore interpretazione maschile.<\/p>\n<p>Applaudito a Karlovy Vary (e premiato, per la migliore regia) anche lo sloveno <strong>NIGHTLIFE<\/strong> (No\u010dno \u017eivljenje \/ Vita notturna) di <strong>Damjan Kozole<\/strong>, storia di un incidente che in un istante cambia la vita di una coppia benestante di Lubiana, costringendo una donna a confrontarsi con le proprie paure pi\u00f9 profonde e a infrangere le leggi morali difese fino ad allora.<\/p>\n<p>La Bulgaria si presenta con i suoi autori pi\u00f9 affermati, <strong>Kristina Grozeva<\/strong> e <strong>Petar Valchanov<\/strong>, che dopo il successo internazionale di <em>The Lesson<\/em> firmano con <strong>GLORY<\/strong> (Slava \/ Gloria), nelle sale italiane ad aprile 2017 distribuito da I Wonder Pictures, il ritratto di un Paese preda di una corruzione diffusa e di una impietosa disparit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>La Repubblica Ceca guarda ad uno sconvolgente episodio del proprio drammatico passato con <strong>I, OLGA HEPNAROV\u00c1<\/strong> (J\u00e1, Olga Hepnarov\u00e1 \/ Io, Olga Hepnarov\u00e1) di <strong>Tom\u00e1\u0161 Weinreb<\/strong> e <strong>Petr Kazda<\/strong>, che ricostruisce il caso di Olga Hepnarova, una ragazza omosessuale di 22 anni che, rifiutata dalla famiglia e dalla societ\u00e0, il 10 luglio 1973 decide di \u201cvendicarsi\u201d abbattendosi con un camion su una fermata dell\u2019autobus del centro di Praga e uccidendo otto persone. Due anni dopo sar\u00e0 impiccata, ultima donna a essere condannata a morte in Cecoslovacchia.<\/p>\n<p>Un fatto di cronaca nera \u00e8 alla base del polacco <strong>PLAYGROUND<\/strong> (Plac Zabaw \/ Parco giochi) di <strong>Bartosz M. Kowalski<\/strong>, che osserva una \u201cordinaria\u201d esplosione di violenza adolescenziale in un pomeriggio noioso e solo apparentemente tranquillo.<\/p>\n<p>L\u2019Italia e l\u2019Austria, infine, con la coproduzione <strong>MISTER UNIVERSO<\/strong> di <strong>Tizza Covi<\/strong> e <strong>Rainer Frimmel<\/strong>: gli autori di <em>La Pivellina<\/em> continuano a perseguire un cinema soltanto all\u2019apparenza immediato e semplice, frutto in realt\u00e0 di un lavoro lungo e meditato. Ambientato nel mondo del circo, il film segue il viaggio attraverso l\u2019Italia del giovane domatore di leoni Tairo alla ricerca di Arthur Robin, carismatico Mister Universo degli anni \u201950. Prossimamente nelle sale con Tycoon Distribuzione.<\/p>\n<p>Altri cinque, oltre ai citati <em>The Teacher <\/em>e <em>On the Milky Road<\/em>, i lungometraggi fuori concorso selezionati come <strong>Eventi Speciali<\/strong> di questa edizione: a cominciare dall\u2019omaggio postumo a un autore, <strong>Andrzej Wajda<\/strong>, cui il Festival ha sempre guardato non soltanto con attenzione ma con autentica devozione. Il suo <strong>AFTERIMAGE<\/strong> (Powidoki), ritratto del grande pittore W\u0142adys\u0142aw Strzemi\u0144ski perseguitato dal regime per il suo rifiuto di scendere a compromessi con le dottrine del realismo socialista, \u00e8 l\u2019ultimo regalo di un gigante del cinema ma anche di uno straordinario testimone della storia europea del XX secolo.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019autentica riscoperta, favorita dal restauro promosso dallo Slovenian Film Centre, quella di <strong>THE VALLEY OF PEACE<\/strong> (Dolina miru), uno dei classici del cinema sloveno del secondo dopoguerra: firmato dal futuro candidato all\u2019Oscar <strong>France \u0160tiglic<\/strong>, il film \u2013 una \u201cfavola bellica\u201d ad altezza di bambino sulla fuga dalla guerra di due orfani, la tedesca Lotti e lo sloveno Marko, aiutati da un pilota americano di colore \u2013 fu presentato nel 1957 in concorso al Festival di Cannes, dove il protagonista John Kitzmiller (dimenticato interprete anche di tanto cinema italiano, da <em>Vivere in pace<\/em> di Luigi Zampa a <em>Luci del variet\u00e0<\/em> di Lattuada e Fellini) vinse il premio come miglior attore \u201csbaragliando\u201d avversari del calibro di Gary Cooper e Max von Sydow.