{"id":20766,"date":"2016-11-04T00:00:00","date_gmt":"2016-11-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20766"},"modified":"2016-11-04T00:00:00","modified_gmt":"2016-11-03T23:00:00","slug":"il-sogno-ritrovato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-sogno-ritrovato\/","title":{"rendered":"Il sogno ritrovato"},"content":{"rendered":"<p>\u201cConobbi Hans Steiner-Rio casualmente a Gorizia nel 1968. Passando davanti a una galleria vidi dalla locandina che era in atto la vernice di una mostra di opere grafiche. Allora il mondo della calcografi a mi era sconosciuto, non capivo come erano state eseguite quelle immagini, quale tecnica era stata utilizzata per realizzare quelle sfumature di colore che le rendevano cos\u00ec affascinanti. Sentivo che vedevo ci\u00f2 che avrei voluto fare, volevo conoscere come\u201d.<\/p>\n<p>Inizia cos\u00ec il testo del pittore e incisore goriziano <strong>Franco Dugo <\/strong>pubblicato nel prezioso catalogo della mostra \u201cHans Stainer_Rio  Il segno ritrovato\u201d, allestita a Gorizia, al piano terra di Palazzo Attems Petszenstein, in piazza De Amicis.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 il giusto omaggio a un grande <em>peintre-graveur <\/em>(pittore incisore) a distanza di oltre 40 anni dall\u2019ultima personale allestita a Pordenone.<\/p>\n<p>Un far scoprire e conoscere, anche a un pubblico pi\u00f9 vasto, l\u2019opera di uno dei maestri pi\u00f9 grandi del Novecento nel panorama internazionale. Un artista che pose la natura, il mondo vegetale, il paesaggio e l\u2019essere umano al centro della sua grande opera che conta oltre 500 incisioni: numero che lo colloca fra i pi\u00f9 prolifici in questa arte in assoluto. Esposti a Gorizia, dove mor\u00ec nel 1974 (era nato a Graz nel 1910), i lavori fanno parte di un lascito affidato dallo stesso Steiner alla famiglia cittadina <strong>Laura Muzzo<\/strong>, composto da un centinaio di lastre e oltre 300 incisioni. Diverse le tecniche utilizzate: xilografi e, puntesecche, acquatinte e acquaforti. In alcuni casi per\u00f2 lo stesso incisore invent\u00f2 tecniche nuove, unendo modalit\u00e0 diverse di esecuzione.<\/p>\n<p>\u201cAlcune incisioni \u2013 spiega Franco Dugo \u2013 rimangono per me un mistero; non sono ancora risuscito a capire come potesse ottenere certi risultati, contrasti di luce, sfumature di grigi, profondit\u00e0 e tridimensionalit\u00e0 dell\u2019opera\u201d.<\/p>\n<p>Steiner, colpito dal timido ma forte desiderio di Dugo di essere artista incisore, lo invit\u00f2 nel suo studio. \u201cIl mio grande rammarico \u2013 confida Dugo \u2013 \u00e8 che, preso da altre cose delle vita, non lo andai mai a trovare. Certo lui \u00e8 stato il maestro che non ebbi. Era un insegnante nato e amava circondarsi di giovani desiderosi di imparare e sperimentare. Non rividi pi\u00f9 Stainer, ma se nel 1976 inaugurai al Centro internazionale della Grafica di Venezia e poi successivamente proseguii in questa arte diventando negli anni \u201990 anche docente nelle accademie di Venezia e Firenze, lo devo a lui\u201d.<\/p>\n<p>Steiner fu uomo cosmopolita, la sua vita fu vissuta fra Europa e America meridionale, fra Mitteleuropa e Brasile, sua patria d\u2019adozione. Nacque a Graz dove la madre nubile, di origini triestine, fu mandata dalla famiglia a partorire. Nel 1924 visse per un periodo a Gorizia, emigrando poi nel 1930 in Brasile a Rio de Janeiro, da qui l\u2019aggiunta di \u201cRio\u201d al suo nome. Nel Paese<\/p>\n<p>sudamericano la sua arte ebbe modo di manifestarsi e crescere grazie anche all\u2019incontro con importanti maestri. Il pi\u00f9 significativo per la sua carriera fu <strong>Carlos Oswald<\/strong>, l\u2019artista che esegu\u00ec il disegno finale del \u201cCristo Redentore\u201d che cos\u00ec si rivolgeva all\u2019allievo prediletto, con il quale condivise anche la realizzazione di mostre in importanti istituzioni brasiliane:<\/p>\n<p>\u201cHo sempre detto che sei nato per essere grafi co. Continua a lavorare e non lasciarti influenzare dalle teorie altrui. Devi solo lavorare e un giorno si parler\u00e0 di te\u201d.<\/p>\n<p>Oltre al testo di Franco Dugo, nell\u2019ampia monografia, curata da <strong>Chiara Aglialoro<\/strong>, in italiano e tedesco, anche i saggi del critico d\u2019arte di San Paolo del Brasile, <strong>Paulo Leones Gomes Vergolino<\/strong>, del conservatore della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia <strong>Alessandro Quinzi <\/strong>e del critico d\u2019arte <strong>Giancarlo Pauletto<\/strong>. La mostra goriziana \u00e8 realizzata e \u00a0promossa dall\u2019Associazione culturale Ethos, presieduta da <strong>Patrizia Barbieri<\/strong>, con la collaborazione di <strong>Eros Cosatto <\/strong>dei Musei provinciali, primo evento organizzato a Gorizia con il neo nato ERPAC, l\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>Particolarit\u00e0 del percorso espositivo la presenza del torchio dell\u2019artista e l\u2019esposizione di un quaderno autografo contenente l\u2019elenco puntuale delle sue 517 incisioni, un inventario probabilmente compilato durante i viaggi in nave dall\u2019Europa al Brasile, assieme a lastre originali. Le opere esposte spaziano e approfondiscono i cicli ai quali Steiner lavor\u00f2 durante la sua vita: <em>Mata-pau<\/em>, vegetazione predatrice dei tropici, <em>Urub\u00f9<\/em>, animale saprofago o avvoltoio del nuovo mondo, Miniature, \u00a0Vegetazione, Penitenziario e Indigeni-Primitivi del Brasile, ma anche scorci di Gorizia. Lavori che spaziano dagli anni \u201940 fino agli anni \u201970.<\/p>\n<p>Eventi straordinari della mostra, inoltre, le prove di stampa dal vero realizzate da Franco Dugo utilizzando una lastra originale sul torchio di Steiner. La mostra \u00e8 visitabile fi no a domenica 20 novembre con orario da mercoled\u00ec a domenica dalle 10 alle 17 e gioved\u00ec dalle 10 alle 19. Info: tel. 0481 547499 \/ 0481 547541 musei@provincia.gorizia.it, <a href=\"http:\/\/www.hsteiner.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.hsteiner.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prorogata fino al 20 novembre la mostra su Hans Stainer_Rio<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":20767,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-20766","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",750,481,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",750,481,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",750,481,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1-300x192.webp",300,192,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",640,410,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",300,192,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",500,321,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",474,304,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",391,251,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",300,192,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",750,481,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",750,481,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",750,481,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",750,481,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1.webp",250,160,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16530-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Prorogata fino al 20 novembre la mostra su Hans Stainer_Rio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20766\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}