{"id":20351,"date":"2016-09-09T00:00:00","date_gmt":"2016-09-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/?p=20351"},"modified":"2016-09-09T00:00:00","modified_gmt":"2016-09-08T23:00:00","slug":"monfalcone-punta-sul-teatro-intelligente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/monfalcone-punta-sul-teatro-intelligente\/","title":{"rendered":"Monfalcone punta sul teatro intelligente"},"content":{"rendered":"<p> \tSono\u00a0<strong>oltre 50 gli eventi di grande spettacolo<\/strong>\u00a0che la nuova stagione del Teatro Comunale di Monfalcone propone al pubblico,\u00a0<strong>cui si affiancano oltre 30 appuntamenti \u201cDietro le quinte\u201d<\/strong>. Concerti, spettacoli di prosa, matin\u00e9e per le scuole e rappresentazioni per i pi\u00f9 piccoli, con il meglio della scena musicale internazionale e di quella teatrale italiana: una stagione ricca e attraente che spazia dalla musica antica a quella contemporanea, dalla drammaturgia classica al teatro di ricerca, che propone alcuni fra i concertisti e gli interpreti pi\u00f9 prestigiosi e amati ma valorizza anche i giovani talenti e\u00a0la scena emergente.<\/p>\n<p> \tA inaugurare la\u00a0<strong>stagione musicale diretta da Filippo Juvarra<\/strong>, gioved\u00ec 27 ottobre, sono\u00a0<strong>Mario Brunello (violoncello) e Andrea Lucchesini (pianoforte)<\/strong>, con pagine cha vanno da Grieg a \u0160ostakovi\u010d fino a Sollima.<\/p>\n<p> \tIl pianoforte \u00e8 protagonista di diversi concerti del nuovo cartellone. Il 26 gennaio sale infatti sul palcoscenico del Comunale\u00a0<strong>Lilya Zilberstein<\/strong>, la cui prestigiosa carriera internazionale \u00e8 caratterizzata da un rapporto del tutto speciale con l\u2019Italia.<\/p>\n<p> \tEd \u00e8 un altro nome del pianismo internazionale a chiudere, il 20 aprile, la stagione musicale, quello della pianista russa\u00a0<strong>Elisso Virsaladze<\/strong>. \u00c8 invece un concerto per clavicembalo solo quello di\u00a0<strong>Manuel Tomadin<\/strong>\u00a0(13 gennaio), affermato organista che si presenta nella veste pi\u00f9 rara di clavicembalista, con un programma diviso fra la musica tedesca e quella italiana, fra lo \u201cStylus fantasticus\u201c da un lato e \u201cIl basso albertino e la sua cantabilit\u00e0\u201c dall\u2019altro.<\/p>\n<p> \tLa grande musica da camera \u00e8 rappresentata dal nuovo appuntamento del ciclo dedicato alle\u00a0<em>Sonate per violino e pianoforte<\/em>\u00a0di Beethoven, affidato ad alcune delle migliori giovani violiniste italiane, che vede per la stagione 2016-2017 <strong>Laura Marzadori<\/strong>\u00a0\u2013 che recentemente ha vinto il Concorso internazionale per violino di spalla dell\u2019Orchestra del Teatro alla Scala \u2013\u00a0<strong>in duo con Olaf John Laneri<\/strong>\u00a0(10 novembre); alle tre\u00a0<em>Sonate<\/em>\u00a0in programma affiancano il brano <em>Perdendosi<\/em>, che il giovane compositore Rocco De Cia ha scritto per questo concerto.<\/p>\n<p> \tIl 2 dicembre invece sar\u00e0 la volta del\u00a0<strong>Trio \u010cajkovskij<\/strong>, punto di riferimento nel panorama internazionale della musica da camera dal 1975.<\/p>\n<p> \tDi grande suggestione il concerto di musica antica\u00a0<strong><em>Il Milione ovvero il libro delle meraviglie<\/em><\/strong>, che vede protagonista l\u2019ensemble di musica medievale\u00a0<strong>la Reverdie e David Riondino quale voce narrante<\/strong>\u00a0(15 dicembre): una sorta di colonna sonora di questo straordinario racconto di viaggio, in cui alla musica proveniente dall\u2019ambiente veneto e francese coevo si affiancano le improvvisazioni di un kamancheh persiano e i ritmi del tabla.