<\/p>\n<p>E, a proposito di Cannes, uno speciale omaggio al suo protagonista <strong>Omero Antonutti<\/strong> (con la pubblicazione di un volume di Guido Botteri edito da Comunicarte Edizioni &#038; TSFF) sar\u00e0 l\u2019occasione per celebrare a Trieste il quarantesimo anniversario della Palma d\u2019oro a <strong>PADRE PADRONE<\/strong> di Paolo e Vittorio Taviani.<\/p>\n<p>Il Festival \u00e8 inoltre felice di ospitare la consegna di un premio di nuova istituzione, quello promosso dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) per segnalare il \u201cMiglior film italiano dell\u2019anno\u201d. A vincere la prima edizione \u00e8 <strong>FAI BEI SOGNI<\/strong> di <strong>Marco Bellocchio<\/strong>, protagonista il 28 gennaio di un incontro con il pubblico. \u201cTrieste \u2013 spiega Franco Montini, presidente del SNCCI \u2013 apre il calendario cinematografico dell&#39;anno nuovo e ci sembra quindi il luogo ideale per un riconoscimento che premia il meglio dell&#39;annata appena trascorsa\u201d.<\/p>\n<p>In collaborazione con Muggia Teatro, inoltre, il Trieste Film Festival ospita la proiezione di <strong>THESE ARE THE RULES<\/strong> (Takva su pravila \/ Queste sono le regole) di Ognjen Svili\u010di\u0107: un\u2019occasione per approfondire la conoscenza di uno dei pi\u00f9 importanti attori della scena e del cinema bosniaci, <strong>Emir Had\u017eihafizbegovi\u0107<\/strong>, premiato proprio per questo film alla 71. Mostra Internazionale d\u2019Arte Cinematografica di Venezia e gi\u00e0 interprete di titoli come <em>Pap\u00e0 \u00e8 in viaggio d\u2019affari<\/em> di Emir Kusturica, <em>Karaula<\/em> di Rajko Grli\u0107 e <em>Il segreto di Esma<\/em> di Jasmila \u017dbani\u0107.<\/p>\n<p>Il <strong>Concorso internazionale Documentari<\/strong> propone undici titoli, tutti in anteprima italiana.<\/p>\n<p>Come affrontare la \u201cpropria\u201d storia di guerra? E come fare in modo che i nostri figli non siano costretti a portare questo peso? A queste e altre domande prova a rispondere <strong>Lidija Zelovi\u0107<\/strong> nel suo <strong>MY OWN PRIVATE WAR<\/strong>, un viaggio interiore attraverso i ricordi, i luoghi e le persone che ama. Nata a Sarajevo, fuggita nel 1993 nei Paesi Bassi, Zelovi\u0107 ha sempre continuato a indagare la guerra, fino a rendersi conto che la guerra \u00e8 \u201cdentro\u201d le persone. Anche dentro di s\u00e9.<\/p>\n<p>Ancora un teatro di guerra, l\u2019Ucraina raccontata da <strong>Peter Entell<\/strong> in <strong>COMME LA ROS\u00c9E AU SOLEIL<\/strong>: un secolo fa i nonni del regista sono dovuti fuggire da quella terra dilaniata dai massacri. Cento anni dopo, lo stesso nazionalismo distruttivo: la gente continua a uccidere in nome della madre patria, della bandiera, della cultura, della religione&#8230; Da un posto di blocco all&#39;altro, Entell ci porta dagli ucraini lealisti ai separatisti filo-russi, senza voler stabilire chi abbia ragione e chi torto, ma parlandoci della follia umana che si tramanda dall&#39;alba dei tempi.