{"id":21041,"date":"2016-12-14T00:00:00","date_gmt":"2016-12-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=21041"},"modified":"2016-12-14T00:00:00","modified_gmt":"2016-12-13T23:00:00","slug":"seguire-il-naso-o-gli-occhi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/seguire-il-naso-o-gli-occhi\/","title":{"rendered":"Seguire il naso o gli occhi?"},"content":{"rendered":"<p>Psicologi e neuroscienziati hanno studiato approfonditamente il comportamento olfattivo nei neonati e negli adulti. Tuttavia, \u00e8 ancora poco chiaro come l\u2019olfatto interagisca con gli altri sensi durante infanzia e adolescenza. In uno studio della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste in collaborazione con il <em>Please Touch Museum<\/em> di Philadelphia (un museo interattivo della scienza dedicato ai bambini), pi\u00f9 di 150 bambini fra i 3 e gli 11 anni hanno partecipato a un esperimento che ha permesso di tracciare una curva di sviluppo dell\u2019integrazione visuo-olfattiva. In questa ricerca pubblicata su <em>Developmental Science<\/em>, i ricercatori hanno osservato che prima dei 5 anni i bambini tendono a non integrare ci\u00f2 che vedono e ci\u00f2 che annusano.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cL\u2019esperimento era molto semplice \u2013 spiega <strong>Valentina Parma<\/strong>, ricercatrice della SISSA che ha coordinato la ricerca \u2013. I bambini prima annusavano un odore da un pennarello che poteva emanare l\u2019odore di rosa, di pesce marcio oppure nessun odore e subito dopo veniva chiesto loro di indicare uno fra due volti che apparivano su un monitor. L\u2019espressione delle facce poteva essere neutra, felice o disgustata\u201d.<\/p>\n<p>Come spiega Parma, fino a 5 anni i bambini tendono semplicemente a scegliere la faccia con l\u2019espressione felice, senza nessun collegamento con l\u2019odore poco prima annusato. \u201cI bambini preferiscono questi volti perch\u00e9 veicolano un\u2019emozione positiva, \u00e8 una tendenza generale nota in letteratura\u201d.<\/p>\n<p>Dopo i cinque anni, per\u00f2, i bambini cominciano a scegliere la faccia con l\u2019espressione congruente all\u2019odore che hanno appena annusato. \u201cL\u2019odore che giudicavano come soggettivamente meno piacevole \u2013 generalmente l\u2019odore di pesce, ma non solo \u2013 incrementava la scelta della faccia disgustata\u201d continua la ricercatrice. Questo comportamento si fa via via pi\u00f9 marcato con il crescere dell\u2019et\u00e0 dei ragazzi.<\/p>\n<p>\u201cIl nostro lavoro contribuisce a colmare un vuoto nella letteratura definendo come, nello sviluppo tipico, olfatto e vista vengono integrati in bambini e pre-adolescenti, indicando il ruolo che l\u2019olfatto ricopre nel modificare la capacit\u00e0 di scelta nei bambini. Diverse sono le ipotesi relative ai meccanismi alla base di questo processo\u201d, commenta Parma. \u201cLa pi\u00f9 probabile \u00e8 che questo comportamento sia collegato allo sviluppo della teoria della mente, ovvero la capacit\u00e0 di mettersi nei panni degli altri. Sappiamo che attorno ai 5 anni questa capacit\u00e0 migliora significativamente per cui ipotizziamo che la scelta del volto congruente alla piacevolezza dello stimolo olfattivo sia legata alla capacit\u00e0 di mettersi nei panni delle persone il cui volto \u00e8 presentato sullo schermo\u201d.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esperimento sulle scelte sociali<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":21042,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-21041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",750,422,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",750,422,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",750,422,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1-300x169.webp",300,169,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",640,360,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",300,169,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",500,281,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",474,267,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",391,220,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",300,169,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",750,422,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",750,422,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",750,422,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",750,422,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1.webp",250,141,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17154-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Esperimento sulle scelte sociali","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21042"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}