{"id":22369,"date":"2017-01-10T00:00:00","date_gmt":"2017-01-09T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=22369"},"modified":"2017-01-10T00:00:00","modified_gmt":"2017-01-09T23:00:00","slug":"una-donna-da-10-e-lode","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/una-donna-da-10-e-lode\/","title":{"rendered":"Una donna da 10 e lode"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sveva Casati Modignani<\/strong>, signora della letteratura contemporanea, ha imparato a conoscere Trieste leggendo Svevo; poi il\u00a0fato volle che il suo editore scegliesse per lei proprio questo pseudonimo. Autrice di successo ha firmato oltre trenta romanzi, tradotti in 20 Paesi per 12 milioni di copie vendute. Il suo ultimo lavoro dal titolo \u201cDieci e lode\u201d, una storia d\u2019amore \u00a0ambientata nel mondo della scuola e dell\u2019editoria, \u00e8 stato presentato al Castello di Spessa nell\u2019ambito della rassegna \u201cCalici d\u2019autore\u201d, realizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Capriva. Protagonisti del romanzo sono Fiamma e Lorenzo; lei direttrice di una piccola casa editrice, determinata a resistere all\u2019assalto dei grandi gruppi editoriali, lui docente per vocazione, uomo\u00a0colto e benestante, un missionario, che sceglie di insegnare in una scuola difficile, con ragazzi problematici, spesso definiti\u00a0\u201csomari\u201d. Due persone ultra quarantenni, con matrimoni naufragati alle spalle, convinti che la vita offra sempre una seconda\u00a0possibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Da dove \u00e8 nata la scelta di ambientare il romanzo in una scuola della periferia milanese?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUno scrittore si guarda sempre intorno e coglie il bello e il brutto della vita. Questo \u00e8 uno degli argomenti pi\u00f9 brucianti di questi anni. Ho visto lo stato di degrado della cos\u00ec detta \u201cbuona scuola\u201d che fa acqua da tutte le parti. Le istituzioni e la politica hanno disinteresse verso gli insegnanti, persone nella maggior parte dei casi preparate e motivate, con retribuzioni vergognose, pagati la met\u00e0 rispetto ai colleghi francesi. Senza fondi e in edifici fatiscenti devono svolgere il loro lavoro importante e delicato: preparare gli uomini e le donne di domani. Ho visitato edifici scolastici che ospitano studenti in condizioni deplorevoli, arrivando al massimo della tragedia di scuole implose per le scosse del terremoto, nonostante la recente messa a norma sismica. Le pare una cosa onesta? Certo tutto questo ci sta, pensando che un ministro tempo fa dichiar\u00f2 che la scuola non fa reddito\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 documentata per delineare il personaggio di Lorenzo Perego?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo incontrato tanti insegnanti, presidi, studenti in molte scuole e ho capito che a scuola ci sono tanti bravi professori.\u00a0 \u00c8 grazie a loro e alle famiglie che i nostri ragazzi imparano a porsi delle domande e non solo a pensare che se sei furbo te la cavi. Lorenzo \u00e8 un rampollo di buona borghesia, non lavora per necessit\u00e0 ma per passione, un missionario. Ha abbandonato un prestigioso liceo del centro per andare in un istituto professionale della periferia. I suoi sono ragazzi difficili, che non \u00a0\u00a0studiano, ma lui ha imparato che i somari sono spesso i pi\u00f9 capaci, quelli che imparano di pi\u00f9 e pi\u00f9 velocemente, se si riesce a interessarli nel modo giusto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fiamma Morino invece \u00e8 una donna separata, con due bambine e un lavoro impegnativo&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnche questo personaggio agisce in un mondo che conosco bene e del quale \u00e8 importante parlare: le piccole case editrici che oggi hanno una vita difficilissima perch\u00e9 il libro \u00e8 da sempre un prodotto povero. Inoltre viviamo in un Paese dove un unico gruppo editoriale, la Mondadori, ha fagocitato tutto. Ma Fiamma non si arrende, \u00e8 capace e motivata e sa gestire i rischi enormi del suo lavoro. Non vuole diventare ricca, vuole credere nei suoi autori di libri importanti e belli, avesse voluto diventare ricca avrebbe scelto altre vie. Ecco queste due persone, con i propri bagagli di esperienze positive e negative, si incontrano e nasce una bella storia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Due dei suoi personaggi, Ludmilla e Olga Miaselich, arrivano a Milano dal Friuli Venezia Giulia. Come mai?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer l\u2019esattezza da Trieste: sono madre e figlia, la prima \u00e8 una maga che consiglia la gente bene di Milano, la seconda la bellissima e pazza figlia, imprevedibile e forte, rozza ma capace di diventare un\u2019imprenditrice di successo. Sono personaggi costruiti basandomi su ricordi della mia infanzia. Ero piccola e mia mamma mi parlava di una veggente chiamata principessa Tatiana con ascendenze triestine. Ne fui cos\u00ec colpita da ispirare questi due personaggi. Trieste \u00e8 per me una citt\u00e0 particolarmente bella con la sua piazza affacciata sul mare, il Caff\u00e8 degli Specchi e tanti amici che l\u00ec mi aspettano. Olga rappresenta la passione imprevedibile e selvaggia capace di affascinare un uomo come Lorenzo, all\u2019apparenza cos\u00ec equilibrato e razionale. Ma nelle pagine vivono tanti altri personaggi, soprattutto donne, dai tratti veri e diversi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come spiega il suo successo in Italia e all\u2019estero, cos\u00ec costante e longevo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono