{"id":20458,"date":"2016-09-22T00:00:00","date_gmt":"2016-09-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20458"},"modified":"2016-09-22T00:00:00","modified_gmt":"2016-09-21T23:00:00","slug":"pordenone-riporta-in-scena-la-divina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/pordenone-riporta-in-scena-la-divina\/","title":{"rendered":"Pordenone riporta in scena la Divina"},"content":{"rendered":"<p> \tI divi, gli autori, i generi, i kolossal, la sperimentazione, tutto quello che il cinema aveva inventato nei suoi primi decenni di vita, trova spazio nel programma della\u00a0<strong>35<\/strong>^\u00a0<strong>edizione delle Giornate del Cinema Muto<\/strong>\u00a0in programma\u00a0a Pordenone da sabato 1 a sabato 8 ottobre. Ed \u00e8 proprio l\u2019icona pi\u00f9 celebre del cinema (muto ma anche sonoro), la divina per antonomasia,\u00a0<strong>Greta Garbo<\/strong>\u00a0ad aprire la rassegna con\u00a0<strong><em>The<\/em><\/strong>\u00a0<strong><em>Mysterious Lady<\/em><\/strong>\u00a0di Fred Niblo, del 1928, in cui l\u2019attrice interpreta uno dei suoi ruoli preferiti, quello di un\u2019affascinante spia. Diverse scene sono girate in un teatro d&#39;opera di Vienna durante la rappresentazione di Tosca, e la partitura composta da Carl Davis, che lo stesso autore diriger\u00e0 a Pordenone, contiene molte citazioni dall\u2019opera di Puccini. Da sottolineare che l\u2019organico\u00a0 che accompagner\u00e0 la proiezione del film \u00e8 composto da 59 elementi dell\u2019Orchestra San Marco di Pordenone, ed \u00e8 il numero pi\u00f9 alto di musicisti che mai siano stati impegnati in tutte le edizioni del festival.<\/p>\n<p> \tL\u2019evento inaugurale sar\u00e0 preceduto dalla proiezione di\u00a0<strong><em>\u00c0 propos de Nice<\/em><\/strong>\u00a0di Jean Vigo, che il nuovo direttore delle Giornate, Jay Weissberg, ha fortemente voluto in segno di solidariet\u00e0 verso la citt\u00e0 di Nizza recentemente colpita da un attentato terroristico. La serata di apertura \u00e8 realizzata con la collaborazione e il fondamentale contributo della Fondazione CRUP.\u00a0<\/p>\n<p> \tSe indubbiamente il programma delle Giornate offre le suggestioni pi\u00f9 diverse, dovendo individuare il protagonista assoluto dell\u2019edizione 2016, non possiamo non indicare il nome di\u00a0<strong>William Cameron Menzies<\/strong>, regista ma soprattutto scenografo (fu il primo a vincere l\u2019Oscar in questa categoria) attivo a Hollywood fino alla fine degli anni &#39;40, dopo aver arricchito il suo gi\u00e0 prestigioso curriculum con un Oscar speciale nel 1939 &#8220;per i risultati straordinari nell&#39;uso del colore, che ha innalzato il livello drammaturgico di\u00a0<em>Via col vento<\/em>&#8220;. A Menzies le Giornate dedicano un\u2019ampia retrospettiva curata da James Curtis, autore di uno splendido volume sulla vita e la carriera di Menzies, che lo stesso Curtis presenter\u00e0 nell\u2019ambito della Jonathan Dennis Lecture, la conferenza che ormai da parecchi anni le Giornate hanno istituito per ricordare la figura e l\u2019opera dello studioso neozelandese che \u00e8 stato uno degli amici e dei collaboratori pi\u00f9 cari della manifestazione.<\/p>\n<p> \tNell\u2019ambito della rassegna dedicata a Menzies, va ascritto anche l\u2019evento di chiusura del festival, che ha il sostegno di FriulAdria Cr\u00e9dit Agricole, in programma\u00a0sabato 8 e replicato domenica 9 ottobre sempre al Teatro Verdi,\u00a0<strong><em>Il ladro di Bagdad<\/em><\/strong>\u00a0con la regia di Raoul Walsh e l\u2019interpretazione di Douglas Fairbanks. Il film, ispirato alle\u00a0<em>Mille e una notte<\/em>, segna la definitiva e completa affermazione del talento di Menzies, capace a soli 27 anni di conquistarsi la totale fiducia di una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 potenti dell\u2019industria cinematografica qual era Fairbanks, che pose proprio come condizione della realizzazione del film la partecipazione del giovane scenografo.\u00a0<em>Il ladro di Bagdad<\/em>\u00a0\u00e8 la straordinaria trasposizione visiva di un orientalismo fantastico che tanta suggestione esercitava in quegli anni sull\u2019arte e sull\u2019immaginario occidentale. Un\u2019attrazione che, ad esempio, Orson Welles non mancava mai di citare, ricordando il tempo in cui bambino fu stregato dalla visione del film. L\u2019accompagnamento musicale \u00e8 ancora affidato all\u2019Orchestra San Marco, diretta questa volta da Mark Fitz-Gerald, che ha ricostruito e adattato la riscoperta partitura originale del 1924 di Mortimer Wilson.