<\/p>\n<p> \t\u00c8 dedicato alla musica rinascimentale, invece, il concerto di\u00a0<strong>Marco Beasley (voce), Stefano Rocco (arciliuto e chitarra barocca) e Fabio Accurso (liuto)<\/strong>, in cartellone il 10 febbraio, tra frottole, tarantelle e parole d\u2019amore, con pagine musicali provenienti dalle corti lombarde come dal Regno delle due Sicilie, dove si incontrano le culture del Mediterraneo.<\/p>\n<p> \tFra i protagonisti di\u00a0<strong>\u201c\u2019900&#038;oltre\u201d, la rassegna dedicata alla musica contemporanea e al Novecento storico<\/strong>, spicca il\u00a0<strong>Quartetto Voce<\/strong>\u00a0(27 marzo), giovane quartetto d\u2019archi francese che ha ottenuto la nomina di \u201cRising Stars\u201d da parte di ECHO, che propone\u00a0<strong>insieme al fisarmonicista Pierre Cussac<\/strong>\u00a0un originale repertorio per diversi tipi di fisarmonica: il bayan (la fisarmonica russa cui la compositrice Sofia Gubaidulina ha dedicato il magnifico\u00a0<em>De profundis<\/em>), il bandone\u00f3n, lo strumento delle orchestre di tango argentino suonato da Astor Piazzolla, e la fisarmonica da concerto.<\/p>\n<p> \tIn rassegna anche il\u00a0<strong>Quartetto No\u00fbs<\/strong>\u00a0(17 novembre), giovane quartetto d\u2019archi nato in seno al Conservatorio di Lugano, vincitore del Concorso \u201cRubinstein\u201d del Teatro La Fenice di Venezia e del Premio \u201cFarulli\u201d della critica musicale italiana, che propone pagine di Jan\u00e1\u010dek, Schubert e il brano\u00a0<em>Come di tempeste<\/em>\u00a0del giovane compositore Daniele Ghisi, classe 1984.<\/p>\n<p> \tE il\u00a0<strong>Quintetto Anemos<\/strong>\u00a0(23 febbraio), nome che cinque giovani strumentisti della nostra regione hanno scelto per il loro quintetto a fiati, fondato nel 2008 e selezionato dal CIDIM (Comitato Nazionale Italiano Musica); il loro programma prevede un\u2019interessante panoramica della letteratura europea per quintetto a fiati del Novecento, con pagine di Rota, Ibert, Ligeti, Arnold, Milhaud e Hindemith.<\/p>\n<p> \tNel segno della contaminazione \u00e8 la messa in scena di una \u201ccommedia musicale\u201d ad opera di\u00a0<strong>Vittorio e Lorenzo Ghielmi<\/strong>\u00a0(viola da gamba e clavicembalo), del liutista\u00a0<strong>Luca Pianca<\/strong>, del violoncellista\u00a0<strong>Enrico Bronzi<\/strong>\u00a0e dell\u2019attore <strong>Luciano Bertoli<\/strong>\u00a0(3 marzo). Si tratta de\u00a0<strong><em>La difesa della viola da gamba contro le imprese del violino e le pretese del violoncello<\/em><\/strong>, un trattato del 1740 che racconta la disputa fra la viola da gamba e il violoncello, fra la tradizione della musica francese e la nuova musica italiana, animato da pagine di Marais, Geminiani, Forqueray e Vivaldi.<br \/> \tMusica e teatro si intrecciano anche nell\u2019esecuzione, ad opera della\u00a0<strong>Mitteleuropa Orchestra diretta da Michele Carulli<\/strong>, del\u00a0<strong><em>Sogno di una notte di mezza estate<\/em><\/strong>\u00a0(17 marzo), le musiche di scena che Mendelssohn scrisse per la commedia fantastica di Shakespeare. Nella produzione, realizzata dal Teatro di Monfalcone insieme al Teatro Stabile del FVG, all\u2019Orchestra si affiancano il\u00a0<strong>Piccolo Coro Artemia<\/strong>\u00a0e gli\u00a0<strong>attori Adriano Braidotti, Ester Galazzi e Francesco Migliaccio<\/strong>.<\/p>\n<p> \tAlla Mitteleuropa si affiancano, nel nuovo cartellone, altre importanti formazioni orchestrali. Il 25 novembre salgono sul palcoscenico del Comunale il\u00a0<strong>Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell\u2019Oste<\/strong>, l\u2019<strong>Orchestra San Marco<\/strong>\u00a0di Pordenone, il\u00a0<strong>Collegium Apollineum<\/strong>\u00a0(orchestra con strumenti originali) e\u00a0<strong>il pianista Federico Lovato<\/strong>.\u00a0<strong>Direttore del concerto \u00e8 Marco Feruglio<\/strong>, che propone un affascinante programma dedicato a J. S. Bach (di cui sar\u00e0 eseguito uno dei 6 celebri\u00a0<em>Mottetti<\/em>) e Stravinskij (in programma il\u00a0<em>Concerto per pianoforte e orchestra di fiati<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>Sinfonia di salmi<\/em>, per coro e strumenti).