una miracolata! (Ride di un sorriso divertito e schietto, <em>ndr<\/em>) Forse nasce dal fatto che racconto qualcosa di universale. Le persone che incontro mi dicono di essersi commosse, divertite, identificate nei personaggi e riconosciute. Questo processo di identificazione nasce dal mio osservare la vita quotidiana attorno a me, dall\u2019ascoltare i racconti, dal guardarsi in giro e stare in mezzo alla gente. Questo libro mi sta dando molte soddisfazioni. Incontro tanti insegnanti alle mie presentazioni; mi dicono che si riconoscono nella fatica di svolgere il loro lavoro tanto importante in edifici fatiscenti e senza i denari per comprare quello che serve, ma con tanta passione nel rapporto con i loro ragazzi, anche i pi\u00f9 difficili, quelli definiti \u201csomari\u201d che spesso sono solo ragazzi annoiati con i quali \u00e8 necessario trovare un linguaggio diverso per farli desiderare la bellezza del sapere\u00a0farsi delle domande e dunque imparare oltre le conoscenze prestabilite\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nei suoi romanzi le donne sono protagoniste: si definirebbe femminista?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo sono dalla parte delle donne, mi sembra legittimo dopo che per generazioni il sistema maschilista ci ha insegnato a metterci le une contro le altre. Sono convinta che la solidariet\u00e0 fra le donne, il senso di sorellanza, oggi molto rari, potrebbero dare buoni frutti. Le donne sanno fare molto e bene; la prova ci viene dalla storia. Quando nel medioevo i crociati andavano in giro per il mondo a combattere erano le donne che a casa gestivano l\u2019economia, amministravano la giustizia, educavano i figli. Dunque siamo capaci, generose, abbiamo qualit\u00e0 non superiori ma diverse da quelle degli uomini. Ecco perch\u00e9 l\u2019ideale \u00e8 un rapporto fra donna e uomo basato sul rispetto e sulla parit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dove trova ispirazione per i suoi libri?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella vita, credo che gli spunti per i romanzi pi\u00f9 belli siano sotto i nostri occhi ogni giorno, andando a fare la spesa, in ufficio, nelle vie delle nostre citt\u00e0. Basta guardarci attorno e sapere vedere tutto quello che di meraviglioso c\u2019\u00e8 nella vita, sono gi\u00e0 narrazioni che aspettano solo di essere raccontate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Questo romanzo \u00e8 ambientato a Milano, che rapporto ha con la sua citt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAmo Milano, ci sono le mie radici, un tempo nella zona di via Padova, dove io vivo da sempre, vi erano bei palazzi liberty e case pi\u00f9 modeste a schiera. Oggi tutto \u00e8 cambiato; molti di questi edifici sono occupati da stranieri arrivati nel nostro Paese in cerca di una vita migliore che si trovano a vivere in condizioni difficili. Hanno occupato zone della citt\u00e0, tutto \u00e8 cambiato, ma io non intendo trasferirmi anche se vivo blindata in casa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A cosa sta lavorando ora?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAl terzo volume di miei ricordi che uscir\u00e0 per <em>Electa<\/em>, nel quale racconto il mondo del lavoro quando ero ragazza, prima di diventare scrittrice. In passato ho lavorato anche come giornalista ma non sopportavo i caporedattori che mi imponevano di cambiare o togliere aggettivi e parole. Per questo ho iniziato a scrivere: per raccontare liberamente le mie storie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Questo \u201cDieci e lode\u201d a chi lo diamo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAgli italiani, a tutti noi che ce lo meritiamo, capaci come siamo di affrontare una situazione quanto mai difficile senza arrenderci. Certo ci vorrebbe pi\u00f9 onest\u00e0 e competenza soprattutto nella politica, ora che non esiste pi\u00f9 n\u00e9 destra n\u00e9 sinistra, per far tornare il nostro Paese ai livelli del dopoguerra quando Togliatti e De Gasperi, un comunista e un democristiano ma soprattutto due persone per bene, seppero fare di un\u2019Italia distrutta dalla guerra una grande potenza\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sveva Casati Modignani<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":22370,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-22369","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",750,489,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",750,489,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",750,489,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1-300x196.webp",300,196,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",640,417,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",300,196,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",500,326,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",474,309,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",391,255,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",300,196,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",750,489,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",750,489,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",750,489,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",750,489,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1.webp",250,163,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17367-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Sveva Casati Modignani","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22369"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22369\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}