<\/p>\n<p> \tTra gli altri eventi spicca l\u2019appuntamento di met\u00e0 settimana,\u00a0mercoled\u00ec 5 ottobre,\u00a0<strong><em>Monte-Cristo<\/em><\/strong>\u00a0(1929) adattamento cinematografico ad opera di Henri Fescourt del romanzo di Alexander Dumas padre. Una vera e propria maratona della durata di quasi 4 ore, la prima imponente &#8211; anche sotto il profilo economico &#8211; trasposizione del capolavoro letterario che negli anni a venire ispirer\u00e0 molte altre volte il cinema. Dopo\u00a0<em>I miserabili<\/em>, presentato nella scorsa edizione delle Giornate, Fescourt con\u00a0<em>Monte-Cristo<\/em>\u00a0si conferma regista allo stesso tempo raffinato e popolare, capace di sfrondare elementi della trama non necessari cinematograficamente e di aggiungerne altri che potevano rendere pi\u00f9 comprensibile la storia particolarmente complicata per la presenza di tanti personaggi e situazioni. A ragione, il\u00a0<em>Monte-Cristo<\/em>\u00a0di Fescourt pu\u00f2 essere considerato tra le realizzazioni pi\u00f9 alte dell\u2019epoca del muto, un film in cui i migliori tecnici ed artisti della scena europea dell\u2019epoca hanno dato il meglio di s\u00e9.<\/p>\n<p> \tRimanendo in campo letterario, un\u2019altra proposta di grande interesse \u00e8 la doppia versione cinematografica del romanzo di Emile Zola,\u00a0<em>Nan\u00e0<\/em>. Se quella a firma di\u00a0<strong>Jean Renoir<\/strong>\u00a0del 1926 \u00e8 la pi\u00f9 conosciuta, una riscoperta assoluta \u00e8 la\u00a0<em>Nan\u00e0<\/em>italiana del 1917 con la regia di Camillo De Riso, che proviene dalla Cineteca di Buenos Aires. Il film non ci \u00e8 pervenuto nella sua integrit\u00e0, ce ne rimane solo un terzo del metraggio totale, quanto basta per\u00f2 per scoprire un\u2019attrice,\u00a0<strong>Tilde Kassay<\/strong>, che ripropone con molta abilit\u00e0 vezzi e atteggiamenti tipici delle dive italiane dell\u2019epoca. Compreso quel loro modo di esprimere angoscia aggrappandosi alle tende. Il particolare momento storico &#8211; era l\u2019anno della disfatta di Caporetto &#8211; non era per\u00f2 il momento pi\u00f9 opportuno per una storia scabrosa. Cos\u00ec il film ebbe non pochi guai con la censura, venne subito sequestrato e solo nel 1919 e dopo il cambiamento del titolo (da\u00a0<em>Nan\u00e0<\/em>\u00a0a\u00a0<em>Una donna funesta<\/em>) la decisione fu derubricata.<\/p>\n<p> \tRapporto tra cinema e letteratura, nella ricorrenza dei 400 anni della morte di Shakespeare, che ritorna ancora nei tre film interpretati da Francesca Bertini e tratti da altrettante opere del genio di Stratford upon Avon:\u00a0<em>Il mercante di Venezia<\/em>,\u00a0<em>Re Lear<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Romeo e Giulietta<\/em>.<\/p>\n<p> \tNella tradizione delle Giornate, il focus sulle cinematografie del mondo quest\u2019anno \u00e8 puntato sulla\u00a0<strong>Polonia<\/strong>, una delle meno conosciute tra quelle europee essendo andato distrutto durante la seconda guerra mondiale il 90 per cento della produzione prebellica. La retrospettiva che comprende documentari e film di finzione, corto e lungometraggi, testimonia lo sforzo di un paese tornato indipendente solo dal 1918, di costruire una propria industria cinematografica restando comunque aperto alle feconde influenze internazionali.<\/p>\n<p> \tMeritano senz&#39;altro un nuova opportunit\u00e0 di visione e di rivalutazione, dopo la storica rassegna \u201cSulla via di Hollywood\u201d\u00a0del 1988, i lavori di uno dei primi maestri del cinema americano,\u00a0<strong>John H. Collins<\/strong>, vittima a soli 28 anni dell\u2019epidemia influenzale del 1918;\u00a0e sar\u00e0 un piacere riscoprire le spassose comiche dello Studio fondato da\u00a0<strong>Al Christie<\/strong>, insieme a Mack Sennett e Hal Roach uno dei nomi pi\u00f9 importanti del cinema comico muto americano.<\/p>\n<p> \tProsegue anche nel 2016 dopo la felice esperienza dell\u2019anno scorso, l\u2019affascinante viaggio nel tempo nelle grandi metropoli di inizio anni 30 del &#39;900 (Buenos Aires, Tokyo, San Paolo del Brasile, Toronto, Budapest, Praga, Vienna e Belgrado) nella seconda parte della rassegna sulle sinfonie delle citt\u00e0. E c\u2019\u00e8 anche la\u00a0<strong>Venezia<\/strong>\u00a0della fine dell\u2019800 nelle prime immagini dei cameramen\u00a0<strong>Lumi\u00e8re<\/strong>, a testimoniare l\u2019amore che il cinema fin dalla sua nascita ha avuto nei confronti della citt\u00e0 lagunare. Ancora Venezia \u00e8 la protagonista del film di\u00a0<strong>Max Reinhardt<\/strong>, il grande innovatore della scena teatrale europea,\u00a0<em>Notti veneziane<\/em>, tratto dall\u2019omonima pantomima.