<\/p>\n<p> \tIl 7 aprile, invece, torna a Monfalcone l\u2019<strong>Orchestra di Padova e del Veneto<\/strong>\u00a0con un concerto tutto \u201cal femminile\u201d: la direzione, infatti, \u00e8 di\u00a0<strong>Elim Chan<\/strong>, la prima donna ad aver vinto il prestigioso Concorso \u201cDonatella Flick\u201d, che le ha consentito di diventare direttore assistente della London Symphony Orchestra; con lei\u00a0<strong>Laura Polverelli<\/strong>, fra i mezzosoprani pi\u00f9 acclamati della sua generazione. In programma tre grandi capolavori della musica romantica: l\u2019<em>Ouverture<\/em>dall\u2019opera\u00a0<em>Oberon<\/em>\u00a0di Weber, la raccolta vocale\u00a0<em>Les nuits d\u2019\u00e9t\u00e9<\/em>\u00a0di Berlioz e la\u00a0<em>Sinfonia n. 3<\/em>\u00a0<em>\u201cRenana\u201d<\/em>\u00a0di Schumann.<\/p>\n<p> \tA impreziosire la nuova stagione tornano le collaudate rassegne\u00a0<strong>\u201cConcerti per organo\u201d<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>\u201cGalleria Musicale\u201d<\/strong>. Proseguono, infatti, presso il Duomo di Monfalcone i concerti che vedono protagonista il magnifico organo Zanin. Ad aprire la terza edizione della rassegna, il 4 dicembre, \u00e8 Wladimir Matesic, che presenta pagine di J. S. Bach, Bossi, Widor e Brisotto. \u00c8 quindi la volta di Eugenio Maria Fagiani (5 febbraio), che a Bach affianca pagine di Mahler e H\u00e4ndel. Chiude la rassegna il concerto del Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell\u2019Oste e affiancato dall\u2019organista Roberto Lizzio (26 febbraio).\u00a0<br \/> \tI concerti in programma\u00a0<strong>presso la Galleria Comunale d\u2019Arte Contemporanea la domenica mattina, a corredo delle mostre qui allestite<\/strong>, realizzati in collaborazione con i Conservatori \u201cTartini\u201d di Trieste e \u201cTomadini\u201d di Udine, si aprono con un appuntamento dedicato alla musica di Piazzolla, animato dagli archi del Contemporaneo 4tet e dalla fisarmonica di Ozren Grozdani\u0107 (16 ottobre). Il duo composto da Giada Visentin (violino) e Mizhuo Furukubo (pianoforte) propone invece pagine di Mozart, Bart\u00f3k, Beethoven e Saint-Sa\u00ebns (23 ottobre). Sono improvvisazioni jazz quelle cui danno vita, il 6 novembre, la cantante Chiara Di Gleria e il chitarrista Mattia Romano. Chiude la rassegna, il 20 novembre, il pianista Alessandro Villalva, con un programma dedicato a Chopin e Liszt.<br \/> \tAd anticipare i quattro concerti, una\u00a0<strong>visita guidata alla mostra dedicata all\u2019arazzo di Anton Zoran Musi\u010d<\/strong>, proveniente dalla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma.<\/p>\n<p> \tLa collaborazione con il Conservatorio \u201cTartini\u201d prevede anche la realizzazione di un\u00a0<strong>concerto, fuori abbonamento e a ingresso libero, dell\u2019Orchestra degli Studenti del Conservatorio<\/strong>, diretta da Romolo Gessi (domenica 13 novembre, al Teatro Comunale).\u00a0<\/p>\n<p> \tAll\u2019insegna della contaminazione fra i linguaggi anche l\u2019apertura della nuova\u00a0<strong>stagione di prosa<\/strong>. I giorni 3 e 4 novembre, infatti, sono i pirotecnici\u00a0<strong>Oblivion<\/strong>\u00a0a dare il la al nuovo cartellone con\u00a0<strong><em>The Human Jukebox<\/em><\/strong>. Dopo aver rimixato i grandi classici della letteratura, i cinque cantanti-attori, guidati dal regista Giorgio Gallione, giocano con la storia della canzone italiana. E alla loro creativit\u00e0 si affianca quella del pubblico, che crea il men\u00f9 della serata suggerendo gli ingredienti della pozione.<\/p>\n<p> \tNello stesso segno si muove lo straordinario evento in cartellone a dicembre (i giorni 13 e 14).