<\/p>\n<p>Ci voleva una regista serba, <strong>Tamara von Steiner<\/strong>, da anni residente in Sicilia, per raccontare in <strong>CONTROINDICAZIONE<\/strong> un luogo sconvolgente come l\u2019ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, chiuso nel 2015, una sorta di sistema invincibile, di entit\u00e0 indipendente per la quale nessuno si assume alcuna responsabilit\u00e0 e che distrugge le vite e la dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>E certo non pu\u00f2 non fare effetto mettere a confronto, e trovare pi\u00f9 di un punto di contatto, tra questa vergogna tutta italiana e l\u2019istituto neuropsichiatrico che in Siberia \u201caccoglie\u201d, dopo l\u2019infanzia in orfanotrofio, Julija e Katia, le protagoniste di <strong>MANUEL DE LIB\u00c9RATION<\/strong> di <strong>Aleksandr Kuznecov<\/strong>: la strada per riconquistare i propri diritti, affrontando la terribile burocrazia russa, \u00e8 lunga e difficile. Il regista segue la vita delle due donne: la loro routine quotidiana, qualche breve momento di piacere, i ricordi pi\u00f9 dolorosi, l&#39;attesa per la decisione del tribunale, nuove prove, delusioni e nuove speranze.<\/p>\n<p>Un approccio diametralmente opposto al tema del disturbo mentale \u00e8 quello indagato dal ceco <strong>Miroslav Janek<\/strong> nel suo <strong>NORMAL AUTISTIC FILM<\/strong> (Norm\u00e1ln\u00ed autistick\u00fd film \/ Un normale film autistico) attraverso le storie di cinque ragazzi straordinari che la societ\u00e0 ha etichettato, senza mezzi termini, come \u201cautistici\u201d: ma se smettessimo una volta per tutte di considerare l\u2019autismo come un problema medico, trattandolo invece come un modo di pensare magari difficilmente decifrabile ma sicuramente affascinante?<\/p>\n<p>E, a proposito di ragazzi straordinari, come altro definire la giovane Ola, protagonista del polacco <strong>COMMUNION<\/strong> (Komunia \/ La comunione) di <strong>Anna Zamecka<\/strong>? Quando gli adulti sono incapaci, i bambini devono crescere in fretta, e Ola, a 14 anni, gi\u00e0 si prende cura del padre e del fratello: la madre vive altrove, si sentono solo per telefono. La comunione del fratello diventa cos\u00ec per Ola l\u2019occasione per organizzare una festa perfetta che riunisca finalmente la sua famiglia.<\/p>\n<p>Dalla Bulgaria arriva un film che ci aiuta a riflettere sulla percezione della cosiddetta \u201cemergenza immigrati\u201d nell\u2019Europa dell\u2019est, <strong>THE GOOD POSTMAN <\/strong>di <strong>Tonislav Hristov<\/strong>, storia di un postino che in un piccolo paese al confine con la Turchia si candida a sindaco con un programma \u201crivoluzionario\u201d: ridare vita al villaggio ormai morente accogliendo i rifugiati. Peccato che non tutti siano d\u2019accordo, a cominciare dai nostalgici del comunismo.<\/p>\n<p>Cosa ci fa una scienziata lituana tra le montagne del Kazakistan? <strong>THE WOMAN AND THE GLACIER<\/strong> (Moteris ir ledynas \/ La donna e il ghiacciaio) di <strong>Audrius Stonys<\/strong> racconta la vita solitaria, a 3500 metri sopra il livello del mare, di Au\u0161ra Revutaite, impegnata da trent\u2019anni nello studio dei cambiamenti climatici nel ghiacciaio Tuyuksu.<\/p>\n<p>Si muove tra realt\u00e0 e finzione, mischiando volutamente le carte del vero e del verosimile, <strong>HOUSTON, WE HAVE A PROBLEM<\/strong> (Huston, imamo problem! \/ Houston, abbiamo un problema!) di <strong>\u017diga Virc<\/strong>, che approfitta di uno dei temi pi\u00f9 cari ai teorici della cospirazione \u2013 la corsa allo spazio \u2013 per portare alla luce il mito dell\u2019accordo multimiliardario dietro l\u2019acquisto da parte degli Stati Uniti del programma spaziale segreto di Tito, all\u2019inizio degli anni \u201960.