{"id":20913,"date":"2016-11-23T00:00:00","date_gmt":"2016-11-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20913"},"modified":"2016-11-23T00:00:00","modified_gmt":"2016-11-22T23:00:00","slug":"dalla-slovenia-alla-puglia-per-contrabbandare-gasolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/dalla-slovenia-alla-puglia-per-contrabbandare-gasolio\/","title":{"rendered":"Dalla Slovenia alla Puglia per contrabbandare gasolio"},"content":{"rendered":"<p>Due pattuglie della Compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia, nelle scorse settimane, nei pressi del casello autostradale \u201cLisert\u201d \u2013 Monfalcone, hanno intercettato un autoarticolato telonato il cui conducente, alla richiesta di indicare l\u2019origine, la destinazione e l\u2019oggetto del viaggio, riferiva di provenire da Maribor (Slovenia), di essere diretto a Bari e di trasportare rifiuti liquidi industriali sotto il nome di \u201clubriform\u201d. Il nervosismo dell\u2019autista, gravato da numerosi precedenti di polizia, le contraddizioni tra quanto lo stesso ha dichiarato di trasportare e la documentazione di viaggio, il sospetto che quanto trasportato sarebbe stato impiegato come gasolio per autotrazione nel territorio nazionale, hanno indotto i finanzieri goriziani a pedinare l\u2019autoarticolato, il quale, dopo quasi due giorni di continue soste e ripartenze lungo tutta l\u2019autostrada adriatica, \u00e8 giunto sino in Puglia. Qui il mezzo, dopo essere uscito al casello di Canosa di Puglia (BT), non si \u00e8 diretto a Bari, ma in provincia di Foggia, per la precisione nelle campagne di Cerignola, all\u2019interno di un\u2019impresa avente per attivit\u00e0 economica il commercio all\u2019ingrosso di frutta e ortaggi. A questo punto le fiamme gialle isontine hanno deciso di fare ingresso nell\u2019azienda dove, nel piazzale posteriore, \u00e8 stato scoperto un vero e proprio distributore abusivo di carburante, grande circa 100 metri quadri, con tanto di cisterne, pompe, contalitri e pistola erogatrice. L\u2019ingresso dei finanzieri ha colto di sorpresa i contrabbandieri, permettendo di accertare la presenza di cinque soggetti che, utilizzando un carrello elevatore, aiutavano l\u2019autista a scaricare dall\u2019autoarticolato i 26 fusti di prodotto petrolifero, ciascuno da 1.000 litri, e a travasarlo nelle cisterne rimaste \u201ca secco\u201d.<\/p>\n<p>Le operazioni di perquisizione del distributore illegale, svolte con l\u2019ausilio di una pattuglia del Comando Provinciale di Foggia, si sono concluse con il sequestro preventivo del deposito, delle attrezzature nello stesso rinvenute, dell\u2019autoarticolato e dei 26.000 litri di prodotto petrolifero, nonch\u00e9 con la denuncia a piede libero dei sei contrabbandieri di gasolio per i reati di sottrazione al pagamento dell&#39;accisa sugli oli minerali e irregolarit\u00e0 nella circolazione, previsti e puniti rispettivamente dagli articoli 40 e 49 del D.Lgs 504\/1995 (Testo Unico Accise). Contestati anche i reati di mancato possesso del certificato di prevenzione incendi (D.Lgs 139\/2006) e frode in commercio ai sensi dell\u2019art. 515 del codice penale atteso che il prodotto petrolifero, a seguito di analisi chimiche, non \u00e8 risultato composto al 100% da gasolio, ma anche da olio pesante e olio vegetale, idoneo comunque a garantire la carburazione dei motori diesel ma nel tempo destinato ad arrecare danni irreparabili e frequenti e straordinarie manutenzioni. L\u2019intervento di una squadra del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari ha consentito di provare la totale non rispondenza del deposito abusivo alle norme vigenti, le quali impongono che i serbatoi devono essere interrati sotto spazio scoperto, che il corpo erogante deve essere costituito da una colonnina omologata fissata al suolo, che il locale deve avere idonee aperture di aerazione permanente, che l\u2019impianto elettrico deve rispondere alle norme per gli ambienti a rischio di esplosioni, che devono essere presenti sufficienti mezzi di estinzione incendi e che il distributore deve essere dotato della certificazione di prevenzione incendi.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 di polizia giudiziaria svolta d\u2019iniziativa dalla Compagnia di Gorizia \u00e8 stata successivamente convalidata dai Sostituti Procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, <strong>Antonio Laronga<\/strong> ed <strong>Elisa Sabusco<\/strong>, i quali hanno richiesto la conferma del sequestro preventivo eseguito d\u2019urgenza al Tribunale di Foggia. L\u2019istanza \u00e8 stata accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari, <strong>Francesca Romana Maellaro<\/strong>, la quale, nel disporre il provvedimento ablativo, ha ritenuto sussistente il &#8220;fumus commissi delicti&#8221;, nonch\u00e8 il &#8220;periculum&#8221; che la libera disponibilit\u00e0 dei beni, soggetti a confisca ai sensi dell\u2019art. 44 D.Lgs 504\/1995, potesse aggravare o protrarre le conseguenze dei reati per cui si procedeva.<\/p>\n<p>I 26.000 litri di prodotto in sequestro, su autorizzazione dell\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria, sono stati assegnati per finalit\u00e0 istituzionali, grazie all\u2019art. 5 bis della legge 43\/2015, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari per consentire l\u2019immediato impiego nelle quotidiane operazioni di soccorso. La Compagnia della Guardia di Finanza di Gorizia, tra il 2014 ed il 2016, nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 di contrasto al diffuso fenomeno di importazione di prodotti petroliferi in evasione delle accise, ha complessivamente denunciato 78 soggetti, 15 dei quali tratti in arresto in flagranza di reato, sequestrato 30 autoarticolati, 952.000 litri di gasolio, nonch\u00e9 beni, per un valore di oltre 6 milioni di euro, tra cui 15 immobili e 9 distributori clandestini di carburante privi di ogni autorizzazione ubicati tra le province di Napoli, Brescia, Foggia, Bari, Roma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Denunciate sei persone<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":20914,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-20913","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",750,421,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",750,421,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",750,421,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1-300x168.webp",300,168,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",640,359,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",300,168,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",500,281,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",474,266,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",391,219,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",300,168,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",750,421,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",750,421,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",750,421,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",750,421,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1.webp",250,140,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16811-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Denunciate sei persone","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20913","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20913"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20913\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20914"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}