\u00a0<strong><em>Smashed<\/em>\u00a0<\/strong>\u00e8 lo spettacolo pi\u00f9 teatrale di\u00a0<strong>Gandini Juggling<\/strong>, la pi\u00f9 grande compagnia di giocoleria al mondo, la cui originalissima ricerca sviscera tutte le possibili funzioni della giocoleria.\u00a0<em>Smashed<\/em>\u00a0\u00e8 un raffinato omaggio a Pina Bausch, un originale ibrido di giocoleria e Tanztheater ispirato alle sue coreografie e al suo repertorio: un \u201cTanzjonglage\u201d per nove straordinari giocolieri che alternano umorismo e senso dell\u2019assurdo.<\/p>\n<p> \tA rappresentare la drammaturgia classica sono due straordinari testi.\u00a0<strong>Jurij Ferrini<\/strong>, che nel suo percorso di attore e regista ha saputo destreggiarsi fra autori classici e moderni, torna a Shakespeare con\u00a0<strong><em>Misura per misura<\/em><\/strong>\u00a0(21 e 22 marzo), commedia nera del 1603, poetico ed affascinante thriller ante litteram. A partire dalla vicenda del Duca di Vienna che si allontana dal potere per comprendere l\u2019origine del peccato nella natura umana, si snoda una storia di rara bellezza e di fascino oscuro, in perfetto equilibrio fra dramma e commedia, che parla agli spettatori di giustizia e libert\u00e0, bene pubblico e interesse individuale.<\/p>\n<p> \tRappresentato per la prima volta nel 1879,\u00a0<strong><em>Casa di bambola<\/em><\/strong>\u00a0suscit\u00f2 ovunque scandalo e polemica perch\u00e9 considerato un esempio di femminismo estremo. Partendo da un\u2019attenta rilettura di Ibsen e della storia di Nora Helmer, che vive intrappolata nel suo ruolo tormentata dal desiderio di ribellione, complici l\u2019intensa regia di\u00a0<strong>Roberto Valerio<\/strong>\u00a0e l\u2019interpretazione inquieta di\u00a0<strong>Valentina Sperl\u00ec<\/strong>, si approda a uno spettacolo il cui centro \u00e8 \u201cil dramma nudo\u201d, spogliato di ogni ornamento e convenzione borghese (17 e 18 gennaio).<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n<p> \tParticolarmente gradito dal pubblico sar\u00e0 il ritorno a Monfalcone del bravissimo\u00a0<strong>Simone Cristicchi<\/strong>, autore e interprete de\u00a0<strong><em>Il secondo figlio di Dio. Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti<\/em><\/strong>\u00a0(8 e 9 marzo). Diretto da\u00a0<strong>Antonio Calenda<\/strong>, Cristicchi torna a stupire con una storia poco frequentata ma di grande fascino, quella di Lazzaretti, un mistico di fine Ottocento. Fra canzoni inedite e recitazione, Cristicchi ricostruisce il sogno rivoluzionario di Lazzaretti, quello di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta, fondata su istruzione, solidariet\u00e0 e uguaglianza.<\/p>\n<p> \tE torna nei teatri italiani, dopo il successo record della prima stagione, anche\u00a0<strong><em>Calendar Girls<\/em><\/strong>\u00a0(a Monfalcone i giorni 7 e 8 febbraio). Primo allestimento italiano della commedia in scena in Inghilterra dal 2008 (e dell\u2019omonimo\u00a0<em>cult movie<\/em>),<em>Calendar Girls<\/em>\u00a0si ispira a un fatto realmente accaduto alla fine degli anni \u201890, quando un gruppo di donne fra i 50 e i 60 anni, stanche di fallimentari iniziative di beneficenza, decide di realizzare un calendario senza veli. A ricordarci che le stagioni della vita possono sempre sorprendere, uno straordinario cast capitanato da\u00a0<strong>Angela Finocchiaro, Laura Curino e Ariella Reggio<\/strong>\u00a0e diretto da\u00a0<strong>Cristina Pezzoli<\/strong>.<\/p>\n<p> \tA rappresentare la drammaturgia contemporanea sono quattro preziosi spettacoli.\u00a0<strong><em>Human<\/em><\/strong>\u00a0(in scena i giorni 15 e 16 novembre) \u00e8 un progetto che vede insieme\u00a0<strong>Marco Baliani e Lella Costa<\/strong>, fra le voci pi\u00f9 autorevoli del teatro di narrazione, con le musiche originali di\u00a0<strong>Paolo Fresu<\/strong>. Ispirato dall\u2019Eneide, che celebra la nascita dell\u2019impero romano da un popolo di profughi, e dal mito di Ero e Leandro, gli amanti che vivono sulle rive opposte dell\u2019Ellesponto,\u00a0<em>Human<\/em>\u00a0si interroga sul senso profondo del migrare.