<\/p>\n<p> \tPer gli amanti del teatro gioved\u00ec 6 ottobre \u00e8 in programma\u00a0<em>Kean, genio e sregolatezza<\/em>\u00a0di\u00a0<strong>Alexandre Volkoff<\/strong>, dall\u2019opera teatrale di Alexander Dumas padre. Il film ripropone l\u2019accoppiata Volkoff-Mosjoukine, attiva e celebre nella Russia prerivoluzionaria. Volkoff, artista totale e figura di spicco della colonia dei Russi bianchi in esilio a Parigi.\u00a0<strong>Mosjoukine<\/strong>\u00a0mattatore della scena teatrale e cinematografica e quindi il pi\u00f9 adatto a interpretare il ruolo del pi\u00f9 grande attore dell\u2019800. Il film fu uno straordinario successo di pubblico e critica e ancora oggi rappresenta una perfetta fusione di elementi diversi quali il burlesque, il musical e la tragedia.<\/p>\n<p> \tCi portano a questioni di stringente attualit\u00e0 le rarissime immagini della Libia nella guerra italo-turca, contenuta nel film\u00a0<em>L\u2019onore riconquistato<\/em>\u00a0del 1913, ritenuto perduto e presente invece non classificato nelle collezioni del Danish Film Institute, di cui si celebrano i 75 anni dalla nascita.<\/p>\n<p> \tE, a un mese dalle\u00a0<strong>elezioni presidenziali americane<\/strong>, ecco un breve programma di filmati elettorali tra il 1896 e il 1924 con protagonisti i presidenti William Mckinley, Theodore Roosevelt, Warren Harding e Calvin Coolidge.<\/p>\n<p> \tTra i maestri del Canone rivisitato, una doverosa citazione spetta a\u00a0<strong>Yasujiro Ozu<\/strong>\u00a0(Sono nato, ma&#8230;) e a\u00a0<strong>G.W.Pabst<\/strong>\u00a0(I misteri di un&#39;anima) oltre al gi\u00e0 citato Jean Renoir. E c\u2019\u00e8 anche il\u00a0<strong>Disney ritrovato<\/strong>\u00a0di\u00a0<em>Africa Before Dark<\/em>, in cui Oswald the Lucky Rabbit va assumendo in maniera sempre pi\u00f9 netta le sembianze di Topolino.<\/p>\n<p> \tLa 35^ edizione delle Giornate avr\u00e0 una doppia pre-apertura &#8211;\u00a0gioved\u00ec 29 settembre al Visionario di Udine\u00a0e\u00a0venerd\u00ec 30 al Teatro Zancanaro di Sacile\u00a0&#8211; con la commedia brillante\u00a0<strong><em>Show People<\/em><\/strong>\u00a0(<em>Maschere di celluloide<\/em>, 1928) di King Vidor accompagnata dalla Zerorchestra diretta da G\u00fcnter Buchwald. Il film, che ha per protagonista una strepitosa Marion Davies nei panni di aspirante attrice, rappresenta uno dei vertici della commedia brillante degli anni Venti e offre uno spaccato della Hollywood dell\u2019epoca, con tanto di parata di star, da Charlie Chaplin a John Gilbert, da Mae Murray a William Hart a Douglas Fairbanks. Lo spettacolo \u00e8 stato realizzato da Cinemazero in occasione della mostra\u00a0<em>Hollywood Icons<\/em>, fotografie dalla John Kobal Foundation, in corso a Villa Manin di Passariano. La serata allo Zancanaro, che in passato ha ospitato otto edizioni delle Giornate, \u00e8 realizzata in collaborazione con il Comune di Sacile e la partecipazione del Rotary Club Sacile Centenario ed \u00e8 a ingresso libero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentate le Giornate del Cinema Muto<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":20459,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-20458","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",750,529,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",750,529,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",750,529,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1-300x212.webp",300,212,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",640,451,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",300,212,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",500,353,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",459,324,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",369,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",300,212,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",750,529,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",750,529,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",750,529,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",750,529,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1.webp",250,176,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15836-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Presentate le Giornate del Cinema Muto","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20458"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20458\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}