<\/p>\n<p>Due film, infine, che da prospettive diverse si confrontano con l\u2019orrore della Seconda guerra mondiale: da una parte la quotidianit\u00e0 di chi di quegli orrori fu testimone se non complice, seppure dietro a una scrivania, come Brunilde Pomsel, la segretaria, stenografa e dattilografa di Joseph Goebbels, che oggi, a 105 anni, per la prima volta si racconta in <strong>A GERMAN LIFE<\/strong> (Ein Deutsches leben \/ Una vita tedesca) di <strong>Christian Kr\u00f6nes<\/strong>, <strong>Olaf S. M\u00fcller<\/strong>, <strong>Roland Schrotthofer<\/strong> e <strong>Florian Weigensamer<\/strong>, in uscita nelle sale italiane il 27 gennaio dist<br \/>\nibuito da Wanted Cinema; dall\u2019altra le vittime, come i rom e i sinti del cui Olocausto poco o nulla si sa, e che viene ora raccontato da <strong>A HOLE IN THE HEAD<\/strong> (Diera v hlave \/ Un buco in testa) di <strong>Robert Kirchhoff<\/strong>.<\/p>\n<p>Tre i documentari fuori concorso, a cominciare dalla prima mondiale di <strong>TRIESTE, YUGOSLAVIA<\/strong> di <strong>Alessio Bozzer<\/strong>, che attraverso un mosaico di materiali d\u2019archivio, storie e testimonianze ricostruisce gli anni in cui Trieste divenne per tutti gli abitanti dell\u2019allora Jugoslavia la meta prediletta per lo shopping e in particolare per il capo d\u2019abbigliamento simbolo degli anni 70 e 80, i blue jeans.<\/p>\n<p>Con <strong>BEYOND BOUNDARIES<\/strong> l\u2019austriaco <strong>Peter Zach<\/strong> firma un roadmovie che viaggia sui confini e sugli abitanti dell&#39;Europa Centrale e che, accompagnato dai testi del noto poeta sloveno Ale\u0161 \u0160teger, diventa una meditazione filosofica su qualcosa che potremmo perdere: l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Dalla Polonia arriva <strong>ALL THESE SLEEPLESS NIGHTS<\/strong> di <strong>Micha\u0142 Marczak<\/strong>, che sar\u00e0 distribuito in Italia da I Wonder Pictures a maggio 2017: premiato per la migliore regia al Sundance 2016, il film \u2013 con uno stile liberissimo che ricorda le Nouvelle Vague degli anni \u201960 \u2013 racconta una Varsavia sospesa fra il suo traumatico passato e un futuro alimentato da una nuova generazione piena di energia.<\/p>\n<p>Sono 18 i <strong>cortometraggi<\/strong> in concorso per il <strong>Premio TsFF Corti<\/strong>: tra questi, il greco <strong>FOX<\/strong> di <strong>Jacqueline Lentzou<\/strong>, premiato dalla giuria dei Giovani all\u2019ultimo Festival di Locarno; lo sloveno <strong>GOOD LUCK, ORLO!<\/strong> di <em>Sara Kern<\/em>, gi\u00e0 in concorso alla Mostra di Venezia; il georgiano <strong>LETHE<\/strong> di <strong>Dea Kulumbegashvili<\/strong>, presentato alla Quinzaine des R\u00e9alisateurs del Festival di Cannes; il serbo <strong>TRANSITION <\/strong>di Milica Tomovi\u0107, miglior corto al Festival di Sarajevo. L\u2019Italia \u00e8 rappresentata quest\u2019anno da <strong>MOSTRI<\/strong> del fiorentino <strong>Adriano Giotti<\/strong>: Alex ha quasi quaranta anni, si \u00e8 disintossicato dalla droga da tempo, ma suo padre, che gli \u00e8 rimasto accanto ogni giorno, ha paura che il figlio possa ricadere di nuovo. Soprattutto ora che deve dare l\u2019addio al cane, l\u2019unico essere a cui Alex tiene davvero.<\/p>\n<p>Si conferma anche quest\u2019anno l\u2019attenzione per l\u2019animazione, con una vetrina fuori concorso dove trova posto anche \u2013 in prima assoluta \u2013 l\u2019italiano <strong>CONFINO<\/strong> di <strong>Nico Bonomolo<\/strong>, la storia di un uomo che grazie al potere dell\u2019arte sapr\u00e0 affrancarsi dal confino impostogli dalla dittatura fascista.