{"id":20522,"date":"2016-09-29T00:00:00","date_gmt":"2016-09-28T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20522"},"modified":"2016-09-29T00:00:00","modified_gmt":"2016-09-28T23:00:00","slug":"larte-del-ricilco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/larte-del-ricilco\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte del ricilco"},"content":{"rendered":"<p> \t<strong>Elena Clelia Budai<\/strong>, in arte <strong><em>Elecle<\/em><\/strong>, artista dallo stile \u201ctransfigurativo\u201d, riesce a trasmettere una straordinaria emotivit\u00e0 nelle proprie opere. Le sua arte \u00e8 presente in importanti collezioni private, tra cui quella dell\u2019<em>Alexander Musem Hotel Palace <\/em>di Pesaro; non solo un albergo lussuoso, ma anzitutto un\u2019opera d\u2019arte contemporanea frutto del lavoro di artisti come <strong>Arnaldo e Gi\u00f2 Pomodoro<\/strong>, <strong>Mimmo Paladino<\/strong>, <strong>Chia <\/strong>e <strong>Cucchi<\/strong>. Ha esposto in ambito nazionale e internazionale ottenendo buoni riscontri di critica. \u00c8 un\u2019artista innovativa che fa \u201cscappare\u201d le proprie invenzioni fuori dalle dimensioni del quadro, in modo da conquistare il tridimensionale. Le sue creazioni vengono rese all\u2019essenziale e celano monomanie dell\u2019esistenza umana. Nel suo percorso artistico, dalla pittura ai bassorilievi, ha sempre utilizzato lacche, paste e plastiche, sostenendo l\u2019importanza del riciclo e della sperimentazione. Propone con grande creativit\u00e0 l\u2019arte del polimaterico, ricorrendo alla creazione di figure umane (o parti somatiche di esse), plasmando paste termoindurenti e rivestendole con involucri lavorati di polietilene tereftalato (PET), cos\u00ec ottenendo delle sculture dai lineamenti perfetti.<\/p>\n<p> \tIn occasione della 13esima tappa del Giro d\u2019Italia da Palmanova a Cividale del Friuli, del 20 maggio scorso, ha inaugurato con il pittore greco <strong>Dimitri Pikoulas Canapa<\/strong>, un atelier proprio a <strong>Palmanova<\/strong>, dando genesi a un luogo d\u2019incontro per l\u2019arte. Un monaco tibetano e una bicicletta d\u2019altri tempi ci danno il benvenuto.<\/p>\n<p> \t<strong>Elena, lei risiede a Bagnaria Arsa ed \u00e8 di fatto espressione del territorio. Quando ha capito che l\u2019arte sarebbe diventata la sua vita?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi sono sempre dedicata alla pittura e di preciso non me lo ricordo, ma quando frequentavo l\u2019Istituto Magistrale sentivo di avere qualcosa dentro. Da piccina ho vissuto il \u201968 e le sue variegate sfaccettature nel campo della moda, della musica, del design e dell\u2019arte. Ora mi riaffiorano quei ricordi, come ad esempio quel via vai di musicisti, i vinili, il rock dei Phink Floyd e dei Led Zeppelin, e soprattutto la Pop Art, una vera e propria iconografia della contemporaneit\u00e0, un linguaggio comprensibile a tutti\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un destino tracciato, insomma.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abA dir la verit\u00e0, all\u2019inizio non seguivo il sogno di diventare un\u2019artista, fu cos\u00ec inevitabile passare alla realt\u00e0 e iniziare a lavorare in una importante azienda del settore del design e arredamento dove ho avuto modo di conoscere le nuove materie plastiche industriali che rivestono parti di complementi di arredo. Nella mia mente mi scervellavo sempre pi\u00f9 con l\u2019idea di assemblare, plasmare e dare nuove forme a parte di questi materiali che di seguito erano destinati al riciclo. Fu cos\u00ec che da autodidatta, fuori dall\u2019orario di lavoro, iniziai a mettere in pratica una mia tecnica personale contraddistinta dalla modellazione e dalla colorazione della plastica con l\u2019ausilio del calore. Arriv\u00f2 poi la prima mostra, fui selezionata a Trieste da <em>Espansioni Art 2012<\/em>, una rassegna d\u2019arte contemporanea di artiste croate, italiane e slovene, che mi port\u00f2 a Rijeka, in Istria, in una mostra organizzata dal console Renato Cianfarani, con il supporto della Comunit\u00e0 degli Italiani. Da qui ho iniziato la mia seconda vita\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>In pochi anni ha spiccato il volo partecipando a diverse mostre nazionali e internazionali\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abRijeka ha delineato un nuovo inizio del mio percorso artistico, un\u2019opportunit\u00e0 per respirare aria nuova e scoprire stimoli diversi. Un effetto boomerang che mi ha aperto nuove strade, come quella londinese, alla <em>Royal Opera Arcade Gallery<\/em>. Una galleria nel cuore di Londra, vicino a <em>Trafalgar Square<\/em>, che mette a disposizione i suoi spazi per organizzare mostre ed eventi. L\u00ec ho presentato \u201cLa ragazza dei Fichi\u201d, una pittura contemporanea dalla forte esternazione, che esprime il desiderio di rinascere. Peraltro \u00e8 stata una vetrina con la quale ho avuto modo di relazionarmi con artisti e <em>performers <\/em>di tutto il mondo. Di pi\u00f9, una scuola di pensiero che mi ha insegnato a essere sempre me stessa\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Dopo Londra \u00e8 seguita la sua consacrazione artistica. Ha ingranato la quarta marcia e non si \u00e8 pi\u00f9 fermata\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNulla nasce per caso, tutto \u00e8 frutto di un pensiero, di un sogno, di un desiderio. I luoghi possono essere lontani, piccoli o immensi, ma sono le persone che creano l\u2019ambiente. E questo \u00e8 valso anche per me. Ho realizzato un\u2019esposizione sul riciclo a Fauglis, dove sono nata, e a Bagnaria Arsa, dove tuttora vivo, all\u2019interno di un cartellone di arte e musica dedicato al leggendario leader dei Clash. \u00c8 seguita la mostra <em>Just Cavalli Hollywood<\/em>, a Milano, con l\u2019artista Aidan Nadia Bonometti, in un percorso di sensazioni e di ombre, sotto l\u2019influenza della Pop Art. Poi, contemporaneamente alla rassegna della Biennale, ho esposto nel palazzo di Ca\u2019 Zanardi a Venezia due quadri, dei quali uno su tela e l\u2019altro in altorilievo. Quest\u2019ultimo \u00e8 stato la mia prima installazione polimaterica con il PET riciclato. E siccome da cosa nasce cosa, sono arrivata a Fano, nella riviera marchigiana, per partecipare alla collettiva \u201cSeduzione dell\u2019Arte\u201d. L\u2019accoglienza e la simpatia di questa cittadina mi hanno conquistata e forse hanno conquistato anche <em>Martina<\/em>, la mia scultura in PET alta 2,30 m, creata ad hoc per l\u2019occasione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Una mostra che ha confermato a pieno le sue doti artistiche.