{"id":20664,"date":"2016-10-18T00:00:00","date_gmt":"2016-10-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20664"},"modified":"2016-10-18T00:00:00","modified_gmt":"2016-10-17T23:00:00","slug":"come-funziona-la-proteina-prionica-quando-e-buona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/come-funziona-la-proteina-prionica-quando-e-buona\/","title":{"rendered":"Come funziona la proteina prionica (quando \u00e8 buona)"},"content":{"rendered":"<p> \t\u00c8 una proteina con due facce diametralmente opposte: tristemente nota nella sua forma \u201cdegenerata\u201d, il prione che provoca malattie neurodegenerative gravi e incurabili come la \u201cmucca pazza\u201d nei bovini e la sindrome di Creutzfeldt-Jakob negli esseri umani, nella sua forma fisiologica la proteina prionica (PrP<sup>C<\/sup>) svolge invece una funzione vitale per il cervello. La sua azione positiva per\u00f2 fino a oggi non era mai stata definita con chiarezza. Due nuovi studi, entrambi coordinati da <strong>Giuseppe Legname<\/strong>, professore della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, offrono una descrizione dettagliata dei meccanismi biochimici con cui questa proteina stimola e guida la crescita dei neuriti, le proiezioni (assoni e dendriti) della membrana del neuroni cos\u00ec importanti per la trasmissione del segnale nervoso.<\/p>\n<p> \tIl primo studio \u2013 spiega Legname \u2013 \u00e8 stato appena pubblicato sul\u00a0<em>Journal of Cell Science<\/em>. \u201cIn questo lavoro, che abbiamo svolto in collaborazione con l\u2019Optical Manipulation Lab (CNR- IOM, Trieste), abbiamo usato una tecnica innovativa che ci ha permesso di osservare da vicino l\u2019interazione fra PrP<sup>C<\/sup>\u00a0e i neuriti in fase di crescita\u201d. \u00a0La metodologia, sviluppata da <strong>Dan Cojoc<\/strong>, ricercatore SISSA\/CNR-IOM, \u00a0prevedeva l\u2019inserzione delle proteine PrP all\u2019interno di micro vescicole che venivano poi poste con precisione, con delle pinzette ottiche, in vicinanza dei coni di crescita di neuroni ippocampali. I coni di crescita sono porzioni \u201cattive\u201d della membrana del neurone dove si svolge la crescita del neurite. Una volta posizionate, le vescicole venivano \u201caperte\u201d mediate brevi lampi di luce UV, cos\u00ec che la proteina venisse rilasciata in prossimit\u00e0 del cono di crescita.<\/p>\n<p> \t\u201cCon questa tecnica di precisione abbiamo potuto osservare la reazione del cono di crescita a basse concentrazioni di proteina prionica. Negli esperimenti la presenza di PrP<sup>C<\/sup>\u00a0provocava il rapido accrescimento dei neuriti e il posizionamento del cono di crescita in direzione della massima concentrazione di proteina prionica,\u201d spiega Legname. \u201cIn fasi successive dello stesso lavoro abbiamo inoltre osservato che PrP<sup>C<\/sup>, quando anzich\u00e9 essere libera e disciolta nel mezzo extracellulare \u00e8 ancorata alla membrana cellulare, funziona come un recettore che si lega ad altre proteine prioniche libere, che possono partecipare a processi biochimici diversi\u201d.\u00a0\u00a0<br \/> \tQuando una molecola interagisce selettivamente con molecole a lei identiche, come in questo caso, si parla di interazione \u201comofilica\u201d. \u201cIn questo studio abbiamo osservato anche che sono proprio queste interazioni omofiliche a guidare il processo di crescita dei neuriti, attraverso l\u2019intervento di particolari molecole, chiamate molecole di adesione delle cellule neurali (NCAM)\u201d continua Legname.<\/p>\n<p> \tEd \u00e8 proprio il secondo studio, pubblicato sul <em>Journal of Biological Chemistry<\/em>, a gettare luce su quest\u2019ultimo passaggio del processo, aggiudicandosi per il suo valore anche la copertina dell\u2019edizione corrente. \u201cInsieme al gruppo di <strong>Janez Plavec<\/strong> del Centro Risonanza Nucleare Magnetica di Lubiana abbiamo condotto un\u2019analisi strutturale dell\u2019interazione fra PrPC e NCAM\u201d, spiega Legname.<\/p>\n<p> \t\u201cAbbiamo visto che NCAM si lega in maniera molto stretta con il terminale N della proteina prionica\u201d, spiega <strong>Gabriele Giachin<\/strong>, ex studente e ricercatore SISSA, attualmente in forza al <em>European Synchrotron Radiation Facility<\/em> di Grenoble in Francia, che insieme a <strong>Giulia Salzano<\/strong>, dottoranda della SISSA, ha contribuito allo studio. PrPC \u00e8 infatti costituita da due domini: una parte strettamente impacchettata che per sua natura non interagisce con altre molecole, e una parte non strutturata, libera, il terminale N, che \u00e8 invece la zona attiva della molecola. \u201cLa nostra osservazione mostra che NCAM promuove la crescita del neurite attraverso il suo legame con PrPC, proprio legandosi alla sua parte non strutturata\u201d, continua Giachin.<\/p>\n<p> \tI due studi si completano, offrendo il primo una visione d\u2019insieme dell\u2019intero processo e il secondo un focus su uno stadio importante, formando insieme un quadro coerente. \u201cSiamo molto soddisfatti di questo grande lavoro che ha unito competenze e visioni molto diverse, oltre a gruppi di paesi diversi\u201d, conclude Legname che spiega anche che questa osservazione non solo amplia la conoscenza sui meccanismi fisiologici di PrPC: \u201cora che conosciamo meglio l\u2019azione normale \u00a0della proteina prionica abbiamo maggiori elementi anche per comprendere cosa succede quando il processo non funziona e si innesca la sua azione patologica\u201d, conclude lo scienziato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due studi coordinati dalla SISSA<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":20665,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-20664","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",750,513,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",750,513,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",750,513,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1-300x205.webp",300,205,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",640,438,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",300,205,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",500,342,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",474,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",380,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",300,205,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",750,513,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",750,513,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",750,513,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",750,513,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1.webp",250,171,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/16286-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Due studi coordinati dalla SISSA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20664","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20664"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20664\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20664"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20664"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20664"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}