<\/p>\n<p>Promossa in collaborazione con Sky Arte, che premier\u00e0 uno dei film della sezione attraverso l\u2019acquisizione e la diffusione sul canale, <strong>TriesteFF Art&#038;Sound<\/strong> propone quest\u2019anno sei titoli in anteprima che esplorano i pi\u00f9 diversi ambiti artistici: il russo <strong>ACT AND PUNISHMENT <\/strong>(Vystuplenie I Nakazanie \/ Azione e punizione) di <strong>Evgenij Mitta<\/strong>, sulla nascita del gruppo delle Pussy Riot; <strong>DOOMED BEAUTY<\/strong> (Zk\u00e1za Kr\u00e1sou \/ Bellezza dannata) di <strong>Helena T\u0159e\u0161t\u00edkov\u00e1<\/strong> e <strong>Jakub Hejna<\/strong>, ritratto della controversa diva del cinema cecoslovacco L\u00edda Baarov\u00e1; l\u2019austriaco <strong>CHILDREN<\/strong> (Kinders \/ Bambini) di <strong>Arash <\/strong>e<strong> Arman T. Riahi<\/strong>, sul programma di educazione musicale \u201c((Superar))\u201d che aiuta bambini e giovani che provengono da condizioni di vita problematiche e disagiate a superare barriere personali e sociali condividendo l&#39;esperienza di far parte di un&#39;orchestra e di un coro; <strong>KOUDELKA SHOOTING HOLY LAND<\/strong> di <strong>Gilad Baram<\/strong>, che ci accompagna nel viaggio del celebre fotografo ceco in Israele e Palestina; <strong>LIBERATION DAY<\/strong> di <strong>U\u0123is Olte<\/strong> e <strong>Morten Traavik<\/strong> (distribuito in Italia da Wanted Cinema), che segue l\u2019arrivo in Corea del Nord della band di culto slovena dei Laibach, primo gruppo rock occidentale a esibirsi nel Paese; e <strong>THE LAST FAMILY<\/strong> (Ostatnia Rodzina \/ L\u2019ultima famiglia) di <strong>Jan P. Matuszy\u0144ski<\/strong>, una sorta di \u201cblack comedy\u201d sulla vera e bizzarra storia del pittore polacco Zdzis\u0142aw Beksi\u0144ski e della sua famiglia.<\/p>\n<p>Con le <strong>Sorprese di genere<\/strong>, anche quest\u2019anno, si va alla scoperta del cinema pi\u00f9 \u201cpopolare\u201d, che si confronta col grande pubblico (e con i codici, appunto, dei generi cinematografici: quest\u2019anno in particolare la commedia, in molte delle sue declinazioni). Quattro i film in programma: <strong>KILLS ON WHEELS<\/strong> (Tiszta Sz\u00edvvel \/ Assassini a rotelle) di <strong>Attila Till<\/strong>, commedia d\u2019azione su una gang in sedia a rotelle che ha sbancato i botteghini ungheresi; il tragicomico thriller estone <strong>MOTHER<\/strong> (Ema \/ Madre) di <strong>Kadri K\u00f5usaar<\/strong>, presentato in concorso al Tribeca l\u2019anno scorso; la commedia montenegrina <strong>THE BLACK PIN<\/strong> (Igla Ispod Praga \/ La spilla nera) opera prima di <strong>Ivan Marinovi\u0107<\/strong>; e il russo <strong>ZOOLOGY<\/strong> (Zoologiya \/ Zoologia) di <strong>Ivan I. Tverdovskij<\/strong>, storia di una donna che lavora allo zoo, e della coda che \u2013 spuntata all\u2019improvviso \u2013 le cambia la vita.<\/p>\n<p>Il consueto <strong>Focus<\/strong> \u201cnazionale\u201d si allarga quest\u2019anno a un\u2019area geografica, quella <strong>delle Repubbliche del Baltico<\/strong>. In programma, oltre ai titoli sparsi nelle altre sezioni (l\u2019estone <strong><em>Mother<\/em><\/strong> nelle Sorprese di genere, il lettone <strong><em>Liberation Day<\/em><\/strong> in Art&#038;Sound, il lituano <strong><em>The Woman and the Glacier<\/em><\/strong> nel Concorso documentari), altre tre proposte. Il lettone <strong>MELLOW MUD <\/strong>(Es Esmu \u0160eit \/ Melma) di <strong>Ren\u0101rs Vimba<\/strong>, ritratto \u2013 premiato alla scorsa Berlinale \u2013 di una giovane donna, determinata e piena di risorse, che si rifiuta di abbandonare i propri sogni nonostante le avversit\u00e0 della vita; il