<br \/> \tLa storia delle 18 ragazze di Gloucester che pianificarono la loro gravidanza per allevare i bambini in una specie di comune femminile \u00e8 invece il punto di partenza di\u00a0<strong><em>Sorry, boys. Dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze<\/em><\/strong>\u00a0(10 e 11 gennaio), il nuovo spettacolo di\u00a0<strong>Marta Cuscun\u00e0<\/strong>, che sulla scena d\u00e0 voce e movimento alle 12 teste. A percorrere\u00a0<em>Sorry, boys<\/em>\u00a0\u00e8 l\u2019idea che lo sconvolgente patto delle ragazze abbia a che fare con il modello di mascolinit\u00e0 imposto dalla societ\u00e0.<\/p>\n<p> \tCon\u00a0<strong><em>Il casellante<\/em><\/strong>\u00a0(14 e 15 febbraio) approda sul palcoscenico una nuova avventura tratta dai racconti di\u00a0<strong>Andrea Camilleri<\/strong>. Diretto da\u00a0<strong>Giuseppe Dipasquale<\/strong>\u00a0(che firma l\u2019adattamento teatrale insieme allo stesso Camilleri), lo spettacolo mette in scena una storia emblematica, comica e tragica, e disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna. L\u2019originalissima lingua di Camilleri esalta la recitazione degli attori \u2013\u00a0<strong>Moni Ovadia, Valeria Contadino e Mario Incudine<\/strong>\u00a0\u2013 c<br \/>\ne prestano i panni ai suoi personaggi.<\/p>\n<p> \tA chiudere la stagione di prosa \u00e8, i giorni 4 e 5 aprile, il grande\u00a0<strong>Marco Paolini<\/strong>, protagonista di\u00a0<strong><em>Numero primo. Studio per un nuovo album<\/em><\/strong>. Se raccontare storie ambientate nel futuro \u00e8 un esercizio confinato nel genere della fantascienza (molto praticata da letteratura e cinema ma poco diffusa a teatro), allora\u00a0<em>Numero primo<\/em>\u00a0\u00e8 un esperimento di fantascienza narrata a teatro ma agli autori, Marco Paolini e Gianfranco Bettin, non piace chiamarla cos\u00ec.<\/p>\n<p> \tDi grande interesse e originalit\u00e0 anche gli spettacoli dell\u2019edizione 2016-2017 di\u00a0<strong>\u201ccontrAZIONI \u2013 nuovi percorsi scenici\u201d, la rassegna dedicata alla drammaturgia contemporanea e alla scena emergente<\/strong>.<\/p>\n<p> \t<strong><em>Acciaio liquido<\/em><\/strong>\u00a0(7 dicembre),\u00a0<strong>scritto da Marco Di Stefano e diretto da Lara Franceschetti<\/strong>, racconta il dramma che, nel dicembre del 2007, tocca nel profondo l\u2019Italia, quando in un\u2019acciaieria torinese perdono la vita, in un incendio, sette operai. Nel segno del migliore teatro civile,\u00a0<em>Acciaio liquido<\/em>\u00a0mette in scena le storie di operai, dirigenti e parenti delle vittime, restituiti in tutta la loro complessit\u00e0, senza prestare il fianco a retorica e ideologia: uno spettacolo di forte tensione emotiva su verit\u00e0 e giustizia.<\/p>\n<p> \tIn\u00a0<strong><em>Angelicamente anarchici<\/em><\/strong>\u00a0(25 gennaio)\u00a0<strong>Michele Riondino<\/strong>\u00a0d\u00e0 voce al sacerdote di strada Don Andrea Gallo e racconta il suo quinto Vangelo, quello secondo Fabrizio De Andr\u00e8. Quella fra Don Gallo e De Andr\u00e8 \u00e8 stata un\u2019amicizia intima e fortissima, animata dal desiderio di giustizia, dalla cultura libertaria e, soprattutto, dalla concezione della vita come cammino e incontro. Questo \u201cVangelo laico\u201d rivive attraverso alcune delle pi\u00f9 belle canzoni del grande poeta (eseguite in scena dal vivo).