<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo ricevuto un buon riscontro di critica e di pubblico; il professore Giorgio Gregorio Grasso, critico dell\u2019Arte e curatore della mostra, ha accolto favorevolmente <em>Martina<\/em>, rilasciandomi una recensione. Eppure furono giornate di grandi tensioni, dacch\u00e9 ero un\u2019artista emergente e non era scontato ricevere dei feedback positivi. Cos\u00ec, fino all\u2019ultimo ho pensato di essere in una gabbia di leoni\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Arriviamo all\u2019incontro con il conte Alessandro Ferruccio Marcucci Pinoli di Valfesina, <\/strong><strong><em>Nani <\/em><\/strong><strong>per gli amici, personalit\u00e0\u00a0<\/strong><strong>eclettica, scrittore, poeta, pittore e scultore\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl Conte fu piacevolmente impressionato da <em>Martina <\/em>che decise di acquistarla. Per me fu una gioia immensa, il coronamento di un sogno, la degna conclusione di un percorso artistico. Oltretutto la inser\u00ec negli spazi dell\u2019<em>Alexander Musem Hotel Palace<\/em>. Un albergo tutto bianco che comprende 63 stanze realizzate da 75 artisti. Ogni dettaglio, dall\u2019ingresso all\u2019arredamento interno, \u00e8 il risultato dello sforzo creativo di <em>Nani<\/em>, che ha ideato questo luogo rivoluzionando il concetto di accoglienza. \u00c8 il primo hotel-museo aperto del mondo, dove si pu\u00f2 soggiornare e degustare le eccellenze gastronomiche in ambienti realizzati da artisti come Arnaldo e Gi\u00f2 Pomodoro, Mimmo Paladino, Chia, Cucchi e\u2026 Elecle (sorride, ndr). Per di pi\u00f9 il Conte ha avviato due nuove correnti artistiche: il transfigurativismo e il transconcettualismo\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Ovvero?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019arte \u00e8 una trasmutazione: \u00e8 andare oltre percorrendo la via profonda dell\u2019interiorit\u00e0. Significa in questo caso andare oltre al figurativo e al concettuale con arti espressive innovatrici e di avanguardia per conoscere la realt\u00e0 in cui stiamo e noi stessi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Da allora l\u2019artista Elecle ha raggiunto nuovi traguardi, creando sculture sempre pi\u00f9 belle, anche se lontano dal suo Friuli\u2026<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIo sono e sar\u00f2 sempre legata alla mia terra, il problema \u00e8 che riuscire a trovare un don Chisciotte che ti permetta di fare arte \u00e8 una chimera, cos\u00ec spesso e volentieri bisogna emigrare altrove; allo stesso tempo avrei il piacere che le istituzioni educassero di pi\u00f9 all\u2019arte. Ma sappiamo che questo \u00e8 difficile. Devo dire per\u00f2 che nelle Marche mi sono trovata sempre molto bene perch\u00e9 \u00e8 una regione che offre molto, artisticamente parlando\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono le sue ultime mostre?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abRecentemente ho partecipato al <em>Premio Pesaro d\u2019Arte 2015<\/em>, dove ho ricevuto il terzo premio per la scultura \u201cEster\u201d, alla <em>Summer Art <\/em>di Venezia alla presenza di Vittorio Sgarbi, e ora ho avviato una collaborazione con la galleria <em>iSculpture <\/em>di San Gimignano, ove sto esponendo dei PET di figure maschili in colori bianchi, rossi e grigi\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Siamo arrivati alla conclusione. Elena pu\u00f2 svelare un piccolo segreto ai nostri lettori: chi raffigura <\/strong><strong><em>Martina<\/em><\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00ab<em>Martina <\/em>ritrae una donna cervignanese, Martina Accaino, una mia carissima amica con cui ho condiviso tanti bei momenti di vita e di arte\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elena Clelia Budai<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":20523,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-20522","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",750,500,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",750,500,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",750,500,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",300,200,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",500,333,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",474,316,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",391,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",300,200,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",750,500,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",750,500,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",750,500,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",750,500,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15954-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Michele Tomaselli","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tomaselli\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Elena Clelia Budai","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20522"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20522\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}