documentario \/ racconto poliziesco <strong>MY FATHER THE BANKER <\/strong>(Mans T\u0113vs Ba\u0146\u0137ieris \/ Mio padre il banchiere) di <strong>Ieva Ozoli\u0146a<\/strong>, storia di un uomo d\u2019affari di successo che scompare dalla Lettonia negli anni \u201990, per poi riapparire 15 anni dopo; e <strong>THE SAINT<\/strong> (\u0160ventasis \/ Il Santo) di <strong>Andrius Bla\u017eevi\u010dius<\/strong>, che sullo sfondo della crisi economica lituana degli anni \u201990 racconta la ricerca da parte del disoccupato Vytas e del suo amico Petras del ragazzo che ha postato su Youtube un video in cui afferma di aver visto Ges\u00f9 nella loro citt\u00e0.<\/p>\n<p>Per il secondo anno consecutivo il festival continua a esplorare il <strong>Nuovo cinema rumeno<\/strong>, presente in molte sezioni e protagonista di uno speciale spazio di approfondimento dove trovano spazio <strong>SCARRED HEARTS<\/strong> (Inimi Cicatrizate \/ Cuori sfregiati) di <strong>Radu Jude<\/strong>, tratto dall\u2019omonimo romanzo autobiografico di Max Blecher e vincitore del Premio speciale della Giuria all\u2019ultimo Festival di Locarno, e soprattutto <strong>SIERANEVADA<\/strong>, il nuovo film di <strong>Cristi Puiu<\/strong>, tra i \u201cvincitori\u201d morali dell\u2019ultimo Festival di Cannes e presto nelle sale italiane distribuito da Parth\u00e9nos. Considerato a ragione il \u201cpadre\u201d del nuovo cinema rumeno, Puiu sar\u00e0 per la prima volta al Trieste Film Festival (dove nel 2006 vinse il premio come miglior film con il suo primo grande successo, <em>The Death of Mr. Lazarescu<\/em>), per presentare il film e tenere un\u2019attesa <strong>masterclass<\/strong> che gi\u00e0 si annuncia tra gli eventi pi\u00f9 attesi del festival.<\/p>\n<p>Altrettanto attesa \u00e8 l\u2019altra <strong>masterclass<\/strong> di questa edizione, che vedr\u00e0 protagonista il documentarista russo <strong>Vitalij Manskij<\/strong>, vincitore lo scorso anno del premio come miglior documentario per <em>Under the Sun<\/em> e quest\u2019anno al centro di un omaggio in 8 film che attraversa la sua vasta filmografia, da <em>Cuts of Another War<\/em> (1993), passando per <em>Bliss<\/em> (1996), <em>Private Chronicles. Monologue<\/em> (1999), <em>Broadway. Black Sea<\/em> (2002), <em>Gagarin&#39;s Pioneers. Our Motherland<\/em> (2004), <em>Virginity<\/em> (2008) e <em>Patria o muerte<\/em> (2011), fino all&#39;ultimo <strong><em>Close Relations<\/em><\/strong> (2016), forse il pi\u00f9 \u201cautobiografico\u201d dei suoi lavori: un viaggio attraverso l&#39;Ucraina (dove il regista \u00e8 nato, a Leopoli, nel 1963) per capire cosa \u00e8 accaduto dopo la rivoluzione di Piazza Maidan, e quanto la rivoluzione abbia segnato anche la propria famiglia, sparsa in tutto il Paese, da Leopoli a Odessa, dalla zona separatista del Donbass a Sebastopoli in Crimea. Un film profondamente attuale, che al tempo stesso si fa indagine sul passato e la Storia, cercando di capire le ragioni profonde del conflitto russo-ucraino. Un&#39;indagine che, come e pi\u00f9 dei film precedenti, ha attirato su Manskij l&#39;aperta ostilit\u00e0 del governo russo.