<\/p>\n<p> \t<strong><em>Dieci storie proprio cos\u00ec<\/em><\/strong>\u00a0(3 febbraio), opera-dibattito sulla legalit\u00e0, \u00e8 parte integrante di un progetto sperimentale di collaborazione fra teatri, istituti penitenziari, scuole e societ\u00e0 civile:\u00a0<strong>\u201cIl palcoscenico della legalit\u00e0\u201d<\/strong>. Racconta di vittime conosciute e sconosciute della criminalit\u00e0 organizzata, di responsabilit\u00e0 individuali e collettive ma, soprattutto, racconta il coraggio e la tenacia di tante associazioni, dei parenti delle vittime, di tutti i cittadini che fanno della memoria un diritto inalienabile. Senza enfasi celebrativa, lo spettacolo \u00e8 una \u201cragionata\u201d provocazione contro quella rete mafiosa che vorrebbe sconfitte la coscienza collettiva e la capacit\u00e0 di reagire.<\/p>\n<p> \tIn\u00a0<strong><em>Non c\u2019\u00e8 acqua pi\u00f9 fresca<\/em><\/strong>\u00a0(21 febbraio),\u00a0<strong>Giuseppe Battiston<\/strong>, interprete fra i pi\u00f9 sensibili della scena teatrale e cinematografica italiana, ci guida in un \u201cviaggio di ritorno\u201d, anche autobiografico, ai luoghi della sua infanzia, alla vita e al tempo evocati dalla poesia di Pier Paolo Pasolini. Affiancato in scena dal cantautore\u00a0<strong>Piero Sidoti<\/strong>, ci restituisce la bellezza del grande laboratorio di poesia in lingua friulana di Pasolini e il suo spessore emozionale nella nostra memoria collettiva.\u00a0<br \/> \t<strong><em>Mi chiamo Aram e sono italiano<\/em><\/strong>\u00a0(24 marzo), scritto e diretto da\u00a0<strong>Gabriele Vacis<\/strong>, \u00e8 invece il ritratto tipico di un trentenne italiano cresciuto nella periferia industriale di una grande citt\u00e0 del Nord: ma se il trentenne in questione si chiama Aram e ha un padre iraniano, le cose si complicano. In bilico fra incanto e ironia,\u00a0<em>Mi chiamo Aram e sono italiano<\/em>\u00a0racconta la storia dei nuovi italiani, le \u201cseconde generazioni\u201d, e attraverso la voce di\u00a0<strong>Aram Kian<\/strong>\u00a0offre uno sguardo al futuro di una societ\u00e0 che sta imparando a dare un significato all\u2019aggettivo \u201cmultietnico\u201d.<\/p>\n<p> \tIl sipario del Teatro Comunale si apre ben prima delle 20.45 (orario d\u2019inizio di tutti gli appuntamenti). Ad anticipare tutti gli eventi in cartellone, infatti, avr\u00e0 luogo\u00a0<strong>&#8220;Dietro le quinte&#8221;, rassegna di incontri con gli artisti\u00a0<\/strong>(alle ore 19)\u00a0<strong>e presentazioni dei concerti e degli spettacoli<\/strong>\u00a0(alle ore 20).<\/p>\n<p> \tInfo: <a href=\"http:\/\/www.teatromonfalcone.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.teatromonfalcone.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentata la stagione 2016\/17<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":20352,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-20351","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",750,502,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",750,502,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",750,502,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1-300x201.webp",300,201,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",640,428,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",300,201,false],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",500,335,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",474,317,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",388,260,false],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",300,201,false],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",750,502,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",750,502,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",750,502,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",750,502,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15662-1-272x182.webp",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Presentata la stagione 2016\/17","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20351"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20351\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}