<\/p>\n<p>Confermata anche quest\u2019anno la formula del <strong>Premio<\/strong> <strong>Corso Salani<\/strong>, che presenta quattro film italiani completati nel corso del 2016 e ancora in attesa di distribuzione: la dotazione del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo alla diffusione nelle sale del film vincitore. Immutato il profilo della selezione: opere indipendenti, non inquadrabili facilmente in generi o formati e per questo innovative, nello spirito del cinema di Salani. I titoli: <strong>UN ALTRO ME<\/strong> di <strong>Claudio Casazza<\/strong>, un anno con i detenuti per reati sessuali del Carcere di Bollate, quelli che nella subcultura carceraria sono \u201cgli infami\u201d, spesso separati da tutti e isolati dal resto dei detenuti; <strong>CHI MI HA INCONTRATO NON MI HA VISTO<\/strong> di <strong>Bruno Bigoni<\/strong>, irresistibile mockumentary sul ritrovamento di una misteriosa fotografia di Arthur Rimbaud, dalla quale potrebbero emergere conclusioni rivoluzionarie sulla vita e le opere del poeta; <strong>LA NATURA DELLE COSE<\/strong> di <strong>Laura Viezzoli<\/strong>, immersione emotiva e filosofica in quel prezioso periodo dell\u2019esistenza che \u00e8 il fine vita, attraverso un anno d\u2019incontri e dialoghi tra l\u2019autrice e il protagonista, malato terminale di SLA; e <strong>SETTE GIORNI<\/strong> di <strong>Rolando Colla<\/strong>, una storia di attrazione e desiderio che travolge un uomo e una donna \u2013 interpretati da Bruno Todeschini e Alessia Barela \u2013 che si incontrano per la prima volta su un\u2019isola siciliana.<\/p>\n<p>Fuori concorso si vedranno inoltre cinque documentari brevi realizzati a Napoli nell\u2019ambito del progetto Filmap \u201cAtelier di cinema del reale\u201d, con la direzione pedagogica di Leonardo Di Costanzo e il coordinamento di Antonella Di Nocera: <strong>&#39;A MAZZAMMA<\/strong> di <strong>Ennio Eduardo Donato<\/strong>, <strong>ANTONIO DEGLI SCOGLI<\/strong> di <strong>Alessandro Gattuso<\/strong>, <strong>LA BARCA<\/strong> di <strong>Luisa Izzo<\/strong>, <strong>CRONOPIOS<\/strong> di <strong>Doriana Monaco<\/strong> e <strong>UN INFERNO<\/strong> di <strong>Camilla Salvatore<\/strong>.<\/p>\n<p>Giunto alla 7. edizione, <strong>When East Meets West<\/strong> propone da quest\u2019anno una formula rinnovata: un doppio focus su una regione europea dell\u2019Est e su una dell\u2019Ovest, che mira ad aprire nuovi orizzonti nel multiforme panorama cinematografico europeo e si basa su un reciproco interesse delle due aree geografiche in esame. Ad inaugurare questo nuovo format sono state scelti la Francia per il versante occidentale e i Paesi Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) per quello orientale. Questo significa che WEMW ha selezionato produttori dell\u2019Europa orientale con un progetto adatto a coproduzioni con la Francia (o Italia) e produttori dell\u2019Europa occidentale in cerca di coproduttori nei Paesi Baltici (o Italia). Inoltre tutti i produttori italiani, che stanno sviluppando un documentario o un lungometraggio con un potenziale co-produttivo con le aree in focus, sono stati invitati a partecipare alla call.<\/p>\n<p>Non ci sono invece cambiamenti per gli spazi aperti due anni fa: <strong>First Cut Lab,<\/strong> il laboratorio dedicato ai film di fiction in fase di edizione, e <strong>Last Stop Trieste<\/strong>, la preziosa occasione per presentare documentari in un\u2019avanzata fase di montaggio a un ristretto pubblico di sales agents, responsabili di festival, rappresentanti di broadcaster.<\/p>\n<p>Da segnalare inoltre <strong>Born in Trieste<\/strong>, sezione del festival \u2013 aperta quindi al pubblico \u2013 dedicata ai film che proprio al When East Meets West hanno iniziato il loro (fortunato) percorso produttivo: in programma quest\u2019anno <strong>ANI\u015eOARA<\/strong> di <strong>Ana-Felicia Scutelnicu<\/strong>, che segue l\u2019ultimo anno di adolescenza \u2013 e il primo amore \u2013 di una ragazza moldava; <strong>A TWO WAY MIRROR <\/strong>della croata <strong>Katarina Zrinka Matijevi\u0107<\/strong>, documentario poetico che in forma di meditazione evoca pensieri e lotte interiori dell\u2019autrice; il georgiano <strong>SEE YOU IN CHECHNYA<\/strong> di <strong>Alexander Kvatashidze<\/strong>, storia di un aspirante fotografo di guerra nel Caucaso; il bulgaro <strong>THE BEAST IS STILL ALIVE<\/strong> di Mina Mileva e\u00a0 Vesela Kazakova, riflessione sul cuore della politica contemporanea europea.<\/p>\n<p>Per il quarto anno torna <strong>Eastweek<\/strong> <strong>\u2013 Scriptwriting Workshop for New<\/strong> <strong>Talents<\/strong>. Nato grazie al sostegno dell\u2019InCE \u2013 Iniziativa Centro Europea (CEI), Eastweek, pur mantenendo la sua vocazione originaria accogliendo i migliori progetti per lungometraggio degli studenti delle scuole di cinema del centro-est Europa, si apre anche ai professionisti, diplomati presso le scuole di cinema, rendendo il Talent Campus del Trieste Film Festival ancora pi\u00f9 competitivo.<\/p>\n<p>Si rinnova anche la partnership con il Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador dedicato a Matteo Caenazzo, che organizza il workshop insieme all\u2019associazione Alpe Adria Cinema e che vedr\u00e0, come ogni anno, concludersi all\u2019interno di Eastweek il percorso formativo dei progetti finalisti al miglior soggetto del Premio Mattador.<\/p>\n<p>Continua la collaborazione con Midpoint \u2013 International Script Development Program di Praga, che garantisce cos\u00ec un naturale sviluppo al miglior progetto di Eastweek che proseguir\u00e0 proprio a Midpoint il suo percorso.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno la sezione propone anche un evento speciale, cio\u00e8 due cortometraggi realizzati da registe provenienti da Eastweek. Si tratta di <strong>237 YEARS<\/strong> di <strong>Ioana Mischie <\/strong>&#8211; progetto che ha gi\u00e0 partecipato alla prima edizione e da cui \u00e8 stato realizzato un cortometraggio in preparazione del lungometraggio dallo stesso titolo &#8211; e <strong>THE CHILDREN WILL COME<\/strong> di <strong>Ana Jakimska<\/strong>, vincitrice della seconda edizione di Eastweek.<\/p>\n<p>La <strong>sigla<\/strong> del Trieste Film Festival 2017 \u00e8 firmata da <strong>Fabio Bressan<\/strong>, designer e videomaker triestino, che si \u00e8 ispirato all\u2019immagine creata dall\u2019artista austriaco <strong>Andreas Franke<\/strong> per la 28ma edizione, sulle musiche di Fleurie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato il programma della 28^ edizione<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":22374,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-22373","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",750,499,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",750,499,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",750,499,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",640,426,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",474,315,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",750,499,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",750,499,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",750,499,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",750,499,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1.webp",250,166,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17372-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Presentato il programma della 28^ edizione","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22373","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22373"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22373\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}